Perché Bordeaux non è solo un colore

Una settimana slow sulle rive della Garonna
 
Partenza il: 28/08/2017
Ritorno il: 04/09/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Bordeaux, perché? Esasperati dall’afa che incombe sull’Italia, vorremmo passare una settimana di relax in una città tranquilla e fresca. Un’amica residente in Francia ci ha parlato molto bene di questa città quindi… non ci rimane che partire!

ORGANIZZAZIONE

Come sempre ci siamo affidati ad un pacchetto volo +hotel di Expedia: con 780 € complessivi siamo volati da Bologna a Bordeaux Merignac ed abbiamo alloggiato per 7 notti all’hotel Ibis Styles Meriadeck (1^ colazione inclusa).

GUIDE DI VIAGGIO

Abbiamo utilizzato “Weekend a Bordeaux” di Giunti editore, integrandola con tante informazioni prese dal web e dai sempre utili Diari di viaggio di Turisti per caso. Tutto pronto? Allora allons enfants!

Giorno 1

Dopo un volo di poco più di un’ora arriviamo al terminal Billi dell’aeroporto di Merignac e subito ci dirigiamo a sinistra dove l’autobus n. 1 è pronto per partire. Cerchiamo di acquistare i biglietti dall’autista che ci dice “Dopo”, in effetti l’autobus è stipatissimo e il poveretto non riesce proprio a farli i biglietti, comunque questo dopo non è mai arrivato…

Dopo circa 40 minuti scendiamo al volo alla nostra fermata e ci accorgiamo con grande disappunto che anche qua è caldissimo: riusciremo a sfuggire alla terribile afa dell’estate 2017? Arrivati all’hotel veniamo subito accolti da uno spuntino di benvenuto, caffè/the e mini croissant, ottimo, adesso sì che ci sentiamo in Francia!

Dalla finestra della nostra stanza al 5° piano vediamo i campanili gotici delle chiese del centro, però fuori fa troppo caldo, rilassiamoci un po’ prima di partire alla scoperta di questa nuova città.

Dopo un’oretta, indossati i nostri vestiti più leggeri partiamo, il centro dista circa 800 metri dal nostro hotel. Il primo edificio degno di nota che incontriamo è il Tribunal de Grande Instance che ci sorprende non poco in quanto sembra tutto fuorchè il tempio della legge: costruito nel 1998, ha la forma di grossi bottiglioni di vino racchiusi in una teca trasparente. L’intento simbolico del costruttore era infatti quello di rappresentare la trasparenza della giustizia, beh, almeno dal punto di vista formale c’è riuscito! Come scopriremo nei prossimi giorni, il tribunale di Bordeaux ha anche una facciata molto meno originale in stile neoclassico che si affaccia su Place de la Republique e che ospita la Corte d’Appello. Completa la cittadella giudiziaria l’Ecole Nationale de la Magistrature. Ancora qualche passo e siamo davanti alla chiesa di Saint Andrè, bellissimo esempio di gotico fiammeggiante. A qualche metro di distanza il suo campanile, la Tour Pey-Berland. La distanza fra i due edifici è spiegata col fatto che la chiesa, costruita sopra un terreno paludoso, diede cenni di cedimento, quindi per precauzione si decise di erigere la torre a debita distanza. La chiesa è bella e fresca, non possiamo visitarla liberamente perché sta per iniziare la funzione religiosa, semmai ritorneremo. La scalata alla torre (231 gradini) ci sembra improponibile con questo caldo, diamo quindi un’occhiata al cortile del Palais Rohan, l’Hotel de Ville: peccato che, come ci dice una guardia, non si possa oltrepassare una balaustra di ferro posta poco oltre l’ingresso. Anche se in giro c’è movimento, sia di residenti che di turisti, la nostra prima impressione di Bordeaux è di una città in cui è piacevole vivere e passeggiare soprattutto perché, grazie ad un fantastico sistema di trasporto su tram, il centro è quasi totalmente precluso alle automobili, un vero sogno.

Percorriamo rue Sainte Catherine, la più lunga arteria commerciale d’Europa, luogo prediletto dei fanatici dello shopping. I negozi locali stanno chiudendo, rimangono aperti quelli delle grandi catene commerciali, dove entriamo a dare un’occhiata. In fondo alla via si apre la bellissima Place de la Comedie, dominata dall’imponente Grand Theatre, neoclassico al 100%. L’angolo destro della piazza ospita invece “Sanna”, scultura di un volto di donna alto 7 metri, opera dell’artista spagnolo Jaume Plensa. Pare che l’opera sia stata regalata alla città da uno sconosciuto mecenate, chi sarà mai?

Oltrepassiamo la piazza guardandoci attorno curiosi, oggi siamo solo in avanscoperta, da domani metteremo ben a fuoco tutte le cose da vedere. Arriviamo all’Esplanade de Quinconces, altro luogo da record della città di Bordeaux: è infatti la più vasta piazza d’Europa (ben 12 ettari di superficie!). Il suo nome impronunciabile deriva dalla disposizione a filari sfalsati (appunto en quinconce) degli alberi che la circondano. La parte centrale, ad emiciclo, è dominata da un’imponente fontana su cui svetta il monumento ai Girondini, sul versante fronte Garonna invece due colonne rostrate. L’ampiezza della piazza ne fa la sede ideale per manifestazioni di ogni genere, in questi giorni stanno montando i tendoni di un circo. Ciò che mi piace di più, e che mi farà tornare appena possibile in questo luogo, è il magnifico bosco di ippocastani, dai colori sorprendenti in questo inizio di autunno. Vicino a Place de Quinconces, su Rue du XXX Juillet, adocchiamo il ristorante l’Entrecote, di cui avevamo letto buone recensioni nei diari dei “Turisti per caso”: è ora di cena e una preoccupante fila di gente si assiepa fuori dell’entrata, poveri noi!!! Per fortuna arriva una cameriera che chiede se qualcuno vuole mangiare nel dehor esterno, privo di aria condizionata. Noi ci offriamo entusiasticamente come volontari e dopo una ventina di minuti ci vengono servite due belle bistecche con patatine fritte e naturalmente una bottiglia di Bordeaux con cui brindiamo all’inizio della nostra vacanza. Francesco, gran golosone, prende anche un profiteroles. Il conto è super onesto, ecco perché la fila di gente fuori dal locale continua ad aumentare!

La serata non può che concludersi su Place dela Bourse che col suo Miroir d’eau è l’attrazione principale della città. Passeggiando sul quai lungo la Garonne tante sono le cose che ci colpiscono: i bordolesi che fanno il picnic su fazzoletti di prato fra il lungofiume e il Miroir d’eau, le bellissime lampade che danno luce a questa zona, il Pont de Pierre illuminato, la quantità di gente che si muove su ogni genere di mezzo di locomozione, bici, pattini, monopattini e poi lui, lo splendido Miroir, preso d’assalto da grandi e piccoli, fotografato più di una pop star. Appena l’acqua inizia a vaporizzare anche noi non possiamo fare a meno di correre e camminare in questo specchio d’acqua, col caldo che fa è davvero piacevole!



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