Raggiungere berlino…passando per i tropici!

Dopo aver percorso nell’estate 2007 tutta la Strada Romantica, che da Wutzburg arriva fino al magnifico castello di Neuschwanstein; innamorati della Germania, per la sua precisione, per la sua natura e per i magnifici borghi, abbiamo deciso di raggiungere la capitale seguendo un itinerario, che ci avrebbe permesso di conoscere altre città...
 
Partenza il: 22/08/2009
Ritorno il: 06/09/2009
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Dopo aver percorso nell’estate 2007 tutta la Strada Romantica, che da Wutzburg arriva fino al magnifico castello di Neuschwanstein; innamorati della Germania, per la sua precisione, per la sua natura e per i magnifici borghi, abbiamo deciso di raggiungere la capitale seguendo un itinerario, che ci avrebbe permesso di conoscere altre città interessanti e non solo… Sabato 22 Agosto partiamo diretti verso Nord: la prima tappa del nostro viaggio è Garmisch, 670 km. Cittadina al confine con l’Austria, famosa per lo sci e per aver ospitato le olimpiadi invernali nel lontano 1936; è un ottimo punto di partenza per visitare la Germania. Sebbene un po’ costoso (43€) merita assolutamente, se avete a disposizione una giornata di sole, raggiungere la cima della montagna più alta della Germania, lo Zugspizze. Dalla vetta si gode un panorama mozzafiato, nello stesso tempo emozionante è il percorso sia attraverso l’altissima funivia che attraverso il trenino a cremagliera. Lunedì mattina ripartiamo, percorrendo 550 km raggiungiamo Dresda, la “Firenze del Nord”. Una bellissima città, tristemente nota per i devastanti bombardamenti subiti al termine della II Guerra Mondiale. La nostra pensione “Pension Helath” è davvero di ottima qualità, la camera è enorme, i proprietari molto gentili studiano anche italiano, la posizione è comoda se si viaggia in macchina. La pensione si affaccia sul Grosser Garten, il grande parco cittadino. Stanchi del viaggio decidiamo di dedicare il pomeriggio alla visita di questo enorme parco, prima facendo un giro con il trenino le cui rotaie si snodano tra laghetti e piante secolari, poi visitando lo zoo, che ospita ben 2600 animali, quindi i giardini botanici. Per non allontanaci troppo abbiamo cenato divinamente in un ristorante che si affaccia sul lago Carola. Ristorante in cui siamo tornati anche il giorno successivo, visto la vicinanza all’hotel e la qualità ottima. La quarta giornata in terra tedesca è stata dedicata alla visita dell’Altstadt di Dresda. Con una passeggiata di circa 15 min abbiamo raggiunto il centro della città. Seguendo l’itinerario a piedi consigliato dalla Lonley Planet, siamo partiti dall’Altmarkt, proseguendo fino alla commovente Frauenchirche, abbiamo raggiunto il “balcone d’Europa”, una terrazza che si affaccia sul fiume Elba, quindi abbiamo concluso la passeggiata in Theaterplatz. Dopo uno spuntino approfittando ancora una volta del tempo magnifico siamo saliti a bordo di un traghetto, per un’escursione sull’Elba, abbiamo così potuto ammirare la città sotto un altro punto di vista. Infine abbiamo visitato la fabbrica di vetro della VW; fortunatamente avevamo prenotato la visita già dal mattino, così accompagnati da una guida, per la gioia di mio marito, abbiamo potuto scoprire tutti i segreti della produzione della Phantom, l’apice della linea della VW. Anche per chi non ama le auto come me, si è rivelata un’esperienza interessante! Mercoledì 26 agosto…si vola ai tropici…con solo 135 km www.tropical-islands.de Un intera giornata di relax, tra saune, idromassaggi, bagni in piscina, spuntini dal sapore etnico e tanto divertimento!!! Non sono impazzita! A metà strada tra Dresda e Berlino si trova un paradiso per adulti e bambini