Normandia e Bretagna appunti di viaggio

Estate 2002 Francia – Bretagna e Normandia Per raccontarvi del nostro viaggio devo tornare indietro nel tempo; a dicembre quando come spesso accade , fuori stagione, si comincia a fantasticare sulle vacanze tra una chiacchiera e l'altra si è parlato di Bretagna e Normandia un pò perché non conoscendo l'inglese non abbiamo molti posti...
 
Partenza il: 21/07/2002
Ritorno il: 01/08/2002
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Estate 2002 Francia – Bretagna e Normandia Per raccontarvi del nostro viaggio devo tornare indietro nel tempo; a dicembre quando come spesso accade , fuori stagione, si comincia a fantasticare sulle vacanze tra una chiacchiera e l’altra si è parlato di Bretagna e Normandia un pò perché non conoscendo l’inglese non abbiamo molti posti dove poterci avventurare in solitaria ed un pò perché ne avevamo sentito parlare da amici. Ho cominciato a navigare su internet, a leggere depliants, a sognare ad occhi aperti… E’ stato un impegno piacevole ma intenso anche perché il mio compagno ha lasciato questo onore tutto a me. Finalmente è arrivato il momento di partire, è luglio, tutto il materiale è pronto , guida, cartina, lista degli indirizzi per le cartoline, valige, soldi, ecc. Siamo partiti il 21 luglio alle 7,00 destinazione Auxerre.

Il viaggio è molto lungo ma l’emozione è tanta e non ti stanchi di guardare il panorama , di seguire sulla cartina stradale il percorso, scruti ogni angolo per annotare nella mente i paesaggi nuovi e cominci ad assaporare il piacere di essere in vacanza. Abbiamo il frigo portatile con un pò di provviste perciò possiamo evitare gli autogrill e fermarci nelle piazzole di sosta che bisogna ammettere in Francia sono molto ben organizzate, pulite e confortevoli. Alle 18,30 arriviamo a Poilly sur Tholon dove abbiamo prenotato la camera in una Chambre d’hote (bed and breakfast).Abbiamo scelto questo tipo di sistemazione perchè più economica ed anche perchè ci consente di addentrarci nel cuore delle regioni che vogliamo visitare., la scelta si è rivelata ottima. Il paesaggio è decisamente particolare, la campagna è un’immensa distesa, i campi di girasoli e di grano si perdono nell’orizzonte, in fondo qualche quercia resta vigile di vedetta. Non avevo mai visto nulla di simile, la terra coltivata è una distesa sterminata , dolci colline con filari di alberi sul crinale, e poi delle enormi trebbiatrici che spargono tutt’intorno il profumo del grano. Un silenzio irreale tutt’intorno, solo il ronzio delle macchine, non c’è anima viva, i paesi sono deserti e silenziosi , sembrano finti. Il tramonto arriva tardissimo, verso le 22 c’è ancora luce ma la luna è alta e piena, illumina il lavoro incessante dei contadini nei campi. All’alba del secondo giorno mi sveglio prestissimo e ancora regna sovrano il silenzio, a quest’ora si sentono solo gli uccelli che litigano, si chiamano, si rispondono sembrano i padroni di questo mondo così strano dove la “quietitude” è sovrana ma risulta impossibile crederlo vista la pulizia, l’ordine delle case dei giardini dei balconi così curati e rigogliosi, dove la campagna è fertile e lo dimostra. Ma non si vede nessuno… Nemmeno più tardi, boh. Dopo una colazione notevole vuoi per qualità che per quantità , partiamo per Rouen dove abbiamo prenotato per le prossime due notti con l’aiuto dei gentilissimi signori che ci hanno ospitato. Ovviamente la nostra prossima destinazione è un paesino nei pressi del capoluogo, St. Pierre de Maintenance, per arrivarci dobbiamo attraversare il fiume, la Senna, con un bac (battello) è molto pittoresco! Ci ospita una signora molto simpatica di cui ricordo i capelli rossi raccolti in trecce che incorniciano un volto segnato dal sole e dal lavoro e le mani che sono quelle di chi lavora la terra. La visita della città ci prende tutto il pomeriggio e devo dire che la cattedrale è bellissima da togliere il fiato, dopo la cena in un ristorantino scelto un pò a caso ci dirigiamo alla nostra camera piuttosto soddisfatti di come vanno le cose ma… Cercando di sorpassare un camion… Dove non si dovrebbe ci facciamo fermare dalla guardia di finanza francese e… risate a volontà nel vederci alle prese con la douane!!!!! Per fortuna ci hanno lasciati andare senza problemi e senza multa ma…È stata un’esperienza troppo ridicola.

