New York, love at first sight… o quasi

Una settimana alla scoperta della città che non dorme mai
Scritto da: mariapaola79
new york, love at first sight... o quasi
Partenza il: 27/04/2013
Ritorno il: 04/05/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Con estremo ritardo rispetto alla data effettiva del viaggio metto finalmente mano al mio diario sulla Grande Mela! Lo ammetto, New York nella sua spettacolarità mi ha inizialmente spiazzato, mi ci sono voluti un paio di mesi per digerirla, assimilarla ed innamorarmene! Non era la mia prima volta negli States e nemmeno la mia prima metropoli ma i primi gg mi sono sentita totalmente spiazzata, nonostante a detta di tutti sia una città facilissima nella quale orientarsi e muoversi. Non riuscivo a dominare la città’, era la città che dominava me….e questa sensazione era fortemente irritante. A distanza di tempo posso comunque affermare che New York e’ unica ed è’ da vedere almeno una volta nella vita, anche se una settimana e’ davvero troppo poco rispetto a tutto quello che la citta’ ha da offrire…ma andiamo con ordine.

Partiamo il 27 Aprile 2013 alle ore 12 da Milano Malpensa con volo diretto Alitalia. Il biglietto era stato acquistato direttamente sul sito della compagnia aerea a Dicembre al prezzo di € 600 a persona. Ricordatevi di registrarvi almeno 48 ore prima della partenza al sito della ESTA per ricevere l’autorizzazione all’espatrio. Alle 15 ora locale atterriamo a JFK. Dopo circa 50 minuti di attesa per passare il banco della immigrazione riusciamo a recuperare i bagagli. Esistono varie alternative che permettono di raggiungere il centro della citta’ con i mezzi pubblici ma noi abbiamo preferito la soluzione più comoda; Con un taxi, alla tariffa fissa di $65, raggiungiamo il nostro Hotel, The Mave, localizzato al 62 di Madison Avenue, prenotato anche questo direttamente su internet. Ancora non mi sembra vero….sono a NEW YORK! Avevo letto sui vari diari che le stanze degli hotel a New York non si distinguono per ampiezza ma la nostra e’ veramente microscopica! Cmq l’hotel sembra pulito e posizionato in una zona strategica, a 2 isolati dal Madison Square Park (zona Flat Iron) più che altro non so dove faremo stare tutti i nostri acquisti….perché’ da domani, già’ lo so, inizieranno a moltiplicarsi a dismisura. Dopo una veloce rinfrescata usciamo subito a perlustrare la zona. La stanchezza del viaggio e il jet-lag iniziano a farsi sentire ma l’entusiasmo e’ tale che non permette soste. Imbocchiamo la famosa 5th Strada e subito davanti ai nostri occhi si erge in lontananza l’imponente Empire State Building. Fa un certo effetto vedere con i propri occhi uno dei simboli piu famosi della citta’. Passiamo davanti alla Public Library, in mezzo a Bryant Park fino a raggiungere Times Square: un esplosione di luci, colori e persone…ci sono persino i Puffi! Da capogiro! Ecco come si presenta New York: un mix ben calibrato di caos, suoni, luci, colori, profumi e gente….tanta tantissima gente! Non riesco a smettere di guardare all’insù’.

Per cena ci rechiamo da Bubba Gump, liberamente ispirato al film “Forrest Gump”. Il ristorante si affaccia proprio su Times Square, seduti al nostro tavolo continuiamo a seguire con lo sguardo l’incessante brulicare delle persone che transitano per la piazza e rimaniamo abbagliati dai molteplici cartelloni pubblicitari che costeggiano le strade. La cena e’ da leccarsi le dita! La specialità’ della casa sono i gamberi, cucinati in mille modi e con mille salse. Ordiniamo Shrimp New Orleans, gamberi in pastella da intingere in una salsina agrodolce leggermente piccante e Coconut Shrimp, gamberi fritti con pane tostato accompagnati da una deliziosa salsa al cocco. Sempre a piedi facciamo rientro in Hotel.

