Portogallo on the road: l’itinerario perfetto di 15 giorni tra le scogliere dell’Algarve e i borghi segreti dell’Alentejo

Come trascorrere le ferie d'estate tra le coste dell'Algarve e le colline dell'Alentejo, visitando borghi e castelli tra un bagno e l'altro.
Scritto da: Tonyofitaly
Portogallo

Come tradizione da rispettare, trascorse le vacanze estive ed effettuato il weekend lungo di inizio autunno con i colleghi e gli amici in una città europea, ho posto poi le basi delle ferie estive per l’anno successivo. Così, nel mese di novembre, ho rispolverato un vecchio giro semi-organizzato poco prima del Covid ma saltato per un improvviso lutto in famiglia: si trattava di una settimana in Algarve a febbraio, approfittando di voli e alloggi a un costo inferiore rispetto all’alta stagione. Riorganizzandolo, l’ho allungato di alcuni giorni e ho provveduto a trovare alloggi a tariffe accessibili (l’Algarve è, in quel periodo, un luogo dai servizi abbastanza cari) per ottenere alla fine un itinerario di 15 giorni suddivisi tra l’Algarve e l’Alentejo. Con Ryanair ho acquistato il volo Bergamo–Faro, mentre con Booking ho prenotato un appartamento a Lagos per le prime cinque notti, un altro ad Albufeira per le ultime cinque notti e un albergo a Évora per le quattro notti nel mezzo: partiremo il 21 luglio e torneremo il 4 agosto. A febbraio ho noleggiato una Panda per i quindici giorni di soggiorno e ho completato il tutto a fine aprile con il parcheggio ad Orio al Serio, per lasciare l’auto. Siamo pronti, partiamo!

Diario di viaggio in Portogallo

Giorno 1: arrivo a Faro e trasferimento a Lagos

Sebbene noi siamo fin troppo puntuali e precisi, il nostro volo parte con un’ora di ritardo causa congestione aerea nei cieli spagnoli, ma pazienza: le oltre due ore di viaggio trascorrono tranquille e, durante l’atterraggio, ci godiamo tutto il panorama della costa est dell’Algarve. A Faro, dopo il ritiro del bagaglio da stiva, perdiamo un po’ di tempo per trovare il punto di pick-up della compagnia Movida Car ma, alla fine, riusciamo a salire sul van che ci porta all’autonoleggio. Qui troviamo pronta per noi una comoda Opel Corsa con cui partiamo subito per Lagos, distante un’oretta d’auto. Arriviamo, quindi, al Little Wonder Apartment situato in città a pochi minuti dal centro, dove ci accoglie Joao, un simpatico signore che ci illustra le caratteristiche dell’appartamento. Sistemati, ceniamo in terrazza (prima ed ultima volta causa un vento serale incessante), poi facciamo un giro per il centro, animato da negozi aperti, ristoranti brulicanti di avventori e tantissimi turisti.

Giorno 2: alla scoperta di Lagos tra mura storiche e mercati

Oggi lasciamo l’auto parcheggiata e ci dedichiamo a visitare Lagos. Lungo la strada che ci porta in centro, passiamo proprio davanti alla cinta muraria che circonda la città, per poi scendere lungo Rua Infante de Sagrés e sbucare in Praça Luís de Camões, dove spicca la particolare Casa Verde. Nell’adiacente Praça Gil Eanes si erge la statua alquanto moderna di Dom Sebastião, re del Portogallo, mentre più avanti troviamo la moderna facciata del Mercado Municipal, dove entriamo per un veloce giro. Più avanti, raggiungiamo il ponte pedonale che collega le due rive del canale d’accesso al vasto porto turistico della città e che consente di raggiungere sia la stazione ferroviaria (Lagos è il capolinea ovest della ferrovia che corre lungo tutta la costa dell’Algarve) sia le spiagge situate lì vicino.

Ritorniamo sul lungocanale dirigendoci a sud della cittadina fino ad arrivare a Praça Infante Dom Henrique, una vasta piazza adorna di monumenti. Facciamo alcune foto all’ampia fontana e poi ci reciamo al Núcleo Museológico Rota da Escravatura (Museo della Schiavitù), situato ora in quello che una volta era proprio il luogo dove venivano smerciati gli schiavi africani. Compriamo il biglietto (€ 3) e visitiamo una mostra che racconta come il Portogallo sia stato tra i primi paesi ad aprire tratte di schiavi e a commerciare su questi. Dopo la visita, attraversiamo la piazza passando davanti all’omonima statua del Principe che gli dà il nome ed entriamo nella Igreja de Santa Maria, che si distingue per la presenza di due campanili e anche perché conserva un bel portale antecedente al funesto terremoto del 1755.

Compiuta la visita, saliamo per una vicina stradina che sbuca davanti all’alto campanile della Igreja de Santo António, santo molto venerato a Lagos in quanto si dice che la sua famiglia sia originaria di questi luoghi. Per accedere all’interno, dobbiamo recarci nell’adiacente Museu de Lagos Dr. José Formosinho, comprare il biglietto d’ingresso (€ 3), attraversare una serie di sale interessanti (ci sono alcune foto che ricordano la vita della città e dei suoi abitanti nonché alcune sale dedicate alla pittura femminile) per poi sbucare nella bellissima navata della chiesa, tutta in legno intarsiato e azulejos, come nella migliore tradizione barocca. Usciamo proprio alla fine della chiusura mattutina e ci fermiamo da Abigail’s Café per una pausa: sotto i suoi ombrelloni troviamo un po’ di refrigerio dal caldo e mangiamo un buonissimo croissant salato al salmone.

Riprendiamo le visite e proseguiamo fino alla Porta de São Gonçalo, che era l’antico accesso al Castello di Lagos: purtroppo l’ingresso a quest’ultimo è chiuso per lavori ma possiamo apprezzare le possenti mura merlate e un’ornata finestra in stile manuelino. Attraversiamo la strada e ci troviamo davanti il Forte Ponta da Bandeira, una fortezza del XVII secolo con ponte levatoio e feritoie, anch’essa chiusa.

Saliamo un po’ fino al Miradouro da Praia da Batata e ci godiamo l’ampio panorama sull’Oceano e la bella spiaggia sottostante. Ritorniamo verso il centro e percorriamo la Rua 25 de Abril, spina dorsale del centro storico su cui si affacciano locali, ristoranti e negozi di vario genere. Proprio in alcuni di questi entriamo, per apprezzare in taluni dei bei lavori in cuoio e pelle, in altri le ceramiche di vario genere. Terminiamo il pomeriggio di visite alla Cafeteria Oceano, assaggiando le mitiche pastéis de nata. In serata, dopo cena, ci concediamo un’altra passeggiata tra le strade affollate di turisti, avventori e artisti di strada.

Giorno 3: da Ponta da Piedade fino all’estremo ovest di Cabo de São Vicente

Oggi l’itinerario previsto ci porterà fuori città verso ovest, quindi partiamo da casa per raggiungere in breve Ponta da Piedade, le famose formazioni rocciose costiere con grotte e caverne spesso visitate anche con escursioni in barca. Lasciamo l’auto in uno dei tanti parcheggi situati prima dell’accesso e seguiamo un lungo tratto asfaltato che ci porta al faro: da qui partono una serie di camminamenti che conducono a tantissime terrazze da cui ammirare il bel mare sottostante, le formazioni rocciose che vi si ergono e l’ampio panorama sull’Oceano aperto.

