Nel Sud-est asiatico tra mare, templi e città

Dai templi di Angkor alle spiagge di Bali, passando per Kuala Lumpur
Scritto da: fabio-pinelli
nel sud-est asiatico tra mare, templi e città
Partenza il: 09/08/2017
Ritorno il: 22/08/2017
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

INTRO

Metà maggio. Il dado è tratto, la meta estiva anche: templi di Angkor + Bali. Itinerario insolito per viaggi brevi nel sud-est asiatico. Prenotiamo volo multitratta Emirates Venezia-Bangkok Kuala Lumpur-Venezia a 680€ pp (per persona). La soluzione con stop a KL ci viene a costare meno rispetto l’eventuale a/r da Bangkok; inoltre il modo più economico per trasferirsi da Siem Reap a Bali richiede il passaggio dalla capitale malese. Poco male, anzi, non ci siamo mai stati quindi ne approfitteremo per una visita.

DAY 0 – MER 09/08/17 e GIO 10/08/17

Quattro viaggiatori al via: Fabio e Claudia zaino in spalla, Giovanni e Chiara valigia in mano. Per raggiungere la prima meta, Siem Reap, l’itinerario è il seguente: Venezia – Dubai (6h) / Dubai – Bangkok (6h) / Bangkok – Siem Reap (1h scarsa con Bangkok Airways). Insomma, una passeggiata di salute. Partiti alle 15.30 ora italiana, arrivati alle 20 circa in Cambogia. Contare le ore di viaggio, tra un fuso e l’altro, è superfluo e un po’ complicato onestamente.

All’immigrazione cambogiana, organizzata come una catena di montaggio, paghiamo i 30 $ per il visto temporaneo (+2 $ di “multa” se non avete con voi una fototessera); recuperiamo le valigie/zaini e ci dirigiamo agli arrivi. Qui, scena fantastica che purtroppo non ho avuto la prontezza di riflessi di fotografare: bolgia mai vista di drivers che sventolano cartello indicante nome del turista da prelevare. Nonostante non avessi gli occhiali da vista, individuo quasi subito la scritta “FABIO”. Ok quello è il nostro uomo.

La mezz’oretta di tragitto in tuk-tuk, sotto una leggera pioggerella, ci offre subito uno spaccato della rurale vita cambogiana. Raggiungiamo il Central Indochine D’Angkor Hotel, un’onesta guesthouse in Makara Street. In fase check-in prenotiamo direttamente i tour per i 2 giorni seguenti che dedicheremo alla visita dei templi di Angkor. Decideremo in seguito cosa fare il terzo giorno. Optiamo per il Large Circuit il giorno 1 e per lo Small Circuit il giorno 2. I tour organizzati tramite hotel prevedono percorsi prestabiliti; se si preferisce scegliere di volta in volta a quale tempio andare, conviene contrattare con un tuk-tukkaro indipendentemente dall’hotel. I prezzi sono veramente esigui in entrambi i casi.

Dopo aver preso possesso delle camere ed esserci rinfrescati, usciamo in esplorazione. Ci sono 30°. L’umidità è al 100%. Sono le 10.30 di sera. Raggiungiamo a piedi in 10 minuti Pub Street, non c’è molta gente eppure il chiasso delle bar-mobile (definizione di: motorino che traina carro-roulotte contenente un bar) è assordante. Per avere una vista dall’alto della situazione, ceniamo al primo piano del Red Piano dove provo subito uno dei piatti tipici cambogiani, l’Amok di pesce (veramente ottimo). Girovaghiamo un po’ per Pub Street e le vie limitrofi poi rientriamo in hotel.

DAY 1 – VEN 11/08/17 – LARGE CIRCUIT ANGKOR

Alle 8, dopo una ricca colazione, usciamo dalla guesthouse dove ad attenderci appollaiato nell’amaca del suo tuk-tuk c’è il nostro amico Thy, uno dei due driver che ieri ci aveva prelevato in aeroporto. Sarà il nostro fedele autista per tutta la permanenza in Cambogia e grazie a lui vivremo un’esperienza davvero eccezionale. Prima di cominciare la visita, ci porta a comprare il ticket d’ingresso all’area dei templi. Il biglietto infatti va fatto in un edificio non propriamente a ridosso dell’area. Ci sono 3 opzioni: pass giornaliero, da 3 giorni oppure da 1 settimana. Noi scegliamo la seconda e paghiamo 62$ (pp). Siamo sfortunati nel senso che solo pochi mesi fa, lo stesso pass costava 40$. Leggermente inflazionato, ma pazienza … Il driver ci raccomanda di non perderlo perché senza non si entra, oppure si entra ma se si viene beccati si rischia una multa piuttosto salata (100$). Il pass è comprensivo di fotografia stampata sul momento.

