Perù Overland un’avventura fantastica

30 luglio - Volo Milano via Francoforte con destinazione Lima dove arriviamo a metà pomeriggio. Prendiamo possesso del camion che i nostri amici di Cusco hanno trasformato in "comodo" bus completo di ampi finestrini (da cui sono state scattate innumerevoli foto). Pernottamento a San Isidro un quartiere residenziale di Lima, al Posada de l'Inca....
 

30 luglio – Volo Milano via Francoforte con destinazione Lima dove arriviamo a metà pomeriggio. Prendiamo possesso del camion che i nostri amici di Cusco hanno trasformato in “comodo” bus completo di ampi finestrini (da cui sono state scattate innumerevoli foto). Pernottamento a San Isidro un quartiere residenziale di Lima, al Posada de l’Inca. E’ un albergo diverso da quello previsto in città, in quanto a Lima sono scoppiati disordini due giorni prima della partenza e per ovvi motivi di sicurezza l’organizzazione ha agito in merito. 31 luglio – Lima/Paracas – Iniziamo la vacanza vera e propria a bordo del camion/bus. Siamo 12 anime italiane (quattro uomini e sette donne) dirette a Paracas, affacciata sulle spiagge dell’Oceano Pacifico. Lima è avvolta nella nebbia, ma la sua periferia di favelas è baciata dal sole.Il paesaggio ha un aspetto che va dal lunare al terrestre. Visitiamo, strada facendo, il centro cerimoniale di Pachacamac, la riserva Nazionale di Paracas ed il villaggio di pescatori invaso dai cormorani. 1 agosto – Paracas/Ica – Escursione alle isole Ballestas – in barca, non in camion – e viviamo un documentario in diretta: leoni marini, foche, pinguini, otarie che gironzolano intorno alla barca. Siamo a bocca aperta (attenzione alle cacche delle sule e dei cormorani che volano a migliaia sopra la testa!) Proseguendo per Ica ci fermiamo all’oasi di Huacachina, immersa fra alte dune di sabbia dove intraprendenti ragazzini peruviani le discendono con uno sand board. Divertentissimo! Meraviglioso il tramonto con i colori del deserto (utile un golf all’imbrunire). Il pernottamento all’Hotel Carmelo, sulla Panamericana, ha un sapore spagnoleggiante, ampi giardini con piscina. Le piante, che da noi vivolo solo nelle serre, o in casa, coccolate perennemente per non farle morire, qui crescono in modo incredibile: ficus elastica, euphorbie, cactus…. 2 ago – Ica/Nasca – Ci aspettano le misteriose linee di Nasca, lungo la pampa desertica del Sud. Un sorvolo è molto facoltativo dato l’aspetto degli aeroplanini, che sembrano giocattoli, e data la difficoltà a reperirne uno libero. Conta molto la condizione del vento. Se i primi voli delle 8 slittano di due ore… Buona fortuna. Male che va potrete ammirare qualcosa dal Mirador, un alto trespolo installato sulla Panamericana. Curioso l’acquedotto incaico di Los Paredones. Vale una visita il cimitero di Chaucilla (nel deserto – portatevi un cappellino, occhiali da sole e creme protettive), dove sotto l’occhio attento di sentinelle armate, si possono osservare i resti delle mummie e un’infinità di resti umani sparsi nel deserto insieme a cocci di vasellame, pezzetti di cotone che avvolgevano le mummie. Il silenzio è il vostro amico nel nulla. A Nasca un ottimo “ristorante” è la Taberna, praticamente un punto di passaggio di tutti i turisti e anche nostro. Lasciamo un messaggio – Overland è passato di qui – scritto con pennarelli dalla punta di 3 cm, sul soffitto del locale (è tutto autorizzato dai proprietari) ed i clienti hanno qualcosa da leggere durante il pasto. Un’impresa è trovare uno spazio libero. Tre quarti di mondo è passato di li. Divertente!! ^3 agosto – Nasca/Abancay – Questo tratto ha perso la fama dell’itinerario più pericoloso del Perù. I predono sono spariti. Con tutta la polizia che c’è in giro… Anche in mezzo al deserto c’è la pattuglia che ti ferma e ti controlla i documenti (peccato che, tutte le volte che siamo stati fermati, fino a Cusco, abbiano preteso tutti la bustarella!!- 15/20 dollari, altrimenti avrebbero smontato il mezzo alla ricerca di qualcosa che non andava). Per fare 460 km ci abbiamo messo 16 ore!! Abbiamo attraversato due volte le Ande. Siamo saliti a quota 4330 slm nel cuore della cordillera Centrale. Arrivati nelle vicinanze di un lago, a 4700 mt di quota, l’autista ed il copilota aprono i tavoli da pic nic e festeggiamo tutti insieme il mio compleanno: panini, frutta, un goccio di vino peruviano (può competere tranquillamente con quello cileno) e naturalmente il mate de coca, altrimenti finiamo tutti stesi. Un “pranzo” così a quest’altezza… Si fa fatica a respirare, figuriamoci la digestione. Nonostante tutto, sopportiamo benino i piccoli malesseri dovuti alla quota. Oltrepassato il Parco de las Vigunas – dove si sono fatte migliaia di foto ai camelidi andini – siamo scesi al villaggio di Puquio. I bambini sono messi in posa dalle madri davanti alle macchine fotografiche. Ci dicono di spedire loro le foto, alla parrocchia. Il paese è una via in salita (o in discesa, dipende da dove si parte) e tutti vendono tutto. Ottimi i succhi di arancia spremuti al momento con una specie di girarrosto che spela le arancie tenendo la buccia intera e lunga un metro e mezzo. Buonissima la frutta: arancie, banane, avocadi e papaie. Si risale il Passo di Huashuaccasa a 4300. Si scende nella Valle del Rio Apurimac e si raggiunge il villaggio di Chalhuanca. Qui inizia il tormento: 120 km di strada non asfaltata, con buche di 30 cm, guadi e piccole frane. Tenere ferma la testa per non avere il cervello a frittata è un consiglio dato col cuore. Il nostro autista è stato eccezionale. Unico neo in tutto il tragitto è che in questi 460 km non c’è un locale per passare la notte. Sarebbe meglio fare una tappa intermedia. O fermarsi in tenda (ma dove piantarla?) o armarsi di coraggio e proseguire per Abancay dove l’unico albergo a tre stelle sembra uscito da un film dell’orrore. Il paesaggio compensa molto, ma molto la stanchezza. Finchè c’è luce è bene osservare il paesaggio che cambia ad ogni curva, ad ogni salita e ad ogni discesa. 4 agosto – Abancay/Cusco – Ad Abancay assistiamo ad una parata militare e sentendoci come una delegazione di giornalisti stranieri (siamo in dodici, armati di macchine fotografiche e videocamere)fotografiamo anche i militari e le autorità che fanno il discorso di rito. Un altro tratto di strada sterrata ci porta al villaggio di Curhuasi, famoso per la produzione di anice (e noi stupiti fotografiamo anche il campo di piantine di anice!), si oltrepassa il colle di Saihuite, 3900 mt (ormai sono bazzeccole) e la Cordillera di Vilcamba ci accoglie nella sua immensità. Si prosegue lungo la valle di Limatambo per risalire l’altipiano della vallata di Cusco. Arriviamo che è già sera, ma la vitalità di questa città, posta a 3350 mt, si vede anche dall’illuminazione. Pare una gigantesca stazione di atterraggio per mega astronavi. Passiamo la serata in centro. E’ affascinante. E’ un brulichio di genti di ogni paese che si mescola a queste popolazioni andine. Donne con abiti coloratissimi, lunghe trecce nere, e tanti sorrisi. Basta sorridere che loro ricambiano. Siamo già entrati nel fascino di questo ombelico del mondo.