E’ il 23 luglio e si va verso il mare, anzi ci stiamo avvicinando all’Oceano, e l’impatto è decisamente potente, ovviamente al suolo, non ho visto una buca sul pontile e oplà a terra, il mio ginocchio ne porta ancora il segno . E’ difficile spiegare quali emozioni si provano è tutto così grande, potente anche il vento e le nuvole in cielo, Fecamp, Yport e Etretat sono posti dove si potrebbe restare per lungo tempo ipnotizzati, sono veramente bellissimi, credo siano uno dei posti più belli di tutto il viaggio. C’è poca gente e nulla ti disturba, i pensieri scappano via con i gabbiani che stridono e volano in giro, ti senti affascinato dal panorama , entri in simbiosi con la natura che reclama la tua completa attenzione. Proseguiamo per Le Havre dove facciamo una camminata nel porto per osservare la marea che si sta ritirando e poi cena ad Honefleur, deliziosa cittadina turistica con un vecchio porto caratteristico ed una pizza vomitevole ma accompagnata dal suono di un complessino cileno…Chissà cosa ci fanno qui! Rientriamo a Rouen dopo aver sbagliato strada e percorso una quantità di chilometri non quantificabile, ma non importa perchè attraversando un bosco incontriamo una enorme civetta che ci elettrizza. Siamo stanchi ma veramente soddisfatti e per ora è un successo! Il 24 lo dedichiamo alla costa dello sbarco. La lunga striscia di sabbia che costeggia la strada è quella dove migliaia di soldati sono morti ed il rispetto per questi eroi è palpabile. C’è silenzio e raccoglimento, visitiamo un piccolo cimitero americano sperduto nella campagna e si sente ancora in lontananza il rumore della battaglia, nonostante il sole nonostante il tempo, nonostante la follia degli uomini perpetui gli stessi errori e lo stesso strazio. Visitiamo Bayeux dove in un incredibile ed enorme museo è custodito un arazzo del 1100, anche qui è tutto piacevole anche la temperatura che ci permette di passeggiare senza sudare troppo. Per rientrare , ovviamente ci perdiamo, i rondò alla francese sono una iattura, e la segnaletica stradale è un disastro almeno per me che non riesco a riconoscere la destra dalla sinistra. (continua).

E’ il 24 sera e dalla finestra della nuova camera si vede l’abbazia di Mont St.Michel da un lato, dall’altro un piccolo branco di cavalli che pascola serenamente . La proprietaria della casa che ci ospita è molto gentile e ci dà ottime indicazioni su dove andare a cenare. Il suo consiglio ci porta ad un vecchio albergo immerso nel verde dove tutto è un pò antico ma la cena è ottima, ostriche comprese. La sala è affollata e fumosa, tutto l’arredamento in legno sembra un pò decadente anche gli ospiti hanno l’aria di essere un pò ammuffiti! Ma la nostra sintonia è tale che ci fa rapidamente scordare la presenza degli altri e ci godiamo il pasto con allegria ed appetito. Nel nostro peregrinare serale incontriamo un leprotto che spaventato corre sulla strada all’impazzata. Il 25 luglio andiamo a visitare l’abbazia che è veramente meravigliosa. A parte l’ingresso dove la fiumana di gente ti calpesta e ti travolge, e dove tutte quelle botteghe di ciarpame turistico rovinano di parecchio l’emozione , poi tutto il resto è entusiasmante, il panorama, la cattedrale, il chiostro meritano una sosta e una riflessione. Tutta la mattinata la dedichiamo a questa visita e ci rendiamo conto che la stanchezza del lavoro quotidiano comincia a scomparire, ne sopraggiunge un’altra molto più piacevole quella del viaggio, del continuo vedere cose nuove ed in questo caso molto belle. Ci rendiamo conto che abbiamo bisogno di una pausa e decidiamo di frenare un pò. Ma il tempo cambia ed attraversiamo