Ritorno in Val di Fassa…e non solo

Natura e la festa del Desmontegar
 
Partenza il: 18/09/2018
Ritorno il: 24/09/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

1° Giorno 18 Settembre 2018: Montefiascone – Trento – Moena.

Stamattina alle ore 8.15 abbiamo lasciato Montefiascone per le tanto attese ferie. Quest’anno ritorniamo a Moena. Appena presa l’autostrada ad Orvieto abbiamo sorpassato un bus di Benevento con un nostro ex collega. Lo abbiamo chiamato e ci siamo fermati all’A.S. di Fabro per prendere un caffè. Abbiamo ripreso il nostro viaggio ed essendo martedì, abbiamo trovato parecchi camion e rallentamenti, in più nella zona di Mantova anche un incidente purtroppo mortale. Alle 14.00 siamo usciti ad Ala e ci siamo fermati a mangiare presso il Ristorante Al Ghiottone, abbiamo ordinato due antipasti e due pizze con lo speck spendendo 60,00 eur bevande comprese. Vale la pena di fermarsi, non solo per la qualità dei prodotti ma anche per il servizio. Da qui percorrendo la SS12 siamo arrivati a Trento. Abbiamo parcheggiato l’auto al parcheggio San Severino (2,00eur per 2ore) e da lì abbiamo fatto una passeggiata fino al Duomo. Attraversata la sopraelevata sulla ferrovia e scese le scale siamo giunti a Torre Vanga, una torre merlata oggi sede del Museo degli Alpini. Poco oltre si trova la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Percorrendo via Cavour siamo arrivati in Piazza Duomo dove si ergono i palazzi più importanti della città e costruiti intorno alla fontana del Nettuno in stile barocco con tritoni e cavalli marini. Qui si affacciano le case rinascimentali Cazuffi-Rella, le cui mura sono popolate di mostri mitologici, il Palazzo Pretorio dominato dalla Torre Civica e ornato da merlature ghibelline, il palazzo fu l’antica residenza dei Principi Vescovi, prima della costruzione del Castello del Buonconsiglio. Adiacente al Palazzo la Cattedrale di San Vigilio tra gotico e romanico con lo splendido rosone chiamato la “ruota della Fortuna”, si entra nell’edificio attraverso la Porta del Vescovo, l’ingresso trionfale da cui passarono le gerarchie ecclesiastiche ai tempi del Concilio di Trento. Essendo stanchi abbiamo deciso di non visitare il Castello del Buonconsiglio…lo lasciamo per il prossimo viaggio in Trentino. Ripresa l’autostrada siamo usciti a Egna/Ora e percorrendo la SS48 siamo arrivati Maena pernottando nell’hotel di 6 anni fa, l’Hotel Foresta per noi un paradiso. Ci hanno assegnato la stessa camera, la junior suite nr 208 pagata 1248,60eur per 6gg in mezza pensione, devo ribadire che la qualità del servizio e del cibo è sempre alta. Stasera siamo andati a ninna presto perché i kms percorsi incominciano a farsi sentire.

2° Giorno 19 Settembre 2018: Moena – Trenino del Renon – Bolzano – Moena.