^5 agosto – Cusco – Visitiamo le chiese barocche, i gruppi archeologici, i centri cerimoniali di Tambomachai, Pucapucara e Qenqo, la spettacolare e immensa fortezza di Sacsayhwaman (tutte le guide hanno aneddoti sul come ricordare questi nomi, per la fortezza provare con sexy woman). Nei mercatini intorno a Plaza de Armas e lungo la salita a San Blas (il quartiere degli artigiani e antiquari) lasciamo buona parte del contenuto dei nostri portafogli. I manufatti sono interessantissimi. Le mante (quelle coperte in cui le donne avvolgono i loro bambini e le merci che portano al mercato) hanno colori e disegni che solo le donne peruviane sanno abbinare. Le borse, i dipinti, le ceramiche….. 6 agosto – Valle Sagrado – La valle del Rio Urubamba. Visitiamo le rovine ed il villaggo di Pisac, conosciutissimo per il suo mercato domenicale. E’…. Da vedere! Le donne scendono a valle dalle montagne con le merci da vendere. Sono ben allineate con i loro frutti, le verdure, le erbe aromatiche, gli incensi per le offerte alla Pachamama – la dea della Terra) e coloratissimi oggetti goduria di tutti i turisti. Assistiamo anche alla messa cristiana in lingua quechua, nella chiesetta in piazza. Non capiamo nulla, ma si percepisce quanto questi popoli sono religiosi. La messa diventa spunto per altre foto. Come si fa a non immortalare quei bellissimi bambini!? Sono agghindati per la festa con piccole mante colorate e conchiglie giganti che usano come strumento musicale da cui esce un’unica nota. Alcuni spargono petali di fiori bianchi al passaggio del sacerdote. L’atmosfera è intensa. Visitiamo anche il mercato di Chincero, meno turistico ma altrettanto affascinante. Risaliamo sul camion più carichi che mai. Alcuni di noi hanno comprato delle borse, bellissime e coloratissime, che verranno usate come bagaglio a mano supplementare dove verranno stipati tutti gli acquisti, ceramiche comprese. Visitiamo la fortezza incaica di Ollantaitambo. Saranno anche i colori del tramonto, ma tutto assume un fascino particolare. Visitiamo anche una tipica casa peruviana, buia e affumicata che serve da abitazione, allevamento per i porcellini d’india o cavie (che diventeranno il tipico piatto peruviano, “cui” = porcellino arrosto), fabbrica di chica, la birra di mais (buona per un assaggio, ma tiepida lascia molto il palato voglioso di birra fresca). Pernottiamo a Urubamba, nella casa di un organizzatore. Manca l’acqua, ma l’ambiente è così familiare e intimo, il cielo pieno di stelle (sembra che sia siano raccolte tutte sopra di noi stasera!) che il desiderio di una doccia viene subito annientato dalla meraviglia notturna del luogo.



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