Una rampa di gradini conduce a una spiaggia sottostante ma le altre, invece, sono raggiungibili solamente via mare (ed infatti molte barche e kayak affollano la zona). Visitabili, in taluni punti, sono anche le grotte.

Ritornati all’auto, partiamo per la vicina Praia da Luz, diretti all’Igreja Matriz de Nossa Senhora da Luz, dove arriviamo in breve. Però la descrizione della chiesa non corrisponde a ciò che stiamo ammirando e scopriamo che, pur avendo quasi lo stesso nome, la chiesa che si intendeva visitare si trova a Lagoa, non qui. Comunque facciamo un breve giro all’interno e qualche foto, poi ci dirigiamo lesti verso Sagres, giungendovi quasi a mezzogiorno.

Lasciamo l’auto nel parcheggio della fortezza e facciamo la fila per il biglietto (€ 10), poi entriamo in ciò che resta della primitiva costruzione voluta da Enrico il Navigatore: al momento ci sono lavori in corso ma si possono ammirare l’Igreja de Nossa Senhora da Graça (una piccola cappella) e una torre cisterna. Tutt’intorno, i tre lati danno sulla scoscesa scogliera, motivo per cui è stata costruita questa enorme fortezza. Camminando sferzati da un forte vento lungo i bastioni occidentali, ammiriamo la costa e la vastità dell’Oceano Atlantico che si apre davanti, soprattutto quando arriviamo alla punta estrema dove si ergono un piccolo faro, un miradouro e una costruzione monumentale a mo’ di labirinto denominata A Voz do Mar.

Ritorniamo indietro per i bastioni orientali fino ad arrivare quasi all’ingresso dove si trovano il Museo Espositivo e la Rosa dei Venti, sul pavimento del piazzale. Usciamo da qui con un forte appetito e accettiamo l’invito di un volantino lasciato sull’auto che ci consiglia di pranzare al ristorante Pedra do Gigante: mai fu scelta migliore!

Dopo pranzo, partiamo subito per Cabo de São Vicente, che ci accoglie poco dopo con un vento ancora più impetuoso: siamo proprio all’estrema propaggine dell’Europa fisica e la forza del vento e l’impetuosità del mare si fanno ben sentire. Purtroppo il faro omonimo non è visitabile, quindi, dopo alcune foto e riprese, ci avviamo verso Lagos, sebbene abbiamo l’intenzione di fare un’ultima sosta.

Infatti, superata la cittadina di Vila do Bispo, ci fermiamo da Cerâmica Paraíso, un ampio showroom di prodotti riconoscibile per i tantissimi piatti di ceramica presenti sui muri esterni. La sosta serve per vedere se trovo qualche piatto interessante da appendere nel mio salotto (ne ho già alcuni provenienti dal Marocco e dalla Tunisia) ma, alla fine, compro solo una lanterna da interni davvero bella, che appenderò come abbellimento.

Rientriamo all’appartamento per riposare e cenare e poi trascorriamo la ventosa serata in centro bighellonando tra locali e bar.

Giorno 4: Alvor, Portimão e l’escursione alla grotta di Benagil

Portogallo on the road: l’itinerario perfetto di 15 giorni tra le scogliere dell’Algarve e i borghi segreti dell’Alentejo 

Stavolta ci dirigiamo ad est e partiamo, dopo colazione, per la cittadina di Alvor, dove arriviamo dopo una mezz’oretta. Attraversate in auto le strette vie del centro, riusciamo a parcheggiare quasi davanti alla Igreja Matriz do Divino Salvador, con un bellissimo portale in stile manuelino che spicca tra il bianco e l’azzurro delle pareti. Entriamo e rimaniamo colpiti dalla bellezza degli azulejos che coprono le pareti, dalla pala d’altare dorata e da quelle laterali.

Ritorniamo all’auto e partiamo per Portimão, nostra successiva tappa, riuscendo a parcheggiare proprio davanti al Mercado Municipal. Percorriamo la strada che ci porta a Praça da República e ci fermiamo a visitare il Convento do Colégio dos Jesuítas, la cui facciata principale è rivolta verso la piazza: il suo aspetto semplice e simmetrico è dovuto al fatto che la parte centrale corrisponde alla chiesa mentre le laterali corrispondono alle antiche ali del collegio. Entriamo nella porta centrale e ci troviamo nella Igreja do Colégio, dedicata a San Francesco Saverio, considerata l’attrazione principale del Collegio. Quello che vediamo è un’unica navata, coperta da una volta a botte, con cappelle laterali sormontate da tribune. Le ancone barocche nelle cappelle e nella cappella maggiore sono decorate con una ricca scultura dorata e l’interno si presenta con immagini religiose, un ostensorio e il mausoleo di D. Diogo Gonçalves, il fondatore del Collegio.

Usciamo e proseguiamo sotto a un sole cocente fino alla Igreja Matriz de Portimão o Igreja de Nossa Senhora da Conceição, definita dagli abitanti “la chiesa dei matrimoni”. Dalla guida in nostro possesso leggiamo che, sebbene la sua costruzione risalga alla fine del XV secolo, fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1755 e ricostruita nel XVIII secolo, subendo continui restauri negli anni successivi. Del suo periodo originale conserva un portale gotico e alcuni doccioni, insieme al campanile e alla pala d’altare barocca. Entriamo dentro e ammiriamo l’interno decorato con splendide piastrelle tradizionali, interessanti immagini religiose e crocifissi in avorio e palissandro.

Raggiungiamo, quindi, Largo 1º de Dezembro, dove nel fresco piccolo giardino ci sono le panchine adornate con azulejos che rappresentano grandi eventi della storia portoghese. Proseguiamo fino alla Ribeirinha, il lungofiume che raggiunge il porto turistico e la Praia da Rocha. Ci attardiamo per le consuete foto davanti alla scritta Portimão, poi continuiamo fino all’ex mercato del pesce, ora trasformato in luogo di ristoro, fino a fermarci da Hamburgueria Feu per un ottimo hamburger con patatine.

Alle 14:30 ci portiamo presso Atlantis Tour, subito dopo la mole del Museo cittadino e del porto turistico, in quanto dobbiamo fare il check-in per l’escursione lungo la costa, alla scoperta di falesie, spiagge nascoste e grotte. Indossati i giubbotti salvagente e fatto un breve briefing, veniamo condotti al motoscafo che, dopo essersi riempito, parte spedito per l’escursione.

La prima tappa avviene al largo di Ferragudo, che visiteremo domani: dal mare possiamo ammirare il caratteristico centro di pescatori con il castello arroccato sullo sperone più alto. Fatte foto e riprese, ripartiamo col celere motoscafo lambendo le rive delle spiagge di Praia da Rocha e Praia Grande ed entrando nel mare aperto. Proseguiamo lungo la costa ammirando le alte scogliere e le varie insenature con spiagge, spesso raggiungibili solo via mare.