chiamato Tropical Island: la più grande “piscina” coperta al mondo; in realtà le piscine sono numerose, circondate da spiaggia bianca, con tende e bungalow, ristoranti, scivoli, oltre ad un’area benessere con circa 12 diverse saune, idromassaggi, ci sono perfino decine di lettini abbronzanti! Aperta 365 giorni l’anno, 24h su 24. Ho trovato per caso il sito navigando in internet e ho subito inserito questa meta nel nostro percorso, un’ idea grandiosa: ci siamo divertiti tantissimo. E’ possibile anche pernottare all’interno della struttura ma ad un costo a nostro parere eccessivo, senza contare che c’è sempre del rumore di gente che passeggia o nuota anche di notte! Credo che la soluzione che abbiamo adottato si stata azzeccata: Ferienhaus Krusika è a meno di 5 km dalla struttura, molto più carina ed accogliente di come appare da internet. Vi abbiamo lasciato le valigie al mattino e siamo rientrati solo alle 3 di notte! Abbondante colazione e via, direzione Berlino, dopo solo 70 km raggiungiamo la celeberrima (perché già nominata in tanti racconti di viaggio) Pension Gallerie! Confermo: ottimo rapporto qualità- prezzo, posizione strategica, gentilissimi, ci hanno perfino messo a disposizione un posto auto in garage. Facendo un collage tra consigli di altri turisti, Lonley Planet ed un po’ di inventiva questi sono stati punti chiave del nostro programma: Giovedì – Pranzo al Curry 36, appena fuori dalla stazione della metropolitana Mehringdamm. Come riporta un “turista per caso” -è una bottega che ha l’aspetto di un chiosco all’aperto, con tavoli alti dove si può solo mangiare in piedi, viene servito il miglior wurst al curry con patatine che si immagini. Sempre affollato, anche nelle serate gelide quando tutto richiede tranne cenare all’aperto, qui si mangia un piatto che può essere considerato “tradizionale”. I prezzi sono ridicoli e ne vale la pena perchè qui si incontrano dei personaggi assurdi, stravaganti,dai visi vagamente “vichinghi”- Per le ore 14 siamo pronti per iniziare il nostro tour di Berlino. Alla prima fermata della metro acquistiamo la 7-TAGE-KARTE zone ABC €32,30, per spostarsi ovunque in metropolitana per sette giorni, la formula risultata più conveniente! Il tour inizia svoltando a sinistra sulla Friedrichstr., percorsi appena 300m si raggiunge il Checkpoint Charlie: presidio militare che segnava il confine tra Est ed Ovest. Entrati nella Berlino Est, raggiungiamo Gendarmenmarkt, piazza andata distrutta e completamente ricostruita negli anni ottanta. Nella piazza si trovano il Deutscher (ingr. Gratuito) ed il Franzosischer Dom, entrambi dei primi del ‘700, il primo venne costruito per la comunità luterana, il secondo per quella ugonotta. La torre barocca del F. Dom venne aggiunta successivamente (salita €2, ore 16 suonano le campane). Tra le due chiese si trova il neoclassico Schauspielhaus, sede dell’orchestra sinfonica. Proseguendo a est verso il fiume Sprea raggiungiamo Schlossplatz, la piazza dove un tempo sorgeva il vecchio palazzo imperiale. Oggi parte della piazza è occupata dal Palast der Republik, eretto nei primi anni settanta per ospitare il parlamento della RDT. Segue il Berliner Dom costruito a fine ottocento per gli Hohenzollern, ispirandosi alla cupola di San Pietro a Roma. Il Lustgarten è una porzione di verde che conduce all’Altes Museum, fu voluta dal grande elettore. La larga sottocoppa, di granito ai piedi dei gradini che conducono all’Altes Museum, è ricavata da un enorme macigno di origine glaciale, portato nel 1828, doveva essere utilizzato come elemento decorativo, ma il suo diametro si rivelò troppo largo e venne abbandonato nel luogo in cui ancora si trova. Giunti all’isola dei musei intorno alle ore 