Quattro giorni a Parigi

Tra librerie, meraviglie medievali ed emozioni d'altri tempi
 

Quest’anno ho compiuto 40 anni, e il mio migliore amico, Francesco, ha pensato di regalarmi un soggiorno a Parigi in occasione della prima tappa del concerto di Diodato, suo vecchio amico. La scelta tra le tappe dei concerti europei era ampia, ma Parigi, che abbiamo visitato altre volte in passato, ci era rimasta nel cuore e non abbiamo avuto dubbi. Il treno ad alta velocità da Milano poi è davvero comodo, almeno per una volta eviteremo le trafile aeroportuali e potremo portare con noi tutto il necessario senza problemi.

Martedì 20 settembre

Partiamo da Parma in auto verso le 4 di mattina, il treno Frecciarossa da Milano parte alle 6.25. Sulla linea, in Piemonte, il treno subisce un forte rallentamento, quindi arriviamo alla Gare de Lyon con un’ora e mezzo di ritardo. Il tragitto tra la stazione e l’hotel che il nostro amico Francesco ci ha prenotato come regalo di compleanno, il Color Design Hotel, nel quartiere Bastille, è breve: arriviamo in una ventina di minuti a piedi e saliamo in camera per riposarci un pochino. Decidiamo di passare a Montmartre le prime ore di questa vacanza. La linea 8 e poi la linea 12 della metropolitana ci portano fino ad Abesses in una ventina di minuti: risaliamo “in superficie” e siamo in un’altra dimensione.

La bellezza particolare dell’antico quartiere si svela sin dall’uscita della metro in stile Liberty. C’è tanta gente, il cielo è un po’ nuvoloso ma non piove. Iniziamo la nostra esplorazione dirigendoci verso la Basilique du Sacre Coeur, non senza prima fermarci a curiosare in un paio di librerie sulla strada che conduce sotto la celebre scalinata che porta alla chiesa. La giostra con i cavalli racconta di un’epoca antica e luminosa, e la cupola del Sacre Coeur svetta sulla collina dandoci il benvenuto. Affrontiamo la scalinata evitando la Funicolaire, piuttosto affollata, e in pochi minuti abbiamo Parigi ai nostri piedi: il panorama è mozzafiato, da cui si vedono le due torri di Notre Dame e persino il colorato Centre Pompidou. Ci dirigiamo verso Place du Tertre, come sempre piena di artisti immersi nei ritratti e nelle caricature dei passanti. I ristoranti e i bar sono presi d’assalto, ma nonostante tutto l’atmosfera sembra quella di fine Ottocento, lontana dalla realtà e dalla quotidianità dei giorni nostri. Nelle strette stradine laterali, poi, verso la storica vigna di Montmartre, il silenzio e la bellezza di ciò che ci circonda ci trasportano ancora di più in un’altra dimensione. Sembra impossibile essere a Parigi, sembra più di camminare in un piccolo villaggio del secolo scorso…

Sono quasi le 19, non avendo nemmeno pranzato decidiamo di cenare in anticipo e iniziamo a guardarci un po’ intorno. Qui sulla collina i prezzi sono molto alti, quindi scendiamo verso Abesses e cerchiamo lì una brasserie. Ci fermiamo al Café Chappe e con poco più di 25 euro a testa ci saziamo a base di entrecote e steak tartare con patatine e insalata. Soddisfatti, riprendiamo la strada verso la fermata del metro, facciamo due passi sulla strada principale e poi ripartiamo verso l’hotel per un buon sonno ristoratore dopo il lungo viaggio in treno.

Mercoledì 21 settembre

Dopo una gustosa e abbondante colazione in hotel (non economica, 15 euro a testa, ma se non altro ci siamo saziati a dovere), prendiamo la linea 8 della metro per iniziare l’itinerario che ho pensato per oggi. Scendiamo alla fermata Bastille, il tempo di scattare qualche foto alla “nuova” Opéra Bastille e dopo qualche minuto arriviamo nella meravigliosa Place des Vosges. Il cielo è di un azzurro intensissimo, la temperatura è gradevolissima: la piazza, che ricordavamo come veramente incantevole, ha mantenuto il suo fascino nonostante i lavori in corso. Scattiamo qualche foto, scambiamo qualche parola con un’altra coppia di turisti italiani e poi riprendiamo la metro – stavolta la linea 1, fermata Chatelet – per andare a vedere Notre Dame.