Freud citava“… il Renon è divinamente bello e accogliente …” Sveglia alle ore 8.00, abbondante colazione e ci siamo messi in macchina alla volta di Collalbo per prendere il trenino del Renon (6,00eur per persona a/r) che ci porta a Soprabolzano attraverso uno splendido panorama. La nostra corsa è stata effettuata con un treno più moderno ma in uno dei depositi si trova ancora un vecchio trenino di montagna sul modello svizzero in voga ai tempi della Belle Époque, quando si volle aprire l’accesso alle montagne ai turisti benestanti. Nel corso dei decenni successivi la costruzione di questo trenino rappresentò un’occasione fortunata anche per la stessa popolazione del Renon. Con la corsa delle 12.10 siamo ripartiti per ritornare a Collalbo per prendere l’auto. Ci siamo fermati a mangiare alla Buergerstube di Collalbo e abbiamo ordinato due speck e formaggio e due goulash al costo di 56,00eur sempre con bevande comprese…e tutto ottimo. Da qui siamo scesi a Bolzano. Lasciata la macchina al parcheggio multi-piano BZ-Mitte (3,00eur per 2ore) abbiamo fatto una passeggiata nel centro storico. Dal parcheggio si percorre via Alto Adige e si arriva direttamente a Piazza Walther il “salotto buono” della città. Ero già stata a Bolzano anni prima con un gruppo in occasione dei Mercatini di Natale e avevo visitato il Museo Archeologico dove è custodito Otzi, la mummia del Similaun, per questo motivo ho preferito concentrarmi sul centro storico, senza l’opposizione di Fabrizio. Al centro di piazza Walther si erge il monumento a Walther, un poeta cantastorie tedesco del medioevo. Percorrendo il lato destro della Cassa di Risparmio si arriva alla Piazza del Grano dove in passato si teneva il mercato del grano e dove si trova la casa della Pesa attiva fino al 1780. Alle spalle invece si apre via dei Portici con i suoi numerosi negozi…e sono stata anche brava, non ho comprato nulla. Percorsa tutta la via si arriva in piazza delle Erbe dove all’angolo destro si trova la fontana del Nettuno con statua e coppe a conchiglia classificata tra le cento fontane più belle d’Italia. Da qui percorrendo via degli Argentieri si scorge la costruzione barocca del Palazzo Mercantile, sede dell’omonimo museo. Ritornati a Piazza Walther abbiamo visitato il Duomo dedicato a Santa Maria Assunta in stile gotico, da vedere il rosone romano-gotico e la porticina del vino, da dove si vendeva il vino grazie ad un privilegio accordato dal duca Alberto d’Austria. Ritornando verso il parcheggio ci siamo fermati in un chiosco a dissetarci e poi in macchina per rientrare in hotel. Dopo una doccia rinfrescante e un po’ di relax, alle 20.00 siamo scesi per cena e…aiuto!!!! non siamo risaliti in camera ma bensì rotolato fino in camera. Avevamo ordinato un piatto unico, spetzle con ossobuco ed invece ci hanno portato un antipasto abbondantissimo. Al termine siamo partiti alla chetichella per evitare il dolce e in un attimo ci hanno rincorso per farcelo prendere…è la prima volta che ci capita!!!

3° Giorno 20 Settembre 2018: Moena – Eremo di San Romedio – Castel Thun – Moena.

Anche stamattina dopo una lauta colazione siamo partiti per andare a visitare l’Eremo di San Romedio, l’eremo più caratteristico d’Europa. Essendo in Val di Non siamo usciti a Mezzocorona e la particolarità di questa valle sono le immense distese dei vigneti e man mano che salivamo verso l’eremo venivano sostituite da piantagioni di mele della Melinda. Arrivati al parcheggio sterrato delle auto a 150mt dal santuario abbiamo raggiunto l’eremo attraverso una ripida scalinata. Qui si trova anche un orso bruno che purtroppo non siamo riusciti a vedere perché è rimasto nella tana. La presenza dell’orso è legata alla leggenda che narra di San Romedio che aveva ammansito un orso dopo che aveva attaccato il cavallo di un suo amico, infatti l’effige lo raffigura con un orso al guinzaglio. Entrati nell’eremo, sulla destra c’è un piccolo museo. Il santuario è formato da cinque piccole chiesette sovrapposte, tutte costruite su uno sperone di roccia e unite tra loro da una lunga scalinata di 131 gradini alle cui pareti sono affissi ex-voto. Percorrendo la SS43 ci siamo fermati al ristorante al Maso e abbiamo ordinato un tagliere di salumi e formaggi e pappardelle al sugo di cervo spendendo 46,00eur sempre con bevande incluse. Dopo pranzo siamo risaliti a Castel Thun emblema degli antichi fasti di una delle più potenti e ricche casate trentine, quella dei Tono. Lasciata la macchina al parcheggio P1 (1,50eur all’ora) a 250mt di distanza siamo saliti al castello attraverso un ripido sentiero. Varcato il portale d’ingresso e oltrepassato il giardino siamo arrivati al loggiato dei cannoni dove si trova la biglietteria (8,00eur per persona + 2,00eur per l’audioguida da ritirare all’ingresso lasciando un documento). Il castello è un tipico esempio di dimora signorile, al pian terreno è visibile l’impronta medievale per poi salire al piano nobile con uno stile tipico degli anni 20. Un’altra particolarità è che ogni stanza ha la propria stufa di stile viennese. Terminata la visita e ripresa la stradina che ci riportava sulla statale ci siamo fermati a cogliere 2 mele…che dire, veramente gustose!!! Rientrati in hotel ci siamo rilassati un po’ prima di cena, ricaricandoci per la lunga giornata…vallo a dire al mio ginocchio, con tutte le scale fatte è un po’ dolorante!!!



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