Normandia, Bretagna e Loira in meno di 10 giorni

Gli appunti di viaggio che illustrerò possono essere utili a chi volesse recarsi in questi luoghi pur avendo poco tempo a disposizione. In altre testimonianze scovate in rete avevo letto di persone che hanno magari speso 15 giorni nella sola Bretagna, e voglio quindi precisare che -per ovvi motivi di tempo- il mio viaggio si è snodato solo...
Scritto da: benzo
normandia, bretagna e loira in meno di 10 giorni
Partenza il: 19/08/2007
Ritorno il: 26/08/2007
Viaggiatori: fino a 6

Gli appunti di viaggio che illustrerò possono essere utili a chi volesse recarsi in questi luoghi pur avendo poco tempo a disposizione. In altre testimonianze scovate in rete avevo letto di persone che hanno magari speso 15 giorni nella sola Bretagna, e voglio quindi precisare che -per ovvi motivi di tempo- il mio viaggio si è snodato solo attraverso le località principali delle regioni in oggetto.

NOTE Logistica – Una condizione indispensabile al fine di ottimizzare il tempo nelle visite e negli spostamenti è che il gruppo sia ristretto. Noi eravamo in 4: io, mia moglie Silvia e la nostra coppia di amici Donato e Filomena, e ci siamo mossi ovviamente con un’unica auto. Non possedendone entrambi una “idonea”, da un ufficio Europcar di Torino, dove abitiamo, abbiamo noleggiato una nuovissima Fiat Bravo 1.9multijet la sera del 18 agosto, in modo tale da essere pronti a partire la mattina seguente prima dell’alba.

Hotel – La ricettività è molto buona e mediamente meno cara che in Italia, grazie alla capillare presenza di grosse catene alberghiere. Noi abbiamo cambiato sistemazione ogni giorno, e avevamo prenotato da casa solo 2 destinazioni: la prima notte a Rouen, per non perdere tempo dopo aver percorso 950 km in auto, e a Mont St-Michel temendo l’affollamento del secondo luogo più visitato di Francia. Negli altri posti in ogni caso non abbiamo faticato gran che a trovare le 2 stanze che ci servivano.

Ristoranti – A pranzo ci siamo quasi sempre arrangiati con panini o simili, mentre a cena sceglievamo un ristorantino sulla base dei menu fissi esposti sulle lavagnette. Mediamente con 20 EUR a testa si possono avere 2 portate +dessert, a patto di accontentarsi di “une carafe d’eau” (del rubinetto) come bevanda. Il vino è piuttosto caro, compreso quello “maison” (sfuso della casa), e lo stesso dicasi per l’acqua in bottiglia e per la birra: per una “bionda” da 25cl devi sborsare in media 5 EUR, così io e Don andavamo sovente sul bicchiere da mezzo litro -dove c’era- che in proporzione conviene di più… Clima – Non mi dilungherò sull’argomento -di cui tutti sembrano già sapere- ma devo riportare che l’estate 2007, a detta degli stessi media transalpini, sembra essere stata una delle più piovose per il nord della Francia, con forti perdite per le strutture turistiche. Dal canto nostro non possiamo che sottoscrivere quest’impressione… 1° Giorno – (19/08/2007) Rouen Partiamo da Torino di buon ora (le 5 per l’esattezza) e ci avviamo in direzione Francia lungo la “TO-Bardonecchia” ed attraversando poi il tunnel del Frejus. Quest’ultimo rappresenta una discreta seccatura non solo per il costo (40,3 EUR l’A/R), ma anche perché al suo interno vige un severo limite di 70 km/h che rende eterni i suoi 13 km di lunghezza. Avendo più tempo a disposizione, varrebbe senz’altro la pena uscire a Susa e valicare il colle del Moncenisio; in particolare se la giornata è come quella che sta sorgendo: cielo limpido e montagne a “portata di mano”.

Grazie all’esiguo traffico -e al piedino “pesante” del mio collega Donato- giungiamo in zona-Parigi verso mezzogiorno, e ci sfiora fin l’idea di un panino sotto la tour… ma ci sono ancora 150 km da percorrere, e così ci accontentiamo di un meno poetico autogrill.

A Rouen ci accoglie una fitta pioggia, che, associata alla città semideserta (è domenica), ci trasmette una certa malinconia. Non contribuisce molto a sollevarci neanche la rapidità con cui giungiamo all’hotel che avevamo prenotato dall’Italia: il “Le Morand”, infatti, ha un aspetto piuttosto lugubre e si caratterizza per i legni scricchiolanti e le tappezzerie pesanti. In realtà io l’avevo scelto proprio per quello… Nel senso che di fatto ha sede in una tipica abitazione “a graticcio”, ed è quanto di più tipico si possa desiderare! Smaltite le critiche dei miei compagni di viaggio, ci concediamo un’oretta di relax e poi siamo pronti per uscire. L’hotel è vicinissimo al centro, ma come detto la città (che pure supera ampiamente i 100’000 abitanti) sembra disabitata; anche se ha quasi smesso di piovere non c’è nessuno in giro e le serrande abbassate dei negozi contribuiscono ad accrescere la desolazione del quadro generale. Tra l’altro leggo su queste che la maggior parte sono proprio chiusi per ferie: quindi chi l’ha detto che solo noi Italiani andiamo in vacanza ad agosto?? La città in ogni caso è deliziosa, tutta un fiorire di belle viuzze che si snodano in mezzo ad una moltitudine di case a graticcio. Tra i monumenti spiccano: la cattedrale di Notre-Dame, la chiesa di St-Maclou e il Gros-Horloge; cuore della (flebile) vita è la piazza “du Vieux-Marché”, dove nel maggio del 1431 fu arsa viva Giovanna d’Arco. A lei è dedicata la moderna e discutibile chiesa che vi campeggia al centro, la cui copertura a squame d’ardesia dovrebbe rievocare il mare… Verso le 18 finalmente il centro si anima un po’, e più tardi ceniamo in un ristorante della piazza del mercato; in seguito ci rechiamo di fronte alla facciata della cattedrale, dove ogni sera d’estate ha luogo un affascinante spettacolo di luci e suoni, per nulla intaccato dalla pioggia che ha ripreso a cadere. Ne guardiamo più di un ciclo, rapiti dalla poesia della scena, e poi facciamo ritorno in hotel, vinti dalla stanchezza per il lungo trasferimento.

2° Giorno – (20/08/2007) La costa da Fécamp a Deauville La mattina è ancora uggiosa, ma si comincia con una buona colazione nella scenografica sala del Morand, riconosciuta anche dai miei compagni. Caricata poi l’auto, ci concediamo una rapida occhiata alla vicina Tour Jeanne-d’Arc (che è ciò che rimane del castello dove ebbe luogo il processo all’eroina) e si parte quindi in direzione della costa. Nel giro di un’ora copriamo i 70 km che ci separano da Fécamp, dove ‘facciamo la conoscenza’ delle spiagge a sassi e soprattutto del vento! Le raffiche ti buttano quasi per terra, ma per fortuna non piove: il colpo d’occhio comunque è ammaliante, e camminando tra il fragore delle onde ci riempiamo i polmoni del profumo di mare.



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