Navigando lungo il Danubio

Alla scoperta delle capitali lungo il Danubio
Scritto da: marisol
navigando lungo il danubio
Partenza il: 16/06/2019
Ritorno il: 23/06/2019
Viaggiatori: 3

Ci svegliamo a Budapest

La mattina ci svegliamo a Budapest e dopo colazione, eccoci pronti per visitare questa famosa capitale dell’Ungheria. Dal pullman ammiriamo il Ponte della Libertà che collega Buda a Pest e il famoso Hotel Gellert con le sue rinomate acque termali. Su tante bellezze spiccano la ruota panoramica alta ben 65 metri e le torri della grande sinagoga alte 43 metri. La guida ci illustra ancora il padiglione del giardino reale, la funicolare che sale al castello di Buda ed il famoso Ponte delle Catene, il più vecchio ed il più conosciuto, che collega le due parti della città. Saliamo fino alla chiesa di Mattia ed al Bastione dei Pescatori.

Visitiamo la splendida chiesa di Nostra Signora Assunta della collina del castello, ma più conosciuta come chiesa di Mattia; risalente alla metà del 1200, che tra varie peripezie è giunta a noi in tutta la sua maestosità e le sue caratteristiche maioliche colorate del tetto. L’interno conserva anche le tombe di alcuni sovrani. Ci dirigiamo verso il Bastione dei Pescatori, la cui costruzione è piuttosto recente, tra il 1895 ed il 1902. Da qui si apre un panorama mozzafiato sulla zona di Pest. Risaliti in pullman ci dirigiamo a Hosok Tere, cioè Piazza degli Eroi, una delle piazze più belle ed importanti di Budapest, ricca di elementi politici e storici. Il centro della piazza è occupato dalla Colonna del Millennio, costruita in occasione del millesimo anniversario della conquista ungherese del bacino dei Carpazi, nel 1896.

La piazza è molto vasta e la guida ci racconta tanta storia interessante, che qui è rappresentata con statue equestri e monumenti. Questa sera avremo il giro in notturna della città: tutto quello che abbiamo visto con le giuste spiegazioni durante il giorno, lo vivremo questa sera con le illuminazioni spettacolari. Ed il giro notturno non ci delude, anzi ci fa apprezzare ancora di più questa città ricca di tanta bella storia, di principi e principesse, immortalati in film che non ci stanchiamo mai di rivedere. Terminiamo il giro dall’alto della collina Gellert e qui il paragone con il Gianicolo di Roma mi viene naturale. La città illuminata si offre a noi in un brulichio di luci colorate. Il giorno dopo abbiamo ancora un po’ di tempo a disposizione prima di salpare, per cui facciamo ancora un breve giro per conto nostro, perchè lasciare questa città ci dispiace un po’, ma altre mete ci attendono. Alle 20.00 di giovedì la motonave lascia Budapest per dirigersi verso Vukovar. Il responsabile di viaggio ci informa che domani mattina presto, verso le ore 6.00, ci dobbiamo trovare tutti alla reception perchè alla frontiera di Mohacs la polizia ungherese richiede l’identificazione dei passeggeri confrontandoli direttamente con i passaporti. Ci viene spiegato che questo controllo si fa ogni volta che si passa la frontiera tra Ungheria e Serbia. C’è un attimo di perplessità: innanzitutto avevamo già pensato di dormire un po’ di più; poi siamo un po’ meravigliati circa questo controllo di cui non sapevamo nulla e di cui ci chiediamo il motivo. Dobbiamo però obbedire e quindi andiamo a dormire con la sveglia per le ore 6.00.

