Normandia e Bretagna 5

Scoprire la Normandia e la Bretagna vuol dire intraprendere un viaggio nel tempo, sulla terra dove sbarcarono i Vichinghi nel X secolo, venendo a contatto con le loro fiere tradizioni, le loro immense campagne verdi a perdita d’occhio e le loro fitte foreste. Normandia, inoltre, è anche sinonimo di “Sbarco” legato a quel tragico e storico...
 
Partenza il: 01/07/2002
Ritorno il: 20/07/2002
Viaggiatori: in gruppo
Spesa: 1000 €

Concludiamo la tappa giornaliera sostando presso Cap Frehel, promontorio a picco sul mare, dove il vento fa da padrone e da dove si può godere di un panorama fantastico scorgendo, lontane, le isole di Brehat e di Jersey, la più’ grande della Manica. Il giorno dopo ne approfittiamo per effettuare una bella escursione a piedi, costeggiando la scogliera ricca di fiori e considerata oasi naturale. Il nostro itinerario prosegue toccando varie località bretoni e raggiungendo la più settentrionali di esse: Treguier. Questo caratteristico borgo nasce a seguito della fondazione del monastero di Val Trecor, nel VI secolo. Visitiamo la Cattedrale di St. Tugdual, con la sua architettura gotica e la casa dello scrittore J.E. Renau, ricca di reperti e manoscritti. Ci addentriamo nella penisola di Crozon, con la sua alta costa rocciosa che racchiude la baia di Brest e di Douarnenez. Da Brest un traghetto porta i visitatori a Le Conquiet da dove, con dei piccoli battelli, si può arrivare a Ile di Molane, nel bel mezzo di un piccolissimo arcipelago. Da quì, con un po’ di fortuna, si può usufruire del passaggio di un peschereccio che si dirige verso l’Ile D’ouessant. Questo tratto di mare è molto insidioso per via delle forti correnti e del vento costante,, ma vale indubbiamente la pena di vivere questa piccola avventura per visitare la minuscola isola lunga circa 8 km e larga poco più di 4 km, posta all’interno del parco naturale d’Armorique. Gli abitanti dell’isola vivono una vita a parte, dedita all’allevamento degli ovini ed alla pesca, alternata alla coltivazione del grano. Un piccolo angolo di paradiso completamente isolato dalla nostra vita frenetica di tutti i giorni. Riguadagnata la terra ferma, si prosegue attraversando Pointe de Penhir adagiata su di un tavolato alto 70 mt a strapiombo sull’Oceano, da dove si gode do una vista mozzafiato e di una scogliera sempre battuta da un vento struggente. Avvertiamo emozioni forti immersi in una natura altrettanto selvaggia ed imponente.

Passiamo la notte presso il grazioso campeggio di Douarnenez, piccolo villaggio della costa, con un animato porticciolo pieno di piccoli pescherecci dediti alla pesca delle sardine ed aragoste. Svegliandosi presto la mattina, possiamo visitare l’affollato mercato del pesce dove si acquistano delle enormi aragoste e del pesce freschissimo ed invitante. Il giorno dopo ripartiamo alla volta di Pointe Duraz, ossia la punta della Cornovaglia che si tende nell’Oceano, e non ci facciamo sfuggire l’esperienza di toccare il punto più occidentale d’Europa, proprio dove arrivano i violenti spruzzi di un mare in continuo ribollio. L’immancabile faro scruta l’immenso orizzonte e la piccola isola di Sein, mentre un complice sole rosso fuoco, ci regala un tramonto indimenticabile. Tappa d’obbligo a Quimper, capitale della Cornovaglia, dove ci lasciano perdere nelle viuzze del centro storico che ci accoglie con le sue casette perfettamente conservate ed i suoi negozi che offrono meravigliosi lavori in ceramica. Si respira un’aria rinascimentale ed ovunque si ode musica celtica, creando tutt’intorno un’atmosfera da “Hilander”. L’ultima tappa di questo meraviglioso viaggio la effettuiamo visitando l’ampia zona archeologica di Carnac, favorendo dei servizi offerti dall’apposito camping attrezzatissimo. Approfittiamo della visita archeologica per effettuare a piedi gli spostamenti da un sito ad un altro, distanti fra loro alcuni chilometri, e visitiamo, per primo, il lungo allineamento di Menhir di Kerzerho ed il grande monumento circolare Cromelech di Crucuno, che presenta la caratteristica di avere una pesantissima copertura sostenuta da 22 menhir, ricca di incisioni ed usata in antichità come luogo sacro. In ogni caso, il luogo più spettacolare della zona va identificato nei 1099 menhir disposti in 11 file che si trovano a Le Menec. Il mistero avvolge questa disposizione ciclopica e molte sono state le ipotesi degli studiosi che si sono succedute nel tempo, ma mai nessuna è stata confermata ufficialmente, mentre si spazia dall’ipotesi di luogo sacro e tempio a quello di enorme cimitero. Sulla via che ormai volge al termine, non saltiamo la visita alla cittadina di Vannes ricca di fascino e di edifici molto raffinati, unitamente ad una passeggiata nel vicino porto di Séné con le sue abitazioni bretoni costituite da muri bianchi e porte blu.

Ma il tempo è tiranno e dobbiamo, ormai, veramente dirigerci sulla via del ritorno in Italia. Durante il lungo rientro, ci culliamo sui ricordi di tutti quei meravigliosi luoghi che abbiamo visitato e tutte le esperienze vissute immersi in un mondo molto particolare che, ripensandoci bene, a volte sembrava una perfetta trasposizione nella realtà, delle famose pagine fumettistiche di Asterix ed Obelix. Potenza della nostra fantasia o del particolare fascino del mondo Bretone e Normanno ? WWW.DIMENSIONEAVVENTURA.ORG



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