Riviera Maya: relax, natura e cultura

Dieci giorni nella penisola dello Yucatan tra fiesta, relax in spiaggia e la scoperta dell'affascinante cultura Maya
 
Partenza il: 06/05/2013
Ritorno il: 17/05/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Giorno 1

Arrivati all’aereoporto a Cancun, via L’Avana, ci sottoponiamo alla lunga (ed eccessivamente zelante) trafila burocratica e del controllo bagagli (rigorosamente aperti e ispezionati da agenti in guanti bianchi), dopo di che trasferimento a Playa del Carmen all’Hotel El Tukan: posizionato direttamente sulla 5 Avenida, la via pedonale più famosa di Playa, piena di locali, ristoranti, negozietti turistici ed agenzie che propongono svariate escursioni. Avevo letto recensioni contrastanti sull’hotel, ma devo dire che mi è parso decisamente buono, con un bel giardino immerso nel verde, una piccola piscina, camere spaziose e pulizia ottima, personale cordiale ed estremamente efficiente. E’ convenzionato con un ottimo ristorante a buffet di fronte, con cucina messicana e internazionale (La Ceiba) e con il Kool Club, sulla spiaggia migliore di Playa, a circa 5 minuti di cammino (ma, volendo, l’hotel offre navette gratuite da e per la spiaggia).

Giorno 2

Ancora un po’ stanchi (anche perchè alle 7 del mattino siamo già in piedi) dedichiamo la giornata alla spiaggia (per altro molto bella e con mare limpidissimo, peccato per i numerosi ombrelloni e musica ad alto volume in stile Riviera Romagnola) al cambio dei soldi (in genere preferisco sempre usare la moneta locale, piuttosto dei dollari o degli Euro, comunque accettati ovunque) e alla ricerca delle migliori escursioni che le varie agenzie propongono. Alla fine scegliamo l’agenzia EasyTours, che ha svariati chioschetti sparsi per Playa, che ci propone quattro escursioni per 210 euro totali, con guide parlanti italiano e comida inclusa. Alla fine rimarremo soddisfatti della scelta.

Giorno 3

Si parte alle 8 in punto per Chichen Itza. Da Playa sono almeno 4 ore di autobus (12 posti), e il caldo inizia ad essere infernale (ma non preoccupatevi, sui mezzi pubblici aria condizionata a palla!). Il sito archeologico è mantenuto splendidamente e le piramidi (in particolare il famosissimo El Castillo, o piramide di Kukulkan, in stile Maya-Olmeco) e le altre rovine (da segnalare il grande campo da gioco della pelota e el Caracol) valgono sicuramente la gita giornaliera. Inoltre consiglio di fare gli eventuali acquisti di souvenirs proprio qui a Chichen Itza, vi sono numerosissime bancarelle sparse per il sito con prezzi decisamente più abbordabili di Playa o Cancun; la contrattazione è d’obbligo! I discendenti dei Maya sono persone estremamente gentili e per nulla insistenti. Sulla via di ritorno tappa per un bagno rigenerante in un cenote (bello, ma eccessivamente affollato) e sosta sulla bella piazza in stile coloniale della cittadina di Valladolid.

Giorno 4

Relax in spiaggia, alla sera serata tra i locali della Quinta, tra i quali segnalerei il Tequila Barrel, il Dragon Bar, la Vaquita per quanto riguarda i pub-discoteche, tutte con ingresso gratuito, a differenza dell’eccessivamente pubblicizzato CocoBongo.

