Namibia: itinerario di emozioni

NAMIBIA: itinerario di emozioni in un ambiente primordialeVIAGGIO IN NAMIBIA - BOTSWANA - ZIMBAWE dal 14 giugno ’07 al 6 luglio ‘07 PARTECIPANTI : 5 VOLI PRENOTATI COMPAGNIA AEREA: LUFTHANSA – SOUTH AFRICA AIR LINE VENEZIA - FRANCOFORTE FRANCOFORTE - JOHANNESBURG JOHANNESBURG -...
 
Partenza il: 14/06/2007
Ritorno il: 27/06/2007
Viaggiatori: fino a 6

NAMIBIA: itinerario di emozioni in un ambiente primordiale

VIAGGIO IN NAMIBIA – BOTSWANA – ZIMBAWE dal 14 giugno ’07 al 6 luglio ‘07 PARTECIPANTI : 5 VOLI PRENOTATI COMPAGNIA AEREA: LUFTHANSA – SOUTH AFRICA AIR LINE VENEZIA – FRANCOFORTE FRANCOFORTE – JOHANNESBURG JOHANNESBURG – WINDHOEK

WINDHOEK – JOHANNESBURG JOAHNNESBURG – MONACO MONACO – VENEZIA

Pernottamenti Windhoek Steiner Pension 15/06 Palmwag Lodge 16 – 17 /07 Ohakane Lodge 18 – 19 /07 Omarunga Lodge 20 – 21 /07 Hobatere Lodge 22 /07 Okaukuejo Camp 23 / 07 Namutoni Camp 24 / 07 Ndhovu Lodge 25 – 26 /07

CONSIGLI – fornirsi di torcia elettrica e di bussola – arrivare a destinazione prima del tramonto del sole – rispettare il limite di 60 km orari sulle strade sterrate che sono la maggior parte – richiedere la fornitura di una seconda ruota di scorta – copertura completa dell’assicurazione (collision damage waiver- theft loss waiver in caso di danni al veicolo o furto) – controllare che i documenti dell’auto siano completi 1° GIORNO venerdì 14 giugno da Venezia a Francoforte – a Johannesburg – a Windhoek Partenza da Venezia per Frankfurt alle ore 14,30. Partenza per Johannesburg alle ore 20,45.

L’attesa all’aeroporto di Francoforte è abbastanza noiosa: seduti al Kuffler & Bucher ci si diverte a guardare il campionario umano di viaggiatori che cammina avanti e indietro, tanto per rompere la monotonia del forzato far nulla.

2° GIORNO sabato 15 giugno arrivo a Windhoek Arrivo in perfetto orario a WINDHOEK. Purtroppo la mia valigia non è arrivata. Devo aspettare più di un’ora per la denuncia del bagaglio smarrito, molti viaggiatori in fila silenziosa condividono la mia stessa sorte. Gli addetti non sembrano molto svegli, ma in compenso trattano le persone il cui bagaglio non è arrivato a destinazione con una supponenza estrema: indossano una divisa e questo basta per sentirsi investiti di autorità.

Sbrigate le pratiche di routine, abbastanza pessimista sul ritrovamento della mia valigia, mi unisco ai miei amici fuori dell’aeroporto, dove ci attende una referente della Namibian Travel Connection con l’auto che sarà il nostro fondamentale mezzo di trasporto durante il nostro viaggio in terra d’Africa.

Walter, il nuovo componente del gruppo, nel frattempo è già alla guida della sua auto noleggiata presso l’agenzia Avis dell’aeroporto.

Arriviamo all’agenzia per la consegna ufficiale dell’auto e per prendere accordi circa il rilascio dell’auto che avverrà in Botswana e precisamente a Maun.

Raggiungiamo la pensione STEINER , dove abbiamo pernottato anche lo scorso anno, depositiamo il bagaglio, naturalmente chi ce l’ha, e si parte a piedi per una visita della città.

Mi sembra di essere ritornata a casa: percorriamo le strade già conosciute dove l’ architettura moderna si mescola con edifici in stile bavarese a ricordo del periodo in cui la Namibia è stato possedimento tedesco. I negozi sono ben forniti con articoli di ogni genere: qui faccio il primo acquisto, una tovaglia con i colori che mi ricordano il deserto del Namib.

Il sole tramonta verso le 17,30 e poco dopo scende la sera, ci affrettiamo a tornare alla pensione prima del buio serale. Scopro con infinita contentezza che il bagaglio nel frattempo mi è stato recapitato: mi devo ricredere dei miei pregiudizi iniziali, non avrei mai immaginato tanta solerzia in così breve tempo.

La valigia si presenta ancora nel perfetto stato di impacchettamento con una plastica trasparente rosa fatto da me eseguire all’aeroporto di Venezia per sicurezza, sembra un’opera d’arte di Christo che è un peccato sciupare.

Ceniamo da Joe’s Beerhouse, nostra vecchia conoscenza: il locale molto conosciuto in città e frequentato dagli autoctoni si articola attorno ad una grande sala, il mobilio è in stile etnico con numerosi trofei di caccia appesi alle pareti, a ricordo del periodo coloniale. Secondo le nostre abitudini serali è presto, tuttavia troviamo posto con difficoltà. Mangiamo dell’ottima carne alla griglia in una atmosfera di completa allegria.

3° GIORNO domenica 16 giugno da Windhoek a Palmwag nel Damaraland – 580 km Da Windhoek viaggiamo in direzione nord verso Okahandja, da qui proseguiamo verso Otjiwarongo sulla B1. Da Otjiwarongo seguiamo la C38 fino ad Outjo, dopodiché sulla C40 raggiungiamo Palmwag passando per kamanjab e attraversando il Grootberg Pass.

La strada è asfaltata, ma abbastanza monotona. Non siamo ancora entrati nell’Africa vera.

Da una parte e dall’altra ci accompagna il paesaggio del predeserto: il bush con la tipica acacia africana e piante grasse a cespuglio. All’orizzonte si innalzano montagne spoglie di alberi, punteggiate da piccola vegetazione che le colora a bande rosse, verdi o gialle.

Il cielo è particolarmente terso e la giornata è calda, ma non afosa. Gli ultimi 140 km sono in strada sterrata: finalmente l’Africa che era entrata a tal punto nei nostri ricordi da farci ritornare anche quest’anno. Ci sembra di essere ritornati a casa . Arriviamo a destinazione verso le 4 p.M.

Il lodge è immerso in una riserva di palme; come nelle altre strutture, la tipologia si ripete: un corpo centrale, la club house, dove si consumano i pasti e, sparse nella riserva, i bungalows distanziati l’uno dall’altro, in muratura con tetto di paglia o tende che si erigono da una struttura di cemento, in consonanza con l’ambiente circostante, per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Siamo un po’ stanchi del viaggio, tuttavia la bellezza discreta del luogo ci galvanizza , siamo ormai in prossimità del tramonto, uno spettacolare tramonto africano: la natura intorno si colora di una luce surreale, prima di un rosa dai toni smorzati fino a diventare rossastra calandosi sul paesaggio circostante. In lontananza si intravedono giraffe, kudù e zebre e struzzi. Un incontro sempre emozionante è con l’orice, una specie di grande antilope fornita di due corna sottili che sa accontentarsi di cibo povero. Per poter vivere in zone predesertiche, è dotato di un sistema di raffreddamento del cervello che lo protegge quando la temperatura corporea supera i 40°.

Consumiamo la cena al lume di candela in una atmosfera rilassante a cui non siamo abituati nella prosaica vita frenetica di tutti i giorni, sempre a rincorrere qualcosa .



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