New york 3

26 Dicembre 2003 Sono trascorse da poco le 7,30 e siamo davanti al banco Alitalia : la nostra destinazione è New York. Il volo è tranquillo e atteriamo al JFK alle 13,30 ora locale; ritiriamo i bagagli , eseguiamo le formalità per l’ingresso negli Stati Uniti e ci dirigiamo alla stazione dei taxi. Percorriamo grandi arterie stradali dalle...
Scritto da: marco-monottoli
new york 3
Partenza il: 26/12/2003
Ritorno il: 03/01/2004
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

26 Dicembre 2003 Sono trascorse da poco le 7,30 e siamo davanti al banco Alitalia : la nostra destinazione è New York.

Il volo è tranquillo e atteriamo al JFK alle 13,30 ora locale; ritiriamo i bagagli , eseguiamo le formalità per l’ingresso negli Stati Uniti e ci dirigiamo alla stazione dei taxi.

Percorriamo grandi arterie stradali dalle quali vediamo piccole case di legno più o meno tutte uguali e gli squadrati edifici di terracotta e mattoni, bassi e sporchi, sormontati da grandi insegne luminose che pubblicizzano qualsiasi cosa: stiamo percorrendo il Queens, l’esteso ed irregolare sobborgo di New York dove vivono vari gruppi etnici, il distretto popolato da immigrati di diversa nazionalità, caratterizzato da un misto di zone commerciali e residenziali che offre diverse attrattive fra cui il Museum of Modern Art.

Continuiamo l’avvicinamento a Manhattan e costeggiamo l’aeroporto La Guardia a Nord di Long Island: sullo sfondo, a destra, cominciamo ad intravedere grandi ponti e la baia che separa Long Island dal Bronx e, a sinistra, scorgiamo i grattacieli della Big Apple.

Oltrepassiamo l’East River attraverso il Triborough Bridge al termine del quale, tra decine di svincoli, prendiamo la Franklin D. Roosevelt Drive dove svoltiamo sulla 65th tagliando le grandi vie che corrono longitudinalmente lungo tutta Manhattan: entriamo nella 65th str.Transverse di Central Park fra piccole colline, laghetti e i grattaceli di Central Park South. Percorriamo per un tratto la 7th, dove notiamo il tipico edificio in terracotta e mattoni in stile Rinascimento italiano della Carnegie Hall, la prima grande sala da concerti di New York. I sobri addobbi natalizi e le sfavillanti vetrine dei negozi rendono le strade eleganti ed orgogliose, semplici e dignitose nonostante il grande traffico, la moltitudine di gente e le molte limousine che vediamo transitare.

Entriamo nella 56th ed il taxi si ferma all’entrata de Le Parker Meridien, il nostro albergo.

Siamo un po stanchi ma abbiamo voglia di uscire alla scoperta di questa metropoli, grande, imponente, alta, elegante e scintillante.

Dall’uscita del Meridien sulla 57th.,ci dirigiamo verso la 5 Avenue., ed entriamo immediatamente da Tiffany con gli splendidi e sfarzosi addobbi natalizi. Le grandi ascensori portano curiosi ed acquirenti ai diversi piani ed ovviamente anche noi saliamo: “face on the door” è l’ordine che il liftman impartisce agli occupanti che, diligentemente, lo eseguono. Dieci piani di gioielli per tutti i gusti e per tutte le tasche, oggetti classici e moderni, oro argento e pietre preziose, ma non solo…Ci sono le penne, le borsette, i piatti, i profumi, le saponette…Non resistiamo e usciamo con la shopper contenente la scatolina azzurra ben infiocchettata: non male per essere appena arrivati !! Continuiamo la nostra passaggiata sulla 5Av.: entriamo da Takashimaya uno store giapponese che vende articoli per la casa, biancheria, prodotti di bellezza, borse e articoli antichi oltre a diverse qualità di tea.

Siamo un po stanchi e decidiamo di andare a cena: ci fermiamo sulla 57th da Shelly’s una steakhause vicina al nostro albergo…Ceniamo sforzandoci di tenere gli occhi aperti.

Anche se a malincuore, decidiamo di andare in albergo per una sana dormita: domani si comincia il tour e la stanchezza va lasciata a casa.

27 Dicembre 2003 …Primo giorno newyorkese e, come da programma, ci incamminiamo verso il Guggenheim Museum sulla Fifth Avenue di fronte al Jackie Onassis Reservoir a Central Park.

Prima di arrivare, facciamo una sosta al Plaza Hotel, l’albergo più lussuoso della città che, con la sua struttura in ghisa di 18 piani, ricorda un castello rinascimentale francese. La Palm court ha ancora pareti ricoperte di specchi e colonne con incisioni italiane raffiguranti le quattro stagioni: recentemente restaurato è ritornato ai vecchi splendori rispettandone le caratteristiche originali. All’uscita le carrozze si mischiano alle lunghissime limousine parcheggiate sulla Grand Army Plaza. Proseguiamo verso il Museo attraverso Central Park da dove usciremo all’altezza del Central Park Zoo Arsenal, riprendendo la Fifth Avenue. Una piccola sosta per il caffè che sorseggiamo camminando, imitando timidamente e un po impacciati gli americani, facendo soprattutto attenzione a non rovesciarlo.

Fiancheggiamo il Metropolitan Museum e poco dopo eccoci al Guggenheim Museum, progettato da Frank Lloyd Wright che, con la sua riconoscibilissima forma a spirale, è stato paragonato ad una grande conchiglia bianca. Mentre si cammina lungo la rampa a spirale che scende dalla cupola e si entra nella Small Rotunda, si possono ammirare moltissime opere di artisti del XIX e XX secolo: da Kandinsky a Chagall, Cezanne, Picasso, Degas e Van Gogh oltre a diverse mostre speciali come quella dedicata a Federico Fellini .

Terminata la visita al museo e dopo aver acquistato qualche libro, ci dirigiamo verso la Medison Av. Per un pomeriggio dedicato allo shopping. Gli articoli più venduti in questa zona esclusiva sono pezzi d’arte e antichità, abiti firmati e scarpe, articoli per la casa; anche le traverse alberate della Medison sono degne di nota per le eleganti e lussuose dimore che vi si affacciano.

Ci fermiamo da Dean & Deluca a consumare il nostro lunch alla maniera americana…Insalatona e caffè. Dean & Deluca è un negozio, con diversi punti in città, di generi alimentari, gastronomia, pasticceria e bakery oltre ad articoli per la casa: un luogo raffinato ed elegante equesto è dimostrato anche dai prezzi che vengono praticati e dalle persone che lo frequentano. Finito il nostro frugale lunch continuiamo la nostra visita lungo la Medison a caccia di occasioni: ci fermiamo in diversi stores tra cui Barney’s , Banana Republic, Armani e Crate & Barrel.

Le illuminazioni delle strade e le luci delle vetrine ci avvisano che è quasi ora di rientrare in albergo: stasera andiamo a cena a Soho in un ristorantino Thai, L’Eat Rice sulla Spring, consumando ottimi nudols accompagnati da Singa.

Dopo cena giriamo a piedi per le vie di questo quartiere ed andiamo in uno dei più frequentati bar di Chelsea l’XL: ascoltiamo un po di musica, beviamo qualcosa ed osserviamo le persone. 28 Dicembre 2003 E’ domenica e si va ad Harlem ad assistere ad una funzione religiosa con cori gospel.



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