Primavera a Ibiza

Un piacevole viaggio tra mare, villaggi e gastronomia in un'isola insolitamente tranquilla e selvaggia... tra i colori e i profumi della primavera
 
Partenza il: 15/04/2012
Ritorno il: 19/04/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Per i nostri anniversari, io e mio marito, ci regaliamo sempre un viaggio, e questa volta abbiamo scelto Ibiza. I nostri figli ci prendevano in giro “Quella è isola da giovani, non è per i nonni!“. Ma noi siamo ancora curiosi e abbiamo voluto scoprire anche l’isola per la mezza età. Siamo partiti il 15 aprile, da Pisa con un volo Ryanair (32 euro a testa a/r) e prenotato l’hotel Tarba a Sant Antoni al modico prezzo di 28 euro a notte, con colazione.

Primo giorno

All’aeroporto di Ibiza abbiamo noleggiato un’auto, per 5 giorni: Opel corsa ( 35 euro+65 euro per il carburante, in tutto). La cittadina di Sant Antoni, a circa 12 Km dall’aeroporto, si raggiunge tranquillamente, con una bella e scorrevole superstrada. L’hotel che avevamo prenotato, in pieno centro, vicino alla stazione degli autobus (con possibilità di parcheggiare nelle vicinanze), era a pochi passi dal mare. Sant Antoni ha un bel centro, molto curato, una zona pedonale e tanti servizi: bar, ristoranti, pub e famose discoteche, che in questo periodo, erano chiuse. Per il pranzo e la cena non c’è che l’imbarazzo della scelta ed anche a prezzi contenuti. Da segnalare, quello che viene indicato come il miglior ristorante dove gustare le specialità ibizenche: El rebost de can pratz, che serve piatti a base di pesce secco, secondo l’antica tradizione. Da una parte dell’ampia baia, si estende la spaziosa spiaggia di S’Arenal, fiancheggiata da una bella passeggiata con palme e locali. Dalla parte opposta si può ancora costeggiare il mare sul Passeig Maritim fino a raggiungere varie terrazze, dove si trovano i locali più frequentati, per assistere ai famosi tramonti, sorseggiando un aperitivo.

In questo periodo è possibile rilassarsi sul mare, dai colori stupendi, con la vegetazione e le fioriture che giungono fin quasi sull’acqua, in un silenzio che quasi non sembra vero!

Secondo giorno

Sant’Antoni è la seconda città dall’isola, ma la più importante è Eivissa, vivace e moderna, che però possiede anche una parte antica molto suggestiva, Dalt Vila, una rocca fortificata, protetta da mura e bastioni, con viuzze, scale, sottopassaggi, ampie terrazze, che si aprono su splendide viste sulla città. Il centro della città è il Paseo Vara de Rey, dove si può sostare nei numerosi locali. Nelle vicinanze, nella zona pedonale, abbiamo scoperto un localino piccolo, ma con una fila di gente in attesa, il bar San Juan, dove si possono gustare piatti di pesce, tra cui la famosa paella, a buon prezzo. Il lungomare di Eivissa è veramente piacevole, ben curato, con numerosissime panchine dove la gente sosta a prendere il sole, ed è punto di partenza di traghetti e imbarcazioni per le maggiori località turistiche. Abbiamo sostato nell’ampia Platja d’en Bossa, la spiaggia più grande dell’isola, in una zona residenziale,con servizi di ogni genere, ma, data la sua vicinanza all’aeroporto, è assai frequente il passaggio di aerei a bassa quota. Lasciata Eivissa, ci siamo diretti a sud, verso le saline. Fin dall’antichità il commercio del sale è stato la maggiore risorsa dell’isola, ed è tutt’oggi attivo. In questa zona si trova la spiaggia Les Salines, che ci è apparsa selvaggia e solitaria e ci siamo fermati volentieri a prendere il sole. La vegetazione arriva fin sulla spiaggia, e i pini contorti la separano da un grandissimo parcheggio, che fa intuire quanto possa essere frequentata nei mesi estivi! In auto abbiamo raggiunto Sant Josef de sa Talaja e la bella baia, deserta, di Cala Tarida, caratterizzata da un enorme scoglio, raggiungibile dalla spiaggia, e lì abbiamo aspettato il suggestivo tramonto del sole!

