Nuova Zelanda ovvero il paradiso dei geologi

PREMESSA Domanda: cosa può volere di più un geologo (in vacanza) di un Paese che offre: - vulcani ancora in attività - innumerevoli aree geotermiche - aree modellate dagli eventi glaciali e con ghiacciai attualmente in espansione - catene montuose di stile alpino Risposta: niente! E così.... Eccomi di ritorno a raccontare qualcosa su...
 
Partenza il: 11/02/2009
Ritorno il: 04/03/2009
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

PREMESSA Domanda: cosa può volere di più un geologo (in vacanza) di un Paese che offre: – vulcani ancora in attività – innumerevoli aree geotermiche – aree modellate dagli eventi glaciali e con ghiacciai attualmente in espansione – catene montuose di stile alpino Risposta: niente! E così… Eccomi di ritorno a raccontare qualcosa su questo meraviglioso Paese (sperando che possa essere di aiuto a qualcuno che vuole ripetere lo stesso viaggio).

Erano anni che sognavamo questa meta, ma un po’ il costo elevato del viaggio aereo, un po’ la lontananza dall’Italia ci avevano sempre fatto cambiare idea. Alla fine ci siamo decisi e devo dire che non siamo rimasti delusi. La Nuova Zelanda è una specie di enorme parco naturale, un Paese dove la bellezza dei suoi paesaggi la fa davvero da padrona, dove ci sono circa 4 milioni di abitanti e (dicono) 40 milioni di pecore e la densità abitativa è talmente bassa che ci sia abitua a guidare per centinaia di km senza incontrare neanche una automobile in senso opposto… Su questa terra, a causa dell’isolamento in cui si è sempre trovata, la fauna si è evoluta in modo del tutto particolare. La Nuova Zelanda è il regno degli uccelli, mentre pochi sono i mammiferi presenti (tra cui nessuno di grandi dimensioni) e per finire non c’è neppure un serpente… Data la quasi totale mancanza di predatori, molti uccelli neozelandesi hanno addirittura perso la capacità di volare! Purtroppo, con la comparsa dell’uomo, l’habitat è stato sconvolto, soprattutto a causa del disboscamento che ha causato la quasi totale scomparsa delle originarie foreste dominate dalle piante di kauri e con l’introduzione di molte specie animali esterne (conigli, opussum, cani e gatti tanto per citarne alcuni). Tutto ciò ha portato alla totale estinzione di molte specie di uccelli (ad esempio il grosso Moa) mentre altri lottano per la loro sopravvivenza (come il famoso Kiwi). Oggi il popolo neozelandese ha sviluppato una profonda coscIenza ecologica, però ad alcune situazioni è difficile porre rimedio e questo mi ha fatto molto riflettere su quanto sia fragile il mondo su cui viviamo.

Una caratteristica di questo Paese è la sua incredibile variabilità climatica; nello stesso giorno può capitare di svegliarsi con pioggia, freddo e cielo grigio e dopo poco arrostirsi al sole (o viceversa). In qualsiasi stagione consiglio quindi di portare cappello e crema solare ad alta protezione, perché quando il sole esce picchia forte, ma anche una giacca impermeabile con cappuccio (indispensabile per chi vuole cimentarsi in qualche camminata sui bellissimi sentieri neozelandesi). Sempre per chi vuole fare trekking, servono un paio di scarponi, i sentieri sono tutti molto ben tenuti, ma è meglio avere un minimo di attrezzatura. Tenete conto che all’arrivo all’aeroporto vi chiederanno di mostrare le suole dei vostri scarponi, che dovranno essere pulite; in Nuova Zelanda sono molto fiscali riguardo all’introduzione di specie vegetali straniere e quindi in caso fosse necessario vi confischeranno gli scarponi, restituendoveli dopo una accurata pulizia.

La guida a sinistra, dopo i primi momenti di panico, non presenta problemi, anche perché soprattutto nell’Isola del Sud il traffico è veramente inesistente. Il costo del noleggio auto non è elevato, noi abbiamo prenotato dall’Italia con Hertz pagando circa 20€ al giorno tutto compreso; la benzina costa circa 0.6€ al litro.

Le distanze in Nuova Zelanda sono grandi, è meglio stendere un itinerario in modo da non essere costretti a macinare centinaia di km ogni giorno, si rischierebbe di vedere solo paesaggi dal finestrino di un’automobile e di non godersi nulla. Secondo me è meglio rinunciare a qualcosa e vedere con tranquillità tutto il resto, noi per esempio abbiamo deciso di visitare in fretta le città e di privilegiare la visita ai parchi naturali.

