Moto Tour per conoscere la Ciociaria, la Sila, i Grecanici, gli Arbereshe ed i croati del Molise.

Perchè non si finisce mai di scoprire il Bel paese ...
Scritto da: enry70
moto tour per conoscere la ciociaria, la sila, i grecanici, gli arbereshe ed i croati del molise.
Partenza il: 22/08/2020
Ritorno il: 09/09/2020
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Naufragato il progetto originario di raggiungere il Caucaso via moto, decido di visitare il Bel Paese. Tre settimane sono davvero poche ma ho potuto apprezzare zone da me sinora ignorate, dopo tanto girovagare per il mondo! Ho tentato di usare Couchsurfing ma il maschio latino, si sa, difficilmente ospita uomini, ma le storie apprese riempiono di orgoglio…la cosa più importante dei viaggi sono le persone che si incontrano, poi i luoghi!..e la storia pazzesca di questa minoranza linguistica croata a cui sono arrivato tramite la minoranza italiana di, non vi anticipo nulla….

Rientrato il sabato dopo una splendida settimana in barca a vela nel nord della Sardegna, con lunghe tratte a vento che mi ricorderò per sempre, poche ore di riposo e si parte, destinazione il paese natale di mio padre, Buriano (vicino Castiglione della Pescaia)…..get ready!

ITINERARIO

Periodo 22 agosto-9 settembre 2020

Giorno 1: Monte Amiata – Santa Fiora – Piancastagnaio – Arcidosso

I casi della vita: ho un cugino di primo grado Alessandro, con il quale ho sempre tenuto un rapporto fatto solo di saluti di persona perché lui vive a Grosseto ed io a Genova ma da quando entrambi abbiamo comprando l’Honda Integra..beh siamo spesso in contatto. Qualche settimana prima avevo promesso alla sua simpaticissima figlia Gioia, di 12 anni, che avremmo fatto una bella giornata sulle due ruote insieme alla sua nuova compagna Roberta e poichè ogni promessa è un piacere, eccoci alla partenza alle 10.00 del mattino. Messi i giubbotti di sicurezza, quando guido, ovunque mi trovi e con qualsiasi temperatura il minimo è: casco, guanti e giacca con protezione e, se posso, scarpe e pantaloni da viaggio, partiamo. Prima tappa il simpatico paesino di Arcidosso, dove c’è un castello ed un museo..poi Piancastagnaio, con il suo bel centro storico simile a quello di Castel del Piano, tutti autentici e medioevali. Spostamenti su saliscendi spettacolari, sosta a mangiare in ristorante sotto i castagni, poi affrontiamo la salita sino alla vetta del monte non prima di aver attraversato la “faggeta più grande di Europa”, davvero emozionante. In vetta la folla è strabocchevole ma ordinata, visitiamo la croce e poi direzione verso una dei più bei borghi di Italia: Santa Fiora. Strano, per decenni ho bevuto dall’acquedotto del “santa Fiora” appunto, ed oggi scopro l’origine dell’acqua di Buriano…il ritorno verso Grosseto è fatto da motociclista con grande gioia di Gioia, un po’ meno da parte del su’ babbo…..

Giorno 2: Torrice (Fr) – Monumento della Donna Ciociara – Castro dei Volsci

Sveglia con calma, i postumi alcolici e casinari della settimana in barca stentano ad abbandonarmi e sotto un sole bestiale mi metto in marcia, destinazione Ciociaria. Lungo il percorso mando la foto dell’uscita autostradale di Monte Romano a mio nipote Fabietto il quale, quando era piccolo ovvero circa 18 anni fa viveva in questo paesino e mi ripeteva: “non c’è niente zio, a Monteromano” mentre ora gli hanno dedicato persino una exit….arrivo a Torrice (Hotel Palazzo Rosa, 38€) dove ho prenotato una stanza che si rivelerà una magione, ospitata dentro un palazzo seicentesco completamente rosso…spettacolo. Depositati i bagagli sfrutto la luce estiva e mi precipito a vedere il monumento della “mamma ciociara”, argomento poco conosciuto ed infame dei disastri compiuti dalle truppe marocchine, esperti di combattimenti sulle montagne, durante la liberazione d’Italia..abbiamo pugnalato alle spalle i cugini transalpini? 50 ore di libertà alle truppe, it is revenge, darling. Il monumento si trova in altro borgo classificato come fra i più belli di Italia: Castro dei Volsci. Nella piazzetta ci sono delle informazioni su quella triste storia, non esistono musei ed anche dei giovani autoctoni non mi sembrano preparati sull’argomento. Il borgo è pulito e bentenuto, con covid quasi tutto chiuso ma va bene lo stesso. Al rientro a Torrice vado a mangiare in una pizzeria locale, una porzione da oltre 1 kg mi riempie abbestia…poi letto.