Facciamo un’altra serie di soste per ammirare alcune grotte, delle formazioni carsiche con forme di animali o di profili di persone (con tanto di naso ed occhio), alcuni faraglioni che ospitano colonie di uccelli e la spiaggia di Carvoeiro, nota località balneare.

Finalmente, dopo ulteriori soste in grotte nascoste o dalla eco particolare, giungiamo al top della visita con l’arrivo in quella più famosa: la grotta di Benagil. Attendiamo il nostro turno e poi accediamo via mare a questa particolare conformazione rocciosa, che prende luce da un enorme buco del soffitto che illumina una sottostante spiaggia lambita da un mare cristallino: foto e video si sprecano in questo bellissimo angolo instagrammato dai visitatori.

Usciti, il motoscafo riparte a tutta velocità per riportarci al punto di partenza, dove arriviamo dopo una mezz’oretta di spruzzi e schizzi d’acqua. Terminata la gita, ritorniamo in centro e ci fermiamo alla Pastelaria Arade, di fronte ai giardini 1º de Dezembro, dove assaggiamo le pastéis de nata più buone in assoluto.

Riprendiamo l’auto e ritorniamo a Lagos nel tardo pomeriggio, dove poi trascorriamo la serata.

Giorno 5: l’entroterra di Silves e il borgo marinaro di Ferragudo

Oggi rivolgiamo l’attenzione all’entroterra e partiamo per Silves, cittadina che vanta un bel centro storico e un visitato castello. Giunti in breve, parcheggiamo nell’ampio parcheggio situato ai piedi del centro abitato e ci dirigiamo verso la parte storica seguendo i cartelli indicativi: saliamo così fino alla Porta da Cidade, che introduce nella parte storica.

Appena attraversata, sulla sinistra si erge il moresco edificio del Museo di Archeologia, mentre davanti a noi saliamo fino alla maestosa mole della Sé, la Cattedrale di Silves, dedicata a Nossa Senhora da Conceição. Sebbene sia un pregevole tempio in stile gotico, la chiesa si presenta piuttosto spoglia all’esterno ed è caratterizzata da un portale in stile gotico portoghese. Paghiamo il biglietto (€ 2) e, una volta all’interno, troviamo tre navate dove si possono notare diversi stili architettonici, tra cui cupole gotiche ogivali ed altari laterali con decorazioni barocche in legno intagliato.

Uscendo, continuiamo la salita fino a giungere davanti al Castello di Silves, che risale proprio alla dominazione araba. Facciamo il biglietto (€ 2,80) e accediamo all’interno, costituito da diverse parti: l’Alcáçova (fortezza), la Couraça (corazza), le mura di Arrabalde e alcuni fossati e contrafforti che nel corso del tempo si sono integrati nel tessuto urbano.

Iniziamo camminando sulle possenti mura merlate, lungo le quali sorgono diverse torri a pianta quadrangolare, ma anche alcune porte di accesso. Inoltre, da qui si gode di una superba vista panoramica sulla città e sulla vallata. Scendiamo dalle mura e passeggiamo nel vasto cortile interno, in cui si trovano i resti delle sale, la ricostruzione dei giardini che lo ornavano e l’antica riserva d’acqua, ora trasformata in un museo dedicato alla lince iberica.

Completata la visita, usciamo e ritorniamo giù al parcheggio, per ripartire e raggiungere la successiva tappa. Una mezz’ora di viaggio e arriviamo a Ferragudo, il piccolo paesino di pescatori che abbiamo visto ieri dal mare durante l’escursione.

Lasciata l’auto al parcheggio, iniziamo a percorrere le stradine del centro, che mantiene tutt’oggi il suo fascino e le radici del proprio passato con le case colorate, gli azulejos e le immancabili bougainville che esplodono sui muri. Raggiungiamo la Praça Rainha Dona Leonor e ci fermiamo a pranzare al Portucale Gustus, posto che consiglio vivamente.

Dopo, riprendiamo il nostro vagabondare e ci portiamo verso la Igreja de Nossa Senhora da Conceição, che è il principale edificio religioso di Ferragudo, risalente al XVI secolo: la chiesa è chiusa ma dall’antistante terrazza si può godere di un bel panorama sulle sottostanti spiagge e sulla dirimpettaia Portimão. Scorgiamo anche la mole del Castello di São João do Arade, costruito negli anni Quaranta del XVII secolo in sostituzione dell’antico castello di Ferragudo, ma non lo raggiungiamo in quanto è chiuso al pubblico.

Scendiamo tramite alcune scale sul lungomare e poi, piano piano, torniamo all’auto e rientriamo a Lagos. Dato che domani partiamo per altre mete, prepariamo le valigie e poi andiamo a cenare all’Ala do Castelo, un ristorante che offre ottime specialità di mare. L’ultima sera a Lagos trascorre nel girovagare per le vie tra locali, ristoranti e turisti.

Giorno 6: trasferimento verso Beja e arrivo a Évora

Dopo colazione partiamo per Évora, imboccando la N120, poi la A22 ed infine immettendoci nella A2, l’ampia autostrada che ci porta verso nord. Dopo un viaggio di poco più di un paio d’ore e una sosta in un autogrill, usciamo all’altezza di Castro Verde e percorriamo la lunga e quasi vuota N123 che ci porta di filato a Beja, tappa intermedia del nostro viaggio verso l’Alentejo Centrale.

Parcheggiata l’auto in centro (troviamo un posto di fortuna perché il parcheggio sotterraneo è misteriosamente chiuso), arriviamo in breve al castello che, però, apre alle 14:00. Allora gironzoliamo un po’ per il centro, ammirando le facciate e i portali della Igreja da Misericórdia e della Câmara Municipal fino a giungere alla mole dell’edificio che ospita il Museo di Beja.

Proprio di fronte, data anche l’ora, decidiamo di pranzare e troviamo posto da ‘O Alentejano, dove mangio, finalmente, la mia prima porzione di bacalhau.

Goduto il lauto pranzo, ritorniamo verso il castello che, essendo ora aperto, possiamo gratuitamente visitare in tutta la sua mole. Entrando nell’ampio cortile, constatiamo che si tratta proprio di un bel castello medievale del XIII secolo (anche se ora rimaneggiato), ben conservato e con un bellissimo mastio che domina la città. Saliamo anche sulle mura merlate, da cui possiamo ammirare ampie vedute da ogni lato. Poi entriamo nel mastio ma senza salire la ripida scala interna che, passando per varie sale intermedie con volte lavorate, arriva sino alla cima.

Compiuta la visita, usciamo e andiamo alla dirimpettaia Sé di Beja ma, essendo primo pomeriggio, è chiusa e non possiamo ammirare gli altari in talha dourada (legno dorato) che vi sono contenuti.

Ritorniamo all’auto e riprendiamo il viaggio fino ad arrivare ad Évora, dove prendiamo possesso della camera prenotata presso l’Holiday Inn Express Évora. Disfatte le valigie e compiuto un bel riposino, usciamo per cena ma la città si presenta totalmente vuota e con i ristoranti chiusi. Per fortuna, troviamo posto al Celeiro d’Évora, proprio davanti alla Sé, dove ceniamo con un’ottima insalata di pollo. Facciamo un breve giro per la città e poi ci ritiriamo per un dovuto riposo.