senza troppo entusiasmo Dinard e Mantignon, Cap Frehel è splendida ma la pioggia rovina tutto. La strada continua e si va avanti. Le spiagge sono immense, lunghe strisce bianchissime, assurdi turisti stanno a prendere la pioggia… Il nostro sole italiano ed il nostro mare, (un pò di nostalgia!) sono impareggiabili. Nel pomeriggio cominciamo a cercare la camera per la notte e questa ricerca è ogni volta più sorprendente, le segnalazioni ci portano ad Erquy, ad una casa circondata da fiori a perdita d’occhio, ogni angolo è curato e fiorito, la mia mamma ne sarebbe molto invidiosa, qui sono al completo ma con una telefonata un’altra camera viene trovata, seguiamo, anzi inseguiamo una signora che ad una velocità sorprendente ci porta a destinazione. La stanza è un pò dimessa ma poco importa, tutto è come sempre pulito ed anche qui la proprietaria gentilmente ci organizza la serata. Ha prenotato un tavolo in un posto delizioso, una farme (fattoria) per fortuna ci arriviamo facilmente, fuori fa freddo, pioviggina ma dentro il camino è acceso è c’è un buon odore di minestra. Non c’è molta gente, solo due tavoli occupati oltre al nostro, sembrano essere tutti amici, ad un tavolo sono in sei ed hanno quasi finito, ad un altro c’è una coppia, parlano fitto fitto, sembrano amanti, non so perché ma hanno l’aria complice, si tengono la mano un pò di nascosto, chissà cosa si stanno dicendo… Intanto arriva la soupe des legumes, squisita, poi ci preparano le bistecche sulle braci del camino, una cena semplice ma deliziosa, è il pasto migliore che abbiamo fatto fin ora.. Il 26 luglio è appena cominciato ed il sole nicchia ancora, ma arriverà ne sono sicura! Dopo la solita colazione abbondante ci dirigiamo verso la costa di Granito rosa che non deluderà le nostre aspettative. Verso le 12 arriviamo a Treguièr dove visitiamo la cattedrale e finalmente riesco a fare il primo giro di shopping. Proseguiamo costeggiando il mare e gustiamo questa costa tutta rosa, veramente splendida. Il sole è alto ancora e arriviamo nella nuova chambre che ci ospiterà per i prossimi 2 giorni. Siamo a Bed leger . Dall’abbaino si vede il mare, l’aria è dolce, la padrona di casa molto socievole. Anche un pò troppo, alle volte. Su suo suggerimento andiamo a mangiare in un ristorantino in riva al mare, proprio in riva, ci servono le muoles marinèe e frites, (patatine) molto gustose ma quello che è meraviglioso è il tramonto , la luce sembra non spegnersi mai. Qui ci si sente proprio in vacanza. Il rumore della risacca, l’odore del salso ed il calore tiepido degli ultimi raggi del sole non saranno facilmente dimenticabili. La nostra memoria li conserverà a lungo come regalo prezioso di questa vacanza così speciale. E’ il 27 luglio, il programma della giornata prevede un’escursione all’Ile de Batz, ma si accende la spia del motore della macchina , cosa sarà? Ovviamente bisogna verificare che tutto sia a posto, per fortuna la nostra ricerca di una concessionaria non è poi così ardua e troviamo un capo officina molto gentile. Nel frattempo il nostro programma è saltato ma diversamente dal solito non c’è nervosismo, solo un pò d’apprensione per l’auto ma abbiamo la certezza che potremo fare altro, e così è! Arriviamo a Morlaix e decidiamo di visitare la città sovrastata da un enorme ponte …Evviva c’è il mercato ci avventuriamo tra le bancarelle, io entusiasta, il mio lui molto meno. Ma è piacevolissimo , non c’è molta gente, i banchi sono belli, colorati, ricolmi della mercanzia più disparata, per due ore camminiamo continuando a vedere cose nuove. E’ immenso, non credevo… Finalmente una piccola pausa per un panino ed