New zealand all’avventura

03.03.09 Francoforte (GERMANIA) Comincio tutti i miei diari con la classica frase: “L’avventura ha inizio…” ma stavolta davvero si può parlare di avventura. Per la prima volta decido di partire con un gruppo di avventurosi formato on line che fa capo all’organizzazione “Avventure nel mondo”. E’ una prova che voglio fare! Siamo...
Scritto da: brawler
Viaggiatori: in gruppo

03.03.09 Francoforte (GERMANIA) Comincio tutti i miei diari con la classica frase: “L’avventura ha inizio…” ma stavolta davvero si può parlare di avventura. Per la prima volta decido di partire con un gruppo di avventurosi formato on line che fa capo all’organizzazione “Avventure nel mondo”. E’ una prova che voglio fare! Siamo in nove, molto diversi per età, professioni e provenienza, avrò modo in queste lunghe tre settimane di conoscerli meglio e di presentarli… A bordo di questo Boeing 747 della Korean Air stiamo per decollare alla volta della capitale: Seoul. Che emozione! Peccato che sarà solo un breve pit stop, la nostra destinazione finale è la lontana, misteriosa e affascinante: Nuova Zelanda! 04.03.09 Incheon (COREA DEL SUD) Oggi quattro marzo: compleanno di mio fratello Carlo. Auguri!!! Dopo qualche ora trascorsa a vagare nell’aeroporto di Incheon siamo di nuovo in volo… Altre 10 ore e più… Una cosa che mi ha colpito durante questi due voli con la Korean Air è il loro voler valorizzare la propria cultura, infatti ti offrivano la possibilità di scegliere un menu occidentale o uno tipico coreano con tanto di spiegazioni per la preparazione… Il monitor mostra che abbiamo appena lasciato lo spazio aereo giapponese e siamo rivolti verso l’isola di Guam.

Ogni tanto mi incanto a guardare la mappa digitale proiettata dai nostri schermi: Papua Nuova Guinea, le isole della Micronesia e la mia fantasia si mette in moto… Un paio di ore fa ci son stati dei momenti di panico a bordo. Improvvisamente è cominciato ad uscire del fumo bianco che puzzava di bruciato… Ho scoperto che la paura è davvero contagiosa. Io ero abbastanza tranquillo ma quando la gente ha cominciato ad allarmarsi ho notato come questa agitazione s’è repentinamente spara a macchia d’olio a quasi tutti i passeggeri… Fortunatamente è durata solo una decina di minuti e subito dopo l’allarme è rientrato.

Mia cara Nuova Zelanda, come sei lontana da noi e che fatica per raggiungerti… Mi aspetto grandi cose a questo punto…

05.03.09 Auckland (NUOVA ZELANDA) Mettiamo piede in Oceania! Il continente dove non ero mai stato! Noleggiamo un’auto e un van e, cambio automatico e guida a sinistra mi lancio nelle strade dei kiwi! Seguendo la mappa della città ci perdiamo varie volte e con la guida a sinistra spesso diventava un’impresa seguire le indicazioni… Alloggiamo all’Auckland Lodge, una struttura in legno dall’aspetto britannico/coloniale. Ci son backpackers di tutto il mondo, conosco pure una ragazza di Tahiti, Polinesia Francese e ammirato le chiedo: “Cosa si prova a vivere in paradiso?” Lasciamo gli zaini e corriamo al museo di Auckland. Interessante la parte dedicata ai Maori, la popolazione indigena. La loro storia, la loro arte, i loro utensili… Mi ha colpito la collezione di borse intrecciate con fili di canapa provenienti da tutte le isole dell’Oceania: Marchesi, Salomone, Vanuatu, Kiribati, Fiji ecc. Come sempre mi succede, mentre le ammiravo, immaginavo scheletrici ma forzuti uomini dalle lunghe barbe e dalle parti intime coperte solo da un panno o donne enormi dai colli ornati da ghirlande di fiori che lavoravano placidamente queste borse… Girando per la città notiamo che molti passeggiamo o fanno footing a piedi nudi e quando più tardi curiosamente ne parlo con il panettiere mi risponde candidamente: “Ci piace sentirci completamente free!”.

06.03.09 Taipa (NUOVA ZELANDA) Lasciata Auckland ci dirigiamo verso nord… Tante curve ci portano fino alla Foresta Waipoua, famosa per i “Kauri”, una specie di sequoie. Trekking di mezz’ora fino all’antichissimo albero dal tronco di 14 metri di diametro che si dice abbia 2000 anni.

Duemila anni fa quando in Israele nasceva Gesù, in questo angolo di mondo germogliava una piantina… Dopo tanto peregrinare finalmente raggiungiamo la nostra meta: Kaitaia. L’ostello è carino, immerso nel verde con una grandissima o fornita cucina ma decidiamo di mangiare fuori, al “Sea Dragon”! Fish and chips per me! In serata trascino il gruppo in un luna park, mi aspettavo uno dei classici americani con i chioschetti di hot dog o zucchero filato invece era molto scarno, del resto che potevo aspettarmi da un paesino dimenticato pure dalle mappe?

07.03.09 Kerikeri (NUOVA ZELANDA) Il faro di Cape Reinga è molto suggestivo, oltre a segnare il capolinea Nord della Nuova Zelanda, è emozionante perché è il punto d’incontro del Mare di Tasmania con l’Oceano Pacifico. Mi ha impressionato vedere quelle onde che si infrangevano in altre provenienti dal lato opposto. Che meraviglia è la natura! Alle dune di sabbia di “Te Paki”, incontriamo un gruppo di ragazzi/e londinesi che si lanciavano dalla cima con dei piccoli surf e sfrecciavano su queste montagne sabbiose… E’ stato divertente scalarle e poi guadare il fiumiciattolo a piedi nudi per ritornare alle nostre auto.

Il resto della giornata è trascorso a macinare km e km in questa immensa macchia verde, al termine della giornata il contachilometri mi informerà che ho guidato per 350 km! Le ragazze cucinano, preparano la grande cena; Paolino si doccia; Mimmo controlla la posta elettronica; Bruno leggicchia “Classic Kiwiana” trovato in ostello ed io mi godo rilassato questi momenti indimenticabili! L’ostello che ci ospita per questa notte: “Farm Hotel” è molto particolare, tutto in parquet, è una vera e propria casa, cucina, salottino e qualche stanza per i visitatori. Gestito da una coppietta di tedeschi che “approdarono” qui un annetto fa in viaggio, avranno la nostra età, e da allora lo gestiscono per conto del proprietario..

08.03.09 Whitianga (NUOVA ZELANDA) Stamattina da Paihia ci siamo imbarcati verso un’isoletta dal nome impossibile: “Urupukapuka”.

Passeggiare su quei prati erbosi con i pascoli di pecore che ti fanno da cornice e con sullo sfondo la pittoresca Bay of Island, la baia delle cento isole all’estremo nord del Paese, dove nel XIV secolo approdarono i primi Maori. Arrivarono dalla Polinesia, a bordo di sottili canoe con i bilancieri, guidati dal navigatore Kupe, che battezzò la Nuova Zelanda “Aoteratoa”, l’isola della grande nuvola bianca.

Gli alberi scolari che non si fanno mai abbracciare ma che ti offrono riparo sia dal sole che dalla pioggia oltre che riposo dopo la scalata della collina… Whitianga è davvero deserta… Persino trovare un posticino per la nostra cena è stato arduo e alla fine ci fermiamo in un ristorantino thai.



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