Il Large Circuit è un percorso di 26 km che conduce ai templi più esterni rispetto ai principali e più visitati, Angkor Wat, Angkor Thom e Ta Phrom per intenderci. Visitiamo in ordine cronologico ed in senso orario: il Preah Khan, il Preah Neak Poan, il Ta Som, l’ East Mebone, il Pre Rup. Alcuni meglio degli altri, ma di fatto, tutti valgono la visita. Completato il circuito largo, si può estendere il tour giornaliero ad un altro templio, il Banteay Srei, che essendo un po’ fuori rotta (20 km dall’area principale, mezz’oretta in tuk-tuk), richiede un piccolo, superfluo, supplemento di prezzo. Noi ovviamente estendiamo il tour e lo visitiamo.

Terminiamo che sono le 14.30, il caldo e l’umidità di oggi sono opprimenti. Il driver ci porta in un ristorante cambogiano sulla via del ritorno dal Banteay Srei, il Rom Chang Angkor Restaurant. Finalmente si mangia. Dopo pranzo un po’ di relax sulle amache del ristorante. Aaaaaa che bello oziare sulle amache… top!!! Prima di ripartire in direzione hotel, il driver mi fa una breve lezione di scuola guida del tuk-tuk… ho un futuro!

Passiamo il resto del pomeriggio in hotel godendoci la piscina con bar, tra un cocktail a pochi dollari e l’altro. Per cena, troviamo un posto all’aperto nella zona nevralgica tra Pub Street ed il Night Market, dove cucinano diversi piatti asiatici, carne e pesce alla griglia. Inutile dirlo, prezzi bassissimi!!! La gente in giro è tantissima rispetto a ieri sera, sarà che siamo usciti prima. C’è vita a Siem Reap.

DAY 2 – SAB 12/08/17 – SMALL CIRCUIT ANGKOR

Il grande giorno. Sì, oggi si concretizza il motivo originario di questo viaggio in Cambogia: ammirare l’alba sorgere ad Angkor Wat, il tempio simbolo della nazione raffigurato anche al centro della bandiera; Angkor Wat, una fotografia vista un giorno per caso e rimasta scolpita nella testa; Angkor Wat, numero 1 per distacco nella classifica Lonely Planet delle 500 meraviglie al mondo. Insomma, potete capire la mia emozione consapevole di essere a pochi istanti dal realizzare questo piccolo sogno.

Il nostro driver ci attende puntuale alle 4.00 fuori dall’hotel. C’è ancora buio pesto. Il tuk-tuk sfreccia, insieme a molti altri, nelle tenebre lungo la strada che dalla città porta ai templi. Arrivati nell’area di sosta, seguiamo le altre persone che come noi sono venute prestissimo ad assistere allo spettacolo. Percorriamo il sentiero di legno che porta al tempio ed eccola lì nell’oscurità la sagoma di Angkor Wat. E’ un bene essere partiti così presto perché riusciamo ad accaparrarci un posto in prima fila di fronte al laghetto su cui si riflette Angkor. Solo qualche minuto più tardi e probabilmente avremmo avuto qualcuno davanti, e questo per chi è in cerca dello scatto perfetto non è buono. Io piazzo la mia gopro in modalità time-lapse e scatto fotografie a non finire con reflex ed iphone. Sono in pieno delirio da scatto. Ad ogni modo, riesco incredibilmente a fermarmi e a gustare il sorgere del sole parzialmente nascosto da alcune nuvolette che rendono il cielo e i riflessi sull’acqua ancora più generosi. Che emozione, che spettacolo. Vale assolutamente la fatica della levataccia. Suggerimento: quando dovrete scegliere se andare a sinistra o destra come postazione per osservare l’alba, andate a sinistra; è quello il lato migliore. Potrebbe sembrare un consiglio inutile ma nell’oscurità può sorgere il dubbio. Comunque, per semplicità, seguite la folla. Quasi tutti vanno a sinistra.

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