Per quanto riguarda i pernottamenti, ci sono molte tipologie di alloggi per tutte le tasche. Ostelli sempre puliti e tranquilli, con semplici camere con bagno (costo mediamente intorno a 70$NZL=28€ circa); innumerevoli motel, con camere con bagno e cucina (costo mediamente intorno a 100$NZL=40€ circa); ed infine una fitta rete di B&B, alcuni molto lussuosi altri più a buon mercato (costo a partire da 100$NZL=40€ circa). Qualsiasi soluzione scegliate, comunque, le persone che li gestiscono sono sempre affabili e gentili (almeno questa è stata la nostra esperienza…). Nei B&B si respira davvero una atmosfera familiare, a noi è capitato anche di essere invitati ad una cena a base di pesce alla griglia e di verdure dell’orto dalla simpatica padrona di casa… Suggerisco quindi di non prenotare tutti gli alloggi dall’Italia, cercate di volta in volta la vostra sistemazione, c’è davvero una grande disponibilità e il fatto di non prenotare prima non vi obbliga a rispettare sempre il programma che vi siete fatti prima di partire, perché può sempre succedere qualcosa che vi obbliga a cambiare l’itinerario (è capitato anche a noi).

ITINERARIO La nostra vacanza inizia dall’Isola del sud e più precisamente da QUEENSTOWN, patria delle attività sportive di ogni genere (bungee jumping rafting, parapendio e chi più ne ha…). La cittadina si stende sul lago Wakatipu, che percorriamo fino alla punta estrema a nord dove si trova il paesino di Glenorcy. I paesaggi sono belli e selvaggi, non ci sono case né strade a parte quella che stiamo percorrendo e tutto dà un senso di pace e tranquillità. Saliamo con la Skyline Gondola e lo sguardo spazia a 360° su Queenstown, sul lago e sui monti circostanti. Alloggiamo per due notti in un ottimo ostello (Hippo lodge, 85$NZL=34€ circa) con ampia camera con cucina e vista panoramica sulla cittadina.

Il giorno successivo partiamo di buon mattino per l’unica escursione che abbiamo prenotato dall’Italia, con meta il MILFORD SOUND, uno dei più visitati fiordi del parco Fiordland, che fa parte del Patrimonio dell’Umanità. Purtroppo, a differenza del giorno precedente quando il sole splendeva, abbiamo avuto per tutto il giorno brutto tempo e quindi non abbiamo potuto apprezzare al meglio la bellezza dei posti.

Il nostro bus ci porta fino alla cittadina di Te Anau, che è il punto di ingresso obbligato per il Milford. Da qui si percorre tutto il lago omonimo e si arriva all’imbarco per la crociera che in circa un paio di ore costeggiando il fiordo arriva in mare aperto. Con il sole credo sia uno spettacolo magnifico, noi abbiamo dovuto un po’ indovinare i paesaggi nella nebbiolina, però abbiamo fatto in tempo a vedere il Mitre Peak, una serie di bellissime cascate e ad avvistare un gruppo di foche che si riposava su una roccia… Da Queenstown ci spostiamo in direzione West Coast, percorrendo la strada che passa da Cardrona dove c’è un famoso (e molto fotografato) vecchio albergo. La strada costeggia i bellissimi laghi di Wanaka e Hawea e attraversa la catena montuosa delle Alpi Meridionali arrivando ad HAAST, sul mare. Dopo tante montagne, facciamo una passeggiata sulla lunghissima spiaggia bianca e, da riva, vediamo un branco di delfini che gioca tra le onde. Uno spettacolo meraviglioso! Proseguiamo quindi fino al ghiacciaio FOX GLACIER, che fa parte insieme al FRANZ JOSEPH GLACIER del Parco Westland. La particolarità di questi ghiacciai è di essere ubicati a poca distanza dal mare, meno di 20 km e di poter essere visitati comodamente senza faticose camminate. Noi visitiamo entrambi i ghiacciai, ci sono facili sentieri che si avvicinano alla morena laterale ed al fronte glaciale e la vista è davvero bella. In zona si organizzano anche escursioni di vario tipo, voli in elicottero e trekking con le guide direttamente sul ghiaccio.



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