Natale a New York 5

Resoconti non troppo dettagliati di una settimana nella Grande Mela illuminata dalle mille luci del Natale
Scritto da: fabio-pinelli
natale a new york 5
Partenza il: 24/12/2019
Ritorno il: 31/12/2019
Viaggiatori: 6

Per cena torniamo nell’Upper West Side, al “Cibo e Vino” un ristorante pizzeria italiano (forse) vicino l’hotel dove ci mangiamo una pizza.

DAY 3 – GIO 27/12

Oggi la mattina se ne va completamente in riposo nel letto dato che ho passato tutta la nottata a vomitare. Bene, ma non benissimo. Verso mezzogiorno, recupero un briciolo di forze e lascio la camera. Raggiungo gli altri a Soho, passando prima da Zabar’s, negozio di prodotti alimentari ebraico molto caratteristico nel quale farei senza dubbio la spesa per il cenone della Vigilia se abitassi da queste parti. Proprio di fronte a Zabar’s non perdo occasione di fotografare il murales di Banksy “Hummer Boy”.

Passeggiamo per le vie eclettiche di Soho, Nolita e Noho fiancheggiando la New York University e attraversando il Washington Square Park che ci conduce al Greenwich Village dove mi tocca cercare la casa di Carrie Bradshaw, la protagonista di Sex and the City, in Perry Street.

Dal village, raggiungiamo velocemente l’inizio della High Line sopra il Whitney Musem of American Art a Chelsea. La percorriamo tutta scendendo momentaneamente per visitare il Chelsea Market. Consiglio: meglio visitare prima il Chelsea Market e poi salire sulla High Line per farsi tutta la passeggiata. Più comodo logisticamente.

Scendiamo in subway alla 34 Street all’altro capo della High Line ed andiamo a farci due passi tra la folla della 5th Avenue dove ci dividiamo in gruppetti con missioni varie: la mia, spendere altro denaro in merchandising al NBA Store; quella dei miei, non perdersi e tornare in albergo sani e salvi. Per Chiara e Giovanni invece, trovare la scritta rossa LOVE. Missioni tutte riuscite.

DAY 4 – VEN 28/12

Smetterà di piovere? Oggi decisamente no. Per forza di cose, ci dedichiamo alle visite “indoor”. Andiamo prima alla NY Public Library assolutamente meritevole e poi al Metropolitan Museum, il museo più visitato al mondo. Sarà per questo, sarà per la pioggia, in effetti la coda per entrare è notevole. Insperatamente la completiamo in circa un’ora soltanto. Il MET è enorme, per visitarlo per bene ci vorrebbe almeno una settimana, credo. La folla anche qui non aiuta molto a goderselo. Sono comunque ore buone per ripararci dall’acqua e asciugarci un pò. Usciti dal MET, arriviamo a piedi al Guggenheim Museum, poco più a nord lungo Central Park, dove però non entriamo.

Stanchi di mangiare i soliti hot dog dagli onnipresenti paninari, cerchiamo un posto un po’ più accogliente per rifocillarci. Entriamo al Burger Heaven in Lexington Avenue mentre Chiara e John non abbastanza affamati si avventurano verso il MoMa. Missione fallita, coda troppo lunga considerando l’orario prossimo alla chiusura. Con la panza piena, torniamo in 5th Avenue, a prenotare per l’indomani la visita al Top of the Rock. Troviamo, non senza difficoltà, la biglietteria all’interno del Rockefeller Center e fissiamo la visita alle 16.30, orario tramonto, gran classicone. Prosegunedo lungo la quinta strada, c’imbattiamo nella super sfarzosa Trump Tower dove entriamo a dare un’occhiata ed in alcuni negozi must come Tiffany ed Abercrombie. Arriviamo al The Plaza, l’hotel di Mamma ho perso l’aereo per poi riprendere la metro verso l’Upper West Side.

DAY 5 – SAB 29/12

L’ormai consueta colazione al 94 Corner Cafè, di fronte all’hotel, ci dà la giusta carica per scoprire NY verticalmente. Oggi infatti abbiamo in programma sia l’Empire State Building sia il Top of the Rock.

Raggiungiamo l’Empire fortunatamente abbastanza presto, verso le 8.50 del mattino. Ogni secondo che passa allunga la coda per entrare. Anche qui, impieghiamo circa un’ora in fila, per arrivare all’ascensore che ci porta in vetta. Il freddo lassù si fa sentire parecchio, ma la vista a 360° di Manhattan ripaga pienamente.

Scendiamo e passeggiamo verso il Flatiron District dove incontriamo il celebre Flatiron Building, l’edificio dalla forma triangolare collocato all’angolo sud occidentale di Madison Square Park. Chiara e Giovanni si riuniscono a noi dopo esser riusciti questa volta a visitare il Museum of Modern Art ed insieme continuiamo verso Union Square Park che ospita un grazioso mercato ortofrutticolo e poi verso l’East Village quartiere colorato dai murales e dai cafè dipinti dagli street artists.

Tra un hot dog e l’altro, s’è fatta ‘na certa. Dobbiamo avvicinarci al Top of the Rock dato che abbiamo la visita prenotata. Il panorama anche in cima a questo grattacielo (il secondo più alto di NY dopo il One World quello nato sulle ceneri del World Trade Center) è spettacolare, con il plus dell’Empire che si illumina alternando i colori della bandiera americana. Stiamo sulla terrazza tutto il tempo necessario per gustarci il tramonto e osservare le luci della città accendersi al calar delle tenebre.

DAY 6 – DOM 30/12

Programma intensissimo oggi: Central Park, Brooklyn e forse altro. C’è da pedalare. Iniziamo la mattinata con una fresca ma suggestiva camminata in Central Park con una leggera neve che rende l’atmosfera magica. Data la vastità del polmone verde di NY, non riusciamo ad esplorarlo tutto, tuttavia costeggiamo la parte orientale dalla 96esima strada fino alla 72esima circa dove si trova lo Strawberry Fields Memorial dedicato a John Lennon. Poi, attraversando il parco in diagonale, arriviamo alla statua di Balto, no cane no lupo ma eroe (cit.) e da qui all’ice-rink da dove poi usciamo sulla 59esima, lato sud di Central Park.

Prendiamo la subway a Columbus Circle e scendiamo a Brooklyn Bridge dove imbocchiamo e attraversiamo l’affollatissimo e bellissimo ponte per ammirarlo poi dall’altro lato, assieme allo skyline di Wall Street, al Brooklyn Bridge Park. Passeggiamo lungo le strade di Brooklyn Heights, il quartiere delle case coi mattoncini rossi, fino al Brooklyn Borough Hall. Vorrei arrivare fino al Barclays Center, casa dei Nets ma è un po’ distante quindi a malincuore desisto. Continuiamo quindi lungo Cadman Plaza Park che ci conduce fino al quartiere hipster di DUMBO dove pranziamo.

La giornata è ancora giovane quindi torniamo in metro e porto la mia truppa nel poco conosciuto quartiere di Bushwick dove ci dovrebbe essere un focoloaio di street art. Scendendo a Jefferson Street, superato l’iniziale smarrimento per essere finiti in un quartiere che sembra disabitato, tutte le strade attorno al The Buswick Collective sono un museo a cielo aperto: Jefferson Street, Troutman Street, St Nicholas Avenue, le più colorate. Se vi piace il genere, un salto dovete assolutamente farlo. Magari meglio la mattina o il primo pomeriggio.

Guarda la gallery
stati-uniti-pfrfe

New york



    Commenti

    Lascia un commento

    New York: leggi gli altri diari di viaggio

    Video Itinerari