Sant’Antioco e San Pietro

Tra acque trasparenti e il tonno di Carloforte
 

Quando ero piccola sfogliavo le riviste di viaggio convinta che quelle spiagge cristalline si trovassero solo dall’altro capo del mondo, a chissà quante ore di aereo e a quale prezzo. Quando sono cresciuta ho iniziato a girare un po’ per il nostro paese e ho scoperto un mondo. Ogni anno mi dico “questo è l’anno buono per uscire dai paese europei” ma non lo è mai, poi tra università e pandemia non sarebbe stato semplice. Proprio durante quei mesi in cui eravamo tutti chiusi in casa ho letto un articolo sull’isola di San Pietro, luogo fino a quel momento ancora sconosciuto. Ancora oggi amici e parenti mi chiedono “ma dov’è che sei stata che non mi ricordo?”, come se stessi parlando di un luogo dal nome impronunciabile nel cuore dell’India.

Invece no, questa piccola isola si trova a sud ovest della Sardegna, voi lettori e viaggiatori probabilmente la conoscete già e sapete anche che ha una sorella, Sant’Antioco. Vi propongo un giro di una settimana in queste due isole, vicine ma abbastanza diverse, in cui andare a rilassarsi tra acque splendide e ottimo pesce.

Siamo atterrati a Cagliari sabato sera e abbiamo dormito in un piccolo B&B per poi partire la domenica con il bus delle 10 in direzione Sant’Antioco. Se non avete la colazione inclusa o arrivate la mattina presto potete fermarvi all’Ex Tipografia, è molto vicina alla stazione ARST e potete trovare un piatto per tutti i gusti (io ho preso un avocado toast e il mio compagno uova e bacon ma c’è anche il classico pane, burro e marmellata o le crepes). In un paio d’ore di bus sarete in Piazza della Repubblica a Sant’Antioco dove vi consiglio di soggiornare almeno una notte.

L’Isola di Sant’Antioco è meno visitata rispetto alla sua vicina San Pietro ma ciò non significa che non sia altrettanto bella. In due l’ideale è girarla in scooter ma se viaggiate in famiglia potete tranquillamente optare per una macchina. Tra le spiagge della costa est consiglio Portixeddu, piccola spiaggia a qualche kilometro da Sant’Antioco e Turri, caratteristica per l’antica torre che la sovrasta, che si trova nell’estremo sud-ovest dell’isola. Nessuna delle due sono attrezzate quindi se avete bisogno di qualcosa di fresco o non vi siete comprati il pranzo c’è un bel baretto alla spiaggia di Coaquaddus più grande delle altre due e la più comoda se si ha bambini piccoli.

La sera potete fermarvi a mangiare un bel piatto di cozze o una frittura di pesce misto da I due fratelli potendo godere della vista sul porto. Il pesce è fresco e il locale è molto carino, vi consiglio di prenotare perché è sempre pieno. Se preferite un locale più intimo e romantico prenotare al Ristorante Zefiro, il tonno è molto buono e cucinato alla perfezione, così come il pesce fresco. Il personale è preparato e accogliente, vi farà sentire subito a vostro agio. Qui ho assaggiato per la prima volta il mirto bianco!

Il secondo giorno potete dedicarlo alla costa ovest ma se fate solo due giorni come noi avrete poco tempo. Io vi consiglio Cala Sapone, una piccola spiaggia attrezzata molto apprezzata dai locali in cui troverete sia il bar che il noleggio dell’ombrellone e anche del pedalò (ci ha chiesto 17 euro di ombrellone e 2 lettini per tutto il giorno). Molto comoda, con sabbia e acqua cristallina, Spiaggia Salina. Insomma, non vi mancherà nulla.

Allora perché San Pietro è tanto più conosciuta? L’unico comune di San Pietro è Carloforte, fondata durante il regno di Carlo Emanuele III, re di Sardegna. L’isola è conosciuta per le sue tonnare, tra le più antiche del mediterraneo. Qui, infatti, hanno scoperto che ogni anno transitava in un determinato punto una famiglia di tonni rossi; viene detto tonno di corsa proprio perché è in corsa per la riproduzione. Lo potrete assaggiare in tutta l’isola e in generale sarà sempre buono, basta capire quale parte vi piace di più (fatevi aiutare dal cameriere, la ventresca, per esempio, è la parte più pregiata ma è anche la più grassa e non incontra i gusti di tutti). Noi lo abbiamo assaggiato da Sandalo che è sia pescheria che ristorante ma, se volete fare proprio una cena con i fiocchi, prenotare da Andrea. Prima di cena fatevi un giro di Carloforte perché è davvero carina, è molto curata e se farete attenzione noterete dei bellissimi scorci. Magari potete fermarvi anche a fare aperitivo da Nostos che è proprio lì vicino o, se preferite una birra fresca, in piazza c’è il Bunker che fa anche dei bei panini e ti porta vere patatine fritte durante l’aperitivo.

Il giorno dopo, prima di tornare nelle proprie case, è d’obbligo un bel bagno in queste acque trasparenti. Tutte le spiagge principali sono a sud-est dell’isola molto vicine una dall’altra. Se preferite avere un bar vicino potete optare per La Bobba o per Punta Nera. Punta Nera è piccola, comoda durante la pausa pranzo perché potrete trovare panini, piatti freddi e insalate; La Bobba è più ampia, l’acqua è più bella e, infatti, troverete più gente. Se volete un bel panorama andare a Lucaise, c’è una piccola discesa per arrivare in questa spiaggia e da sopra potrete vedere le sue acque chiare. Già che ci siete fate una sosta alla Caletta, anche questa è attrezzata.

Se preferite un giro in barca o un’immersione rivolgetevi ai ragazzi di Isla Diving e se dovete noleggiare uno scooter per girare più agevolmente c’è Conte Luca.

Per finire tornate dalla spiaggia presto, preparatevi per uscire e prima di andare a cena andate ad ammirare il tramonto a Capo Sandalo, la vista è mozzafiato.

Un consiglio generale valido per tutta la vacanza: ascoltare la gente del posto e chiedete a loro dove andare. Tutti conoscono i venti e vi sapranno dire quale soffia in quel giorno e di conseguenza quali spiagge visitare (noi un giorno non ci abbiamo dato peso e abbiamo trovato Lucaise piena di alghe).

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