18, l’ingresso ai musei è gratuito fino alle ore 22. Da non perdere il Pergamonmuseum, dove è conservato l’Altare di PERGAMO (170 a.C.) ed il Neues Museum sede del Museo Egizio e della Preistoria. Eventualmente si possono visitare anche l’Alte Nationalgalerie che ospita opere del romanticismo tedesco e degli impressionisti; l’Altes Museum con le sue collezioni di antichità classiche di epoca greca e romana; infine il Bodemuseum, che ospita una collezione di scultura e di arte bizantina, noi ci siamo accontentati dei primi due. Venerdì – Quartiere ebraico e il quartiere turco Iniziamo con una passeggiata nel quartiere Ebraico, tra negozi di design e caffè raggiungiamo la Neue Synagoge, poi proseguiamo in Hamburgstr. Fino al monumento della Casa mencante. Prima di passare al quartiere turco, spostandoci rapidamente con la metropolitana risaliamo brevemente in superficie per ammirare il tratto più lungo del muro: East Side Gallery, dopo una passeggiata lungo fiume prendiamo la U-bahn fino a Kottbusser Tor. Ci troviamo nel cuore del quartiere turco, una parte importante della città, un tempo malfamata, oggi perfettamente reintegrata. Il venerdì Maybachufer è sede di un vivace mercato alimentare del sapore orientale. Per cena raggiungiamo la famosa Bergmannstrasse una via del divertimento dove i club e i locali per bere qualcosa sono concentrati in neanche 500 metri di viale urbano. Qui si trova Al Kalif, che un “turista per caso” descrive – un piccolo ristorante arabo non commerciale, dove si può mangiare sdraiati in terra su enormi vassoi d’argento. Occorre lasciare le proprie scarpe all’entrata (tranquilli che nessuno oserà prenderle) perchè il pavimento è completamente ricoperto di tappeti, fino al soffitto. Il caffè arabo bevuto qui è qualcosa di sublime, facendo attenzione a non ingoiare la polvere sul fondo.- Sabato – Mitte Percorrendo dall’hotel tutta Friedrichstr., dopo una sosta alla Galleria Lafayette, raggiungiamo il viale Unter den Linden. Svoltando a destra, si trova prima la Biblioteca cittadina (ing. Libero), quindi la Humbolt Universitat, edificio neoclassico risalente al 1748, che ebbe come docenti i fratelli Grimm e Einstein. Di fronte all’università si trova la Bebelplatz, nota per il rogo dei libri del 1933. Sul lato occidentale della piazza si trova l’Alte Bibliothek, nota come “il comò” per l’elaborata facciata barocca. Sul lato orientale la Staatsoper fu il primo teatro di Berlino. Continuando lungo Unter den Linden si trova l’Opernpalais, palazzo barocco residenza cittadina delle tre figlie di Federico Guglielmo III, ora sede si due lussuosi ristoranti. Di fronte la Neue Wache, costruita tra il 1816 ed il 1818 come posto di guardia per la sorveglianza romana, divenne un monumento ai caduti della prima guerra mondiale, poi nella lotta al nazismo, quindi alle vittime della guerra e della tirannia. Lentamente raggiungiamo Pariser Platz, dove si affaccia la Porta di Brandeburgo; sul lato sud-est è stato ricostruito il leggendario Hotel Adlon. Dopo tante foto di rito visitiamo il monumento in memoria dell’Olocausto (ing. Libero) e l’Esibizione sulla Stasi (ing. Libero). Terminiamo il percorso nell’avveniristica Potsdammer Platz. Ceniamo sotto il tendone del Sony Center…sembra di reovarsi negli States! Domenica – Zoo, Tiergarten Partiamo dal Reichstag, dove saliamo immediatamente sulla cupola per ammirare la città dall’alto; merita la mezz’oretta di fila che ci è toccato fare, nonostante ancora fosse piuttosto presto. A Nord, girando a destra in Paul-Lobe-Allee, passiamo davanti alla moderna Paul-Lobe-Haus, mentre sulla sponda opposta del fiume sorge la futuristica Marie-Elisabeth-Luders-Haus, edifici destinati a conferenze ed uffici