Terzo giorno

Decidiamo di lasciare il mare e andare alla scoperta della parte meno conosciuta di Ibiza. Percorrendo le belle strade interne, dove è raro incontrare qualche veicolo, raggiungiamo Santa Gertrudis, dalle caratteristiche abitazioni bianche, bordate di giallo: paese perfetto, curatissimo e a misura d’uomo, come non ci saremmo mai aspettati, fuori dai soliti percorsi turistici! Proseguito per Sant Miquel de Balansat per visitare la Cova de Can Marcà. E’ un luogo da non perdere! Le grotte, che un tempo venivano utilizzate dai contrabbandieri per nascondere le loro merci, sono raggiungibili per mezzo di una spettacolare scalinata, ricavata su una scogliera a picco sul mare, con vedute mozzafiato sulla baia di Port Sant Miguel. All’interno sono ricche di stalattiti e stalagmiti e, un tempo, anche di corsi d’acqua e laghetti, che oggi sono stati riprodotti artificialmente e formano scenografiche cascate multicolori. Un vero spettacolo! Ci siamo diretti poi a Portinatx, sulla bella baia ventosa, e pranzato al ristorante Real, con un piatto del giorno, a 10 euro, niente male! Una breve sosta anche nella piccola Cala Xarraca, per un caffè, ed abbiamo raggiunto Cala Benirràs, una spiaggia a ridosso di un massiccio montagnoso, con piccole casette in legno di pescatori, e una formazione rocciosa emergente dall’acqua. La baia non è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e forse per questo il luogo è deserto, misterioso e affascinante. A ridosso della montagna abbiamo trovato una serie di ciottoli levigati e pitturati con pennarello viola, raffiguranti volti di giovani con varie espressioni. Li abbiamo osservati accuratamente e siamo stati tentati di portarsene uno per ricordo, ma poi non abbiamo voluto infrangere l’atmosfera quasi mistica di quel luogo, immaginando che probabilmente siano stati lasciati lì da qualche artista hippy. Siamo rimasti al sole in questo luogo romantico, a ricordare il nostro 38esimo anniversario! Al ritorno abbiamo dato un passaggio a tre ragazzi cileni che si stavano facendo a piedi tutta quella strada, e poi ci siamo fermati al piccolo borgo di S. Agnes, pochi minuti, perché non c’era nulla! Rientrati a Sant Antoni per il tramonto e poi cena al Don Chisciotte, con ottime e variopinte tapas, consumate direttamente al bancone dove si potevano scegliere direttamente. Dopo cena, sul lungomare de S’Arenal, al club Itaca, per il moijto!

Quarto giorno

Mercoledì, il giorno del mercato hippy, ci siamo diretti a Es Canar. Il luogo era molto affollato, come fino ad ora non avevamo mai visto. Le auto riempivano i numerosi parcheggi predisposti per questo evento, e i visitatori erano in maggior parte persone di mezza età, come noi. Ci siamo infilati nel famoso mercato: le bancarelle erano tante, curiose, e proponevano anche oggetti artigianali e inconsueti. C’erano anche gruppi musicali che suonavano strumenti originali e vendevano le loro musiche. Abbiamo trascorso una piacevole mattinata, facendo anche alcuni acquisti. Successivamente abbiamo raggiunto a piedi Cala Martina e pranzato nel ristorante omonimo sulla spiaggia, con un piatto combinato+ pane e aioli (17€ in due). Nel pomeriggio ci siamo diretti a Sant Carles de Peralta, bel paesino tutto bianco e perfetto: sosta al bar Anita, per il caffè e un bicchiere delle tipiche hierbas ibizencas. Raggiunta Cala Mestella, piccola e seminascosta, siamo arrivati con l’auto fin sulla spiaggia, completamente deserta!



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