Port Vell, il luogo che mi ha fatto innamorare di Barcellona

Ci sono voluti due viaggi per Barcellona per scoprire il mio amore per lei
 

Barcellona con amore

Non ci possono essere sensazioni buone o cattive durante un viaggio, tutto dipende come al solito da quanto la nostra mente è aperta, pronta ad accogliere.

Ecco che allora tutto si trasforma in qualcosa che, nel bene e nel male, porta sempre e comunque cose positive, un cambiamento profondo di noi stessi che solo quando si è davvero pronti a viaggiare con consapevolezza si può cogliere.

Questo è quello che ho capito fin ora del viaggio e che mi è stato insegnato da quelle località nelle quali magari l’amore non è scattato al primo sguardo e che ho avuto bisogno di scoprire ad una seconda visita. Questa lezione di viaggio o anzi di vita l’ho imparata da uno stato che solo ora per me è diventato così caro, che è la Spagna e che potrei tranquillamente inserire nei posti nei quali risiedere a lungo tra qualche anno.

Prima volta a Barcellona

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La prima volta che sono atterrata in Spagna è stato a Barcellona di ritorno da un bellissimo viaggio nella mia Asia. Tutti mi avevano raccontato meraviglie di questa città, la movida, la libertà le passeggiate serali sulla Rambla, la Sagrada Familia, la paella catalana, insomma tutto ma proprio tutto lasciava presagire che il mio amore per questa città sarebbe stato fulmineo. In effetti Barcellona mi piacque, non mi sentivo di dire che era una brutta città. Al contrario, tutto molto bello a parte qualche turista troppo chiassoso e scalmanato in giro la sera, però l’amore quello no, forse perché la nostalgia per l’Asia appena vissuta non mi permetteva di vedere le cose con la giusta prospettiva.

Il mio cuore non era forse pronto a ricevere ed ecco che mi è servito il mio secondo viaggio a Barcellona e spero che non sia l’ultimo per capire che Barcellona è davvero una città da amare ma questa volta l’amore mi è nato non tanto a spasso tra quelle che sono le attrazioni più blasonate, scritte e decantate da chi l’ha visita, ma perdendomi tra le vie di El Prat de Llobregat, la zona praticamente a ridosso dell’aeroporto.

Una zona che nessuno nomina mai e che in effetti non è che offra moltissimo in termini di cose da vedere, ma dove ho mangiato la paella migliore della città e dove un sabato pomeriggio mi sono ritrovata seduta all’esterno del giardino di un grandissimo centro commerciale tra bambini che giocavano e ragazzi intenti a fare evoluzioni di skateboard. In questa zona si trova la fiera di Barcellona e anche una zona universitaria molto importante. È per questo che forse il centro commerciale diventa la sera un luogo d’incontro dove concedersi un po’ di shopping e un po’ di relax. Non amo affatto i centri commerciali, anche quelli più belli e scenografici dopo un po’ mi mettono un profondo senso di angoscia, ma mi piace comunque andare a dare un’occhiata per poi scoprire che ovunque ci sono gli stessi negozi, le stesse solite cose che ormai sembra abbiano incantato il mondo.

Ma centri commerciali a parte, anche questo lato di Barcellona mi è piaciuto molto. La cosa che forse mi ha completamente incantata è stata la domenica mattina presto al vecchio Port Vell, ovvero il porto antico, che è stato completamente ammodernato grazie ad una ristrutturazione avvenuta prima delle Olimpiadi estive del 1992. Prima di allora la zona era a dir poco fatiscente, ma adesso è uno degli angoli più affascinanti di Barcellona dove, la domenica mattina, si tiene anche un piccolo mercatino di oggetti interessanti e dove, praticamente appena allestito il banchetto, trovo un mala bellissimo realizzato da una ragazza che forse amava l’Asia quanto me, probabilmente un segno per dirmi che ognuno si porta dietro quel che è e quell’Asia, che tanto amo, posso ritrovarla ovunque nel mondo o quasi ovunque.

In Spagna, si sa, tutto inizia con calma e anche la domenica mattina ha il sapore del relax. Mentre noi ormai continuiamo a passeggiare sulla darsena con in lontananza il cinema Imax, la funivia che inizia le sue corse verso la zona più alta della città e la statua di Colombo che ci guarda, la gente comincia ad arrivare per fare una colazione. Per noi invece, vista l’ora, è già pranzo. Insomma se proprio devo dire che Barcellona mi ha fatto innamorare solo la seconda volta lo dirò, come dirò anche che a contribuire a questo innamoramento sono state le passeggiate a due passi dall’aeroporto e il dolce relax al porto vecchio, perché ognuno vede un viaggio come vuole vederlo.

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port vell, barcellona

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