Road trip nel cuore dell’ex Jugoslavia

Viaggio on the road organizzato in totale autonomia con auto a noleggio fra tre Paesi dei Balcani con paesaggi mozzafiato, città stupende e atmosfere uniche
 
Partenza il: 08/04/2018
Ritorno il: 15/04/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Dopo il road trip tra Bulgaria e Macedonia dell’anno scorso, io (Giorgio) e il mio amico Andrea abbiamo deciso di partire per un nuovo viaggio in auto nel periodo di Pasqua. Abbiamo vagliato varie possibilità, e alla fine la scelta è ricaduta su Montenegro, Croazia e Bosnia-Erzegovina: una zona non molto estesa, ma con abbastanza posti da vedere per riempire sette giorni.

Abbiamo prenotato tutto con larghissimo anticipo a settembre 2017. L’unica meta raggiungibile in aereo da Milano nel nostro itinerario è Podgorica, collegata a Malpensa due volte alla settimana (d’estate, i voli diventano giornalieri, e in più apre la tratta stagionale easyJet per Dubrovnik). Il volo è costato €34,90 a/r, un affare insomma. Inizialmente saremmo dovuti partire la mattina di sabato 7 aprile e tornare il 14, ma successivamente la compagnia aerea ci ha inviato un’e-mail avvisandoci che i voli sarebbero slittati di un giorno. Nessun problema, per fortuna! Per gli appartamenti ci siamo affidati, come sempre, a Booking.com. Essendo aprile bassa stagione, siamo riusciti a trovare sistemazioni dignitose a prezzi accessibili.

Per visitare Montenegro, Croazia e Bosnia-Erzegovina sono necessari carta d’identità o passaporto con validità residua di almeno sei mesi dall’ingresso. La Croazia dal 2013 è parte dell’Unione Europea, ma non è ancora entrata nell’area Schengen. Fatta questa premessa, partirò con la descrizione del nostro viaggio, di cosa abbiamo visto, di come abbiamo mangiato, di dove abbiamo alloggiato e delle nostre sensazioni giorno per giorno!

DOMENICA 8 APRILE

Il nostro volo Wizzair da Milano Malpensa per Podgorica, la capitale del Montenegro, è partito con mezz’ora di ritardo rispetto alle 15:25 previste. Il volo era pieno, e quasi tutti i passeggeri erano montenegrini. Dall’alto abbiamo capito perché il Montenegro si chiama così: una buona parte del suo territorio è infatti costituita da… montagne nere! Il suolo poco fertile di questi rilievi, infatti, non favorisce la crescita di vegetazione. Alle 17:40 siamo atterrati nel piccolo aeroporto di Podgorica, dove in questo periodo dell’anno i pochi voli giornalieri vanno in Italia, Serbia, Austria e Germania. Ci siamo subito diretti all’ufficio della Sixt, presso cui avevamo prenotato la nostra auto a noleggio, una Ford Fiesta di un colore indefinito tra l’arancione e il marrone. Sorpresa delle sorprese, la macchina ha il cambio automatico, che mai avevamo provato prima d’allora… ma che alla fine si è rivelato molto comodo!

Ritirata la nostra auto (€232 per 7 giorni), abbiamo imboccato la strada che ci avrebbe portato alla costa montenegrina. I bellissimi paesaggi prima lacustri, poi montuosi e infine costieri, illuminati dalla luce del sole al tramonto, ci hanno fatto da subito innamorare dell’atmosfera di questo Paese. Seguendo la costa frastagliata del Montenegro e passando fra cittadine turistiche di pessimo gusto, in un’ora e mezzo siamo arrivati alla nostra destinazione: Cattaro (Kotor). Questa cittadina veneziana di 20.000 abitanti è una delle mete più famose del Paese, e con la sua suggestiva città vecchia e il fiordo più profondo del Mediterraneo in cui è situata (le bocche di Cattaro) attrae ogni anno migliaia di turisti.