Dalla fermata, ci vogliono una ventina di minuti a piedi per arrivare, ma nel tragitto ci fermiamo a scattare qualche foto alla bella Tour de Saint Jacques, meraviglia dell’arte gotica nel cuore del centro di Parigi. Già da lontano le due torri della Cattedrale ci salutano, ma quando arriviamo davanti la tristezza ci invade il cuore: i lavori sono ancora in corso, i danni alla Cattedrale sono davvero enormi anche se il fascino della facciata è rimasto intatto. Sul fianco dell’edificio è tutto chiuso al pubblico, tra pannelli e filo spinato tre Dame è inaccessibile e ferita. Attraversiamo il ponte con la morte nel cuore, ma fiduciosi che nella nostra prossima visita potremo nuovamente goderci lo spettacolo di una Cattedrale rinata e ristrutturata al meglio. A pochi metri, sul lato opposto della Senna, la celebre libreria “Shakespeare And Co.”, con i suoi colori, dà il benvenuto agli avventori: scatto qualche foto all’esterno, sfoglio alcuni volumi esposti sugli scaffali e poi entro. Nonostante l’ambiente sia piuttosto affollato, l’atmosfera sembra essere quella di una volta: libri in ogni dove, scale in legno, divanetti in pelle, e quell’inconfondibile profumo che tutti i lettori amano follemente. Visito brevemente la libreria, c’è davvero tanta gente – chissà se prima o poi metteranno anche loro l’ingresso a pagamento come ha fatto la libreria Lello e Irmao a Porto.

Riprendiamo la nostra strada, passiamo davanti alla bellissima chiesa di Saint Severin, e da lì il bellissimo Quartier Latin ci abbraccia in una miriade di stradine che sanno di Medioevo, Rinascimento, Belle Epoque e mille altre epoche. Ristorantini, bar, negozietti, antichi palazzi e chiese in ogni dove. Arriviamo in pochissimo al 29 di Rue de la Parcheminerie, dove facciamo tappa al “The Abbey Bookstore”. Di proprietà di un canadese trasferitosi nella capitale francese alla fine degli anni Ottanta, questa libreria è davvero una meta obbligata per gli amanti dei libri e delle librerie, che sappiano leggere in inglese oppure no. Sfido chiunque a non rimanere incantato dalle tonnellate di libri che invadono i piccolissimi spazi di questi locali: e il piano terra non è che l’inizio dell’incanto. La strettissima scala di pietra che scende, fiancheggiata da centinaia di libri posizionati in minuscole scaffalature improvvisate, è l’ingresso ad un mondo letterario sotterraneo che lascia a bocca aperta: ogni gradino ti porta in un mondo incantato fatto di antiche pagine, dove l’archeologia si mischia con l’antropologia, la storia e le guide di viaggio. Rimarrei qui ore e ore, qualcuno mi offre addirittura di prendere un caffè all’esterno ma io sono letteralmente incantata e quasi non rispondo. Esco a malincuore risalendo i gradini che mi portano ahimè all’esterno, tornando nella realtà del quartiere che rimane in ogni caso sospeso in un tempo lontano. In giro c’è pochissima gente, ci fermiamo per pranzo in uno dei tanti locali che propongono specialità a base di formaggi. All’Auberge de Saint Sauverin pranziamo abbastanza bene a base di raclette, lumache, carne e formaggi (poco più di 20 euro a testa), poi proseguiamo il nostro cammino verso la piccola “San Francisco Books Co.”, una colorata e accogliente libreria anglofona sempre nel cuore del Quartier Latin. Anche qui, stanze minuscole stipate di libri di tutte le epoche. Andiamo verso la Senna, e durante il tragitto ci fermiamo nella modernissima libreria Taschen, dove un bellissimo libro fotografico di Elisabetta II fa bella mostra di sé tra le copertine dedicate a Elvis Presley e John Lennon: alle fine, anche Sua Maestà ha il suo meritato posto tra i grandi miti dei nostri tempi. Mi fermo per qualche minuto anche nella grande libreria Boulinier, dove grandi espositori di libri a prezzi stracciati fanno bella mostra invitando schiere di lettori. Non resisto e acquisto per un euro un libro fotografico sull’Irlanda (fine anni Settanta). Ah, se abitassi a Parigi. Sarei qui tutti i giorni!

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