Ragazzi avventura con amata fiat 500 del ’72

C'era una volta... … se non fosse stato per qualche pressione da parte mia, la mitica 500 sarebbe ancora una favola da raccontare … Risvegliato il cuore del padrone e attivati come non mai a mettere in strada una leggenda nata nel ’72 si comincia a fine settembre 2008 al restauro della fiat F ll berlina 500 ( per gli amici Revolution )...
 
Partenza il: 13/12/2008
Ritorno il: 06/01/2009
Viaggiatori: in coppia

C’era una volta…

… se non fosse stato per qualche pressione da parte mia, la mitica 500 sarebbe ancora una favola da raccontare … Risvegliato il cuore del padrone e attivati come non mai a mettere in strada una leggenda nata nel ’72 si comincia a fine settembre 2008 al restauro della fiat F ll berlina 500 ( per gli amici Revolution ) per farla tornare a ruggire per le strade del borgo Grottammare e decisi poi ad intraprendere un on the road per la Spagna.

Tra l’arrivo di un pezzo da Chieti, Bologna e Torino; un lavoro e un altro; Gomme e cerchi nuovi; assicurazione e revisione. 500 rianimata … e come chicca finale non potevano mancare l’autoradio con tv estraibile, estintore all’interno dell’auto e tom tom. 13 dicembre 2008: data di inizio avventura. … ore 9.00 programmiamo la partenza, ma il sottoscritto ancora deve buttarsi sotto la doccia allo scottare dell’ora stabilita. … Sulla linea dello start la mitica 500 segna 66395 km.

.. Ore 10.00 partenza.

… pieno di benzina, ultimi controlli alla documentazione e quant’altro necessario per il viaggio e frustando i cavalli, si parte … lentamente, senza troppa fretta, direzione Civitavecchia dove ci attende la nave per catapultarci direttamente a Barcellona, Spagna.

… ore 12.30 pausa pranzo. Come previsto la nostra 500 non manca a farsi notare: ci salutano in autostrada; altri si limitano a sorriderci; interi gruppi all’interno di un bus si girano a guardarci ( pensando: chi saranno questi pazzi? ) e all’autogrill diventa un gioiellino in mostra. Ore 13.15 si riparte … Ore 15.30 entriamo in territorio romano … Ore 16.00 dopo un tour della città di Roma, grazie al nostro tom tom ( per gli amici Gino ) … con tanto di conduzione all’entrata di un parcheggio per andare chissà dove … altro giretto turistico: gianicolo … colosseo … altare della patria … sarà un po’ strano questo giro? Ehm … ehm … forse bastava impostare la strada più veloce e avremmo evitato il caos del centro città; il tempo non manca e fa sempre piacere rivedere le bellezze della capitale e nel frattempo mostrare anche una bellezza storica italiana: la nostra 500.

… cammina, cammina, cammina … riusciamo a riprendere la strada giusta e arriviamo al porto di Civitavecchia.

… check-in fatto e ora in attesa: 17.30 imbarco.

Classica coda italiana dove ognuno non segue le regole. L’auto attira la curiosità delle persone intorno e approfittiamo per fare qualche conoscenza di italiani che vivono in Spagna e per prendere informazioni sul tragitto di viaggio programmato. Parcheggiamo l’auto in nave e ci collochiamo nella nostra camera doppia vista mare. Doccia e via alla scoperta della nave: 3 mesi di vita, questo colosso presenta bar e piscina all’aperto, disco, ristorante alla carta e ristorante a buffet al decimo piano, casinò, vari bar con spettacoli dal vivo; centro benessere. Ci guardiamo intorno e tra il numeroso personale notiamo qualcosa … qualcosa … ma qua sono tutti thailandesi: tanto tanto lavoro e poca poca moneta.

Cena a buffet, una sorta di pasta scotta con un sughettino finto … diciamo proprio finto … e Emanuele troppo si salva con la sua fettina e patate fritte.

Non può mancare una visita alle sale del casinò dove rimaniamo fino a tarda nottata … Giorno 14 dicembre soldi per la colazione risparmiati grazie alla meravigliosa crostata di zia nazzarena che ci segue dall’Italia.

