Norvegia on the road: da Bergen a Tromsø lungo le strade dell’Atlantico  

Quasi 3000 km lungo le strade della Norvegia, tra luoghi stupendi e bufere di neve
Scritto da: balzax
norvegia on the road: da bergen a tromsø lungo le strade dell'atlantico  

Dalla Fløien si scorgono anche alcuni inattesi murals che ravvivano il centro città, e che dopo scenderò a vedere da vicino: il più curioso raffigura un elfo verde e un lupo e ricopre l’intera facciata di un edificio.

I giardini della città sono già ravvivati da candidi bucaneve e colchici gialli e viola. La temperatura non raggiunge i 10 °C, ma c’è il sole, la gente gira in maglietta e le ragazze col pancino scoperto, accalcandosi nella zona pedonale di piazza Torgallmenningen che è il centro cittadino dello shopping, attorno al grande Sjømannsmonumentet, un monumento marittimo che racconta la storia della Norvegia attraverso i suoi navigatori dall’epoca vichinga fino al XX secolo. Ho visitato i musei Kode, apprezzando in particolare l’esposizione di opere di Edward Munch, quello del famoso urlo (che però si trova alla Galleria Nazionale di Oslo). Nel Kode 3 ho visto un’introspettiva di Paul McCarthy, artista dall’arte grottesca, ipertrofica e dissacratoria le cui opere sono un pugno nello stomaco.

Norway in a nutshell   

Terzo giorno a Bergen dedicato al programma “Norway in nutshell”, cioè “la Norvegia in un guscio di noce”, che concentra in una sola giornata l’essenza del paese e comprende: treno da Bergen a Voss sulla Bergen Railway – bus da Voss a Gudvangen lungo la E16 – crociera da Gudvangen a Flåm attraverso l’Aurlandsfjord e lo stretto e spettacolare Nærøyfjord (patrimonio UNESCO) – viaggio in treno lungo la ripida Flåmsbana, che in 20  km sale dai 2 metri di Flåm agli 866 metri di Myrdal – ritorno in treno a Bergen ancora sulla Bergen Railway.

La giornata di sole e cielo azzurro ha reso la gita indimenticabile. Il Nærøyfjord è il più stretto e conosciuto dei molti bracci del Sognefjord, che con i suoi 203 chilometri di lunghezza è il fiordo più profondo della Norvegia e il secondo più lungo al mondo. Circondato da imponenti montagne alte fino a 1.700 metri, questo braccio del Sognefjord è incredibilmente bello. Si passa quasi tutto il tempo della crociera fuori, a scattare foto e ammirare  ripidi fianchi montuosi, valli sospese, cime imponenti, nevai, cascate e piccoli borghi di casette colorate.

La ferrovia Flåmsbana opera tra Flåm e Myrdal, arrampicandosi tra profondi burroni, cascate che scendono dal fianco delle montagne innevate e fattorie di montagna aggrappate a vertiginosi pendii a strapiombo. Il treno ferma ogni tanto per raccogliere gli sciatori che fanno fondo sulle piste da sci lungo la ferrovia e fa una fermata obbligata davanti alla cascata ghiacciata Kjossfossen.

La Bergen Railway è la linea ferroviaria lunga circa 500 chilometri che collega Bergen e Oslo. Chi inizia il tour norvegese da Oslo dovrebbe prendere questa ferrovia, considerata una delle più belle del mondo, per raggiungere Bergen.

Costo di questo programma 1878 NOK (190 €).

Da Bergen a Bodø: Atlanterhavsveien e Kystriksveien   

Ritiro la macchina in aeroporto e finalmente via verso nord. La costa atlantica della Norvegia è lunghissima: da Bergen a Bodø sono circa 1500-1600 km, secondo il percorso che si sceglie. Qualunque esso sia, almeno 6-7 giorni sono indispensabili. Ho deciso di alternare i tratti costieri con altri su alcune scenic routes consigliate dal sito web e altri sulla E6 che corre nell’interno, dividendo il percorso in 6 tappe.

