Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Alla ricerca degli orsi e di alcuni borghi più belli d'Italia
 
Partenza il: 17/09/2020
Ritorno il: 20/09/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

2° Giorno 18 Settembre 2020: Sulmona – Pescasseroli – Opi – Riserva Naturale La Camosciara – Villetta Barrea – Civitella Alfedena (2km) – Sulmona. (75km)

Dopo una bella dormita grazie ad un materasso duro al punto giusto, alle 8.00 siamo scesi a fare colazione. Purtroppo al tempo di covid il buffet è servito, c’è una cameriera alla quale fai l’ordine.

Alle 8.50 siamo partiti alla volta di Pescasseroli per visitare l’area naturalistica del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il parco italiano di più antica istituzione insieme a quello del Gran Paradiso. Abbiamo preso l’autostrada a Pratola Peligna e siamo usciti a Pescina. Non avevo preso in considerazione questo paese ma merita una sosta, lo metto in programma per il prossimo anno, perché qui si trova la tomba di Ignazio Silone e la casa museo di Mazzarino. Volevamo fare anche una sosta al borgo fantasma di Lecce nei Marsi ma non trovando la strada…rimandiamo al prossimo anno.

Giungiamo a Pescasseroli ed essendo lontano dalle principali vie di comunicazione, conserva ancora l’aspetto di un territorio selvaggio. Qui si trovano esemplari di orso bruno marsicano, il camoscio d’Abruzzo, molto più robusto, elegante e con corna più sviluppate delle razze alpine, il lupo appenninico, mentre sono stati reintrodotti cervi, caprioli.

Lasciata l’auto al parcheggio gratuito all’inizio del paese ci siamo fermati a fotografare la fontana degli Orsi, una fontana a muro composta da un corpo di pietra, liscia e squadrata, addossato ad una parete. Sul lato sinistro una lunga e bassa vasca serve da abbeveratoio, mentre nel corpo centrale il parallelepipedo inferiore è coperto da una lastra di pietra con fori per la raccolta dell’acqua, su quello superiore risaltano due teste di orso in bronzo dalle quali sgorga l’acqua. Lì accanto sorgeva la chiesa di San Rocco e unica testimonianza della sua esistenza è la statua di San Rocco incastonata nel muro di una casa.

La passeggiata prosegue con la visita alla Chiesa di San Pietro e Paolo costruita interamente in pietra e in stile gotico con una facciata semplice, affiancata da una massiccia torre campanaria cinquecentesca; l’interno è diviso in tre navate con volte a crociera e un elegante catino absidale, in un altare laterale si trova la statua della “Madonna Nera dell’Immacolata”.

Percorrendo le viuzze del centro storico abbiamo raggiunto Palazzo Sipari la casa museo di Benedetto Croce, purtroppo chiusa. Qui Benedetto Croce nacque il 25.02.1866 e fu un’importante interprete della vita intellettuale italiana. A far assumere l’attuale conformazione architettonica del palazzo fu la volontà di Pietrantonio Sipari, nonno del filosofo Benedetto Croce e dell’Onorevole Erminio Sipari, deputato del Regno d’Italia che fondò nel 1923 il Parco Nazionale d’Abruzzo e progettò impianti per la produzione di energia idroelettrica tanto che Pescasseroli fu tra i primi paesi ad essere dotato di energia elettrica. Fino al 2006 il palazzo è stata abitato dalla famiglia Sipari, mentre oggi con annessa la Chiesa dell’Addolorata, al cui interno sono conservate le spoglie di alcuni membri dalla famiglia, è stata trasformata in casa museo proprietà della Fondazione Erminio e Zel Sipari Onlus. L’edificio ha un’impostazione architettonica di tipo tardo rinascimentale, con il portale in pietra da cui si entra in un cortile che da accesso al Palazzo, che si articola su tre piani. Al piano terra si trovano i locali anticamente destinati all’abitazione degli addetti ai servizi, oltre alla biblioteca. Al primo piano si possono visitare i locali nei quali si svolgeva la vita quotidiana della Famiglia Sipari, mentre al secondo piano si trova la stanza in cui nacque Benedetto Croce. Il Palazzo ha ospitato il sovrano Vittorio Emanuele III, il Duca Amedeo d’Aosta ed altri membri della Casa Reale. Due targhe marmoree sul prospetto principale ricordano le figure di Benedetto Croce e di suo cugino Erminio Sipari.

Piccola pausa per un cappuccino e un caffè al bar Jurico poi abbiamo raggiunto il Centro Visite del Parco, ricavato da un ex vivaio forestale ed inaugurato nel 1969, per una passeggiata nella natura dove è possibile osservare alcuni animali che sono stati trovati feriti o nati in cattività. Il costo del biglietto è di € 6,00 per persona e alla biglietteria ti misurano la temperatura con un termo scanner. Il percorso inizia con la visita al piccolo Museo dell’Orso dove ci sono pannelli che illustrano la geologia, l’archeologia e la biologia dei luoghi e degli animali per poi passeggiare all’interno dell’oasi dove ci sono i ricoveri dei vari animali. In ordine si vedono gli orsi, il cervo, le pecore, il lupo e i caprioli. Devo dire che l’orso mi ha fatto molta tristezza…chiuso in una gabbia, certo larga, ma pur sempre gabbia dove andava avanti e indietro.

Terminata la visita siamo andati a mangiare alla Trattoria da Armando lì vicino, avevamo prenotato anche perché è uno dei pochi ristoranti aperti a fine settembre. Abbiamo preso un antipasto abruzzese, fettuccine al capriolo e una carbonara, dessert spendendo € 61,50…non abbiamo mangiato male ma neanche bene.

Poi abbiamo raggiunto Opi, uno dei borghi più belli d’Italia. Il centro è caratteristico, in pietra bianca e tutto in salita. Qui si trova il Museo del Camoscio purtroppo chiuso ma passeggiando per il centro, una piacevole scoperta, ci sono delle abitazioni adibite a museo con ingresso gratuito. In uno il filo conduttore è il matrimonio o meglio dal fidanzamento al matrimonio, in un’altra casa i mestieri.

Pausa caffè al bar La Madonnina dove abbiamo acquistato il Pan dell’orso, uno dei dolci tipici abruzzesi, poi abbiamo raggiunto la Riserva Naturale La Camosciara – Feudo Intramonti. Il parcheggio auto costa € 4,00 ma essendo le 16.00 non ci hanno fatto pagare perché stavano chiudendo, infatti stavano rimettendo i cavalli nei recinti e anche il trenino che ricalca la vecchia carrabile della Camosciara faceva solo il viaggio di andata. Questa riserva, merita una visita perché attraversa un territorio ricchissimo di biodiversità. La presenza del torrente Scerto assicura l’habitat ideale a molti tipi di fiori e piante erbacee, come ad esempio la Scarpetta di Venere, la più grande orchidea spontanea d’Europa. Il percorso botanico è arricchito di pannelli con foto che aiutano nel riconoscimento degli alberi.

Guarda la gallery
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Chiesa di Santa Maria in Centurelli

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Pescasseroli, la fontana degli orsi

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Basilica di Collemaggio

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Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

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Casa Museo di Benedetto Croce

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Borgo fantasma di Frattura Vecchia



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