Romania, istruzioni per l’uso 2

Un giro di sei giorni tra castelli e chiese fortificate
 
Partenza il: 07/09/2018
Ritorno il: 13/09/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Questa volta, mia moglie ed io, siamo partiti per una vacanza di 6 giorni in Romania, dal 7 al 13 settembre 2018, perché sapevamo che c’erano delle cose interessanti da vedere, perché era una meta vicina, perché il tempo era limitato e anche perché la spesa prevista era bassa, il che non guasta mai.

Durante la mia vita ho viaggiato tanto ed ho capito una cosa, forse banale, ma importante relativa al come viaggiare. Le tue scelte devono essere diverse a seconda se “hai da spendere più tempo che soldi” oppure se “hai più soldi che tempo”. Spero che sia chiara a tutti la differenza. Se hai poco tempo, spendi di più, ma vai in fretta e vedi tutto. Se hai pochi soldi da spendere, vai più lentamente, spendi più tempo, ma alla fine vedi tutto lo stesso. Insomma, verificate il vostro tempo disponibile e il vostro portafogli e poi fate le scelte più appropriate.

QUANDO ANDARE

Vedete sui siti appositi quando conviene partire in base al clima ed alle vostre ferie. Tenete presente che a ottobre comincia a fare freddo e lì fa freddo seriamente e con tanta neve. Noi ci siamo andati a inizio settembre per ragioni di compatibilità con il mio lavoro di guida turistica. Abbiamo avuto sempre tempo bello soleggiato e soprattutto un gran caldo assolutamente inaspettato: 28 °C tutti i giorni con un po’ di freschetto di notte. La pioggia l’abbiamo intravista per due minuti una sera sola. Però, la cosa importante che dovete tenere presente, oltre alla stagione in cui andarci è il giorno della settimana in cui arrivarci. Sembra una cosa banale, invece non lo è perché alcune delle attrazioni fondamentali, tipo i castelli o chiese fortificate più belle, sono spesso chiuse tra domenica e lunedì, e soprattutto le chiese alla domenica mattina fino alle ore 11-12 non fanno entrare i turisti perché c’è la messa (ci è capitato due volte). In poche parole, noi siamo arrivati di venerdì pomeriggio e abbiamo sbagliato. Bisogna arrivare in Romania di lunedì pomeriggio o martedì mattina e girare fino a sabato sera, così sarete sicuri di trovare tutto aperto dentro e fuori Bucarest.

COME ARRIVARE

La Romania fa parte dell’Unione Europea per cui ci si arriva anche con la carta di identità e non è necessario il passaporto. Però non fa parte dell’area Euro e quindi lì non si spendono gli euro, ma i LEI come spiegherò più sotto.

Girando per la Romania abbiamo incontrato molti italiani, alcuni ci erano arrivati in auto, altri addirittura in moto, certamente chi ha tanto tempo disponibile e parte dall’Italia nord orientale è facilitato…. noi due, partendo da Napoli abbiamo preso un volo BlueAir diretto per Bucarest. Sedili strettissimi, aereo vecchiotto, prezzo ragionevole (200 euro). Ovviamente ognuno di voi sceglierà il modo di viaggiare o il volo migliore in funzione dei propri gusti e scelte.

ITINERARIO CONSIGLIATO

A noi interessava visitare Bucarest, la Romania rurale ed in particolare la Transilvania. Il mio consiglio, a posteriori è di passare due notti e tre giorni nella capitale e tre notti e quattro giorni in Transilvania toccando almeno tre città Brasov, Sighisoara e Sibiù.

Partendo da Bucarest al mattino presto, è possibile fare gite di un giorno, andata e ritorno da ognuna di queste località, ma noi abbiamo deciso di dormire una notte in ogni città e due notti a Bucarest. In questo modo abbiamo risparmiato tempo e danaro. Le nostre mete principali (con soste notturne) sono state appunto: Brasov, Sighisoara e Sibiù. Vicino ad ognuna di queste città, abbiamo individuato preventivamente che cosa ci interessava vedere ed abbiamo percorso complessivamente oltre 1000 km in quattro giorni.

COME GIRARE

Notate che entrambi i tipi di tour (giornaliero da Bucarest o dormendo fuori) possono essere affrontati in tre modi diversi.

Da Bucarest ogni giorno partono viaggi organizzati di un giorno per le tre località suddette. Potete aggregarvi a questi tour in corriera, ma non è questo il tipo di viaggio che a noi interessa per cui lo abbiamo scartato a priori.

Un altro modo di immaginare il vostro viaggio, è quello di guidare dall’Italia e andare in giro con la propria auto/moto, oppure noleggiare un’auto in Romania e guidarsela da soli. Le “autostrade” in Romania sono gratis. Le strade principali sono discrete. Quelle provinciali o comunali lasciano molto a desiderare, quelle “interpoderali” a volte sono una tragedia. Se indovinate come si scrivono i nomi delle varie località, con il navigatore del telefonino potete arrivare dove volete senza problemi. La benzina/diesel costano una ventina di centesimi a litro meno che da noi. In città i parcheggi sono pochi, ma economici. Il limite di velocità è 90 Km/h sulle statali ed è comunque segnalato.

La terza possibilità (quella che abbiamo scelto noi) consiste nel noleggiare un’“auto con un autista locale che parli italiano” e che, grazie alla sua esperienza, ci semplifichi la vacanza. Infatti, oltre a guidare, volevamo una persona che ci facesse da accompagnatore, da guida, da interprete, conoscesse le strade, ottimizzasse i percorsi, ci consigliasse i posti giusti dove mangiare o i siti a cui non avevamo pensato, ci spiegasse i menù dei ristoranti, ci facesse da “scorta”, ci raccontasse degli usi locali, ci evitasse errori, ecc.

Ho scritto a varie agenzie locali, ma una sola ha risposto in perfetto italiano (non con il traduttore di google) e quindi ho scelto quella di Marian, un autista professionale gentilissimo, esperto, educato, simpatico e soprattutto con un lungo vissuto lavorativo in Italia per cui parla la nostra lingua perfettamente. Marian lo potete contattare direttamente scrivendogli in italiano via Whatsapp al numero 0040786851338.

LA LINGUA

Il romeno assomiglia all’italiano, è una lingua mezza latina e mezza no. Ci si può cimentare a farsi capire storpiando alla sarda l’italiano, ma attenzione perché delle parole sono “falsi amici”, ovvero sono uguali a parole italiane, ma significano tutta un’altra cosa. Trovare qualcuno che parla inglese è cosa abbastanza difficile, per cui gestirsi fuori dai circuiti turistici o dai ristoranti, non è facile. Io mi sono molto divertito a cercare di indovinare che cosa significassero le scritte, le insegne o le pubblicità stradali che incontravamo lungo il nostro percorso e, avendo Marian, al mio fianco, lui traduceva e confermava la mia “intuizione” oppure ci facevamo un sacco di risate sul possibile equivoco che si sarebbe generato.



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