Por la carretera: viaggio inusuale nella caliente Spagna

Tour itinerante tra Avila, Saragozza, Segovia, Alcántara, Sepùlveda, Bilbao…
Scritto da: txakoli
por la carretera: viaggio inusuale nella caliente spagna
Partenza il: 10/08/2013
Ritorno il: 30/08/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Dopo diverso tempo torniamo a fare un viaggio itinerante in Spagna. Premetto che la Spagna la conosciamo molto bene pertanto l’itinerario di questo viaggio sarà un po’ inusuale poiché abbiamo cercato di visitare posti che non avevamo ancora visto: abbiamo vagato tra l’Aragona, la Castilla y León l’Extremadura la Rioja e il País Vasco.

Gli alberghi in cui siamo stati li abbiamo quasi tutti prenotati su booking al massimo un paio di giorni prima

Partiamo abbastanza presto in auto da Modena sabato 09 agosto 2013. In Francia troviamo molto traffico: in pratica da Nizza a Perpignan siamo stati in coda.

Arriviamo a Perpignan verso sera e pernottiamo all’Hotel Aragò, una pensione a 2 stelle semplice e pulita, in centro.

Perpignan è una cittadina molto animata forse anche perché è sabato. Ha un clima vagamente spagnolo ma d’altronde siamo proprio al confine. E’ interessante soprattutto come tappa prima della Spagna. Comunque giriamo un po’ per le sue stradine e ci fermiamo a mangiare in un ottimo ristorante La Table in rue Poissonerie che è un vicoletto molto animato.

Ci piacerebbe mangiare fuori perché la temperatura è gradevolissima però ha posto solamente dentro e accettiamo ugualmente. Dentro è molto carino con un’atmosfera familiare ma raffinata ed un’ottima cucina. Purtroppo siamo stanchi e dopo qualche passo decidiamo di rientrare.

La mattina dopo ci alziamo presto e facciamo colazione in hotel: semplice ma perfetta (croissaint e caffè) check out e partenza, destinazione Zaragoza. Appena passiamo la Junquera sembra che in giro non ci sia più nessuno mah. Anche nei pressi Barcellona il traffico non è così intenso. Facciamo una sosta a Lloret de Mar poiché un nostro amico si trova in vacanza lì con la famiglia e decidiamo di fargli una sorpresa e passare a salutarlo. Arriviamo a Lloret de Mar verso le11.30 e ci sono un sacco di zombie che camminano dopo la notte di “baracca”. Ci troviamo in una spiaggia (playa Canelles) tra Lloret e Tossa de Mar. Qui c’è veramente tanta gente ma nonostante i paesi non siano bellissimi il mare è molto bello. Sostiamo un po’ al chiringuito della spiaggia a farci un brindisi tutti insieme e poi noi ripartiamo. Le cicale cantano e il profumo della macchia mediterranea è intenso.

Arriviamo a Saragozza un po’ più tardi del previsto. Abbiamo però già prenotato con booking l’albergo Palafox in centro. E’ un 5 stelle ma abbiamo trovato un’offertona e così ci trattiamo bene spendendo poco.

A Saragozza fa molto caldo anche se non c’è umidità però è un caldo avvolgente. Usciamo subito a vedere la città. E’ domenica però è tutto chiuso. Facciamo un giro nell’Avenida Indipendencia e in plaza de España e ci facciamo la prima birra spagnola leggera e gelatissima come piace a me.

Giriamo un po’ senza meta lasciandoci guidare dalla città arriviamo alla Basilica del Pilar che è enorme e molto bella. La vediamo solamente da fuori perché c’è la messa. Anche la piazza è molto bella con una fontana stranissima, la fuente de la hispanidad.

Giriamo godendoci la “frescura” serale e poi a cena da Doña Casta dove ad un prezzo eccessivo per la qualità offerta mangiamo prosciutto e crocchette di diverso tipo. Il locale comunque è bello.

Concludiamo la serata in un bar del centro per un patxarán che è un liquore basco fatto con un frutto che sembra il nostro prugnolo di un colore rosso sangue e dal gusto un po’ ‘aniciato’.

Lunedì

Oggi siamo finalmente pronti per una visita seria della città. Ci alziamo non prestissimo e facciamo colazione in un bar vicino alla basilica. Finalmente tostadas con olio e sale. Me gusta mucho.

Prima visita è alla Basilica de nuestra Señora del Pilar che è molto bella. Dentro c’è in una nicchia il famoso pilar o quantomeno una parte e diversi fedeli si chinano per baciarlo. Dalla torre bel panorama. Poi vediamo le rovine romane e la statua a Cesare Augusto Infatti il nome romano della città da cui deriva Saragozza e propria Cesaraugusta) e visitiamo pure il mercato coperto che c’è lì vicino. A piedi costeggiamo l’Ebro e arriviamo all’Aljafería che sarebbe l’alcazar di Saragozza. Purtroppo è chiuso e c’è scritto che sarà aperto nel pomeriggio tardi. Facciamo un giro intorno, ci fermiamo a bere qualcosa in un bar sulla strada e andiamo a visitare la Seo, e cioè la Catedral del San Salvadór che è l’altra chiesa importante di Saragozza. La Seo mi ha piacevolmente colpita, è molto bella e a mio avviso molto meglio della basilica. Proviamo anche ad andare al Patio de la Infanta: pure questo è chiuso e c’è scritto che aprirà verso le 18.00. Purtroppo oggi è lunedì e il Museo di Goya è chiuso e un po’ mi spiace anche se le maggiori opere di Goya le avevo già viste diverse volte a Madrid. Sapevamo che il lunedì in Spagna è giorno di chiusura per molti musei però è un peccato. Ci fermiamo a farci qualche tapas in un bar basco sull’avedida indipendencia e poi decidiamo di fare anche noi un po’ di siesta poiché ormai è tutto chiuso e il caldo comincia ad essere opprimente.

Usciamo di nuovo verso le 18.00 e ci dirigiamo subito all’Aljafería. Qui i controlli sono con il metal detector poiché sede delle Cortes di Aragona. Interessante la visita anche se la cosa più bella è il patio dove è rimasta la mhyrab.

Riproviamo al Patio de la Infanta ma nonostante dovrebbe essere aperto rimane chiuso quindi desistiamo.

Per cena decidiamo di mangiare a tapas per cui frequentiamo diversi bar fintanto che non ci siamo sfamati. Saragozza non offre tante cose da vedere ma è una città piacevole, animata e briosa. Ci sono diversi quartieri etnici e tanta vita.

Prossima destinazione Avila. Al primo autogrill ci fermiamo per colazione. Il paesaggio pian piano cambia: in Aragona si vedevano i primi Pirenei e man mano che ci inoltriamo in Castiglia il paesaggio diventa aspro, riarso dal sole e spazzato dal vento e ogni tanto delle rocce di colore ocra acceso sembrano squarciare questo paesaggio sonnolento e desolante. Arriviamo nella Sierra Guadarrama e troviamo un po’ più di verde ma il paesaggio è comunque molto aspro addolcito solamente dal giallo intenso di distese di girasoli. Il viaggio è tranquillo. A volte abbiamo la sensazione di essere solamente noi in giro per queste zone



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