per i membri del parlamento. Poco dopo l’Ambasciata Svizzera incontriamo l’enorme Bundeskanzleramt, la cancelleria federale. Addentrandoci verso Ovest nel Tiergarten incontriamo la “Casa delle culture del mondo”, soprannominata per il suo stravagante aspetto “Ostrica Gravida”, qui si trova il più grande carillon d’Europa con 68 campane che suonano tutti i giorni alle 12 ed alle 18. Proseguendo lungo il fiume Sprea, sulla sponda opposta individuiamo un mega complesso residenziale destinato agli impiegati dei vari ministeri (beati…). Svoltando a sinistra in Spreeweg costeggiamo prima lo Schloss Bellevue, residenza del capo di stato, poi il Bundespraedidialamt, che ospita i suoi uffici. Raggiungiamo la rotonda Grosser Stern, con al centro la colonna della vittoria, alta 67m con 585 gradini (2,20€). Proprio in cima alla colonna ci giunge un sms dall’Italia: è nata Giulia la primogenita di due nostri cari amici…che emozione! Ripartiamo verso l’interno del parco, in direzione del piccolo laghetto Neuer See dove si trova una famosa birreria all’aperto, in cui facciamo una pausa per pranzo. Sfiliamo davanti alle varie ambasciate fino al Kulturforum, una serie di musei ed istituzioni culturali tra cui spicca la Philharmonie. Dopo un cambio d’abito in albergo torniamo in Potzdammer Plat per assistere al Musical DIRTY DANCING! Bellissimo! Ammetto che parlo un pochino di tedesco, quindi riuscivo a capire qualche parola, inoltre conosco il film a memoria…anche per mio marito è stata una bella esperienza, le musiche e le scenografie sono comunque coinvolgenti! Piccola vendetta dopo la visita alla fabbrica della VW?!! Lunedì – Potsdam Raggiungiamo la città con 40min di metropolitana, prendendo la linea S7 da Friedrichstr. Dalla stazione prendiamo un autobus fino al “Vecchio Mulino” sede della biglietteria, dove acquistiamo il Premium- tageskarte €15. Oltre al castello Sansouci, visitiamo nei pressi la Neptungrotte; quindi i giardini siciliani e nordici, Ruinenberg, finte rovine classiche; l’Orangerie; il Belvedere roccocò; Drachenhaus, imitazione di una pagoda cinese utilizzata come cantina; il Neues palais costruito per festeggiare la vittoria della guerra ei sette anni; Rehgarten, il parco dei caprioli; Chinesisches Teehaus, pagoda cinese sede di un museo di porcellane. Tornando nel centro di Potsdam, passeggiamo tra i negozietti fino al quartiere olandese e ceniamo con i tedeschi (intorno alle ore 18) in Lindenstr. a “La Madeleine”, una piccola creperie che ne propone più di trenta varianti. Martedì – Charlottemburg e Schopping Da Friedrichstr. Prendiamo la linea S9 o S75 fino a Olympiastadion, dove nelle vicinanze si trova la Casa di Le Corbusier, costruita per l’Expo del 1957, contenente più di 500 appartamenti, proseguendo verso Nord raggiungiamo la Glockenturm (€ 2,50), torre campanaria da cui si può vedere il famoso Olymiastadion, nonché l’anfiteatro naturale Waldbuehne e il Teufelsberg, la montagna del diavolo, costituita da oltre 25milioni di mq di detriti della vecchia Berlino, sulla quale sorge un terrificante castello, utilizzato dagli americani come base per l’intercettazione di segnali radio. Dopo una dissetante radler (birra e sprite) ripartiamo dalla famosa Bahnof zoo, costeggiamo il vecchio cinema Zoo-Palast fino alle rovine della Kaiser-Wilhelm-Gedaechtniskirche, simbolo della distruzione delle guerre. Le rovine si affacciano in Breitscheidplatz, dove sorge la stravagante fontana Weltbrunnen ed il moderno complesso Europa Center, primo grattacielo costruito nel 1065 a Berlino. Da qui inizia Kurfurstendamm, conosciuta come Ku’damm, principale via berlinese dello shopping dove di trovano anche i più famosi grandi magazzini di Berlino, Ka De