un pò d’acqua, mi sento raggiante, con i miei sacchetti pieni e l’allegria di un bimbo che ha appena messo le dita nella marmellata. Come mi sono divertita, anche lui ammette che non pensava fosse così bello. Per fortuna. Dopo un pisolino stanchi e accaldati visitiamo St.Pol de Loon, c’è una bella chiesa romanica e stanno celebrando un matrimonio, no è un battesimo ma la mamma è vestita da sposa. Paese che vai usanza che trovi!!! Si torna alla chambre e dopo una cena decorosa a base di pesce concludiamo la giornata passeggiando sul lungomare. Il 28 luglio ci rimettiamo in cammino con destinazione Brest. Riusciamo a visitare gli “Enclos” (complessi parrocchiali) di St.Tregonnec e di Guimiliau, in compagnia di un sole smagliante. Dopo l’indigestione di gotico un’ architettura un pò diversa è gradita! Ancora strada, avanti sempre! Attraversiamo Morgat e Point du Raz. Peccato che manchi il vento perché queste scogliere con il mare calmo sono come una pastasciutta insipida. Arriviamo fino a Benodet senza trovare una chambre per la notte, per stanotte andremo in albergo, L’Hermitage. Da noi definito un sanatorio , in effetti è tutto bianco e azzurro, assomiglia ad un ospedale e l’età media della clientela è sugli 80. Il nome altisonante non tragga in inganno. E’ una vecchia casa enorme adattata. Tutto è un pò cadente, anche la porta del nostro bagno! Il lungo mare di questa località di villeggiatura è assolutamente uguale a quella di Lignano o Milano Marittima, un pò di gente e di soprattutto di gioventù fa piacere vederla ogni tanto. Inizia anche il 29 luglio, cominciamo a studiare il percorso per riuscire a vedere tutto senza perdere di vista la dimensione temporale che ultimamente non era particolarmente rilevante. Contiamo i giorni e ci rendiamo conto che il viaggio di ritorno è vicino, troppo vicino. Ci fermiamo a Quimper che è deliziosa visitiamo la cattedrale e le stradine del centro e poi …Spesette! La ceramica da queste parti è specialissima. Merita! Assolutamente! Ammetto, pur non essendo una malata di shopping, entrare in un negozio con la libertà di acquisto mi elettrizza. Si susseguono ora dei caratteristici paesini di pescatori, il più famoso è Pont Aven, dove Gaugain ha soggiornato prima di partire per la Polinesia. E’ molto dolce, e ad ogni passo c’è una galleria di quadri. E’ un’esplosione di colori e di fiori. Il canale che lo attraversa è solcato da piccole barche a vela. Molti turisti vanno e vengono, è brulicante ma ordinata, allegra ma non chiassosa. Per la notte dormiremo a Quimperlè, che offre veramente poco, Anche se il tempo continua a cambiare il nostro viaggio continua ad essere affascinante. Questo modo di viaggiare mi è molto nuovo ma devo dire che mi piace proprio. Dormire nelle case di tanta gente , così diversa per abitudini è un modo interessante per conoscere il mondo. Dopo una cena modesta ed insipida a Ker torniamo a Pont Aven per fare due passi e la scelta è perfetta. E’ un posto chic, c’è bella gente, soprattutto la sera. Il 30 luglio ci dirigiamo verso Carnac , famoso sito megalitico, ma restiamo delusi per la confusione che regna ed allora proseguiamo verso il Quiberon. La Presqu’ile di Quiberon è un posto magico, la Cote Sauvage è meravigliosa. Vale da sola la pena di un viaggio. Non mi vengono parole per descrivere quello che vedo. Bella da togliere il fiato. La natura mi rapisce, il mare che si rifrange violento sugli scogli mi ipnotizza. Mentre A. Dorme io passeggio silenziosa. La mia mente vaga seguendo la corrente. Come un naufrago mi perdo, sono sopraffatta da tanta potenza .



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