Nel cuore dei Balcani 2

Un viaggio straordinario in luoghi quasi sconosciuti che meritano di essere visitati per i loro paesaggi unici e per la loro interessante cultura. Un tour di 4.500 km semplice, economico e sicuro tra Croazia, Serbia, Kosovo, Montenegro e Bosnia
Scritto da: supermary58
nel cuore dei balcani 2
Partenza il: 26/05/2017
Ritorno il: 10/06/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Eravamo alla ricerca di un Paese nuovo e relativamente vicino da visitare e dopo tanto pensare la scelta (ottima) è caduta sui Balcani occidentali.

PAESI VISITATI: Croazia, Serbia, Kosovo, Montenegro, Bosnia.

Viaggio effettuato interamente con la nostra macchina (medie dimensioni). Le autostrade ci sono solo in Croazia e per qualche tratto in Serbia e in Bosnia, il Montenegro ne è privo così come il Kosovo. Le statali sono in buone condizioni, alcuni tratti sono tortuosi ma agevoli, purtroppo la presenza di molti Tir riduce notevolmente la velocità. Nessun problema per il rifornimento di GPL e benzina, i costi sono leggermente inferiori rispetto all’Italia e i distributori numerosi. La segnaletica è presente, ma il navigatore, soprattutto nelle città, facilita di molto il viaggio, comunque la cara e vecchia cartina è sempre utile (noi avevamo quella della Marco Polo). Se si prende l’autostrada slovena bisogna pagare la “vinjeta” per soli 10 chilometri. Per evitare questa spesa da Trieste bisogna seguire la SS14 passando per Basovizza e girando a destra per Pese. Bisogna poi seguire la SS14/E61 in direzione del valico di Pese e una volta superata l’ex-dogana, continuare sulla E61 seguendo sempre le indicazioni per Rijeka/Fiume. La regola fondamentale è quella di seguire i cartelli di colore giallo che indicano le strade normali (e non quelli verdi indicanti le autostrade o quelli azzurri che indicano le strade a scorrimento veloce). Per entrare in Kosovo, oltre ad avere il passaporto, è necessario fare un’assicurazione auto in quanto quelle europee non sono valide. Si fa alla frontiera, costa 15 euro e ha una durata di 15 giorni. Non è possibile entrare in Kosovo dalla Serbia.

VALUTA. In Montenegro e in Kosovo c’è l’euro, mentre in Croazia la kuna, in Serbia il dinaro serbo e in Bosnia il marco bosniaco. In Croazia e in Bosnia accettano gli euro quasi dappertutto.

GUIDA. Lonely Planet, la peggiore LP che abbiamo utilizzato in 30 anni di viaggi. Datata e approssimativa nelle informazioni.

IL VIAGGIO. 26 MAGGIO 2017

Partiamo da Milano alle 7.00, nel primo pomeriggio entriamo in suolo croato e facciamo la nostra prima sosta a ROVIGNO, un pittoresco borgo con caratteristiche case in pietra, stretti vicoletti, ripide stradine acciottolate e panni stesi da una finestra all’altra che la rendono molto simile alle cittadine del sud d’Italia. Saliamo in cima al promontorio dove si trova la Chiesa di S. Eufemia, l’edificio barocco più antico dell’Istria. L’interno non è particolarmente interessante ma attorno c’è un grande prato dal quale si ammira un bel panorama sul mare e sui tetti della città. Scendiamo ancora verso il mare fino a raggiungere la bella scogliera affollata di gente che prende il sole con le onde che si infrangono senza sosta.

Lasciamo Rovigno e raggiungiamo la RISERVA DI KAMENJAK a PREMANTURA, una riserva naturale protetta che si trova nella parte sud della penisola dell’Istria. Per entrare nel Parco si deve pagare un biglietto per l’auto, mentre ciclisti e pedoni possono entrare gratuitamente. La strada all’interno del parco è sterrata e molti sono i sentieri che da essa portano al mare. Avendo poco tempo a disposizione, la nostra è stata una sosta veloce giusto il tempo per immortalare il bellissimo mare e rinfrescarci nel caratteristico Safari Bar. Destinazione finale: Rijeka, dove arriveremo a fine giornata e ci fermeremo per la notte. KM. PERCORSI 727.