We: tappa immancabile! Mercoledì – Alexanderplatz, Nikolaiviertel Con la metro raggiungiamo Alexanderplatz, enorme piazza pedonale dominata da alti edifici tra i quali l’Alexanderhaus e la Berolinahaus, uniche costruzioni rimaste dagli anni trenta. Al centro si trova la Fontana dell’amicizia tra i popoli e l’orologio del mondo. Svetta la torre della televisione (€ 7) alta 365m, permette di vedere fino a 40 km se il cielo è limpido. Sotto la Fernsehturm si trova la Marienkirche (ing. Libero), la più vecchia chiesa parrocchiale di Berlino. Spostandoci a sud attraverso la piazza, si arriva alla Neptunbrunnen. Sulla parte opposta il Rotes Rathaus (ing. Libero) sede del governo unificato di Berlino. La ricostruzione di molti edifici della città è stata merito di molte “donne delle macerie” che rimossero più di 100 milioni i tonnellate di detriti, a loro è dedicata una statua di fronte all’edificio; dal lato occidentale una statua di un uomo commemora il contributo maschile. A sud ovest sorge in nucleo medioevale della città, ricostruito dopo la guerra, il quartiere Nikolaiviertel. Al cento sorge la Nikolaikirche, nelle vicinanze Knoblauch-Haus ed Ephraim Palais abitazioni borghesi (Biglietto comb. €5, ing. Libero mercoledì). Riprendiamo la U-Bahn da Alexanderplatz e ci spostiamo nel lussuoso quartiere residenziale di Schoeneberg, prendendo la linea U2 e scendendo alla fermata Nollendorfplats. Questa piazza brulica di locali e ristoranti. Ceniamo in un ristorante indiano: con poca spesa mangiamo così tanto da tornare in albergo barcollanti!!! Giovedì 3 settembre, dopo una settimana trascorsa nella capitale tedesca, a malincuore riprendiamo l’autostrada verso il Sud. Dopo circa 400km raggiungiamo Bamberg, piccola cittadina dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Effettivamente è una città di grande fascino in particolare la maestosa piazza del duomo, il vecchio municipio, che sorge in mezzo al fiume Regnitz, nonché il quartiere chiamato “Piccola Venezia”. Non potevamo lasciare Bamberg senza aver assaggiato la sua tradizionale birra: Rauchbier; descritta dalla guida come una – rossa con aroma amabile leggermente affumicato e retrogusto di pancetta – è divertente assaggiarla, ma una in due può essere sufficiente! Dormiamo al Barockhotel am Dom prenotato tramite Booking, un po’ deludente. Venerdì ripartiamo alla volta di Norimberga, la seconda città della Baviera dopo Monaco. Purtroppo piove, dopo tanti giorni di bel tempo non possiamo lamentarci ma non abbiamo la possibilità di visitare serenamente la città. Poiché avremmo avuto solo un giorno a disposizione ho scelto un hotel in centro, Hotel am Josephsplatz; un po’ più caro rispetto alle pensioni e gastehouse in cui abbiamo soggiornato in altre occasioni, ma ne è valsa la pena. Anche questo prenotato tramite Booking, la camera era deliziosa, con affreschi alle pareti e letto a baldacchino, a disposizione dei clienti anche una piccola sauna. Saltando da un negozio ad un altro per ripararci, abbiamo esplorato soltanto il centro della città: l’Hauptmarkt, Rathausplatz e Koenigstrasse. Ultima tappa del nostro viaggio è Oberammergau. Paesino al confine con l’Austria famoso per la Rievocazione della Passione di Cristo, messa in scena dal 1634 ogni dieci anni, dalla stessa popolazione, come ringraziamento per essere stata risparmiata dalla peste. Ci rilassiamo passeggiando tra negozietti di souvenir e case con belle facciate dipinte, prima di mangiarci all’Alte Post l’ultimo piatto di spaetzle accompagnato da una weisse bier. Domenica 6 Settembre, giorno del mio compleanno si riparte per l’Italia con due casse di birra e un po’ di malinconia.



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