Profondo blu…

Alla scoperta delle isole di Astypaléa, Amorgos e Kofounissi
Scritto da: giubren
profondo blu...
Partenza il: 23/07/2016
Ritorno il: 08/08/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Astypaléa, l’isola a forma di farfalla nel cuore dell’Egeo.

La sua posizione isolata la mantiene lontano dai grandi flussi turistici, dirottati su altre mete vacanziere più facilmente raggiungibili.

Il piccolissimo aereo bielica decolla dall’aeroporto di Atene con soltanto la metà dei posti occupati, nonostante sia ormai alta stagione. Circondati dal blu del cielo e del mare, s’iniziano ad intravedere le sagome delle isole ed infine, dopo una stretta virata, in meno di un’ora atterriamo sulla minuscola pista assolata.

Raggiungiamo il nostro studio: dall’ampia terrazza spazia il panorama sul mare e gli isolotti satelliti ma soprattutto sul promontorio della Chora, dove svetta il castello veneziano con attorno i candidi edifici di forma cubica dal tipico stile cicladico. E’ questa l’immagine che ci avrebbe accompagnato per i successivi cinque giorni e che da sola merita il viaggio in questi lidi remoti.

Astypaléa è l’isola più ad ovest del Dodecaneso ed è stata italiana fino al 1943: fu la prima a diventarlo, dopo essere stata strappata ai turchi nel 1912 senza incontrare resistenza. Tracce della presenza italiana si trovano ancora nel vecchio cafénio, dove sui muri si conservano ancora memorabilia dell’epoca, tra cui una vecchia insegna della rivendita dei tabacchi ed una targa di bronzo con un’epigrafe in latino che ricordava lo sbarco degli italiani sulla spiaggia di Maltezana.

Storicamente, l’isola ha avuto stretti legami con le vicine Cicladi all’epoca del dominio veneziano. Dopo essersi del tutto spopolata a causa delle frequenti scorrerie dei pirati, fu il duca di Naxos Marco Sanudo a concedere Stampalia quale feudo della famiglia patrizia dei Querini che l’amministrarono per quasi trecento anni e che per questo aggiunsero al proprio cognome anche il nome latino dell’isola. I Querini incentivarono la rinascita demografica, invitando parte delle popolazioni di Tinos e Mikonos ad insediarvisi e realizzarono il poderoso castello attorno al quale sorse il nuovo centro abitato (inizialmente battezzato come Astinéa).

Il castello veneziano è senz’altro la maggiore attrazione della Chora, nonostante il terremoto del 1956 l’abbia in gran parte fatto cadere in rovina. Rimangono le mura perimetrali degli edifici che un tempo ospitavano le guarnigioni e le due chiese restaurate di Agios Georgios e dell’Annunciazione, con le loro cupole azzurre. Anche qui, sono incantevoli i panorami sull’Exo Nisi, l’ala più occidentale della “farfalla”.

La Chora è un affascinante intrico di stradine tra gli edifici imbiancati a calce e le innumerevoli chiesette e cappelle votive. La chiesa più importante è quella di Portaitissa, che ospita il piccolo museo ecclesiastico ed un cortile dove si svolgono durante l’estate concerti di musica popolare.

Ai piedi della Chora e nei pressi della piazza principale, i mulini restaurati (che un tempo sorgevano sull’intero crinale) allietano il panorama con la loro immagine pittoresca.

Astypaléa conta poco più di un migliaio di abitanti ed anche durante l’estate i visitatori non sono mai particolarmente numerosi, per cui l’isola rimane sempre molto tranquilla.

In prossimità della Chora, il vecchio porto di Pera Gialòs (Skala) costituisce ormai il punto d’attracco per i soli yacht privati. Caffè e ristoranti, talvolta dallo stile elegante, si affiancano sulla scogliera ed il litorale; in prossimità della chiesa il piccolo museo archeologico espone in una sala i diversi reperti che riassumono la storia locale dal Paleolitico al periodo della dominazione veneziana.

I locali più frequentati sono quelli ai piedi del castello, tra cui il Castro Bar per la sua grande atmosfera e l’ottima posizione.

Le spiagge attrezzate più facilmente raggiungibili dalla Chora iniziano da Livadi fino al promontorio di Agios Kostantinos. Un caso a parte è la baia appartata di ciottoli di Tzanaki, che invece si raggiunge con una breve passeggiata dalla strada principale.

Tutte queste spiagge sono caratterizzate dalle acque cristalline e dalle splendide vedute sulla Chora di Astypaléa.

Kaminakia e Vatses invece si raggiungono dopo percorsi sterrati che s’inoltrano all’interno del brullo paesaggio di Exo Nisi: in entrambi i casi c’è una parte attrezzata e taverne di ottima qualità.

Altre spiagge si trovano sullo “steno”, l’istmo di terra che collega i due promontori che costituiscono Astypaléa e che le conferiscono la sua forma caratteristica. Dal porto di Maltezana (così denominata perché inizialmente sede di un covo di pirati maltesi), partono le gite in barca sulle vicine isolette disabitate di Konoupi e Koutsomiti, dalle acque caraibiche.

Oltre il piccolo centro di Analipsi, la strada diventa sterrata e s’inerpica all’interno di Mesa Nisi, l’ala orientale dell’isola. I lavori di ampliamento sono a buon punto e sembra che per il mese di ottobre 2016 il tratto stradale che giunge fino al remoto insediamento di Vathy sarà finalmente asfaltato.

E’ ancora notte quando parte il traghetto per l’isola di Amorgos alle 6:00 del mattino dal porto nuovo… c’è solo il tempo per un ultimo fugace sguardo alla Chora illuminata dalla nostra terrazza per rendersi conto che il nostro soggiorno in quest’isola è volato via assieme alla brezza del meltemi. Dura appena un’ora la traversata per raggiungere il porto di Egiali di Amorgos. Il sole s’innalza timido sull’orizzonte, oscurato da una fitta foschia. Incombe sulla baia di Egiali un alto promontorio di più di 800 metri sul livello del mare dove si scorgono i candidi villaggi di Tholaria, Lagada e Potamos. Le alte vette trattengono le nubi e il vento soffia incessante sull’isola che appare sin da subito come avvolta da un’aurea mistica.

Arriviamo nella Chora, dopo aver percorso vari chilometri di strada in salita con panorami vertiginosi sulla costa e le isole vicine. La Chora di Amorgos è stata fondata almeno 800 anni fa e gli abitanti, per sfuggire agli avvistamenti dei pirati, si rifugiarono sull’altipiano circondato da montagne che rendeva l’insediamento praticamente invisibile dal mare. Le nubi si rincorrono nel cielo ed un meltemi impetuoso sibila con forza nelle prime ore del mattino… Amorgos ci accoglie con una temperatura insolitamente fresca per le estati greche.

Arriviamo nella nostra Guest House situata nel cuore della Chora: non un solito studio ma un alloggio di stile tradizionale e caratteristico, dove la proprietaria ha curato l’arredamento per renderlo simile a quello delle vecchie abitazioni. La nostra stanza non è ancora pronta, per cui ne approfittiamo per un primo giro esplorativo.

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Exo Nisi, Astypaléa

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monastero di Chazoviotissa



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