Ricordando Praga 2
Quarto giorno Visita del quartiere ebraico (Josefov): l’antico cimitero con le lapidi di centinaia di tombe inclinate una sopra l’altra per mancanza di posto (!), la Sinagoga Klausen e la Sinagoga Spagnola, entrambe con commoventi ricordi, oggetti e manoscritti, il Convento di Sant’Agnese con alcune delle migliori opere d’arte ceche del XIX secolo. Pranzo in un ristorante in zona e nel primo pomeriggio un’oretta nel giardino di Wallenstein, con una “quasi inquietante” caverna calcarea e bellissimi pavoni (uno dei piccoli albino). Siamo poi andate in metropolitana a Vysehrad, sede leggendaria dei principi del decimo secolo, con la Chiesa capitolare di San Pietro e Paolo, la Rotonda di San Martino, la più antica rotonda conservatasi a Praga, ed il Cimitero con le tombe di molti personaggi famosi. Siamo ritornate in città a piedi, con una lunga passeggiata. Cena a base di pesce in un ristorante islandese e poi al Teatro Nero a vedere “Faust” con effetti scenici speciali. Durante l’intervallo si può visitare la galleria del teatro, dove si possono capire i segreti e la magia di questo tipo di spettacolo. Non ci ha entusiasmato dover stare attente ai borsaioli sui mezzi pubblici o in zone affollate. A Praga c’è però ben poca criminalità e basta fare come noi: tenere la borsetta davanti ed una mano sopra! Quinto giorno In treno al Castello di Karlstein, il castello più famoso dopo quello di Praga, il più visitato della Repubblica Ceca per ragioni storiche e per la sua architettura. Fu costruito su uno spuntone di roccia nel 1348, come rifugio per re Carlo IV e nascondiglio per i gioielli della corona e le reliquie reali. Ci vogliono 10 minuti a piedi dalla stazione al villaggio ed altri dieci dal villaggio al castello. Lungo la strada, sotto il castello, abbiamo visitato il bel Museo di Betlemme, con moltissimi presepi di diverse misure e realizzati nei materiali più vari; alcune scene della natività sono anche animate. Non abbiamo fatto la visita guidata, abbiamo letto le informazioni sulla nostra guida e poi siamo andate a fare una bella passeggiata nei boschi. Pranzo vicino al castello, rientro a Praga, giro in città, cena all’aperto al “bar” con gelato e frutti di bosco. Non ci hanno entusiasmato le troppe bancarelle di souvenir sulla strada per il castello (anche coltelli pericolosi!) e neppure due ragazzi che giravano vicino ai tavolini del bar con due pitoni intorno al collo. Sesto giorno Bella passeggiata nel parco di Petrín, il più grande di Praga, vicino alla pensione. Ci ha colpito il Muro della Fame, fatto costruire nel XV secolo dai poveri, perché potessero sfamarsi, e ci è piaciuto il minicastello gotico con il labirinto di specchi. Pranzo ottimo al ristorante nel parco, con vista spettacolare sulla città dalla sua ampia terrazza. Nel pomeriggio abbiamo passeggiato a lungo nel verde di Malá Strana (Città piccola) e non abbiamo mai visto tanti magnifici palazzi uno dopo l’altro come sul suo lungofiume! Dal Ponte Carlo siamo poi scese per le scale a Kampa, piccola e pittoresca isola chiamata la“Venezia di Praga”. Ci siamo “innamorate”della romantica piazzetta Na Kampe. Sempre sul fiume abbiamo concluso la giornata, con una gita in battello di tre ore (19-22): ricca cena a buffet, musica jazz dal vivo, cigni bianchi che scivolano sull’acqua, monumenti e paesaggi da ammirare con un’altra prospettiva, all’andata con la luce naturale ed al ritorno illuminati. Bello! Non ci hanno entusiasmato la versione in miniatura della Tour Eiffel in cima al parco e la discesa sottocoperta di troppi turisti italiani all’apertura del buffet, un accalcarsi vergognoso: ce n’era per tutti! Settimo giorno In tarda mattinata siamo andate in autobus alla villa di Troja, un castello barocco di campagna con giardini alla francese. Ha sul davanti un grande doppio scalone con sculture, ripreso da quello di Fontainebleu. Dopo uno spuntino a un chiosco, nel pomeriggio abbiamo trascorso ore molto piacevoli nel vicino orto botanico, molto grande e ricco, diviso per aree geografiche, con una bella serra per le piante tropicali. Per cenare siamo ritornate al Malí Buddha. Non ci ha entusiasmato… dover fare i bagagli! Direi che abbiamo davvero visto molto, ma non pensate che il nostro sia stato un tour de force: tutto si è svolto in modo molto rilassato, con frequenti soste e tante chiacchierate. Riteniamo anche che a Praga e nei dintorni ci sia per noi ancora tanto da fare e da vedere: Na shledanou! = Arrivederci!
