Pesci… Leoni

Viaggio in Kenya 21-28/01/2004 “Correva” l’anno 2004 o meglio la partenza era stata molto affannosa e quindi abbiamo deciso di iniziarlo con una vacanza, una delle vacanze che più ci hanno fatto sempre sognare: l’Africa. Tramite la ns. Agenzia di fiducia abbiamo trovato una splendida, a ns. Avviso, offerta con la Condor e, dato che la...
Scritto da: fabio-bommarito-1
pesci... leoni
Partenza il: 21/01/2004
Ritorno il: 28/01/2004
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Viaggio in Kenya 21-28/01/2004 “Correva” l’anno 2004 o meglio la partenza era stata molto affannosa e quindi abbiamo deciso di iniziarlo con una vacanza, una delle vacanze che più ci hanno fatto sempre sognare: l’Africa.

Tramite la ns. Agenzia di fiducia abbiamo trovato una splendida, a ns. Avviso, offerta con la Condor e, dato che la partenza era praticamente dopo neanche una settimana, abbiamo trovato un p di problemi con la sistemazione in albergo…ERA TUTTO PIENO !!!!!!! Finalmente troviamo una camera all’ “AQUARIUS BEACH Resort” di Watamu (Fig.1(3)) e così decidiamo che è veramente l’ora di partire. · 21/01/2004 L’aereo si prende a Bergamo (è l’offerta!!!); tempo infame, freddo polare ma vabbé andiamo al caldo!!! partenza prevista, ore 21.30 ma come immaginato l’aereo ( East African )è in perfetto ritardo e quindi partiamo verso mezzanotte. · 22/01/2004 Arriviamo a Mombasa verso le 11.00 (invece delle 8.30)distrutti ma contenti e dopo le formalità di rito eccoci a prendere il pulmino che ci dovrà portare all’hotel. Subito c’è un problema: non si trovano due passeggeri dell’aereo e dopo circa 1 ora di ricerche si decide di partire e sinceramente non sappiamo cosa ne è stato…

Il caldo ci ha accolto completamente a braccia aperte e noi, ancora in tenuta pseudoinvernale, ci accingiamo a trascorrere due ore di pulmino senza aria condizionata(rotta) ma con una porta lasciata appositamente …Aperta!!! Siamo in 27 tutti “scoppiati” e accaldati; dopo avere guardato un pò di paesaggio mombasiano come usciamo dalla città ci lasciamo avvolgere dalle confortevoli braccia di…Morfeo e ci facciamo una dormita da competizione !!! Quando ci svegliamo il paesaggio africano ci circonda nel suo splendore: paesini brulicanti di persone affaccendate in tutti i commerci possibili, e in tutti i possibili lavori di artigianato. I colori che vediamo sono meravigliosi e i profumi… Beh, diciamo che a volte lasciano un pò a desiderare.

Arriviamo in hotel verso le14. 00 giusto in tempo per buttare le valige in camera fare un tuffo liberatorio in piscina e poi …Via a tavola !!! CHE FAME!!!!!! Il pomeriggio lo passiamo in spiaggia e a girare timidamente per il paese di Watamu anche perché abbiamo già organizzato un paio di “giri” per il giorno successivo con due ragazzi di Cesena conosciuti in aeroporto a Bergamo. · 23/01/2004 Il nostro secondo giorno inizia con una splendida colazione a base di frutta e caffè nell’ottimo ristorante dell’hotel e poi via, verso la nostra prima gita: quella che i locali chiamano l’isola dell’amore.

Le maree ( qui ogni 6.5 ore PUNTUALI), sono un fenomeno molto curioso e se non lo conosci, posso garantirvi , lascia veramente a bocca aperta.

Quella mattina c’era la bassa marea e l’acqua si è ritirata di più di 500mt. Permettendoci di giungere comodamente alla ns. Meta. Per arrivare all’”isola” dobbiamo attraversare il villaggio e poi nei pressi del Watamu Beach Hotel cominciare la nostra passeggiata nel… Ex mare.

Una delle prime cose che vediamo all’interno di Watamu e che ci lascia un pò sbalorditi è un cimitero ( la religione principale in questa zona è quella islamica), non per quello che rappresenta ma perché quasi non si vede, circondato da sterpi, in cui le capre pascolano tranquillamente e in un punto in cui le donne del villaggio lavano i panni.

Il ragazzo che si ferma con noi ci racconta come una volta lì sorgeva un cimitero molto più grande ma poi per costruire l’albergo che era alle nostre spalle hanno raso al suolo tutto ed è rimasto quello che potevamo vedere. Passiamo attraverso il paese quasi rapidamente perché la nostra meta è un’altra e vorremmo arrivare prima che il sole sia “troppo caldo”. Lo spettacolo che appare ai nostri occhi è incantevole: un’enorme distesa di sabbia corallina talmente sottile e compatta che c’è chi va in bicicletta…

Lungo il tragitto ci sono tanti altri gruppi di turisti che come noi si apprestano alla loro prima escursione in terra africana accompagnati da quelli che il nostro assistente della condor fin da subito ci ha presentato come i…”beach boys”: si tratta di ragazzi, non tutti di Watamu, che per tirare su qualche soldo accompagnano i turisti a fare escursione più o meno impegnative e organizzate o addirittura i safari ecc… (sono una vera croce per i tour operator perché fanno praticamente le stesse cose ma a prezzi decisamente inferiori) certo non c’è l’assicurazione ma, è una scelta del tutto personale…

Finalmente arriviamo in questo posto a dir poco meraviglioso, facciamo un giro intorno alla barriera corallina cercando qualche pescetto nelle poche pozze d’acqua rimaste ma troviamo solo qualche granchio, anche notevole ma niente di più.

Bagnetto di rito in un’acqua profonda al massimo 20 cm e ad una temperatura pari a quella esterna, insomma, brodo! Tornati all’albergo decidiamo, insieme ad un’altra coppia di ragazzi (Veronica e Simone) di andare a visitare le scuole situate nei pressi del nostro resort.

È un’esperienza fantastica: entriamo in queste capanne accolti da una miriade di bambini urlanti e festosi e con il permesso della maestra distribuiamo le caramelle che erano state portate per l’occasione da questi ragazzi. Uno stato di benessere ci accoglie entrando in una classe in cui i bambini sono tutti composti e silenziosi e a turno e composti aspettano che gli vengano portate le caramelle. Dobbiamo ringraziare le maestre per averci dato la possibilità di vivere un momento così bello e anche Veronica e Simone che ci hanno “portato” con loro.

Nel pomeriggio, sempre con Stefano, Monica e alcuni ragazzi del posto abbiamo fatto un giro a Watamu potendo così fare un pò di riprese e foto al paese che ci ospita. È incredibile come questa gente, che ha spesso un’istruzione minima, parla quasi perfettamente l’italiano, mentre i ragazzi, dialogano correttamente sia in italiano che in inglese.

Andiamo avanti nella visita del villaggio e siamo sempre più circondati, oltre che dai ragazzi e dai bambini, dagli odori spesso molto forti e che variavano dal profumo della bouganville fiorita a quello della carne nei “negozi” a quello della spazzatura accumulata lungo le strade presa d’assalto da capre, gatti, scimmie e… “topolini” e che per essere smaltita viene bruciata.



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