Domenica 28 Aprile

Questa mattina ci aspetta il Tour di Harlem con messa Gospel, prenotato dall’Italia tramite il sito www.cityexperts.com, al costo di $ 118 per due persone.Veloce colazione in Hotel (tra l’altro l’unica di tutta la vacanza) e via che si parte. Sono le 8 di domenica mattina e la città’ dorme ancora, per strada quasi non ci sono macchine, solo i netturbini e qualche sportivo in compagnia del proprio cane. In confronto a ieri sera sembra un altro mondo! Attraversiamo Madison Square Park, popolato da simpaticissimi scoiattolini con cui stringero’ amicizia nei giorni successivi. Raggiungiamo a piedi il punto di ritrovo del tour e alle 9 puntualissimi partiamo in compagnia della nostra guida Anthony, un italo-americano originario del Bronx la cui mamma e’ di Frosinone. Come nei telefilm! È’ molto bravo: chiaro, preparato e simpatico. Con il pullman costeggiamo Central Park e Anthony ci illustra gli appartamenti di alcuni personaggi famosi: Sting, Robert de Niro, Bruce Willis, Danzel Washington, ect. Non deve essere male alzarsi la mattina con vista su Central Park e magari avere anche la possibilita’ di farci una passeggiata. In effetti al momento e’ gremito…chi corre, chi passeggia, chi legge comodamente un libro su di una panchina, chi prende il sole. È’ un parco stupendo ma avremo modo di visitarlo con calma e per nostro conto nel pomeriggio. Breve sosta davanti l’Aphollo Theatre, il teatro più’ antico di New York. Al mercoledì sera si esibiscono artisti dilettanti che inscenano uno spettacolo stile “La Corrida”. I più bravi e talentuosi potrebbero anche diventare famosi, dopo tutto in questo teatro da ragazzino si esibì pure Michael Jackson. Le saracinesche dei negozi di fronti al teatro, ancora chiusi, sono decorate da graffiti e murales veramente belli. Tutte da fotografare! La visita prosegue fino alla Sugar Hill, la collina di zucchero, così nominata per la tranquillità della zona. Su questa collina si erge la casa più’ antica di New York fatta costruire nel 1765 da un colonnello inglese. Proseguiamo verso il Bronx, dove si trova la chiesa nella quale assistiamo alla messa Gospel. Purtroppo prima di entrare ci avvisano dell’ impossibilita’ di fare foto durante la funzione, in quanto dobbiamo rispettare il loro momento di preghiera; mi sembra corretto anche se qualche fotina l’avrei scattata più che volentieri. La messa si rivela coinvolgente ed emozionante proprio come mi aspettavo. La comunità’ ci accoglie calorosamente, ci stringono la mano dandoci il benvenuto. La messa e’ prevalentemente cantata. Il coro maschile si alterna a quello femminile, tutti i presenti partecipano attivamente ai canti e alle preghiere. L’ enfasi di alcuni personaggi e’ notevole e a tratti ci fa sorridere. Il loro entusiasmo e’ talmente coinvolgente che senza rendercene conto iniziamo anche noi a cantare seguendo i testi delle canzoni su di uno schermo posto sopra l’altare.La messa e’ molto diversa dalle nostre, molto più allegra, coinvolgente e sinceramente sentita da parte di tutti. Ci consigliano però di uscire prima dell’ inizio della predica perché’ potrebbe durare anche piu’ di un ora ed è’ vietatissimo andarsene prima che sia terminata, per loro sarebbe un gesto irrispettoso. Usciamo sulle note di “When the Saints Go Marchin’In” tutti ci sorridono, ci stringono la mano, ci augurano una buona permanenza e ci invitano a tornare presto a trovarli….magari! Il tour e’ terminato. Lo consiglio anche solo per la messa Gospel. In alternativa si può andare da soli in alcune chiese di Harlem aperte ai turisti ma occorre mettersi in fila molte ore prima della cerimonia, con il rischio di non riuscire poi ad entrare. Da quanto avevo letto ti fanno accomodare in zone riservate ai turisti mentre noi eravamo seduti in mezzo a loro e di conseguenza l’atmosfera e’ sicuramente più coinvolgente. Ci facciamo lasciare dal pullman a Columbus Circus, così siamo comodi a visitare Central Park ma prima pranzo! Scegliamo il Whole Food Marketing, un enorme supermercato proprio su Columbus Circus dove si trovano un sacco di prelibatezze Take Away. La scelta ricade su riso con pollo Masala e due zuppette calde ( una di pollo, l’altra di pomodoro) ma si trova veramente di tutto, dalla classica insalata a piatti più elaborati e conditi. Con il nostro cestino ci piazziamo al tavolino di un Pub localizzato di fianco al supermercato e ci gustiamo il nostro pranzo; devo dire che gli americani per questo genere di cose sono super organizzati. Ci dirigiamo poi verso Central Park dove trascorriamo l’intero pomeriggio. È’ enorme! Un vero e proprio polmone verde nel cuore della città’. Passeggiamo tranquillamente per le stradine pedonali del parco, si perché poi ci sono le corsie riversate alle bici, ai podisti e ai taxi! È’ domenica e il parco e’ stato letteralmente preso d’assalto: chi prende il sole, chi corre, chi passeggia, chi legge, chi ha organizzato un pic-nic, chi gioca a baseball, chi dipinge…chi semplicemente si rilassa! Sembra di essere in un film. Verso sera assistiamo ad uno spettacolo di break dance improvvisato da alcuni ragazzi di colore presso la Bethesa Fountain. In pochi minuti attirano un folto pubblico che assiste divertito alle loro performance. Usciti da Central Park facciamo un giro dal mitico FAO Schwartz, il famoso negozio di giochi localizzato proprio all’uscita del parco, all’angolo con la 5th Avenue e la 59 strada. Non potevo non provare a suonare il piano come il protagonista di “Big”, uno dei primi film di Tom Hanks! È’ sempre bello tornare bambini. Scendiamo lungo la 5th st. puntellata da tantissimi negozi noti e meno noti, tra cui Tiffany e Abercrombie, dove torneremo con più calma nei prossimi giorni. Veloce rientro in Hotel per poi andare a cena da Wildwood, poco lontano dall’hotel, per la precisione su Park Avenue all’altezza della 18th strada, per un classico ed intramontabile Hamburger americano.

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Grand Central Station

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Rockfeller Center

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High Line

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New York by night

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Hot Dog

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Cyclone

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Dumbo

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Lava vetri

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Ground Zero

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Central Park

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MOMA

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Freedom Tower

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Scoiattolino di Madison Square Park

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Columbus Avenue

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Harlem

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Grand Central Station

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Eataly

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Yellow Cab

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Times Square

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Il cielo di New York

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Central Park

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Empire State Building

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Yankees Stadium



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