Giorno 7: Évora e le meraviglie dell’Alentejo

Dopo la deliziosa e abbondante colazione, partiamo per la visita di Évora, il cui centro è Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Avendo scelto un albergo appena fuori la cinta di mura, attraversiamo la Porta de Aviz per risalire l’omonima rua e portarci ai Jardim Diana, punto d’inizio del nostro itinerario.

Davanti ad essi si erge il Tempio Romano, antica reminiscenza dell’originaria città: risalente alla fine del I secolo, è il simbolo della città e mantiene intatte molte delle sue eleganti colonne, che terminano in capitelli corinzi di marmo di Estremoz, finemente decorati. Dietro al giardino si estende un’ampia terrazza che termina lungo una muraglia romana, da cui si gode un bel panorama che abbraccia la vasta pianura alentejana.

Facciamo foto e video al Tempio, poi rivolgiamo la nostra attenzione alla nostra destra, dove c’è il Palácio dos Duques de Cadaval (o Palácio das Cinco Torres), che fu un tempo la residenza di un’importante famiglia portoghese. Ammiriamo le feritoie e le due imponenti torri e poi ci avviciniamo all’adiacente edificio dove, superato un portico, si trova l’ingresso all’edificio restaurato dell’antico convento di São João Evangelista. Sulla piazza è interessante l’ingresso alla Igreja de São João Evangelista, con un classico portico in stile manuelino, ma rimandiamo la visita al pomeriggio: la guida che consultiamo riferisce che l’interno è ricoperto di azulejos.

Proseguiamo sulla sinistra del tempio e passiamo davanti all’antico Palácio dos Inquisidores, edificato nel 1536 e sul cui frontone si possono ammirare le insegne della terribile Inquisizione, per accedere a uno slargo dominato dalla grandiosa Sé di Évora, che si erge in tutta la sua maestosità. Prima di entrare, leggiamo dalla guida che la Sé è una chiesa fortificata di tracciato gotico ed è la più grande cattedrale del Portogallo. È affiancata da due torri asimmetriche che svettano verso il cielo e il portico romanico-gotico invita alla visita del tempio.

Facciamo il biglietto (€ 5) e la cassiera ci consiglia prima di visitare la torre e il museo in essa ospitato, poi di scendere nel chiostro per terminare, infine, nella chiesa. Seguiamo allora il percorso, salendo per alcune scale che ci conducono lungo la torre nord, in cui si conserva parte del ricco tesoro appartenente al Museo di Arte Sacra, con pezzi unici di incommensurabile valore. Alla fine della scala sbuchiamo sul tetto della Sé e da qui ammiriamo da ogni lato i panorami che si aprono sulla città.

Scendiamo ed entriamo nel chiostro gotico e poi accediamo nella Sé dove possiamo ammirare, nella navata centrale, l’altare di Nossa Senhora do Ó, la cui immagine in pietra policroma trova il suo contrappunto in una statua lignea dell’Arcangelo San Gabriele. Percorriamo la navata ammirando le varie cappelle e il decorato tetto, fino ad arrivare alla cappella maggiore, abbellita con marmi di diversa origine.

Compiuta la visita, usciamo e ci inoltriamo in Rua 5 de Outubro, che inizia proprio di fronte: lungo la strada si trovano tanti locali, alcuni ristoranti e negozi turistici dove comprare anche ceramiche o lavori in cuoio. Entriamo, così, in Praça do Giraldo, circondata su un lato da portici medievali: siamo in quello che è considerato il foro cittadino, su cui si impone una bella fontana cinquecentesca di marmo, abbellita da una corona di bronzo. La guida ci dice che gli otto mascheroni, anch’essi di bronzo, corrispondono alle strade che sboccano nella piazza. All’estremità nord si trova la chiesa di Santo Antão, che ci apprestiamo a visitare solo che la porta ci viene letteralmente chiusa in faccia perché dalle 11:45 non si può più accedere.

Decidiamo, quindi, di recarci presso le altre due da visitare, così scendiamo per Rua da República fino a sboccare sulla sinistra in una piccola piazza dove si innalza l’Igreja de Nossa Senhora da Graça, ma davanti a noi si para una selva di tubi e ponteggi e scopriamo che è in pieno restauro, sia fuori che dentro. Allora ritorniamo sulla via principale e giriamo, dopo una cinquantina di metri, a sinistra in Praça 1º de Maio, dove si erge la mole della Igreja de São Francisco, dallo stile gotico-moresco tipico di tanti monumenti dell’Alentejo.

L’ingresso alla chiesa è gratuito e, dopo aver attraversato il portale manuelino, scopriamo all’interno una navata unica che termina in una volta a nervature, con ai lati dodici cappelle tutte con rivestimenti barocchi intagliati nel legno. Ammiriamo anche la cappella maggiore, che la nostra guida fa risalire all’inizio del XVI secolo e che conserva ancora oggi rilevanti elementi rinascimentali, come le tribune. Riserviamo l’ultima visita per una particolare cappella ricca di azulejos e di decorazioni in legno intarsiato, che è la Cappella dell’Ordine Terziario.

Usciamo e ci dirigiamo subito sul lato destro della chiesa, dove c’è la biglietteria per pagare l’ingresso (€ 7) alla curiosa Capela dos Ossos (cappella delle ossa), i cui pilastri e pareti sono completamente rivestiti da ossa e teschi. Proseguendo la visita, incappiamo in una mostra di presepi da tutto il mondo, fino ad arrivare a una terrazza da cui si possono ammirare i palazzi del centro storico e la Sé con le sue torri da lontano.

Terminata la visita, scendiamo fino ai vicini Jardins Municipais, dove troviamo la statua di Vasco da Gama (appena entrati) e il Palácio de Dom Manuel, un bel palazzo che fu residenza reale e che presenta particolari riferimenti moreschi che lo arricchiscono. Lambiamo i bordi dei giardini fino a Rua do Raimundo e poi percorriamo quest’ultima fino a ritornare in Praça do Giraldo: essendo abbondantemente ora di pranzo, ci fermiamo al Café Arcada sotto i portici per uno spuntino, terminato con l’assaggio di alcuni dolci tipici della zona.

Riprendiamo le visite e ritorniamo indietro fino alla Sé, stavolta girando intorno all’abside e proseguendo per Rua Freiria de Cima: proprio all’inizio c’è uno degli ingressi al cortile del Palácio dos Condes de Basto (o Palácio de São Miguel). Nato originariamente come una fortezza moresca, è il palazzo più antico di Évora: trasformato in residenza reale dopo essere stato acquisito dal primo re portoghese, nel corso del tempo ha svolto diverse funzioni prima di cadere in rovina. Sottoposto poi a restauro, oggi è visitabile ma noi troviamo tutto stranamente chiuso.

Percorriamo allora Rua Freiria de Baixo fino a giungere in Rua de S. Manços, dove ammiriamo della Casa de Garcia de Resende l’interessante facciata dalle tre bellissime finestre geminate in stile manuelino, decorate da piccole colonne e capitelli moreschi. Proseguendo più in basso, a Largo das Portas de Moura, troviamo la balconata mudéjar-manuelina di Casa Cordovil.

