Perù e Los Roques

Viaggio di nozze tra Perù e Venezuela
Scritto da: miky80
perù e los roques
Partenza il: 22/05/2010
Ritorno il: 12/06/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Ci siamo… è arrivato niente di meno che IL NOSTRO VIAGGIO DI NOZZE!!!

Sappiamo che per la luna di miele di solito si sceglie una meta molto rilassante, con sole, mare cocktail e coccole. Mio marito ed io però abbiamo sempre avuto il pallino del Perù e nell’organizzazione del viaggio, quindi, non abbiamo avuto dubbi: era giunto il momento di arrivare a Machu Picchu! Al Perù abbiamo abbinato l’arcipelago di Los Roques in Venezuela per concederci un po’ di meritato riposo.

Il viaggio complessivo è durato 16 gg, costo complessivo 4700 euro a testa più spese sul posto.

Siamo partiti il 22 maggio da Napoli con volo Iberia, scalo a Madrid e volo Madrid- Lima con LAN Perù.

Siamo rimasti molto soddisfatti della compagnia aerea, ottimo volo, ottimi comfort notturni (anche se non viaggiavamo in business class) e incredibile puntualità.

All’arrivo a Lima la prima cosa che notiamo è il clima: orrendo! Una cappa di umidità incredibile che loro chiamano “la pancia dell’asino”. Sostanzialmente per 300 gg all’anno il loro clima è così ma non piove mai.

A parte questo la città ha dei punti molto suggestivi sull’oceano, con un forte vento e molta gente che fa parapendio ma per il resto non ci ha stupito particolarmente. La nostra guida ci ha fatto fare un giro per il centro e poi siamo andati al museo Larco Herrera, molti reperti delle varie dinastie peruviane ma niente di sconvolgente forse anche per il fuso (-8 ore) che iniziava a farsi sentire.

Il giorno dopo siamo partiti con un volo interno alla volta di Arequipa. Appena arrivati all’aeroporto abbiamo subito capito che il viaggio cominciava a riscaldarsi… l’aeroporto è incredibilmente suggestivo perché si trova proprio alle falde dei tre vulcani che circondano la città, completamente innevati. La città è stupenda, piena di vicoli, vicoletti, salite, discese e gente, tanta tantissima gente.

Il nostro albergo (casa Andina) è stato decisamente al di sotto delle aspettative anche confrontato con la media degli alberghi peruviani, già di per se piuttosto bassa. La posizione era molto centrale ma non troppo pulito e fatiscente.

Per quanto riguarda l’altitudine… Arequipa è già piuttosto alta rispetto a Lima (2300 msl) però non ne abbiamo risentito minimamente. La temperatura era fresca ma non freddissima, con un abbassamento in serata che ci costringeva a mettere maglione e giubbino.

Abbiamo pranzato in due posti ottimi che segnaliamo: El Gaucho nella piazza centrale di Arequipa e Zig Zag (sempre nel centro città), entrambi molto caratteristici e con carne ottima. Fausto (mio marito) ha anche assaggiato l’alpaca… buona!

Dopo Arequipa abbiamo fatto un tour di 2 gg verso la valle del Colca. Sicuramente uno dei posti che ci ha colpito di più di tutto il viaggio. Sono stati 2 gg molto stancanti perché gli spostamenti si fanno su un piccolo autobus (circa 10 posti) su strade in parte sterrate e si toccano punti anche a 5000 metri di altitudine.

Si attraversano distese immense con colori stupefacenti ed una natura molto particolare. Ci siamo fermati in vallate in cui non c’era assolutamente nessuno se non pastori, lama, alpache e vigogne ed un lunghissimo binario monorotaia che sembrava disegnato. Intorno montagne montagne ed ancora montagne.

L’altitudine porta un costante senso di stanchezza, che i peruviani cercano di combattere con le foglie di coca, da masticare o in acqua calda tipo infuso. Se sei solo spossato per la stanchezza, funzionano.

Qui e lì abbiamo visto insediamenti di persone vestite con abiti coloratissimi, tantissimi bambini portati in spalla dalle madri con occhioni giganti, gente poverissima secondo i nostri canoni, con la pelle rugosissima per la polvere e l’aria rarefatta delle montagne ma con una dignità ed un orgoglio indescrivibili.

Alla fine del primo giorno, dopo aver attraversato la vera e propria valle del Colca, siamo arrivati in un paesino che si chiama Chivay. Il paese è molto povero e, a parte un grosso mercato, non ha nulla. Ci è però servito come base per il giorno successivo e per visitare le terme Las Caleras, terme a 40 gradi all’aperto con 4 gradi all’esterno e montagne tutto intorno, un’esperienza indimenticabile.

Il nostro albergo a Chivay si chiamava Casa Andina (lo stesso gruppo di quello ad Arequipa), molto carino. Durante la cena ci hanno offerto uno spettacolo di danze locali che ci è piaciuto molto.

Nel secondo giorno di tour abbiamo visitato il canyon del Colca. Il canyon è una ferita tra due montagne profonda quasi 3000 metri. In questa gola si creano delle correnti d’aria che attirano i condor.

Arriviamo al Canyon, aspettiamo un po’ in un posto con un paesaggio mozzafiato e dopo poco ecco i condor. Animali incredibili, con un’apertura alare di quasi 3 metri che volano in questo canyon con un’imponenza ed un’eleganza che abbiamo cercato di immortalare nelle foto ma, devo dire, senza successo!

Fausto purtroppo è stato colto sul canyon dall’”altitude sickness” , dolori allo stomaco e nausea oltre alla stanchezza chiaramente. La nostra guida gli ha dato una busta piena zeppa di foglie di coca e ha tentato un rimedio che loro utilizzano per questo malessere: sniffare alcol… si è sentito un po’ meglio ma solo per un poco e per lui il viaggio di ritorno verso Arequipa è stato davvero pesante. Arrivati in albergo dopo circa 3 ore di autobus è crollato a dormire e il sonno è stato quanto mai rigenerante.

Nella giornata successiva siamo partiti con volo interno verso Cusco. Cusco è una città bellissima, piena di storia, di tradizioni, di cultura.

Anche Cusco è molto alta (3400 metri) però non abbiamo avuto nessun problema particolare.

Il nostro albergo (Eco Inn) era davvero molto bello, centrale, pulitissimo con delle stanze grandi e modernissime.

Da Cusco, nei giorni successivi, abbiamo visitato vari punti della vallata che è davvero tutta bellissima. Abbiamo visitato alcuni paesini (Pisac) e le fortezze del posto. Qui e lì c’erano gruppi musicali di fiati che rendevano l’atmosfera ancor più suggestiva.



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