Nepal, India & Kashmir: tutto da solo, ma in mezzo alla gente

Nepal, India e Kashmir in completa solitaria, ma in mezzo alla gente!
 

Be mi conferma che qui si sposano molto presto ed è raro trovare una ragazza a 20 anni non sposata, tant’è vero che lui che ha 28 anni desta molta curiosità per il fatto di non esserlo ed infatti riceve varie lettere di invito al matrimonio da parte delle ragazze, ma lui non può neanche fidanzarsi perché non ha soldi e non può mantenere una famiglia. Proseguiamo per Gokarna, Kopan, Bodnath con il suo grande stupa buddista che domina l’orizzonte e conserva una grande importanza in quanto nelle sue vicinanze sorgono vari gompas tibetani, come Pashupatinath senza visitarlo all’interno ritenendo oneroso 1000Nrp. La giornata termina col la visita al tempio Swayambhunath ovvero il tempio delle scimmie che ho trovato carino con il grande stupa.

Da qui una passeggiata a piedi fino a Tamel in cui acquisto in extremis un biglietto del bus per Dumre riuscendo a trovare solo posto in cabina driver per le numerose richieste dovute al rientro della grande folla venuta a Kathmandu nei giorni precedenti in occasione delle feste. Saluto definitivamente Be, lo ringrazio e via con minibus fino a Patan.

Il terzo giorno lascio Patan per trasferirmi a Tamel dove passerò l’ultimo giorno e da cui posso facilmente prendere il bus per Dumre il giorno dopo. Raggiungo il centro tramite minibus e dopo essermi sistemato in g.h. corro a Baktapur per allontanarmi dal caos. La distanza da Tamel è circa 12km fattibili con bus locale; una volta arrivato pranzo e visito il centro storico. Direi che l’ho trovata come veniva descritta, ovvero come un centro tranquillo molto antico con una piazza molto bella che sembra una piccola Durbar square. Girare per quelle stradine ci si sente portati indietro nel tempo di un secolo; si può apprezzare lo stile delle costruzioni abitative, le attività artigianali locali, i vari negozi e la tranquillità assoluta. Dopo aver girato per qualche ora decido di visitare un tempio Hindu in cima ad una collina a 7 km da Baktapur. Mi incammino ma in caldo è notevole per cui decido di fare l’autostop ad una macchina che mi accompagna fin quasi al tempio e l’ultimo pezzo lo faccio in sella ad una moto che passava di lì.

Il tempio Changu Narayan è molto suggestivo e vale la pena vederlo. Io ho assistito dopo l’apertura di una porta tenuta chiusa da un sistema molto particolare, alla benedizione data da un religioso ai fedeli che lo richiedevano secondo il rito Hindu. Intanto mi incammino lungo la strada per ritornare a Baktapur e mentre pensavo a chi chiedere un passaggio, vedo avvicinarsi una moto con 3 ragazzi a bordo. Inizialmente ritengo improbabile che mi possano caricare ma faccio lo stesso segno che volevo un passaggio; la moto inchioda e mi sento dire ”go go”, salto su e arriviamo in paese col lo stupore di tutti quelli che ci vedono scorrazzare in quattro su una moto. Al ritorno a Tamel vado subito a visitare l’ultima parte che mi mancava prevista dal mio programma: Durbar Square. Per arrivarci seguo le indicazioni datemi dai passanti che troppo spesso sono contradittorie e sono costretto, pertanto, a chiedere di continuo fino a incontrare un ragazzo che andava in quella direzione senza più sbagliare. Debbo dire che la Durbar di Patan l’ho trovata molto più deliziosa e affascinante della Durbar di Kathmandu che mi appare poco curata e sporcata dalle eiezioni dei  numerosi piccioni che la soggiornano, comunque merita una visita.

1 ottobre – Bandipur

Parto da Kathmandu alle 7.00 del mattino con bus turistico. Vi sono una miriade di bus in sosta pronti per partire e per trovare quello giusto bisogna chiedere agli autisti. E’ giorno di rientro per numerosi nepalesi che sono arrivati nella valle per le feste e che ora ritornano; c’è un traffico impazzito e per uscire dalla città occorre più di un’ora. Lungo la strada incrociamo gip, moto, auto private e bus che portano le caprette nepalesi sul tetto. Arriviamo a Dumre e velocemente prendo un bus locale per Bandipur. Quando questo comincia ad essere pieno, i ragazzi salgono sul tetto per trovare posto e quando arriviamo in paese è tutta una festa con applausi per quelli che stavano sul tetto del bus. Mi fermo alla prima g.h. che incontro che per 200Nrp mi da una stanza; lascio i bagagli, mangio qualcosa e subito mi avvio lungo il sentiero che conduce a Ramkot. Ci vuole proprio, dopo tanto inquinamento finalmente aria fresca e pura per disintossicarsi.

È molto bello questo sentiero per godersi un po’ di pace e tranquillità. Durante il trekking incontro tante persone che fanno ritorno a Ramkot dopo il giorno di festa con donne che vestono costumi tradizionali e c’è una ragazza che addirittura cammina scalza; le persone sono molto cordiali e si fa presto a fare amicizia. Ormai il sole comincia a scendere e decido di tornare indietro per visitare il paese. Devo dire che il centro è molto carino con la presenza di vari locali e si respira un’aria di calma; faccio conoscenza con una ragazza locale che è seduta su un muretto a godersi il panorama e il colloquio va avanti per molto tempo.

Il suo nome significa “luna piena” e quando mi domanda il significato del mio non so proprio cosa rispondere; mi chiede il livello di civilizzazione del nostro continente e si vede che sotto sotto soffre per la situazione di arretratezza che vive e ne è cosciente essendo studentessa e mi parla anche dell’opera Romeo & Giulietta . Faccio un bel giro per il centro e incontro un gruppo di ragazzi che si stanno dirigendo verso la fontana Tindhara, mi coinvolgono e uno di loro, il leader, mi parla dell’Italia, del Sic (Simoncelli della motoGP), molto divertenti. La giornata finisce a Bandipur, è stato breve ma molto bello.

2/3 ottobre – Pokhara

Mi alzo presto per fare un ultimo giro per Bandipur e arrivo al muretto dove avevo conosciuto “luna piena”, fisso un ultimo sguardo su quel belvedere e tornando indietro incontro proprio lei davanti a casa sua: la saluto e vado via. Cerco il bus per Dumre, ma quel giorno è festa e mi dicono che non ce ne sono per cui prendo un auto privata insieme ad altre persone; da lì autobus locale fino a Pokhara. Mi trasferisco nella zona Lakeside dove trovo il mio hotel già prenotato e subito affitto una bici per scarrozzare per la città.

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