Questa città del Piemonte sembra una Torino in miniatura: c’è persino una copia della Mole Antonelliana

Il centro storico dell'architetto Alessandro Antonelli e le meraviglie di una città-laboratorio
Scritto da: Alessandro Cipolla
Novara

Novara è il classico esempio del motivo per cui, prima di andare all’estero, sarebbe bene scoprire le tante bellezze sparse nel Belpaese. Un’ora di distanza da Milano, facilmente raggiungibile da tutto il Nord Italia, ma allo stesso tempo una città tanto bella quanto poco conosciuta. Eppure a Novara si trova il monumento che, di fatto, è l’antesignano della celebre Mole Antonelliana di Torino (qui tutte le info sui tour turistici nel capoluogo), e il suo centro storico è un laboratorio di architettura i cui effetti si ritrovano in tutto il Novecento italiano. Insomma, sono davvero tante le risposte su cosa vedere a Novara in 2 giorni: una meta di provincia, ma bella come una capitale, in cui vale la pena spendere un weekend. Partiamo?

Novara, la città dell’Antonelli

novara

Il centro storico di Novara è piccolissimo e si gira tranquillamente in mezz’ora. È ricco di storia, che spazia dai resti romani a quelli medievali (splendido il complesso monumentale del Broletto) ad Alessandro Antonelli, l’architetto novarese passato alla storia per aver dato vita alla celeberrima Mole Antonelliana di Torino. All’ora dell’aperitivo serale, scopriamo che a Novara si tratta di una quasi-cena piuttosto abbondante: noi abbiamo consumato il nostro aperitivo di fianco al Castello. Ancora un paio d’ore di passeggiata ci fanno fermare anche per una cena frugale, presso il ristorante A’Marechiaro (Via Fratelli Rosselli, 11).

Cosa vedere a Novara in 2 giorni

Duomo e Cupola di San Gaudenzio

novara san gaudenzio

Domenica mattina a Novara abbiamo partecipato a una visita guidata all’interno della struttura della cupola di San Gaudenzio, fino alla guglia: viene organizzata da KALATA, la stessa associazione con la quale avevamo visitato la cupola del santuario di Vicoforte. Per due ore, durante le quali abbiamo salito e disceso un totale di 900 gradini, abbiamo avuto modo di ammirare l’audace struttura dal suo interno, che svetta per 120 metri ed è stata posizionata sopra una basilica già esistente. Alle 9:30 c’eravamo solo noi, accompagnati dai bravissimi Sofia e Luca, due ragazzi di Novara giovani e appassionati che sanno trasmettere l’amore e l’entusiasmo per il monumento che con orgoglio fanno conoscere ai turisti. Prima della visita guidata, abbiamo esplorato l’interno della basilica, anch’esso molto imponente.
Dopo San Gaudenzio, siamo stati all’interno del Duomo, anch’esso rimaneggiato dall’Antonelli, il cui tratto distintivo è l’amore per i colonnati e per la luce. Prima di fermarci per pranzo, complice la presenza di un interessante mercato all’aperto per tutto il fine settimana, passeggiamo nel parco cittadino: si sviluppa intorno al centro storico, proprio nella zona del Castello. È ben tenuto e molto curato, piacevolissimo con questo caldo. Ci fermiamo a qualche bancarella e torneremo a casa con un notevole bottino di ottimi salumi locali. Per pranzo, abbiamo sostato nuovamente in Piazza Martiri, ma questa volta proprio di fronte al Castello, presso il bel Bar Borsa.

Casa Bossi 

Questa città del Piemonte sembra una Torino in miniatura: c’è persino una copia della Mole Antonelliana 

Nel pomeriggio a Novara abbiamo visitato Casa Bossi, casa privata costruita dall’Antonelli e definita “il più bel palazzo neoclassico d’Italia”. È tenuta aperta da volontari, ma la villa versa in uno stato di abbandono che dovrebbe essere presto sanato con una ristrutturazione pensata per trasformare i suoi oltre 6mila metri quadri (suddivisi in 259 stanze) in un bed & breakfast ai piani superiori e in uffici al piano inferiore. È un luogo magnetico ed iconico, utilizzato in varie pubblicità famose, da Moschino a Roberto Bolle. I Negrita ci hanno girato un videoclip, “Il Gioco“.
Casa Bossi a Novara per l’Antonelli ha rappresentato anche la base ideale per la Cupola: in effetti, a fine Ottocento (senza gli alberi che ci sono oggi) dalla ferrovia si vedeva la cupola svettare dietro Casa Bossi, quasi fosse un unicum. La nostra guida ci fa vedere una rara foto dell’epoca: incredibile davvero l’effetto prospettico, che fa sembrare che si tratti di un solo edificio! Proprio quest’opera architettonica presenta vari accorgimenti che dimostrano la genialità dell’Antonelli: ad esempio, la scala della servitù non è angusta, così come la scala dedicata agli inquilini è meno pregiata, ma altrettanto curata, di quella padronale. La luce pervade ogni angolo e quando arriviamo all’ultimo piano ci aspetta la vista direttamente sulla Cupola: un panorama unico!

Barriera Albertina

A Novara notevole è anche l’ottocentesca Barriera Albertina, eretta nel 1837 sul luogo dove sorgeva l’antica porta del dazio, costituita da due edifici gemelli in stile neoclassico: a quel tempo era una tappa obbligata sulla Strada Regia che da Torino arrivava a Milano.

Piazza delle Erbe a Novara

Abbiamo notato una certa somiglianza con la più grande e più famosa Torino, sia per l’eleganza dei palazzi che per la massiccia presenza di ampi porticati: ad esempio, una delle piazze – Piazza delle Erbe – è porticata su ben tre dei quattro lati. Non mancano ampi polmoni verdi, come il chiostro della Canonica, che catapulta il passante in un luogo senza tempo. A chiudere Piazza Martiri della Libertà c’è un altro imponente monumento, il Castello Visconteo-Sforzesco. Dopo il restauro, ospita eventi temporanei organizzati a Novara e anche un piccolo museo dedicato al Risorgimento. Noi abbiamo solo passeggiato all’ombra delle sue possenti mura, senza entrare negli spazi espositivi.


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.

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