Sant’Antioco, solo verde e blu

Come partire con l'intenzione di visitare tutto il sud della Sardegna e fermarsi a Sant'Antioco, meravigliati.
 

È comunque una bellissima caletta, fosse solo per l’acqua limpida e il panorama che la circonda, torre compresa. Siamo soli e ce la godiamo fino al tramonto. Poi solita cenetta, e stelle nel cielo e vento negli ulivi.

4 settembre

Destinazione Cala Lunga, ed ecco la seconda gemma della vacanza: come sempre – ed è giusto che sia – parcheggio a pagamento, la spiaggetta è ancora vuota e, considerato il caldo, scegliamo lo spazio a sinistra, all’ombra. Il lieve odore di salmastro, dovuto al canneto, è presente, ma sparisce dopo alcuni istanti, oppure uno se lo dimentica, perdendosi con lo sguardo in questa meraviglia di caletta: bellissima. Intanto arrivano diverse persone, con ombrelloni e strutture personalizzate, e riempiono la parte della spiaggia al sole. La nostra ombra è piccola e si esaurisce, infatti alle 12 ci buttiamo ancora una volta, guardando con stupore il verde che circonda il verdeazzurro del mare, e ce ne andiamo, fermandoci però al chiosco per due caffè freddi, e qui scopro la musica rap sarda dei giovani: “ The Island” è un motivo che mi accompagnerà fino alla fine.

A casa, una piacevole aria ci accompagna nel pranzo, sul tavolo della terrazza, ma il caldo arriva impietoso e ci spinge di nuovo a Coaquaseddu, prima spiaggia visitata. Un’acqua tra le migliori conferma la nostra convinzione per cui Sant’Antioco è una location che permette di avere spiagge meravigliose a pochi minuti di distanza, senza percorrere chissà quanti chilometri. Questa sera il ristorante è chiuso, per cui ne apriamo uno noi, a Torre Canai, che decidiamo di raggiungere al tramonto e di usare come sede per la nostra cena, aspettando le stelle.

5 settembre

È il giorno del Sud Sardegna, almeno questo dobbiamo visitarlo, e questa era la nostra intenzione prima di scoprire la bellezza di Sant’Antioco. Quindi, noncuranti della forza e della tipologia del vento – grande sbaglio, grande – partiamo. Prendiamo la statale che porta a Teulada, ma svoltiamo a destra prima della cittadina, direzione porto e spiagge. Per prima, dall’alto, incontriamo Tuaredda, magnifica nel suo cambio di colori nell’acqua, ma noi ci limitiamo a fotografarla, non percependo che forse è protetta, e proseguiamo: la nostra meta è Cala Cipolla. Seguiamo le indicazione per Su Giudeo, e qui ci fermiamo. Parking: 7 euro intera giornata, possibilità di una riduzione per il pomeriggio e ancora dopo le 18.30. Un’occhiata alle persone in coda sul sentiero per Cala Cipolla ci fa scegliere il lido sottostante, anche considerando che il parcheggio è strapieno. Due lettini e ombrellone a 30 euro, subito notiamo bike surfers volteggiare e capiamo immediatamente il perchè: tutto il vento che finora non si è fatto vedere, è su questa spiaggia.

Il gestore del lido ci dice che siamo stati sfortunati, solitamente è una piscina. Non riusciamo a stendere i teli, non si può passeggiare perchè la sabbia sollevata punge la pelle, e non si tengono gli occhi aperti, si fatica ad entrare in acqua, insomma dopo due ore scarse andiamo via, e come noi, molti altri. Ci rechiamo a Teulada, in un bar ottimo, Ex centrale, per un pranzo veloce e poi a casa. Anche qui il vento oggi è notevole, ma sentirlo fischiare scuotendo gli ulivi, con un libro e un’Icnusa davanti, è altra cosa. Oggi si ritorna a Sant’Antioco, viva e vissuta, e visitiamo la Basilica di Sant’Antioco martire, banale all’esterno ma un reale tesoro antico dentro. Un po’ di lungomare e la solita ottima cena.

6 settembre

Ed eccolo il maestrale, che vuole entrare in stanza, ma che ci permette di andare al mercato settimanale del paese, dove compriamo prodotti tipici e di tornare a La Salina (o Le Saline), di nuovo pioviggina ma non ci facciamo spaventare, e ci godiamo l’acqua turchese, che non è mai un’abitudine. Nel ritorno, passiamo davanti alla Spiaggia Grande, ma proseguiamo. Al pomeriggio è la volta di Maladroxia: in molti ci hanno parlato di questa spiaggia, con toni mediocri, ed invece ancora una volta è lo stupore a prenderci, con più gente in confronto ad altre, ma con acqua tropicale, e pace. Per il ritorno, decidiamo di percorrere Sant’Antioco in orizzontale, trovandoci nel nulla. Isolati dal mondo esterno, il selvaggio nella sua forma pura, nessuno dietro, nessuno di fronte, senza segnale per il cellulare, una sensazione particolare, in mezzo ad una vegetazione verde, scura, per arrivare alla cittadina, dove ribaltiamo la situazione, recandoci all’ottimo bar, a condividere con i tifosi del posto, la Champions.

7 settembre

Nell’ultimo giorno di vacanza, vogliamo premiare la number one, cioè Cala Lunga, al mattino presto, godendoci il silenzio, la mancanza di persone e la folla. Ci immergiamo quasi subito, un saluto a questo mare unico. Al pomeriggio, realizzando un caldo umido a detta dei locali insopportabile, andiamo a Cala della Signora, che è oltre Cala Sapone, al termine di un sentiero sterrato molto facile con corrimano, ma sconsigliabile in infradito: ci sediamo sulle rocce grigie che circondano la baia, aspre, dure, e salutiamo il selvaggio, con un’acqua verde smeraldo, guardando ragazzi del posto tuffarsi da discrete altezze, e ascoltando il mare. Ultima cena al ristorante, sempre senza parole.

8 settembre

Il ritorno a Porto Torres è stato inframmezzato da una toccata e fuga a Sassari e Castelsardo, ma dentro abbiamo la bellezza di Sant’Antioco, senza traffico, senza turismo di massa, e dopo la salita al borgo storico, scendiamo in anticipo per recarci al porto, e partire per Savona con il traghetto delle 22, arrivando alle 8 anziché alle 6, e immettendoci nel traffico ligure, con ancora la trasparenza del mare negli occhi.

Che dire? Innanzitutto un grazie, enorme, alle Bellezze di quest’isola, e alle belle persone incontrate, all’attenzione all’ambiente, così raro da trovare, al selvaggio e al mare autentico, e anche al buon cibo. Consigliabile? Mille volte, sicuramente ci torneremo.

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