Normandia mordi e fuggi

Mini tour on the road alla scoperta delle famose spiagge dello sbarco, di città antiche e di borghi caratteristici
Scritto da: ambra88
normandia mordi e fuggi
Partenza il: 20/07/2018
Ritorno il: 22/07/2018
Viaggiatori: 2

La regione, a mio parere, più bella della Francia insieme alla Provenza, l’ho vista per anni nelle foto e in tv e sognavo di visitarla specialmente il Mont-Saint-Michel. Sono riuscita a organizzare tre giorni mordi e fuggi con marito lasciando i bimbi con i nonni. Visto il breve tempo a disposizione ho preferito andarci da soli per evitare di farli stancare e così siamo partiti all’avventura ! E’ una regione molto vasta e ci vorrebbe minimo una settimana per girarla tutta con calma ma vi spiego un itinerario in auto da poter fare in 3-4 giorni ma bisogna avere buona volontà e spirito d’avventura per affrontarlo!

1° GIORNO

SAINT-MALO – Siamo partiti il 20 luglio con volo easyjet da Nizza al mattino presto, arrivati a Parigi intorno alle otto e subito diretti per Saint Malo in Bretagna con auto a noleggio.Arrivati dopo circa quattro ore verso l’ora di pranzo abbiamo girato la cittadina antica racchiusa tra le mura che servivano una volta per proteggerla dai pirati.

Le vie sono piene di ristoranti e negozi, è piccola ma molto particolare per l’architettura. C’era molto vento essendo sull’Atlantico,infatti ho dovuto mettere la felpa essendoci 19 gradi.

MONT-SAINT-MICHEL – Tempo di mangiare una crèpes, vedere il centro e abbiamo proseguito per il Mont San Michel a circa un’ora e mezza di strada. Appena arrivati, circa le 15,30, bisogna lasciare l’auto nel parcheggio e delle navette gratuite ci hanno portato direttamente sulla passerella che porta all’isolotto.Non c’era l’alta marea e tirava un vento fortissimo dando un fascino ancora più misterioso al monte. Il piccolo borgo dell’isola è splendido, si sviluppa in vicoli stretti in salita con tanti negozi di souvenir e ristoranti con terrazza vista mare fino ad arrivare dalla chiesa in cima mentre per tornare giù potete passeggiare lungo le mura e godervi il panorama del mare con tanto di sottofondo di gabbiani. Ecco. Il verso dei gabbiani ci hanno accompagnato per tutto il viaggio lungo la costa tanto che nei negozi vendono dei peluche di gabbiano che riproducono il loro rilassante verso.

OMAHA BEACH – Verso le sei raggiungiamo l’ultima tappa della prima giornata: la famosa Omaha Beach, una della spiagge dove sono sbarcati gli americani nella seconda guerra mondiale. Mi è venuta la pelle d’oca a vedere questa spiaggia come fosse una spiaggia qualunque e semi deserta vista l’ora e pensare che settant’anni fa hanno perso la vita migliaia di giovani ragazzi. Lungo la spiaggia ci sono molti cartelli esplicativi, foto e monumenti dedicati ai soldati mentre a cinque minuti di auto c’è il cimitero americano. Se avete tempo merita anche una visita al memoriale di Caen che purtroppo non sono riuscita a vedere per mancanza di tempo.

Vicino la spiaggia c’è anche un museo e un negozio di soùvenirs e dei verri carri armati in esposizione. Ci dirigiamo finalmente in hotel a Bayeux, stanchi morti per i 600 km circa fatti in un giorno. Dista circa venti minuti da Omaha Beach,un’antica cittadina con una cattedrale da non perdere.

 

2° GIORNO

Il giorno successivo iniziamo la giornata dirigendoci verso Honfleur ma lungo il percorso ci fermiamo in un piccolo villaggio che avevo visto in televisione e definito uno dei borghi più belli della Francia: Beuvron en auge. In mezzo alle campagne ti ritrovi all’improvviso in un borgo fatato come uscito dalle fiabe. Ricorda molto l’Alsazia per le tipiche case a graticcio, il paesino è molto piccolo in realtà e si sviluppa su una piazzetta dove si concentrano le boutique, la creperie, la boulangerie, i cafè. In realtà non credo neanche sia abitato perché ho visto solo i negozianti e un pullman di turisti giapponesi che ammiravano queste case non avendole di certo nel loro paese.

Data l’ora di primo mattino tra l’altro,non c’era quasi nessuno,si sentiva un gran silenzio mentre i bottegai aprivano i negozi e questo conferiva alla piazza un aspetto ancora più magico.

HONFLEUR – Dopo questa breve sosta,arriviamo a Honfluer, decisamente una grande cittadina di mare molto vivace. Si sviluppa quasi esclusivamente intorno al porticciolo e nelle retro vie. Qui,un susseguirsi di brasserie, pub, negozietti e nelle vie del centro storico un bellissimo mercato di cibo locale tra cui quiche, formaggi, salami e un negozio che vende solo scatole di tonno e sardine aromatizzate in tutte le varianti.

ETRETAT – Dopo un piacevole pranzo nel porticciolo di Honfleur a mangiare muscoli, raggiungiamo Etretat, famosa per le scogliere tanto dipinte da Monet. Qui mi aspettavo poca confusione invece è stato difficile trovare un parcheggio e sulla spiaggia tanti turisti che salivano le scogliere per il panorama da vedere.

Anche in questa baia troviamo tanti locali tipici molto affollati ma la cosa che più attrae è questa grande scogliera a picco sul mare dove un secolo fa,il grande pittore Claude Monet passava le giornate sulla spiaggia a dipingerle.

ROUEN – Concludiamo il secondo giorno, con circa tre ore di viaggio complessive, andando a Rouen. La città è molto antica, è il capoluogo della Normandia, però sono rimasta un po’ delusa in quanto mi aspettavo una città più piccola e tranquilla mentre il piccolo centro storico è molto affollato e il resto è tutto moderno. Comunque ci sono molti edifici storici da vedere.

3° GIORNO: GIVERNY-PARIGI

Il terzo e ultimo giorno ci svegliamo molto presto e andiamo a Giverny, a circa quaranta minuti da Parigi, per visitare la casa natale di Monet. All’entrata c’è già coda per fare i biglietti, ma una volta entrati ci siamo trasportati nell’800, in un giardino meraviglioso di laghi, ninfee e ponticelli.

Il giro della casa si conclude con la visita alla bellissima casa del pittore, disposta su due piani: molto ben conservata con mobili antichi. Poi c’è il negozio di souvenir come ombrelli, tazze, stampe, penne… tutte con i disegni dei suoi quadri. Finita la visita verso le undici avevamo ancora quattro ore di tempo in quanto il volo di ritorno da Orly era alle 17,30 cosi arriviamo per le dodici a Parigi dove incontriamo dei nostri parenti che erano in vacanza lì. La città l’avevo già vista nel 2010 e merita un articolo a parte ma sono tornata volentieri anche solo per poche ore. Abbiamo fatto un giro sul battello lungo la Senna vedendo i monumenti principali. Qui faceva decisamente più caldo che sulla costa e si stava bene a mezza manica perciò partite sempre con felpe e giacche a vento per la zona del mare perché l’aria atlantica è fredda.



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