Pranzo sulla nave, con gemellini ( o meglio chiamati farfalle ) con una sorta di pesto; unica cosa che aveva del pesto era il colore verde chiaro chiaro. Si richiudono le valige e pronti allo sbarco. Lasciate le cabine alle 14.30 ci raggruppiamo sul ponte in attesa che la nave attracchi. Quattro chiacchiere con il camionista siciliano, lo sborrone della zona andalusia e il tipo di Barcellona divorziato. Lasciato il porto di Barcellona avremmo dovuto percorrere 200 km verso nord, passare il confine e entrare ad Andorra; giorno dopo partenza per Madrid, passando per Zaragozza e montagne della Spagna. Sembra che la nostra 500 non avrebbe mai passato la frontiera, data la grande abbondanza di neve e grazie al ghiaccio e maltempo di quei giorni, i monti della Spagna sarebbero stati un’impresa. Quindi un particolare ringraziamento allo sborrone, che appassionato dal nostro viaggio, ci ha dato parecchie dritte su un percorso alternativo … oh mamma … sotto con la cartina e via a modificare tutto il programma di viaggio prima di sbarcare.

Perciò abbandonata l’idea di passare il confine, decidiamo di raggiungere Madrid via sud. Giro largo verso Tarragona, Valencia e poi arrivo a Madrid dove ci attende il 17 dicembre il volo per le canarie … ben 800 km contro i soli 600 km previsti da programma, ma almeno viaggeremo senza preoccupazioni. E speriamo bene! Scendiamo dalla nave; piccolo controllo alla vite del cambio della fuoriserie; tutti si fermano e si preoccupano vista la 500 alzata con il crick. Rassicuriamo tutti, Emanuele si mette alla guida e da buon navigatore porto l’auto fuori da Barcellona senza tanti problemi e ci dirigiamo alla volta di Tarragona, 60 km da Barcellona, considerata patrimonio mondiale dell’Unesco. Monumenti spettacolari e città particolarmente affascinante anche sotto clima di natale; unico punto debole è la poca gente che affolla la città durante la sera … Facciamo un bel giro a piedi e poi ci dirigiamo in un locale di plaça de la font dove prendiamo un piatto di wustel con fagiolini e una pizza … o almeno credevamo di averli ordinati  invece arriva un piatto con salsicce e fagioli e una orribile pizza finta con qualcosa che spacciavano per mozzarella quando invece era del gorgonzola fuso. Emanuele sembra apprezzare tutto, anche la mia orribile pizza  Proseguiamo il giro turistico con la nostra meravigliosa revolution che non manca di farsi notare. Scattiamo foto, foto, foto … ma quante foto mi farai scattare Emanuele? Tornati in hotel, si crolla dalla stanchezza e nonostante la sveglia alle 8.45 ci alziamo ben 60 minuti dopo. Di corsa a fare colazione, doccia e si parte alla volta di Valencia, dove già il cuginetto prenota una visita al porto, sede dell’american cup 2007 e dove ha partecipato anche luna rossa. Questa città è una continua magia di bellezze architettoniche e lui? Mi mostra tutt’altra bellezza: la bellezza delle gru di ultima generazione posizionate per costruire la città. Eheh … e va bè… … anche ciò fa parte della città. Entriamo in centro dopo ben 280 km … la 500 ha retto bene. Nessun problema! In autostrada i soliti sorrisi delle vetture che ci sorpassavano o che sorpassavamo … che ridere … poteva accadere solo con revolution … premio auto “ rimorchio “ anno 2008. La città è fantastica: oceanografico con vicino un ponte futuristico … piazza Reina … piazza ayumento con la sua fontana e tanti fiori ( dato che è anche il mercato dei fiori ). A fortuna troviamo un hotel con una posizione perfetta. Parcheggiamo e ci sistemiamo in camera, doccia e usciamo per la città a piedi. Si cammina, si cammina, si cammina, anche se Emanuele non è molto convinto, però poi il tempo vola tra le vie di Valencia … è tutto alquanto ben posizionato a distanze molto brevi … maestose cattedrali … plaça de toro … si cerca un posticino che faccia la paella valenciana. Non possiamo mancare all’assaggio della vera paella. La ricerca diventa ardua e alla fine si trova una specie di ristorantino … forse taverna … forse 4 tavoli … forse bettola  però non possiamo lamentarci della buona paella, anche se questo ristorante in Italia avrebbe chiuso data la posizione della cucina dalla parte opposta della strada all’interno di un altro ristorante e la nostra paella si è vista in una mission impossible tra inquinamento urbano, condizioni climatiche un po’ avverse e passeggiatina sotto una pineta … Dicono che la roba zozza è sempre più buona.  Ammazziamo un po’ il tempo in una sala di jueco o propriamente detto casinò, anche se sembrava più una piccola sala giochi, dove regaliamo un po’ di denaro alla città.



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