Quattro giorni di emozioni a Roma

Un viaggio per i miei primi 40 anni
 

Quest’anno, dopo alcuni anni difficili tra vicissitudini gravi, Covid e lockdown, volevamo festeggiare il mio quarantesimo compleanno riprendendo finalmente a viaggiare. Tra le tante idee, una è spiccata sin da subito, una meta che da tanto sognavamo di rivedere ma che finora ci era sfuggita: Roma. Davide l’aveva visitata da piccolo e non ricordava quasi nulla, io ci avevo trascorso una breve gita di cinque giorni con la classe quando avevo diciotto anni e ne avevo solamente un ricordo piuttosto sbiadito. Una volta deciso, abbiamo prenotato subito il treno (un comodissimo Frecciarossa che ci avrebbe portato da Parma a Roma in circa tre ore e mezza) e poi ci siamo buttati nella ricerca dell’hotel: lo volevamo in una posizione comoda vicino a qualche attrazione tra quelle che sapevamo avremmo visitato, possibilmente con un prezzo abbordabile, una buona categoria intermedia e magari con una policy di cancellazione gratuita che ci avrebbe permesso di dormire sonni tranquilli prenotando diversi mesi prima. La scelta è caduta sull’hotel Anfiteatro Flavio, in Via dei Serpenti 130, a poca distanza dal Colosseo, in pieno Rione Monti: 379 euro per tre notti, colazione e tassa di soggiorno escluse (24 euro). Prenotiamo con largo anticipo e aspettiamo con ansia il giorno della partenza.

Circa 20 giorni prima prenoto anche i biglietti per alcune attrazioni che vorremmo visitare: ho avuto difficoltà perché le prime ore della mattina non davano già più disponibilità, ma in realtà la prenotazione nelle ore del tardo pomeriggio si rivelerà poi una scelta vincente.

Giorno 1 – 26 maggio

Il nostro Frecciarossa parte puntuale da Parma alle 7.03. Dopo qualche veloce fermata tra Emilia e Toscana, arriviamo a Roma Termini alle 10.35. A Roma il sole brilla, fuori dalla stazione c’è un traffico impressionante e la fila per il taxi è piuttosto lunga.

Ci armiamo di pazienza e aspettiamo il nostro turno. Dopo una mezz’oretta, saliamo a bordo e dopo un breve tragitto siamo già nei paraggi dell’hotel. Il tassista è costretto a lasciarci in una strada poco lontana, i vigili hanno chiuso il traffico perché alcune auto blu devono transitare e non è possibile accedere alla zona in cui dobbiamo arrivare, ma la distanza è breve e percorribile a piedi anche con i nostri pochi bagagli.

Arriviamo in hotel in pochi minuti: l’accoglienza è gentile, la camera sarà pronta nel pomeriggio e lasciamo i bagagli in custodia, così siamo pronti per iniziare la nostra esplorazione della città.

Chiesa di San Pietro in Vincoli

Iniziamo con la prima tappa dell’itinerario che ho preparato da casa: ad appena 400 metri di distanza, c’è la chiesa di San Pietro in Vincoli, famosa perché ospita al suo interno la statua del Mosè di Michelangelo. La temperatura all’esterno è già piuttosto alta, ma dentro la chiesa si sta decisamente meglio. I turisti sono assiepati sulla destra in fondo, si capisce che la statua è già stata presa d’assalto. Mi faccio largo e riesco a scattare qualche foto al Mosè e allo spettacolo marmoreo che circonda questa imponente figura.

Sotto l’altare maggiore, in una teca ben visibile al pubblico, si possono notare le catene che avevano tenuto legato San Pietro durante la prigionia a Gerusalemme (da qui il nome della chiesa, San Pietro in Vincoli). Si dice che quando le due catene furono avvicinate, si fusero miracolosamente in una. La chiesa sorse proprio per celebrare e ricordare il miracolo, e per custodire degnamente la preziosa reliquia.

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