Perù, un viaggio da sogno

Tour di gruppo alla scoperta di una terra fantastica e accogliente
Scritto da: liunortripping
perù, un viaggio da sogno
Partenza il: 15/06/2018
Ritorno il: 02/07/2018
Viaggiatori: 16
Spesa: 2000 €

L’INIZIO

Il Perù è un viaggio che tutti abbiamo sognato, almeno una volta nella vita, guardando le foto del Machu Picchu sul libro di storia. Per quanto mi riguarda è stato un viaggio che ho fortemente desiderato per un lungo periodo della mia vita, ma che poi ho messo da parte. Oggi però, beh, oggi si parte!

Il gruppo parte da Milano e Roma, su whatsapp iniziano ad arrivare le prime foto, siamo tutti così sorridenti e curiosi per il viaggio che ci aspetta.

Dopo un breve volo arriviamo a Madrid, finalmente siamo al completo!

Per alcuni questo viaggio rappresenta il primo vero viaggio intercontinentale, l’emozione è quindi ancora maggiore. Si prova faticosamente ad associare i nomi alle facce, cosa non semplice, essendo un gruppo di 18 persone, ma resa comunque più facile dalla presenza di ben 3 Laura nel gruppo.

A mezzanotte e trentacinque, con 30 minuti di ritardo, parte il nostro volo, dodici ore di viaggio trascorse tra film, torcicollo e gambe addormentate. Io, a detta di Michele, il nostro compagno di viaggio genovese, sono crollata in fase di rullaggio!

LIMA

All’arrivo in aeroporto ritiriamo i bagagli che arrivano puntuali uno dopo l’altro e ci dirigiamo all’uscita. A bordo di un pulmino ci dirigiamo verso il centro della città che ci accoglie avvolta in un cielo grigio che non ci lascerà per tutto il resto della giornata.

Nonostante siano appena le 7 di un sabato mattina la città è già brulicante: oggi è un giorno speciale, di quelli che passano alla storia e che i bambini racconteranno ai propri figli. Oggi, dopo 36 anni, il Perù gioca la sua prima partita ai Mondiali di calcio. Bandiere bianche e rosse sventolano dalle macchine che intasano le strade e invadono Plaza de Armas dove per l’occasione è stato allestito un maxischermo. Siamo emozionati all’idea di poter assistere a questo evento fortemente sentito da tutti i peruviani. Decidiamo di organizzare la giornata in funzione della partita, vogliamo vivere e condividere la gioia di un intero popolo. Passiamo velocemente in hotel, colazione veloce in centro e poi diritti in plaza de Armas.

Arriva il momento degli inni, anziani intorno a noi cantano e piangono contagiando sia me che Laura N a tal punto che facciamo fatica a trattenere le lacrime. Forse non si può capire quanto una cosa così insignificante come il calcio possa in realtà dire così tanto per un Paese come il Perù. Un Paese che, nonostante la crisi economica e le calamità naturali, trova sempre la forza di ricominciare e che questa volta ha finalmente l’occasione di mostrarlo al mondo intero “Ehi, ci siamo anche noi!”.

Durante la partita visitiamo il monastero di San Francesco e le catacombe, anche qui, però, non poteva mancare la tv accesa sulla partita che, purtroppo, non si è conclusa positivamente per la “nostra” squadra. Nella città prima così rumorosa, cala un silenzio assordante che però dura poco: la voglia di far festa dei peruviani è più forte della tristezza e quindi ecco che iniziano parate in piazza e concerti improvvisati. Dal centro ci spostiamo verso il Museo Nazionale di Antropologia e Storia del Perù dove ci raggiunge di corsa Monica, la nostra guida. La visita al museo è davvero interessante, ci permette di iniziare a conoscere la storia della civiltà peruviana che poi avremo modo di approfondire nel resto del viaggio. Dal museo ci spostiamo al Barranco, il quartiere degli artisti di Lima, una matassa di stradine colorate da graffiti ed artisti di strada che ci rallegra il cuore prima di rimetterci in viaggio verso Paracas.

PARACAS, HUACACHINA E NAZCA

Ci svegliamo super puntuali, alle 8 meno 10 carichiamo i bagagli sul pulmino e ci dirigiamo verso l’imbarcadero dove alle 8.30 iniziamo la nostra navigazione verso le isole Ballestas. Il cielo è grigio, ancora una volta, ma l’oceano per fortuna è calmo. Arriviamo alle isole guaneras dopo esser passati davanti al candelabro, soltanto una delle tante linee che vedremo in questa lunga giornata.

Sulle isole avvistiamo diversi leoni marini, pinguini di Humboldt, oltre che migliaia di uccelli, ai quali le isole devono appunto il nome di guaneras. Il guano prodotto su queste isole, infatti, è stato per molto tempo la prima fonte di guadagno per l’economia peruviana, tanto da causare la nota guerra del guano tra Perù e le forze alleate di Bolivia e Cile.

Dopo un’ora e mezza di navigazione rientriamo all’imbarcadero e dopo una breve pausa ed un piccolo spuntino partiamo con il pulmino verso Ica. Arriviamo nell’oasi di Huacachina, immersa nel maestoso deserto di Nazca. Facciamo un giro in dune buggies oltre che qualche discesa in sandboard. Il deserto è bellissimo ma la risalita delle dune a piedi è durissima, dopo qualche discesa ci fermiamo e ci sediamo ad ammirare in silenzio le bellissime dune che ci circondano. È incredibile come nel giro di pochi chilometri il paesaggio sia cambiato radicalmente.

Nel pomeriggio ci spostiamo a Nazca. Percorriamo la vecchia Panamericana passando tra splendidi paesaggi lunari. Arriviamo in prossimità di una galleria scavata nel basalto, lunga e stretta, senza luce, una signora all’entrata tiene pulita la strada e gestisce il traffico. Passando il nostro autista apre il finestrino la ringrazia e le lancia una moneta.

All’uscita della galleria ci accoglie un bellissimo canyon dove non possiamo fare a meno di fermarci per scattare qualche foto.

Arriviamo a Nazca alle 15.40, giusto in tempo per l’ultimo volo previsto per le 16. Ci imbarchiamo nei cusna in 4 persone, dopo un breve briefing con i piloti, indossiamo le cuffie ed iniziamo il volo. Vedere le linee è un’emozione, unica anche se alcuni faticano a trovarle, Flavio, nonostante le indicazioni dei piloti e il foglio con la traccia del volo, ne vedrà solo due; successivamente ci confesserà che, vista la difficoltà incontrata nel vedere le linee, ha trascorso buona parte del volo chiedendosi se i piloti del nostro aereo fossero felici di farlo o fossero frustrati.



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