Nepal classico

Kathmandu, Pokhara e parco Chitwan
Scritto da: matto-taccola
nepal classico
Partenza il: 08/03/2016
Ritorno il: 19/03/2016
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Volo con Omanair, puntuale, comodo, buon cibo a bordo. Prezzo 600 € circa inclusa assicurazione medica. Visto ingresso in Nepal: 25 $ tutto all’arrivo e senza troppi problemi. Visito fondamentalmente 3 zone, le più frequentate ma anche diverse tra loro:

Kathmandu, Pokhara e il parco Chitwan. Nessun trekking di più giorni.

Kathmandu

Premetto che non ho insistito molto col cercare immagini del prima terremoto per fare troppi paragoni col presente quindi mi limito a descrivere le impressioni provate e quello che ho visto. La vita fatta di mercati all’aperto, venditori per strada, clacson continui e motorini che sfrecciano a pochi cm da dove cammini continua e mi affascina sempre molto. Numerose sono le piazze permeate di atmosfera ricca di devoti indù e buddisti, incensi e tempietti ad ogni angolo soprattutto quelle più piccole appena a sud della caotica Thamel. Durbar square è forse il luogo dove è ancora molto evidente il disastro dello scorso anno. Le macerie sono ancora visibili e molti templi sono crollati. Quelli rimasti sono puntellati ma il tutto è abbastanza trascurato e i lavori non ripartono. Prezzo della visita 1000 rupie (al cambio circa 8.60 €). In 2 settimane è stato il sito che mi ha più deluso.

Al contrario il tempio delle scimmie, Swayambhunath, raggiungibile in mezz’ora dal centro a piedi è ben conservato, da cui si gode una bella vista sulla città. Consiglio anche Pashupatinath, luogo di cremazione indù e luogo d’incontro di molti sadhu; proseguite poi il cammino dalle parte opposta del fiume, una collina ricca di decine templi e alberi secolari. Se avete tempo e siete buoni camminatori potete spingervi fino a Bodnath (grande stupa buddista) a piedi. La parte sommitale purtroppo è mancante ma stanno provvedendo a risistemarla. Per un occidentale potrebbe essere un lavoro anche “veloce” ma non saprei quantificare i mesi necessari al completo ripristino. Devo però ammettere che l’atmosfera che si serpira è molto rilassata e piacevole; centinaia di fedeli accendono le piccole candele di burro e percorrono incessantemente in senso orario il percorso attorno allo stupa mentre decine di bancarelle decorano il tutto offrendo centinaia di collane e ciondoli. Molta tranquillità e molti sorrisi.

Tra i paesi circostanti consiglio Baktapur. L’architettura cambia decisamente e a mio avviso la cifra di ingresso di 1500 rupie è onesta. C’è molto da vedere e fotografare; indubbiamente la piazza principale ha subito conseguenze e in alcune zone le macerie si accatastano ancora oggi ma vedo il “bicchiere mezzo pieno” e la vita dei vicoli con donne che lavano i bambini in strada o che calano secchi nei pozzi svela una lato del nepal che non sospettavo. Bambini giocano in strada e non mancano templi intatti (anche storici da cartolina) in più punti della città. Vi passo la giornata intera scoprendo angoli inconsueti senza correre e constato come i turisti presenti ahimè non siano molti. Forse il periodo migliore è novembre-dicembre ma al momento della mia visita la temperatura è sui 25° e molti bar ristoranti sono vuoti.

Non visito Patan ma opto per un giro nei paesi rurali a circa un ora e mezza da Kathmandu. Da Nagarkot sono possibili escursioni dove si attraversano piccoli villaggi rurali. Un cammino di 4 ore vi farà respirare aria sicuramente migliore di quella soffocante della capitale.

Ci tengo a sottolineare che la foschia e un forte inquinamento penso sia la normalità da questo mese in poi. La temperatura è buona ed è assolato, la stagione del monsone arriva a giugno ma la polvere da marzo gradatamente aumenta e molti indossano una mascherina che sinceramente consiglio anche io!

Pokhara Paesino turistico a circa 8 ore di bus e sicuramente meno caotico di Kathmandu. Il panorama sulla catena dell’Annapurna è fantastico e le giornate limpide in questa stagione non mancano così come qualche temporale pomeridiano. Da qui partono lunghi trekking e ogni hotel propone spostamenti anche su misura. Solitamente quelli di 2 o 3 giorni toccano paesi raggiungibili anche con bus mentre da 4 giorni in su ci si addentra nell’area protetta. In tal caso ricordatevi che è prevista una tassa e che i controlli sono frequenti. La guida e i portatori non sono obbligatori e potete trovare molte carte e ogni tipo di negozio che fornisce l’abbigliamento adatto. Personalmente penso che la guida possa essere anche una piacevole compagnia. Valutate bene che sia davvero esperta. I costi si aggirano sui 20 $ al giorno.

Anche qui visitate i villaggi vicini: in un paio d’ore sarete immersi nella vita rurale tra buoi che trainano aratri e uomini e donne che raccolgono cereali o fanno seccare al sole qualche spezia.

Tendenzialmente in ogni paese preferisco camminare ma sappiate che le numerose agenzie del paese offrono ogni tipo di sport associato alla montagna: torrentismo, rafting e parapendio vanno per la maggiore e come sempre una buona agenzia può fare la differenza. Avete tutto il diritto di chiedere in più posti e non dare ascolto a quello che viene proposto nel vostro hotel venduto come il prodotto migliore…

Parco chitwan Spostamento in bus come il viaggio precedente. Difficile quantificare in partenza la durata (6 ore circa). Spesso, finché il bus non è pieno non parte e le continue pause possono allungare di molto il viaggio (anche di un’ora). Il panorama a mio avviso merita nonostante gli eterni lavori in corso per cercare di sistemare la carreggiata troppo stretta e troppo trafficata. Si attraversano paesi in mezzo alle montagne e si percorre il lungo fianco di una valle fino a raggiungere il confine con l’India. Il fiume sottostante potrebbe dar fastidio a chi soffre di vertigini ma è suggestivo…

Il paese di Sauraha, capolinea del bus, si trova appena fuori dal parco. Ottima soluzione più economica rispetto ai lodge all’interno del parco. In mezzo alla polvere e tra le risaie gli hotel sono troppo numerosi rispetto ai pochi turisti e i ristoranti offrono lunghi menu a cui va tolta almeno metà della scelta. La corrente va e viene come il wi fi (molto scarso). A meno che vogliate addentrarvi nel parco per giorni alla ricerca della tigre una giornata ben organizzata è sufficiente per avvistare una discreta quantità di animali selvaggi e attraversare gli habitat che compongono il parco. Canoa per birdwatching, passeggiata nella foresta e jungle safari. Il terzo ovviamente è il più completo e le probabilità di avvistare animali è buona: si vedono con facilità rinoceronti (talvolta a pochi metri dal paese stesso), coccodrilli, orsi, cervi, iguane e molti uccelli insoliti. Della tigre si vedono solo tracce, impronte a terra e segni di artigli sui tronchi!



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