Abbiamo parcheggiato davanti al mare appena fuori dalle mura della città vecchia (parcheggio custodito per €0,90 all’ora), e abbiamo raggiunto una piazzetta dove avremmo aspettato la proprietaria del nostro alloggio, Apartment Ozana, dove saremmo rimasti per una notte pagando €48. Consigliamo di cuore questa sistemazione: situata in una casa antica in un vicolo tranquillo, pulita, accogliente e con wi-fi velocissimo. Visto che ormai si erano fatte le 21, siamo usciti per trovare un ristorante con l’aiuto di TripAdvisor. Abbiamo infine scelto lo Scala Santa, dove abbiamo mangiato zuppa di pesce, piatto unico di pesce per due e due dolci per €56. Siamo rimasti particolarmente sorpresi dai risotti: al dente, ben mantecati e saporiti… come in Italia! Uno dei camerieri parlava un italiano perfetto, quindi ci abbiamo intavolato una lunga conversazione sulla vita in Montenegro e nell’ex-Jugoslavia in generale. Pare che qui imparino l’italiano alle scuole medie come terza lingua!

Tra una chiacchiera e l’altra, si erano fatte le 23:30. Usciti dal ristorante abbiamo gironzolato per le viuzze di Cattaro senza vedere altre figure umane. Le strade erano però invase da felini da compagnia meglio conosciuti come gatti, che qui sono così presenti che a loro è dedicato un museo.

LUNEDÌ 9 APRILE

Ci siamo svegliati con la luce del sole e dopo esserci preparati siamo scesi per trovare un posto per fare colazione. Ci siamo fermati al Forza Café, dove abbiamo mangiato due fette di torta da 5000 calorie ciascuna vista la gita impegnativa che ci aspettava: l’ascesa al castello di San Giovanni, che domina su Cattaro e sul suo fiordo dall’alto. Questa fortificazione è raggiungibile solo a piedi, attraverso un sentiero con gradini faticosamente percorribile in un’ora circa, (frequenti) pause incluse. Nonostante abbiamo 21 anni, la fatica si è fatta sentire! La vista dall’alto ci ha fatto dimenticare della stanchezza: con il cielo terso abbiamo goduto di uno stupendo panorama sulla città e sul fiordo. Purtroppo, non essendo facile mantenerle, le rovine del castello non hanno servizi di alcun tipo e quindi molti avventurieri maleducati lasciano in giro i loro rifiuti, che nessuno poi pulisce. Un consiglio: cercate di essere in cima prima delle 11 per evitare di farvi la salita al sole! Una volta scesi, abbiamo fatto un altro giro per la città vecchia, dove purtroppo tutte le chiesette erano chiuse. Abbiamo poi camminato sulle bellissime mura esterne, da dove si vedono le montagne a strapiombo che circondano Cattaro.

Nel primo pomeriggio abbiamo ritirato la nostra auto alla volta della Croazia, facendo una tappa nel vicino e grazioso villaggio di Perasto (Perast) per pranzo. L’insediamento, che si snoda attorno ad una strada principale, è costruito lungo la riva del fiordo e ne offre magnifiche vedute. Davanti ad esso si trovano due isole: su di una si trova un’abbazia benedettina, mentre l’altra è una delle poche isole artificiali dell’Adriatico, costruita a partire dal ‘400 dai Veneziani e ancora oggi in espansione, visto che è tradizione per chi la visita portare una nuova pietra. A perasto abbiamo mangiato alla konoba (taverna) Otok Bronza, il cui punto di forza è la piattaforma che ti permette di mangiare direttamente sul mare piuttosto che il cibo in sé. A pochi chilometri di distanza è possibile visitare i mosaici romani di Risano, ma sfortunatamente li abbiamo trovati già chiusi nonostante fosse metà pomeriggio.

Guarda la gallery
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I tetti di Dubrovnik visti dalle mura cittadine

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Trebigne, Bosnia-Erzegovina

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Il panorama di Cattaro dal castello di San Giovanni

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Počitelj, Bosnia-Erzegovina

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Il Ponte Vecchio di Mostar



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