Da Bergen a Lærdal: questo percorso si snoda lungo la Hardangervidda, strada di panorami eccezionali. Si costeggiano l’Hardangerfjord e l’Eidfjord macchiati dai colori dei villaggi (Norheimsund, Alvik, Granvin) superando ponti altissimi e spettacolari, poi si sale lungo un ripido percorso a spirale verso la cascata Voringsfossen, purtroppo chiusa in marzo. Per raggiungerla bisognerebbe lasciare la macchina sul ciglio della strada e fare 1 km nella neve fresca: ci ho provato, ma ho desistito dopo un centinaio di metri con un po’ di rimpianto. Sul bianchissimo altopiano di Dyranut mi sono fermato a guardare i ragazzi che fanno snowkite con le tavole da snowboard, usando aquiloni da trazione per farsi trainare su pianori innevati. Poi un tratto della scenic route Aurlandsfjellet, quindi ho lasciato questa strada per dirigermi verso nord lungo la RV 52 Hemsedalsfjellet, sulla quale ho cominciato a fare esperienza di guida su fondo ghiacciato. Sulle strade panoramiche ci sarebbe da aprire un capitolo apposta: in realtà tutte le strade norvegesi offrono panorami da cartolina in qualunque punto uno si fermi, chiaramente se il tempo è bello e c’è luce. Per esempio, la RV 52 non è citata dal sito web ufficiale delle scenic roads, come anche altre che ho fatto dopo, ma a percorrerla c’è da stropicciarsi gli occhi e fermarsi mille volte a fare fotografie. Comunque, questa strada era un buon collegamento verso l’obiettivo che avevo programmato: la “Stavkirkje” di Borgund.

La nera stavkirkje di Borgund è una chiesa in legno situata nel comune di Lærdal, contea Vestland. Fra l’XI e il XII secolo, lungo le antiche rotte commerciali in Norvegia, furono costruite circa 2000 Stavkirkje, chiese di legno il cui termine deriva da stafr in lingua norrena = assi portanti. Oggi quella di Borgund è la meglio preservata delle 28 stavkirkje rimanenti in Norvegia. Venne costruita intorno al 1180 e consacrata all’apostolo Andrea. Decorata con intricati intagli raffiguranti draghi e croci cristiane, la chiesa ha un esterno a gallerie protetto da pilastri, aggiunto nel 1300, e un interno a 3 navate dove è stato allestito un museo. Diverse iscrizioni runiche si trovano sulle pareti. La sagoma della Borgund Stavkirkje si riconosce subito perché vista da lontano sembra il busto di Darth Vader. Sono contento di avere fatto questa deviazione per arrivare fino a qui e vedere questa opera. Chi invece viaggia dalle parti di Oslo, dovrebbe puntare sulla altrettanto famosa stavkirkje di Heddal, che si trova a un’ora e mezza di macchina dalla città.

Da Lærdal a Molde: questo tratto tocca il maestoso Geirangerfjord, per fortuna non ancora trafficato dalle decine di navi da crociera che lo intasano d’estate. Il punto d’osservazione migliore è a Ljoen, appena all’uscita da una galleria sopra Hellesylt. Lungo le  strade meravigliose che portano verso Molde si comincia a fare conoscenza con i ferry che sostanzialmente fanno parte della viabilità. Uno arriva e il ferry è lì che lo aspetta, oppure si mette in coda per un’attesa che in questa parte del paese non è mai lunga (più a nord invece conviene controllare gli orari). Ferry semivuoti in questo periodo. A Molde ho scelto lo Scandic Seilet hotel che è posto in posizione panoramica in riva al mare e mi hanno offerto una stanza all’ultimo  piano che ho preso al volo: grazie alla giornata luminosa e alla finestra non sigillata ho potuto scattare dall’alto delle foto stupende sulla baia fino a Vestnes sull’altra sponda, sia al tramonto che all’alba.

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