mozambico un viaggio in solitaria

Erano diversi mesi che studiavamo questo viaggio, e ce lo siamo organizzati come sognavamo, avventuroso, solo volo e poi ci sposteremo con gli autobus di linea lungo tutta la costa, fermandoci qua e la a vedere le isole e i villaggi più importanti. La nostra avventura inizia il 3 agosto, partiamo da Milano Linate, facciamo scalo a Londra e poi...
Scritto da: enrico-elisa
mozambico un viaggio in solitaria
Partenza il: 03/08/2009
Ritorno il: 22/08/2009
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

Erano diversi mesi che studiavamo questo viaggio, e ce lo siamo organizzati come sognavamo, avventuroso, solo volo e poi ci sposteremo con gli autobus di linea lungo tutta la costa, fermandoci qua e la a vedere le isole e i villaggi più importanti.

La nostra avventura inizia il 3 agosto, partiamo da Milano Linate, facciamo scalo a Londra e poi Johannesburg, atterriamo finalmente a Maputo nel primo pomeriggio del 4 Agosto. Dopo aver cambiato un po’ di euro in valuta locale, il metical (1€=35MT) prendiamo un taxi per recarci vicino al centro nella guesthouse prenotata dall’Italia, Mozaika, il tragitto ci costa 350mt. Ci sistemiamo in camera ed usciamo per fare un giro a piedi e perlustrare il quartiere, compriamo della frutta che mangeremo per cena.

05 Agosto Paghiamo la notte al Mozaika (2250mt) e prendiamo un taxi per l’aeroporto, ci aspetta il volo interno per Pemba . Una volta atterrati ci troviamo stipati in una sala affollata e caldissima dove aspettiamo i bagagli, il tutto sorvegliati da numerose guardie armate. All’uscita cerchiamo un taxi che ci porti al Russell’s Camp un posto tranquillo e isolato, facile da trovare seguendo la lunga strada che costeggia la spiaggia di Wimbi. C’è un’area per fare campeggio e alcuni bungalow con bagno un bar con un buon ristorante all’aperto sotto una bella tettoia di paglia e legno scolpito, dove, unica cosa negativa, è posizionato un grande televisore che trasmette musica non stop a tutto volume guastando l’atmosfera rilassante del campeggio. La spiaggia è dal lato opposto della strada, in questa zona è più selvaggia, ma camminando un paio di chilometri si arriva alla Praia de Wimbi dove il panorama è incantevole, il mare dai toni del verde e del blu, spiaggia bianca e soffice e palme da cocco.

Incontriamo lungo questa strada una coppia di italiani con un bimbo di colore, e alla sera al nostro ritorno al Russel’s li troviamo nella capanna a fianco alla nostra, decidiamo di cenare insieme per conoscerli meglio e scoprire il loro itinerario di viaggio, mangiamo gamberi e aragosta (750mt).

06 Agosto Dopo aver fatto colazione facciamo la conoscenza di Russell, gli spieghiamo che domani mattina vorremmo prendere l’autobus per Nampula e che avremmo bisogno di un taxi. Lui gentilmente ci dice che per il taxi non ci sono problemi che ne hanno uno di fiducia, e ci offre un passaggio per andare in centro a vedere dove si trova la stazione degli autobus, il cuoco sta per partire per fare rifornimenti per la cena, e sull’auto c’è spazio anche per noi. Durante il percorso il cuoco che ha un forte accento sudafricano, ci parla delle sue esperienze lavorative all’estero, ha girato mezzo mondo con il suo lavoro, e approfittando che sono italiana, mi chiede la ricetta per il sugo alla bolognese. Ci mostra la fermata dell’autobus Mecula e ci da indicazioni sul centro, lo salutiamo e proseguiamo a piedi. Fa veramente caldo, passeggiando giungiamo ad un punto panoramico dove si vede la baia, c’è il porto e poco più avanti vediamo un insieme di baracche di legno, tra le viuzze vi sono polli e caprette, vedo anche un artigiano che aggiusta delle piccole barche di legno, probabilmente qui vivono i pescatori locali. Ci incamminiamo per tornare in dietro, facciamo un veloce spuntino e proseguiamo a piedi fiancheggiando colorati mercati di frutta e verdura, ciabatte e tessuti. In strada vediamo passare furgoncini gremiti di persone, siamo incuriositi e ci fermiamo anche noi ad una di queste fermate lungo la strada. Ecco arriva un chapas, chiediamo per la spiaggia di Wimbi e…È superaffollato, veniamo spinti a forza dentro dal ragazzo che chiama le fermate e che riceve i soldi del biglietto, siamo letteralmente incastrati tra la gente, braccia contro braccia e gambe incollate a quelle di un passeggero seduto davanti a me, molti ci guardano incuriositi, ed ecco altre fermate, gente che sale e che viene compressa nel corridoio contro gli altri passeggeri. Divertente per noi, ma se penso che per loro è così tutti i giorni, senza dimenticare che ora qui è inverno e che le temperature non sono torride come d’estate! Ci fermiamo un paio d’ore in spiaggia per rilassarci, ma richiamiamo l’attenzione di numerosi bambini che vogliono venderci collanine e biscotti…Sconsolati torniamo al campeggio.

07 Agosto La nostra sveglia suona alle 3 e alle 3.15 il nostro taxi arriva puntualissimo. E’ ancora buio, per strada non c’è anima viva, arrivati alla stazione degli autobus ci chiede 300mt, io ne ho 400 e lui sfortunatamente non ha il resto…Gli lasciamo tutto e ci dirigiamo nel piazzale dove ci sono già alcune persone cariche di borse che aspettano. Continua ad arrivare gente, tutti ci guardano e commentano la nostra presenza, probabilmente non hanno mai visto turisti salire su un autobus. Finalmente alle 4.30 apre la biglietteria, mi dirigo per acquistare i biglietti e mi trovo davanti ad una casetta dove da una finestrella con tanto di sbarre una ragazza prepara i biglietti, esaminando con cura le banconote che riceve da chi da sotto urla la fermata desiderata, non c’è la fila ma tutta la gente è ammassata contro il muro schiacciando quelli davanti. Alle 5 gli autobus allineati nel piazzale si mettono in moto e continuano ad accelerare alzando un denso fumo nero, sul finestrino c’è esposto un cartello con la destinazione finale e la gente comincia a raggrupparsi davanti ad ognuno di essi. Paghiamo 230mt a testa più 50 per mettere le borse nel portabagagli sotto dell’autobus, cerchiamo anche di discutere con la donna addetta al carico dei bagagli spiegandole che nessun’altro aveva pagato per questo, ma dopo vari tentativi ci arrendiamo. Saliamo, l’autobus parte, tutti i passeggeri sono seduti composti ai loro posti, dopo pochi metri siamo già fermi a fare salire altra gente e ci accorgiamo che le fermate sono abbastanza ravvicinate. Attraversiamo una zona periferica dove ci sono tante baracche di legno dai tetti di paglia, tanti venditori si stringono attorno all’autobus facendo sventolare con bastoncini di legno le loro merci, frutta, verdura, pane, biscotti e bibite, nel frattempo continua a salire gente e sistemare oggetti e borse sotto i sedili e nel corridoio.



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