GUEST HOUSE SLOBE SLADA. Struttura leggermente in collina con una bella vista, molto pulita, letto comodo, parcheggio appena fuori dalla struttura, ottima accoglienza. Consigliato. Voto 8

27 MAGGIO

In poco più di 2 ore raggiungiamo ZAGABRIA, dopo il check-in in ostello andiamo subito alla scoperta della città. Il centro è diviso in due: la città alta (Donji Grad) di origine medioevale a nord e la città bassa (Gornji Grad) ottocentesca a sud. Il nostro ostello si trova a circa un quarto d’ora dalla città bassa quindi partiamo con un primo giro orientativo proprio da qui e la prima cosa che ci colpisce è il susseguirsi ininterrotto di bar e caffè con i tavoli all’aperto tutti strapieni! Piazza Jelacic, la piazza centrale della città è circondata da edifici prevalentemente in stile austro-ungarico con la Statua Equestre di Jelacic e la Fontana Manduševac, da cui zampilla l’acqua di una sorgente storica che dissetò Zagabria fino al XIX secolo. Poco distante dalla piazza c’è il Mercato di Dolac (tutti i giorni fino alle 15.00 tranne i festivi) dove gli agricoltori dei villaggi vicini vengono a vendere i loro prodotti. Sotto ai caratteristici ombrelloni rossi a strisce bianche, si vendono fiori recisi ed erbe aromatiche che danno vita a un tripudio di colori ma anche tanta frutta e verdura, naturalmente non mancano le bancarelle d’artigianato. Il luogo di culto più imponente di Zagabria è la Cattedrale dell’Assunzione della Vergine Maria di stile neogotica realizzata all’interno delle mura che fortificavano la città medievale. Ormai è ora di pranzo e la scelta del ristorante cade sotto ai portici del vecchio mercato e precisamente al Bistro Amfora (Dolac 2). Dall’aspetto molto casalingo mangiamo all’aperto su piccoli tavoli una gustosa frittura di pesce freschissimo accompagnata da ottime verdure a prezzi molto contenuti. Il servizio non è velocissimo ma le cameriere si fanno in quattro per accontentare i clienti. Dopo pranzo percorriamo la Via Illica, la via più lunga di Zagabria, dominata dai tram blu che frequentemente si incrociano e dai tanti negozi di ogni genere fino ad arrivare alla funicolare che ci porta alle colline di Gradec e Kaptol nella Città Alta. La Funicolare è una ferrovia a cremagliera color blu cobalto che risale a 120 anni fa e che impiega solo 64 secondi per salire di 66 metri. Ancora nella sua veste originaria, la funicolare è il mezzo di trasporto più antico di Zagabria e un monumento culturale protetto. A differenza della città bassa, vivace e trafficata, quella alta ci appare molto più tranquilla e rilassata. Il suo centro è rappresentato dalla Chiesa di San Marco con il suo caratteristico tetto di tegole colorate e sistemate in modo da formare gli stemmi del Regno di Croazia e di Zagabria. Poco distante c’è il curioso Museo delle Relazioni interrotte nel quale sono conservate decine di oggetti, donati da persone da tutto il mondo, che simbolicamente rappresentano gli amori finiti. Ogni oggetto è accompagnato da un’etichetta che ne racconta la storia: indumenti, album di matrimonio, un piccolo gnomo, orsetti di peluche, c’è persino un’ascia usata da un uomo per distruggere tutti i mobili di casa dopo aver scoperto il tradimento della moglie. Molto suggestiva è la Porta di Pietra, unica porta rimasta dell’antica cinta muraria. Nella parte interna è stata ricavata una cappella con alcuni banchi per le preghiere e dietro alla sbarre di ferro l’immagine della madonna circondata da candele e fiori. Camminare tra le sue strade acciottolate e ammirare il panorama dei tetti è molto piacevole e ci fa ricordare un po’ Praga. Ultima tappa della giornata, inusuale, è il Cimitero di Mirogoj, una galleria d’arte all’aperto fatto di arcate, padiglioni e cupole con intorno tanto verde. KM. PERCORSI 202.



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