Perdidos en Colombia, la terra dei contrasti e della varietà

Trekking verso la Ciudad Perdida, visita di Santa Marta, Aracataca, Mompox, Cartagena, Bogotà
 
Partenza il: 27/10/2015
Ritorno il: 07/11/2015
Viaggiatori: 14
Spesa: 2000 €

La Colombia è terra di grande varietà paesaggistica, dove si passa dal mare caraibico alle vette andine, dalla jungla amazzonica alle coste pacifiche e madre di artisti del calibro di Botero, di Gabriel García Marquez, ma anche di sportivi come Ramiro Cordoba o Montoya e di cantanti come Shakira e Juanes.

Proprio Botero, uno dei personaggi eccellenti a cui la Colombia può vantare di aver dato i natali, credeva che l’arte dovesse dare all’uomo “momenti di felicità, un rifugio di esistenza straordinaria, parallela a quella quotidiana”, esattamente quello che per me deve dare un viaggio.

27.10

Per questo il nostro percorso inizia a Milano-Linate dove alle 07.40 prendiamo un volo AirFrance per Parigi. Nella capitale francese ci riuniamo con gli altri compagni di avventura, provenienti dagli aeroporti di Torino, Roma e Bologna. Il nostro volo per Bogotà partirà alle 11.00 con arrivo alle ore 16.20 locali. Non ci fermiamo, perchè abbiamo intenzione di visitare la capitale alla fine della nostra “recorrida”, quindi prendiamo alle ore 20.44 un volo Avianca per Santa Marta, dove arriveremo alle 22.18.

Per soggiorni inferiori ai 30 giorni, i cittadini italiani non necessitano di un visto per entrare in Colombia, ma devono avere un biglietto di andata e ritorno e il passaporto con una validità residua di almeno tre mesi, che andrà mostrato all’arrivo alla DAS, la polizia dell’immigrazione.

Passati i controlli di rito e recuperati i bagagli, prima di uscire, ci fermiamo a un ufficio cambi (il migliore del viaggio, circa 1 euro= 2980 COP), dove ci fanno lasciare le impronte digitali e ci siglano tutte le banconote consegnate. Siamo stanchi, sono quasi 24 ore che siamo “in ballo”, ma per fortuna fuori dall’aeroporto ci aspetta il nostro passaggio (70.000 COP) per l’Hospedaleria Familiar di Santa Marta, spartano, ma pulito (325.000 COP, tutti i prezzi che indicherò sono il totale per 14 persone, per gli hotel in camere doppie con bagno)

28.10

Muniti dei permessi speciali dell’INDERENA e dell’ICAN, di cui si è occupata l’agenzia a cui ci siamo appoggiati (Magic Tour Colombia), partiamo alle ore 9 con due camionette e altri turisti. Quando arriviamo all’inizio della strada sterrata, da dove una volta partiva il trekking, sono ormai le 11; oggi però si può proseguire in auto o moto per un’altra ora e raggiungere El Mamey, dove pranziamo con pollo, platano fritto (una sorta di banana più grande e verde) e riso, che ci danno l’energia necessaria per affrontare la prima salita. Inizia così il nostro trekking nella Sierra Nevada, con l’obbiettivo di raggiungere la Ciudad Perdida, un sito archeologico che nell’immaginario di molti è associato alla leggendaria El Dorado.

Affidiamo un piccolo bagaglio all’unico mulo disponibile e per pietà dell’animale carichiamo un po’ di più quello che porteremo noi in spalla. L’altro mulo disponibile porterà invece i viveri che ci serviranno lungo il percorso. Il primo tratto è molto ripido e con lunghe colonne di formiche che attraversano la nostra strada. In cima alla salita più dura della giornata, ci accolgono con dell’anguria… un toccasana, dato che la maggior parte di noi è disidratata e affannata per la grande afa! Qualcuno approfitta di alcuni ragazzini a piedi nudi che si procacciano da vivere dando un passaggio in moto, qualcun’altro affida solo lo zainetto per prendere un po’ di respiro.

Riprendiamo il cammino finché non ci si apre davanti un giardino fiorito: è il luogo dove dormiremo questa notte (campo Adan). Le nostre camere sono come cuccette di un alveare, ognuna divisa dall’altra da zanzariere. Per fortuna che abbiamo portato con noi un sacco lenzuolo o un leggero sacco a pelo, perché dormiremo praticamente all’aperto. Ci rinfreschiamo nelle vasche naturali lì vicine e poi ci facciamo una bella doccia. Ci accorgiamo però che l’acqua della doccia è la stessa del fiume in cui abbiamo appena nuotato ed è la stessa che berremo per tutto il trekking. Questa sì che è avventura! Procuratevi delle pastigliette Micropur per potabilizzare l’acqua, perché lungo il percorso qulacuno si è attrezzato per vendere bibite, ma chiaramente non sono ovunque. Rinfrescati e riposati, ci godiamo la cena a base di pesce di acqua dolce, riso e platano.

29.10

Alle 7.30 siamo già in partenza. A parte un primo ripido tratto in salita, il resto sarà abbastanza dolce. Solo il tratto finale ci inquieta per il ritorno: è particolarmente difficile e già pensiamo che dovremo farlo in salita. A metà percorso i due ragazzi che ci precedono e cucinano per noi, ci offrono dell’ananas. Ci potremmo anche abituare a queste coccole!

Arriviamo al campo Wiwa; siamo accaldati e la proposta della nostra guida Daniel Suarez Valdez (tel. +57.315.630.5482) di andare a fare il bagno nel vicino fiumiciattolo, è approvata all’unanimità. Una serie di saltelli con idromassaggio naturale: è proprio quello che ci voleva!

Prima di mezzogiorno abbiamo fatto già la doccia e i nostri cuochi ci hanno preparato una calda minestra con diverse verdure, tapioca e mais. Mentre passiamo il pomeriggio a oziare sulle amache, protetti da tetti in lamiera, i bambini del villaggio giocano a calcio a piedi nudi, almeno fino allo scatenarsi di un temporale torrenziale: mai vista tanta acqua tutta insieme, meno male che non siamo per strada! Proprio per evitare questo, Daniel ci aveva sconsigliato di fare il trekking in quattro giorni nel periodo delle piogge e ci aveva fatto fermare in questo campo.

La nostra grande guida ci offre per merenda del pane dolce con un the di panela alla cannella; compreremo poi a Santa Marta al supermercato questo succo condensato di canna da zucchero, a cui vengono aggiunti aromi come la cannella o il basilico. Qualcuno di noi è distratto da un fulmine che si abbatte a pochi metri su una capanna indigena, ma con tutta l’acqua che sta scendendo per fortuna non prende fuoco. Per cena mangiamo della carne con patate e riso: i nostri cuochi sono talmente bravi che anche per le nostre amiche vegetariane preparano un menù ad hoc.

Guarda la gallery
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verso la Ciudad Perdida

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Mompox, chiesa Santa Barbara

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Rio Magdalena

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un bambino della tribù Wiwa

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Ciudad Perdida

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Aracataca, casa Gabriel Garcia Marquez

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Playa Blanca

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mappa Ciudad Perdida

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dove si dorme alla Ciuda Perdida

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Bogotà, museo Botero

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Bogotà, capitolio Nacional

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Bogotà, Plaza de Bolivar

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Bogotà, museo dell'oro

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Cartagena, venditrice

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Cartagena, las Murallas

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Cartagena, plaza de los Coches

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Mompox, Rio Magdalena

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Mompox, novello centauro



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