La mattina, piuttosto assonnati, siamo in fila al bar in attesa di essere chiamati per ordine di cabina. Io, con il numero 104, vengo chiamata subito: una poliziotta apre il mio passaporto, mi guarda e mi lascia andare e questa procedura si svolge con tutti gli altri passeggeri, compreso l’equipaggio! Quando entriamo in Serbia, il paesaggio cambia completamente… o sono un po’ prevenuta? Non saprei, ma forse incide anche il fatto che piove, quindi è tutto un po’ più cupo. A Vukovar ci viene a prendere un pullman piuttosto malandato ed anche l’autista è un tutt’uno con l’annosità del mezzo. Quindi non poteva mancare l’imprevisto… l’autista è decisamente molto lento, così perdiamo subito di vista gli altri pullman e ci troviamo in una strada piuttosto stretta che nessuno sa dove finisca, neanche la giovane ragazza che è la nostra guida. Da alcune modeste villette, escono degli abitanti che dicono di tornare indietro e l’autista fa manovra su questa stretta strada! Siamo alquanto preoccupati perchè rischiamo di finire nel prato,e gli abitanti si danno da fare per aiutare l’autista: un pezzetto avanti, un pezzetto indietro ed ancora così per innumerevoli volte. Finalmente ritorniamo indietro, ma la guida non sa dove andare e non ha nemmeno un cellulare per chiamare qualcuno. Che disastro, siamo tutti un po’ arrabbiati, poi finalmente ci ritroviamo a Vukovar; le spiegazioni lasciano molto a desiderare, questa ragazza non sa niente e così inizia a raccontarci della sua vita. Qualcuno tenta di chiedere cenni sulla recente guerra, ma lei si giustifica dicendo che non vuole rattristarci con avvenimenti che potrebbero rovinarci la vacanza. Ma quando mai la storia, anche se triste, può rovinare una vacanza? Purtroppo ci rendiamo conto che è totalmente impreparata ed il resto del viaggio prosegue nel silenzio. Finalmente arriviamo al castello di Ilok, dove gli altri pullman sono giunti da un po’ e per fortuna qui c’è un’altra guida che ci aggiorna su quanto detto agli altri. Visitiamo un’antica cantina che rifornisce addirittura la casa reale inglese in occasione di grandi eventi. Qui sono conservate antiche botti enormi, ancora perfettamente in grado di svolgere il proprio compito. Quindi passiamo alla degustazione di alcuni tipi di vini. Riprendiamo poi la strada verso la nave che nel frattempo da Vukovar si è spostata a Ilok. A bordo veniamo a sapere che gli altri hanno visitato la cittadina di Vukovar, cosa che noi non abbiamo potuto fare per i vari inconvenienti: peccato, però facciamo presente la cosa al nostro responsabile. Si riparte alla volta di Novi Sad dove visitiamo la cattedrale ortodossa di San Giorgio, la bellissima Piazza delle Libertà dove si affaccia lo splendido palazzo del Comune. Ma la visita più interessante è quella al monastero di Krusedol, nel parco nazionale di Fruska Gora, gioiello della Serbia. Il paesaggio è quasi incontaminato e qui si trovano i monasteri più belli, dichiarati monumenti di cultura di eccezionale importanza e protetti dallo Stato. Questo monastero spicca per il suo colore rosso che ci accoglie. Entriamo nel parco del monastero e visitiamo la chiesa ortodossa e qui ci imbattiamo nel battesimo di un bimbo vestito in abiti tipici. È ora di pranzo e siamo attesi in una fattoria poco distante, a Jarak. Veniamo accolti dall’anziano proprietario e dalla sua famiglia e tra musica e canti, gustiamo delle buone zuppe, carni ed insalate e per finire dolci tipici. Visitiamo la fattoria dove ci sono tanti animali, mentre il proprietario abbraccia tutti e soprattutto brinda continuamente. Tutta la famiglia ci viene a salutare ai pullman, continuando a cantare e ballare. La crociera sta per giungere al termine e salpiamo per l’ultima destinazione: Belgrado. Il pomeriggio di sabato è a nostra disposizione, quindi scendiamo in avanscoperta. La città di Belgrado non è particolarmente bella, al porto stanno facendo dei lavori, quindi ci accoglie terra e polvere. La città è piuttosto sporca, mentre ci superano macchine datate. Via Knez Mihailova è una strada pedonale del centro e qui sembra di oltrepassare una linea di confine: la strada è bella, ben tenuta e piena di negozi importanti ed uffici. Passeggiamo piacevolmente visitando vari negozi, tra tanta gente.ed eccoci per l’ultima serata a bordo. Dopo cena c’è uno spettacolo solo per noi con ballerini in costume serbo.

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bratislava,,slovakia,-,july,9,,2019:,a,river,cruise,boat



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