Volgiamo qui il cammino sulla sinistra e raggiungiamo l’antica sede dell’Universidade do Espírito Santo, di cui apprezziamo l’enorme mole già vista dal giardino del palazzo di San Michele, per poi proseguire e ritrovarci al Jardim Diana.

Proseguendo lungo Rua do Menino Jesus sbuchiamo alla Porta Nova e qui giriamo a destra lungo Rua Garcia e Rua dos Reis fino alla Porta Velha: affacciandoci sulla trafficata rotonda, possiamo ammirare gli archi dell’Aqueduto da Água de Prata, una straordinaria opera di ingegneria rinascimentale del XVI secolo, che sovrastano le sottostanti vie e si introducono nella città.

Seguendo le mura, ritorniamo alla Porta de Aviz e da qui in albergo, abbastanza stanchi per la lunga camminata. Dopo un riposo e una doccia, andiamo a cenare da Taska Fina, un ristorante carino situato vicino Rua dos Reis, per poi bighellonare un po’ in centro prima di rientrare.

Giorno 8: escursione a Évora Monte e al Paço Ducal di Vila Viçosa

Portogallo on the road: l’itinerario perfetto di 15 giorni tra le scogliere dell’Algarve e i borghi segreti dell’Alentejo 

Dopo la colazione, riprendiamo l’auto e ci dirigiamo fuori città per una serie di escursioni nei dintorni. La prima tappa odierna ci porta, seguendo la N18, verso il nord della città, precisamente ad Évora Monte, dove arriviamo dopo circa una mezz’oretta di viaggio.

Parcheggiata l’auto, ci troviamo davanti il Castello di Évora Monte, situato su uno dei punti più elevati della Serra de Ossa. Raggiunto l’ingresso, leggiamo dalla guida che questo castello (vagamente simile al nostro Castel del Monte ma in formato ridotto) risale al XII secolo e rappresenta un monumento singolare nell’architettura militare portoghese. La fortezza, in stile rinascimentale italiano, ha la forma di un quadrilatero regolare, con quattro massicci torrioni circolari a ciascuno degli angoli che conferiscono, secondo il nostro parere, un aspetto alquanto inquietante.

Entriamo dalla piccola porta situata sul retro e compriamo i biglietti per la visita (€ 2), che inizia salendo su una scala che ci porta al primo dei tre piani nobili, costituiti da sale monumentali con volte gotiche a nervature. L’interno è spoglio e senza alcun arredo ma permette di comprendere l’ampiezza della struttura nonché la sua capacità difensiva, espressa in ogni piano. Arriviamo fin sulla terrazza, dove ammiriamo il bel panorama sulla regione circostante. Ridiscesi dall’edificio, ci rechiamo nel villaggio ai piedi, percorrendo la vuota strada principale che conduce alla Igreja de Nossa Senhora da Conceição e alla Porta Sul do Castelo.

Ritorniamo indietro e raggiungiamo l’auto per ripartire alla volta della nostra prossima tappa. Riprendiamo, quindi, la N18 e attraversiamo un paesaggio fatto di campi d’ulivi e di vigneti, fino alla N4 che ci conduce poi alla N225, la strada giusta per arrivare a Vila Viçosa.

Parcheggiamo al Terreiro do Paço e poi, con una breve passeggiata, raggiungiamo Praça da República, centro della città. Un altro po’ di cammino e siamo sotto le mura del Castello di Vila Viçosa, il cui ingresso è situato sul lato sinistro. Entriamo nell’area fortificata e arriviamo subito alla Igreja de Nossa Senhora da Conceição, il Santuario che ospita l’immagine della Madonna patrona del Portogallo e che ha visitato anche Giovanni Paolo II durante il suo viaggio nel 1982. Riusciamo ad entrare proprio a cinque minuti dalla chiusura e ammiriamo un interno ricco di affreschi, con pale d’altare e pareti abbellite da piastrelle colorate. Nell’altare maggiore è conservata l’immagine della Vergine, proclamata Regina del Portogallo.

Usciamo e proseguiamo verso il castello vero e proprio ma, data l’ora, lo troviamo chiuso: possiamo solo ammirarlo dall’esterno, cogliendone l’imponenza e la buona conservazione. All’interno c’è un museo con reperti archeologici e una sezione con animali imbalsamati e fucili.

Ritorniamo verso la praça e ci fermiamo in un bar per un semplice panino e una bibita, oltre che per trovare un po’ di rinfresco dal caldo torrido della giornata.

Fatta la sosta, ritorniamo al Terreiro ma non per partire, bensì per visitare la vera chicca della città: il Paço Ducal de Vila Viçosa. Questo imponente palazzo occupa tutto il lato nord dell’immensa piazza ed è una struttura monumentale molto conosciuta dai portoghesi ma quasi ignorata dai turisti stranieri. Dopo le consuete foto e riprese video alla struttura e alla statua di Dom João IV, raggiungiamo l’ingresso per l’acquisto dei biglietti e scopriamo che la visita viene fatta in gruppo ogni mezz’ora: nel nostro caso dobbiamo attendere quaranta minuti perché entro dieci minuti parte un gruppo completo e poi tocca a noi col successivo.

Acquistato il biglietto (€ 9), nell’attesa leggo dalla mia guida le notizie relative a questo edificio, la cui costruzione iniziò nel 1501 per decisione del quarto Duca di Braganza, Dom Jaime. Nel corso del XVI e XVII secolo fu ampliato e migliorato fino ad assumere le dimensioni e le caratteristiche attuali: la facciata, lunga 110 metri, è unica nell’architettura civile portoghese e rivela un’ispirazione classica.

Finalmente il nostro gruppo si compone e la guida ci fa partire per la visita, facendoci salire una monumentale scala con un affresco rappresentante una battaglia. Da qui proseguiamo per una lunga serie di sale, ricche di mobili d’epoca, dipinti, sculture, arazzi, ceramiche e oggetti di oreficeria. Ogni sala che visitiamo comprende anche affreschi e piastrelle del XVII secolo, soffitti a cassettoni e quadri nonché camini in marmo con elaborate decorazioni. Alla fine ci viene mostrata la cucina, che ci lascia un’impressione indelebile per le sue dimensioni e la quantità di utensili in rame che contiene.

Terminata dopo più di un’ora la visita, riprendiamo l’auto e ritorniamo ad Évora, contenti e soddisfatti. In serata ceniamo al Celeiro d’Évora e poi godiamo del fresco sceso seduti sulla fontana in Praça do Giraldo, prima di ritirarci.

Giorno 9: i borghi medievali di Monsaraz e Mourão

Stavolta decidiamo di rivolgere le nostre attenzioni al sud, così partiamo, sempre dopo la lauta e deliziosa colazione, imboccando la N18 e poi proseguendo sulla N256 che ci conduce, dopo circa un’oretta, a Monsaraz.

Parcheggiata l’auto ai piedi della collina che ospita il nucleo abitato, saliamo fino all’ingresso, la Porta da Vila, racchiusa tra due alti torrioni di cui uno ospita un orologio. Entriamo in questo piccolo borgo fatto di case imbiancate a calce, stradine in acciottolato e finestre addobbate con fiori, camminando sulla Rua Direita, che ci porta al Largo Dom Nuno Álvares Pereira: entrandovi, scorgiamo l’alta mole della Igreja Matriz de Nossa Senhora da Lagoa e una serie di edifici di cui uno ospita il Museo degli Affreschi. Entriamo nella chiesa e troviamo un ambiente semplice ed accogliente ma ricco di elementi decorativi in legno dipinto.