Giorno 5

Da buoni amanti della natura non poteva mancare l’escursione alla biosfera di Sian Ka’an. E mai scelta fu più azzeccata! Dopo circa 40Km su una strada dissestata e piena di buche attraverso la giungla si arriva a Punta Allen, proprio nel bel mezzo di questa fantastica riserva tra mangrovie, lagune e isolette. Con una lancia attraversiamo queste lagune dove riusciremo ad avvistare coccodrilli, delfini, tartarughe, razze e numerosissime specie di uccelli, fra cui aquile pescatrici, cormorani, pellicani, fregate, etc … Fermata per un po’ di snorkelling nella barriera corallina (bellissima anche se non paragonabile per colori a quella del Mar Rosso) ed infine in una fantastica piscina naturale che, a detta dei locali, è seconda solo alla Polinesia o alle Maldive.

Giorno 6: altro giorno di relax, fra spiaggia, birra Corona e locali della movida.

Giorno 7: Oggi è la volta di Tulum, il complesso di rovine Maya situate su una splendida spiaggia di sabbia bianchissima (sembra di camminare nella farina) e un acqua verde giada e azzurra, immerse nella vegetazione, per cui un posto eccezionale per le fotografie, anche perchè quel giorno non era eccessivamente affollato. Simpaticissime le iguane che oziano al sole sulle rovine e che si lasciano tranquillamente immortalare, magari in cambio di un pezzettino di frutta! Dopo la visita alle rovine, niente di meglio di un bagno ristoratore sulla spendida Playa Paraiso (il nome dice tutto …). Ma è già ora della seconda tappa di giornata, il sito di Cobà; immerso nella foresta attorno ad un lago, è famoso soprattutto per la grande piramide di Nohoch Mul, l’unica su cui è ancora consentito salire (mentre a Chichen Itza è proibito da alcuni anni in seguito ad un incidente mortale): gli scalini sono ripidi e scivolosi (per cui, occhio a dove mettete i piedi, in particolare in discesa), ma la vista sulla foresta dall’alto è impagabile.

Giorno 8

Decidiamo, su suggerimento di alcuni amici, di far tappa alla spiaggia di Akumal. Prendiamo un colectivo, i piccoli ed economici (circa 60 pesos, meno di 4 euro) furgoncini locali (in alternativa si possono prendere i classici autobus della linea ADO) e in circa mezz’ora ci lascia sulla Carretera Federal, la strada che costeggia la Riviera Maya, proprio alle porte di Akumal. La spiaggia è splendida, senza i classici ombrelloni e lettini di Playa, ma solo palme a fare un po’ d’ombra! Ma ciò che più ci sorprende è la barriera corallina, a pochi metri dalla spiaggia, in cui si riescono a vedere numerosissimi pesci colorati anche in pochi metri d’acqua, e soprattutto, è impagabile l’emozione di nuotare accanto alle numerose tartarughe che popolano la baia! Peccato perchè in alcuni punti la barriera è sbiancata ed ha subito danni dovuti agli uragani e ai turisti … il consiglio è sempre quello di evitare di toccare i coralli, di non dare vigorosi colpi di pinna e assolutamente non infastidire le placide tartarughe.

Giorno 9

Volevamo assolutamente fare un’escursione in una delle numerose isole che sono raggiungibili al largo dello Yucatan. Su consiglio dei locali optiamo per Isla Mujeres, in quanto Cozumel, seppur bella, è più adatta a chi fa immersioni. Raggiungiamo in autobus il porto di Cancun (secondo la mia opinione città eccessivamente estesa, caotica, americanizzata oltre che costosa) dal quale raggiungiamo l’isola in catamarano. Che dire? Fiesta! Si beve (molto) a suon di musica, si fanno numerosissime conoscenze (inutile aggiungere che la clientela è estremamente giovanile) e ci si tuffa per un po’ di snorkelling in un mare fantastico, e anche qui pesci colorati a go-go! Raggiungiamo l’isola per il pranzo (rigorosamente a buffet) e dopo visitiamo il paese che da il nome all’isola, in cui ci dedichiamo ad un po’ di shopping, anche perché i prezzi sono molto migliori rispetto a Playa. Ritorniamo a Cancun, sempre in catamarano, stanchi, un po’ ubriachi, ma felici!



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