Giorno 3: Veroli – Boville Ernica – Monte San Giuseppe Campano – Cimitero Polacco di Montecassino – Caprile – Roccasecca

Sapevo che la Ciociaria custodisse dei tesori ma oggi..comincio con Veroli, bellissimo paese medioevale, dove all’interno della chiesa è riprodotta la Scala Santa, la vetta è un gioiello nel gioiello per non parlare delle catacombe che gentilmente l’ufficio turistico mi permette di vistare: si estendono per oltre 30 metri sotto la piazza…senza parole ma la visita che più mi sbalordisce è quella dentro la chiesetta del convento delle monache benedettine di clausura in piazza Santa Maria dei Franconi. All’interno sento la voce registrata di un coro ed una signora che prega. Ad un certo punto lei si alza e sento un vociare: non era un nastro registrato ma le monache che ogni 6 ore cantano e pregano…impagabile. Riprendo il viaggio direzione Boville Ernica, altro centro affascinante, anche qui il monastero delle Monache di Clausura ed altre Chiese. Del resto mi trovo nell’ex stato pontificio…..non sazio, incappo nel mitico Monte San Giuseppe Campano, sede di un castello privato, chiuso ma visitabile su prenotazione, cercate il nr che non preso purtroppo. C’è anche una targa che ricorda la lotta fra le truppe di Garibaldi e gli “Zampitti”, fedeli al Papa….quante storie offre il nostro paese. Direzione Abbazia di Montecassino e lungo la strada sulla sinistra scorgo un paese molto bello, vi passerò la notte: Caprile. Arrivo sulla vetta molto tardi, visito il cimitero dei soldati polacchi alla cui entrata c’è un museo orgoglio nazionale ed è gestito da una ragazza polacca. Le racconto la storia dei rifugiati polacchi della seconda guerra mondiale in Uganda, che avevo raccontato in altro mio resoconto, lei rimane basita! Le ho mandato tutta la documentazione, mi ha promesso che se aggiungeranno anche questa parte della storia mi citeranno come fonte. Dovete infatti sapere che i soldati che liberarono Monte Cassino facevano parte dell’armata del gen Sanders, costituita Tobruk su idea di Churchill ed assenso di Stalin che li teneva prigionieri in Russia. Nel mio viaggio in moto in Polonia vidi un autobus con destinazione “Montecassino”, la ragazza del museo mi spiega che sono frequenti i luoghi con quel nome proprio perché simbolo di orgoglio nazionale..tradito, infatti nonostante il loro sacrificio e le promesse la Polonia era già stata venduta ai sovietici nel ‘43…..inviate le foto ai miei amici polacchi ripercorro la strada a ritroso perché voglio fermarmi nel paese di cui ho detto prima: Caprile. Da lontano appare come bianco, purtroppo con il declino demografico è poco abitato. Ad alcuni chiedo se posso dormire da qualche affittacamere: no, devi andare a Roccasecca e così faccio. Lasciata la roba, ritorno per visitarlo. Molto carino poi vado come consigliato al “pub” come lo chiamano loro: è da almeno un anno che è gestito da un brillante mastro birraio che lo ha trasformato in ristorante! Cena di elite con tavolate di ragazze da sole.., come sempre prendere con beneficio di inventario le info…. Tra le quali che non si può dormire nel paese, errato! (www.birraterradilavoro.com)

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