Usciti, ci dirigiamo verso il castello, che occupa la parte finale del borgo: l’alta torre de Menagem (mastio) svetta su tutto ed è la parte principale del complesso fortificato. L’entrata è gratuita e ci troviamo in un ampio slargo da cui partono una serie di scale che consentono di raggiungere i camminamenti: saliti, da qui godiamo di uno spettacolare panorama sul borgo, sui dintorni e sull’ampio lago formato dallo sbarramento del fiume Guadiana.

Fatte le dovute foto e riprese video, scendiamo e decidiamo di gironzolare per il piccolo borgo che è stato anche il set di alcuni famosi film portoghesi. Visitiamo un bel negozio che offre ceramiche dipinte, poi ritorniamo indietro lungo la Rua de Santiago fino a portarci alla porta di ingresso e lasciare questo posto dal sapore medievale.

Ripresa l’auto, ritorniamo sulla N256 e ci dirigiamo verso Mourão, dove giungiamo in breve tempo. Lasciamo il veicolo davanti all’ingresso del castello situato anche qui nella parte più alta della cittadina. Varchiamo la soglia ma abbiamo l’amara sorpresa di trovare soltanto rovine. Tutto è abbandonato, niente è stato restaurato e, solo per salire sui camminamenti, dobbiamo fare davvero attenzione, anche se poi lo sforzo è compensato da un meraviglioso panorama. L’unica cosa che sembra ancora funzionare è la Igreja de Nossa Senhora da Candeias, ma è esterna alla fortezza ed è pure chiusa.

Ci fermiamo in centro per consumare un veloce pasto al Morango Bar (che ha un patio davvero molto carino), poi riprendiamo la strada a ritroso e rientriamo ad Évora: ci aspettano le valigie da fare, visto che domani si ritorna al mare. In serata, ultima cena al Coruja à Mesa, dove assaggio un ottimo bacalhau mantecado.

Giorno 10: ritorno in Algarve e sistemazione ad Albufeira

Con molta calma, partiamo di nuovo verso le spiagge dell’Algarve e ripercorriamo lo stesso tragitto dell’andata a ritroso: dopo poco più di un paio d’ore, usciamo dalla A2 ed imbocchiamo la A22 in direzione Lagos, ma la lasciamo proprio alla prima uscita, che è la via corretta per arrivare ad Albufeira, nostra prossima tappa.

Qui raggiungiamo Rua Primeiro de Dezembro, dove si trova il Little Wonder Apartment, un piccolo appartamento prenotato per il resto del nostro soggiorno. Siamo un po’ in anticipo ma Deborah, la gentilissima e simpatica padrona di casa, ci fa lo stesso il check-in, permettendoci di prendere possesso di questo piccolo gioiellino situato a pochi passi dal centro della città.

Disfatte le valigie, fatto un meritato riposino dopo una rilassante doccia e cenato con appetito, usciamo per la città e qui la vacanza prende proprio un’altra piega. Albufeira, infatti, è una meta ambitissima e visitata soprattutto da un turismo giovane e proveniente dal nord Europa. Il centro città, la sera, è totalmente votato al divertimento: locali e birrerie, ristoranti di vario genere, discopub e karaoke a volontà sorgono lungo le sue vie principali e nella piazza principale, Largo Duarte Pacheco. Tutto sembra un mix tra Las Vegas, Ibiza e Mykonos: tra le bianche case e le palme scorre musica e alcol a gogò, il tutto sovrastato da cartelloni luminescenti ed enormi schermi.

Dopo questa botta di bolgia francamente inaspettata e un giro tra le affollate strade, rientriamo a casa per un dovuto riposo.

Giorno 11: Albufeira tra miradouro, centri storici e vita notturna

Oggi ci dedichiamo alla visita di Albufeira che, in effetti, non è molto grande. Ossia: il paesino originario si arrocca su una piccola collinetta prospiciente il mare, affacciandosi poi su una lunga spiaggia; il resto che si estende sulle colline circostanti è composto da palazzoni, ville, alberghi e quant’altro tutto a favore del turismo.

Comunque, noi usciamo di casa e passiamo subito davanti alla piccola Igreja de Sant’Ana, il cui campanile spicca tra le case. Scendendo, svoltiamo a destra e ci incamminiamo sulla Esplanada Dr. Frutuoso da Silva, che affaccia sulla sottostante Praia do Peneco e che permette di abbracciare con la vista tutta la linea costiera. Si può anche ammirare la Rocha do Peneco, un alto scoglio che emerge dalla sabbia. Sul lato sinistro sono presenti due murales dedicati alla città e a chi ama viaggiare.

Più avanti troviamo una terrazza da cui poter fare foto e video e, poco distante, ci sono l’Escadaria (una lunga scalinata) e l’Elevador do Peneco (per i pigri) che portano entrambi alla spiaggia. Percorriamo Rua Latino Coelho, tra casette di pescatori e piccole villette (affittate a prezzi esorbitanti, dato che quasi tutte hanno la vista mare) per terminare al Miradouro Praia do Pescador, che si protende su un promontorio roccioso e che regala anch’esso splendide vedute.

Ritorniamo indietro e scendiamo lungo Rua da Igreja Nova, passando davanti alla Igreja Matriz, costruita al posto di quella crollata nel famoso terremoto del 1755: vorremmo visitarla, ma la troviamo chiusa.

Arriviamo così alla prima di una serie di strade dal sapore turistico ed entriamo in Rua 5 de Outubro, già fervente di vita sia perché la maggior parte dei suoi negozi offre prodotti turistici (praticamente i ricordini da portare ad amici e parenti), sia perché conduce alla spiaggia tramite il Tunnel, un passaggio scavato nella roccia che finisce proprio sui lidi. Noi lo percorriamo giusto per capire cosa ci sia alla fine ma, a parte permettere l’accesso alla spiaggia, consente solo di raggiungere alcuni ristoranti.

Ritorniamo indietro e percorriamo tutta la strada per poi risalire alcune scale e ritrovarci nel punto iniziale di Rua da Igreja Nova, dove saliamo sulla collinetta che ospita l’antico centro abitato. Davanti a noi si para la Torre do Relógio, che è l’emblema della città: faceva parte delle antiche fortificazioni ed oggi è uno dei pochi resti sopravvissuti.

Andiamo avanti fino a Rua da Bateria, che s’affaccia sulla spiaggia, e poi ci inoltriamo nei vicoletti, dove tutto sembra ovattato. Seguiamo un’indicazione che ci porta a una serie di resti di muraglia, che è tutto ciò che resta del vecchio Castello di Albufeira, poi scendiamo per una lunga scalinata che ci porta dall’altra parte, nella zona est.

A pochi metri si trova una tettoia di riparazione dal caldo che ospita una statua di un pescatore mentre, andando più avanti, si arriva a Praça dos Pescadores. Da qui salgono due scale mobili che collegano la parte alta: noi ci accomodiamo subito e saliamo celermente fino al Miradouro do Pau da Bandeira. La vista che si apre davanti va su tutta la linea di costa, offrendo scorci sul mare e sulle circostanti colline a 360°: foto e riprese sono ovviamente il modo migliore per immortalare il panorama.

