Quattro cugini a zonzo in Rajasthan

Viaggio on the road alla scoperta di questo spettacolare stato dell'India del nord
 
Partenza il: 08/10/2018
Ritorno il: 23/10/2018
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

ma in particolare al dio sole e a Hanuman. Le colline Aravalli che circondano la meravigliosa Jaipur sono disseminate di templi sacri. Galtaji sorge proprio in mezzo a rocce tra le quali, con un po’ di fortuna si può avvistare un leopardo che si aggira da tempo in questa zona. Tutto il luogo trasuda spiritualità e nelle sempre presenti vasche d’acqua, uomini, donne, bambini (e scimmie) si spogliano davanti a tutti con serafica naturalezza. Si ritiene infatti che bagnarsi nell’acqua delle sorgenti naturali del tempio purifichi da ogni peccato. Per noi che osserviamo le acque non proprio limpide del kunds, il sospetto che ci si “purifichi “poco é prevalente. Torniamo nella Pink city e visitiamo l’Hawa Mahal , detto Palazzo dei venti e il City Palace, dimora del Maharaja. Dopo pranzo , per la gioia di mia moglie, shopping al fantastico bazar della città.

21 ottobre: oggi si va all’Amber Fort, posto in cima a una collina dominante il lago Matoa. Non ci arriveremo con il van, ma a dorso di elefante. Se l’esperienza col dromedario era stata massacrante, quella con il pachiderma si è rivelata più comoda e tranquilla. Gli animali adibiti al trasporto dei turisti sono tutte femmine in quanto i maschi sarebbero troppo litigiosi. A noi sono sembrati trattati bene! Amber Fort è uno spettacolo grandioso e arrivarci a bordo di un elefante è una esperienza da provare. Entrando nella fortezza / palazzo , dopo una lunga serie di porte e sentieri di ciottoli, si può ammirare, tra le altre cose, un meraviglioso padiglione tutto in argento e marmo intarsiato. Lo sfarzoso palazzo si sviluppa su vari livelli ed è costellato di torrette dalle quali si ha una magnifica vista della città di Amer, del lago e di tutta la valle. Vediamo anche una nuvola, piccola, bianca, solitaria e timida; la prima dopo due settimane circa in giro per il Rajasthan e ci fa quasi tenerezza. Terminata la visita cerchiamo l’uscita, ma il palazzo è talmente grande che non riusciamo a trovarla anche per la totale mancanza di cartelli. Poi una guardia si impietosisce e ci fa passare attraverso lunghi cunicoli, strettissimi e semi bui, fino a raggiungere il cortile principale. “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Di ritorno verso casa, nel solito caos cittadino, ci affianca un pick-up carico di frisbee marroni. L’ineffabile Shankar ci erudisce, trattasi di cacca di mucca essiccata al sole e che viene bruciata sugli altari. Pomeriggio ultimo shopping.

22 ottobre: Bagagli nel van, Shanka sorridente, pronti per partire, destinazione Agra, Uttar Pradesh, la cittá del Taj Mahal. Lungo tragitto, una prima sosta al Tempio di Krishna, coloratissimo. Viaggiando verso est l’arido paesaggio del Rajasthan lascia il posto a una vegetazione più abbondante. I bordi delle strade sono pieni di fiori e cespugli verdissimi. Anche la pulizia del territorio adiacente al percorso sembra molto migliorata. In effetti , la maggior parte dei rifiuti è costituito da sacchetti e bottiglie di plastica. Se si potesse far sparire la plastica con una bacchetta magica, non dico che il paesaggio sarebbe uguale a quello del Canton Zugo in Svizzera, ma migliorerebbe moltissimo. Abbiamo lasciato l’autostrada e ci siamo addentrati nella campagna. Attraversiamo paesini di contadini e pastori, strade strette, sgangherate e polverose. Qui, anche le ambulanze sono Jeep. Fuori dalle case c’è un sacco di gente intenta a cucinare, lavorare o sdraiata a dormire. Dopo una mezz’oretta arriviamo a Chand Baori, il pozzo della luna . Costruito attorno al VII secolo, aveva lo scopo di rifornire d’acqua il villaggio di Abhaneri e le aride zone circostanti. Il pozzo è una voragine a gradini , perfettamente simmetrici, che scende fino a trenta metri. Nel pomeriggio entriamo in Uttar Pradesh e proseguiamo verso Fatehpur Sikri, la cittá fantasma, chiamata cosi perché fu abbandonata verso la fine del XVI secolo probabilmente per mancanza di acqua. E a fine pomeriggio eccoci ad Agra con accoglienza stupenda in questo hotel 5 stelle con vista Taj Mahal.

23 ottobre: Sveglia alle 5,45 oggi si va a vedere il Taj Mahal che all’alba da il meglio di sé. Beh, ne valeva la pena. Nonostante l’ora inumana, all’ingresso troviamo già una coda notevole, ma riusciamo ad entrare senza dover aspettare troppo. Descrivere il Taj Mahal è praticamente impossibile. Quello che si trova in internet e sulle guide da solo una vaga idea della immensità del luogo e del monumento. Quindi dirò solo che mi ha lasciato senza fiato. Lo spettacolo del marmo bianco che riflette la prima luce del sole nella foschia mattutina é straordinario e unico. L’ansa del fiume Yamuna sul quale si affaccia il Taj Mahal conferisce ancor maggiore solennità al posto. Se é considerato una delle nuove sette meraviglie del mondo un motivo ci sarà! Una rapida occhiata al Forte Rosso di Agra e ci mettiamo in viaggio verso Delhi. Ci arriviamo verso le 15 e siamo subito fagocitati dal traffico. Un miliardo e trecentocinquanta milioni di indiani… sembra che siano tutti qui, in realtà Delhi ha “solo” 16 milioni e mezzo di abitanti. È il momento di congedarci dal fidato Shankar che deve ritornare Jaipur entro sera. E non contento di averci fatto da guida per 16 giorni ci ha pure fatto un regalo. Non lo ringrazieremo mai abbastanza. Dopo aver fatto 3.300 km con il van e dopo aver camminato per decine e decine di metri. siamo arrivati alla fine del viaggio. Domani pomeriggio aereo e in serata saremo in Italia. Ci resterà un ricordo bellissimo di luoghi favolosi e di gente cordiale e sempre sorridente. Se avete escluso l’India dall’elenco delle vostre vacanze, cambiate idea! Un grazie anche all’agenzia indiana che ci ha aiutato a realizzare questo grande viaggio.



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