Riscendiamo e passeggiamo per l’Avenida 5 de Abril fino al Largo Duarte Pacheco, dove decidiamo di rientrare a casa per uno spuntino e un riposo, visto che è abbondantemente ora di pranzo. Più tardi ritorniamo in centro e ci dedichiamo a un po’ di shopping, rilassandoci con un fresco cocktail al lime e menta e godendo della passeggiata.

In serata trascorriamo il nostro tempo tra la baraonda di turisti e locali, apprezzando il bel venticello rinfrescante.

Giorno 12: visita di Faro, il capoluogo dell’Algarve

Riprendiamo l’auto per le nostre quotidiane escursioni ed oggi siamo diretti a Faro, capoluogo e principale città dell’Algarve. Percorriamo la A22 sotto un sole brillante e arriviamo in città in poco meno di una quarantina di minuti, lasciando l’auto al grande parcheggio di Largo de São Francisco, proprio a sud della città e prossimo al centro storico.

Già avvicinandoci a piedi possiamo scorgere le mura medievali (anche se una serie di grossi tendoni piantati per qualche festa locale occludono la vista), poi entriamo nella Cidade Velha fino ad arrivare al suo cuore, dove si distinguono alcuni principali monumenti.

Entrando, a destra si trova la Sé, le cui origini risalgono al periodo appena posteriore al dominio moresco, anche se nel corso dei secoli la sua architettura è stata rimaneggiata con altri stili, come il gotico e il barocco. In fondo alla piazza vediamo ergersi il Paço Episcopal del XVII secolo, che ospita delle sale meravigliose con una magnifica collezione di azulejos e una mostra di reperti storici.

Noi facciamo subito la fila per la Sé, comprando il biglietto (€ 5) ed organizzandoci per la visita. Entriamo subito nella chiesa e veniamo colpiti dalla luminosità che si espande nelle tre navate. Girando per la visita, ammiriamo la Capela do Santíssimo Sacramento (che ospita un retablo in legno finemente intarsiato), quella di São Vicente e das Relíquias e la Capela de Nossa Senhora do Rosário, entrambe adorne di azulejos a formare decori geometrici o addirittura grandi immagini.

Saliamo sulla balconata interna per apprezzare il particolare organo e per poter accedere poi al Museo di Arte Sacra, dove sono visibili oggetti e paramenti liturgici utilizzati durante i secoli. Dopo questo sfolgorio d’oro e argento, usciamo e saliamo subito sulla Torre Sineira, giusto per arrivare a un’ampia terrazza da cui dominare il panorama circostante: possiamo vedere la città nuova, il grande porto turistico, i canali salmastri che la circondano e che formano il Parco Naturale da Ria Formosa e persino l’aeroporto.

Riscendiamo e rivolgiamo la nostra attenzione a due piccole chicche presenti nel patio di ingresso: una è la piccola Capela dos Ossos, formata anch’essa da ossa e teschi umani; l’altra è il Pantheon Episcopal, dove trovano sepoltura alcune eminenze.

Usciti dalla Cattedrale, passiamo davanti al Paço Episcopal, poi ci incamminiamo su Rua do Município fino all’Arco da Vila, che si apre lungo il lato settentrionale delle mura e consente l’uscita dalla città vecchia. Arriviamo davanti alla scritta “Love Faro” per la consueta foto e da lì imbocchiamo la Rua Dom Francisco Gomes, una delle tante strade pedonali del centro, ma, sebbene sia sabato e ci siano turisti in giro per la città, molti negozi sono chiusi.

Raggiungiamo Praça da Ferreira de Almeida, dove sostiamo per un veloce spuntino, poi proseguiamo per l’Igreja de São Pedro, ma la troviamo chiusa. Allora andiamo avanti fino all’Igreja do Carmo, con due alte torri campanarie e nota per la piccola cappella costruita con le ossa e i teschi dei monaci: beh, pure qui troviamo tutto chiuso. Informandoci, scopriamo che il sabato pomeriggio e tutta la domenica la chiesa non apre al pubblico.

Sconsolati, ritorniamo verso il parcheggio seguendo una strada che ci porta davanti all’Igreja de Nossa Senhora do Pé da Cruz, dove si trova un bel crocifisso in azulejos (chiusa anch’essa), e poi alla Igreja de São Francisco, dove sono custoditi interessanti azulejos sulla vita del Santo che, essendo chiusa anch’essa, non riusciamo a vedere.

Andiamo via da Faro un pochino delusi, ripromettendoci di controllare meglio gli orari d’apertura dei monumenti che vogliamo visitare. Tornati ad Albufeira, approfitto del resto del pomeriggio per un bel bagno e un po’ di sole a Praia do Peneco.

Giorno 13: Loulé, l’eleganza del Palácio de Estoi e Olhão

Portogallo on the road: l’itinerario perfetto di 15 giorni tra le scogliere dell’Algarve e i borghi segreti dell’Alentejo 

Anche in giornata festiva continuano le nostre escursioni e scoperte. Stavolta corriamo sulla A22 in direzione di Loulé, per visitare questo piccolo gioiellino situato all’interno dell’Algarve: infatti, la regione offre anche bei posti sulle colline, ricchi di storia e di natura.

Parcheggiamo a Loulé in prossimità del centro in modo da arrivare subito alla Praça Dom Afonso III, proprio davanti al Castello, di cui sono visibili ancora oggi tratti di mura e una torre. Ci incamminiamo verso la Igreja de São Francisco ed ammiriamo la facciata bianca adorna di crocifissi e stemmi, però la chiesa è chiusa. Percorriamo quella che dovrebbe essere una via trafficata (data la presenza di molti negozi), ossia Rua 5 de Outubro, ma siamo praticamente soli sotto un sole già forte. Arriviamo in Praça da República, che sembra più una strada che una piazza, dove si trovano (in ordine) il patio che immette all’ingresso dell’Antigo Convento do Espírito Santo (ora galleria d’arte), poi la Câmara Municipal della città e, infine, il vicino Mercado Municipal dallo stile moresco, anch’esso purtroppo chiuso.

Seguendo le indicazioni, ci portiamo alla Igreja de São Clemente e, finalmente, troviamo un posto aperto. Prima di entrare, leggiamo dalla guida che si tratta di una chiesa gotica del XIII secolo ma con interventi architettonici realizzati durante il XVI secolo. Alzando lo sguardo, notiamo la torre campanaria, che è stata adattata da un minareto musulmano e che ha decorazioni barocche. Dal movimento di persone comprendiamo che si sta avvicinando l’ora di messa, quindi entriamo per la veloce visita, che ci permette di ammirare un interno a tre navate, con le colonne che sembra siano state costruite con materiali romani o arabi e i cui capitelli sono decorati con motivi a foglie. Avvicinandoci all’altare maggiore, ammiriamo un retablo di legno intagliato e dorato. Abbastanza soddisfatti, usciamo giusto in tempo per non incappare nella sacra funzione.

Scendiamo per una scalinata poco distante per trovarci, chissà come, vicino al parcheggio e prendiamo l’auto per dirigerci verso Estoi, seguendo le indicazioni del navigatore che ci porta dritto al parcheggio del Palácio de Estoi, prossima meta da visitare. Avevamo già letto che si tratta di una pousada ospitata in un antico palazzo rococò di cui è possibile visitare le sale anche da visitatori esterni e difatti, alla reception, ci fanno pagare il biglietto (€ 5) e ci lasciano gironzolare per la struttura.

Dalla reception (situata in una cappella) accediamo a una serie di saloni contigui (Salone Verde, Salone Nobile e Salone Estoi) arredati con mobili dell’epoca e abbelliti da disegni e dipinti, tutti aperti sul sottostante giardino, che raggiungiamo dalla sala bar tramite una scala in marmo. Il giardino è bellissimo, adorno di cespugli e fiori, con una fontana, statue di divinità, colonne romane e degli splendidi azulejos: l’impressione è quella di essere in un angolo di Toscana.

Terminata la visita, riprogrammiamo il navigatore e ci dirigiamo a Olhão, dove arriviamo dopo una mezz’oretta di viaggio: parcheggiamo con difficoltà lungo il porto e poi raggiungiamo i Mercados de Olhão, ospitati in due strutture di ferro. Proprio di fronte facciamo un breve spuntino con un ottimo panino e poi torniamo a gironzolare per il centro, fatto di piccole case tipiche portoghesi con azulejos e piastrelle colorate che decorano i muri esterni.

Ci portiamo fino all’Igreja Matriz ma la troviamo chiusa, quindi decidiamo di rientrare ad Albufeira, dove poi trascorriamo il resto del pomeriggio sulla Praia do Peneco.

Di sera, dopo cena, non gironzoliamo per il centro ma raggiungiamo in macchina lo Strip, ossia l’Avenida Sá Carneiro, così nominata per la presenza di locali, discoteche, discobar, ristopub e quant’altro volto al divertimento di chi la frequenta, soprattutto quello giovanile: 600 metri di puro e sfrenato casino.

Giorno 14: incantevole Tavira e le ultime ore al mare

Siamo al nostro penultimo giorno di viaggio e programmiamo l’ultimo itinerario tenendo presente che dobbiamo preparare anche le valigie. Quindi, dopo colazione, partiamo in direzione Tavira, seguendo l’ormai ben nota strada che ci conduce alla A22 e da qui, poi, filiamo fino alla meta.

Usciti, seguiamo la N270 fino al centro per poi trovare parcheggio subito dopo il ponte che attraversa il fiume Gilão, sulle cui rive si estende il centro abitato. Dal parcheggio percorriamo il lungofiume (che ci offre belle vedute su Tavira) e arriviamo al ponte pedonale a sette arcate di origini romane, uno dei monumenti più significativi.

Procediamo su di esso fino ad entrare in Praça da República, che è il fulcro cittadino: la piazza ospita, nella conca dell’anfiteatro, un palco usato probabilmente per gli spettacoli estivi d’intrattenimento. In più, si trovano l’ingresso agli adiacenti Jardim do Coreto, la facciata bianca e adornata da portici della Câmara Municipal, una serie di palazzi eleganti e il Museo Islamico.

Proprio al lato di quest’ultimo si trova la Porta de Dom Manuel che, con una scalinata, conduce alla Igreja da Misericórdia, una chiesa ornata di una semplice facciata con la figura della Madonna affiancata da due angeli e che ospita anche un museo. Fatto il biglietto (€ 4), ci accomodiamo all’interno e, rispetto all’esterno, troviamo un ampio spazio a tre navate adornato da un bel retablo, da alcune pale d’altare e da una composizione di azulejos lungo tutti gli altri tre lati, raffiguranti scene della vita di Cristo. La successiva visita al museo ci permette di conoscere la storia e il significato della chiesa, mentre la salita al campanile ci fa ammirare il panorama sottostante.

Usciti, saliamo ancora fino al Museu de Tavira per raggiungere poi la Calçada da Galeria, dove si ergono il Castello e la Igreja de Santa Maria do Castelo, una delle tante che arricchiscono il centro storico. L’ingresso al Castello è libero ed entriamo in questo spazio occupato al centro da un giardino pieno di alberi secolari, mentre una serie di scalinate conducono a ciò che resta delle torri e dei camminamenti: da queste postazioni possiamo fotografare e filmare tutto il circondario, compresi i due monumenti.

La Igreja de Santa Maria do Castelo è una chiesa di origine medievale costruita, probabilmente, sulla vecchia moschea e si presenta con una facciata che include il portale, decorato da capitelli con decori vegetali, una finestra ogivale e un piccolo rosone. Purtroppo arriviamo quasi all’ora di chiusura, quindi rinunciamo alla visita e decidiamo di scendere dalla collina del centro storico seguendo le sue tortuose strade, che ci portano a Rua da Liberdade e di nuovo alla piazza.

Ci fermiamo un po’ nei pressi dei giardini, poi riattraversiamo il fiume e andiamo sull’altra riva, sostando qui in un piccolo café per uno spuntino. Da qui decidiamo di rientrare e ritorniamo al parcheggio per riprendere l’auto e raggiungere Albufeira, dove trascorriamo il resto del pomeriggio a prepararci per la partenza.

In serata ceniamo da Casa da Fonte e mi concedo uno squisito posta de bacalhau, concludendo poi con un giro per i locali di intrattenimento.

Giorno 15: riconsegna dell’auto e volo di rientro

Lasciamo il nostro piccolo rifugio ad Albufeira e ci rechiamo alla Movida Car a Faro, al fine di riconsegnare l’auto. Da qui il van ci riconduce in aeroporto e restiamo in attesa di poter imbarcare il bagaglio da stiva. Dopo i dovuti controlli, raggiungiamo il gate per scoprire che il volo ha un’ora e mezza di ritardo.

Alla fine, quando finalmente l’aereo decolla, sotto di noi si stendono le lunghe coste del Portogallo e riconosciamo dall’alto molti posti che abbiamo visitato. Il nostro viaggio nel sud del Portogallo volge così al termine. Obrigado.

Dettaglio e resoconto dei costi del viaggio

Categoria

Dettaglio Voce

Costo (€)

Volo

Ryanair Bergamo-Faro (A/R in priority con 1 bagaglio da stiva 10 kg)

289,00 €

Alloggio Lagos

East View Apartment (6 giorni / 5 notti)

825,00 €

Alloggio Évora

Holiday Inn Express Évora (5 giorni / 4 notti con colazione)

345,00 €

Alloggio Albufeira

Little Wonder Apartment (6 giorni / 5 notti)

762,00 €

Noleggio Auto

Movida Car (15 giorni per Opel Corsa tramite Rentalcars)

352,00 €

Assicurazione & Telepass

Polizza copertura totale + 2° guidatore + Via Verde (€ 18 di pedaggi usati)

353,00 €

Carburante

Benzina per l’intero itinerario di 15 giorni

100,00 €

Attività & Tour

Escursione in motoscafo alla grotta di Benagil (2 persone)

35,00 €

Ristorazione

Pranzi e cene (spesa media massima a pasto per 2 persone)

 

 


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