“Moro Moro” Namibia

Stupenda avventura con due esploratori di 3 e 5 anni
Scritto da: vichingo69
moro moro namibia
Partenza il: 23/05/2010
Ritorno il: 07/06/2010
Viaggiatori: 4
Spesa: 3000 €

compagnia di decine di manguste. Ci rigeneriamo, lasciamo sfogare i bambini in acqua e alle 13.30 ripartiamo. Oggi la fortuna non sembra girare dalla nostra parte, non abbiamo più visto leoni, ma neanche elefanti. Facciamo tappa ad un’altra pozza, in una grande spianata d’erba troviamo 8 esemplari enormi di elefante, completamente impolverati che, divisi in coppie, incrociano le proboscidi in un gioco divertente e si appoggiano l’uno all’altro come per farsi le coccole. Sembrano tante coppiette innamorate, piano piano si addentrano nel bush e noi li guardiamo allontanarsi. Percorriamo altre piste mai battute in questi giorni e troviamo buffi facoceri, grandi alcefali e minuscoli dick dick; poi ci dirigiamo alla pozza all’interno del nostro lodge di Halali. Che sorpresa: troviamo 22 elefanti, per lo più cuccioli, raggiunti poi poi da altre 2 famiglie che escono velocemente dal bush, in tutto contiamo 32 elefanti. Tutti giocano nell’acqua, bevono, si azzuffano, lanciano grandi barriti, si lavano e poi si impolverano. Poi arriva un grande rinoceronte nero, tenta di avvicinarsi per bere ma gli elefanti non gli lasciano spazio, più volte assistiamo alle minacciose, ma soprattutto buffe, azioni di un piccolo elefantino ai danni del rinoceronte che fugge velocemente. Poi arriva mamma elefante e riprende il piccolo coraggioso. Il grande maschio del branco si fa largo per raggiungere la pozza e tutti gli altri gli lasciano campo aperto. Tutto avviene durante uno spettacolare tramonto rosso, con questi grandi amici che lo rendono ancora più emozionante e suggestivo. Siamo tutti e quattro rapiti dallo spettacolo della natura, il nostro ultimo tramonto in Etosha e sicuramente è anche quello che ricorderemo più intensamente. Poi tutti a nanna, domani si parte, abbiamo tanta strada da percorrere per raggiungere Windhoek, circa 490 km ci separano dalla capitale. L 7\6 Come ormai di prassi, ma assolutamente normale in Africa, alle prime luci dell’alba siamo operativi, in marcia sulle polverose piste dell’Etosha diretti all’uscita del grande parco. Poi ca. 400 km di asfalto, ci mancava, per raggiungere Windhoek e l’aereo per Munchen, via Johannesburg. Sulla pista scorgiamo parecchi animali che in questi giorni ci sono diventati familiari e in particolare un gruppo di giraffe che ci attendono per un ultimo saluto. Lasciato il parco sfrecciamo veloci verso sud e a bordo strada vediamo numerosi babbuini e alcuni simpatici facoceri che, indisturbati, se ne vanno a spasso. A 70 km dalla capitale, facciamo tappa a Okahndja, per gli ultimi acquisti in un mercato locale di prodotti in legno intagliato o scolpito provenienti da tutta la Namibia: è dal primo giorno di viaggio che vediamo ovunque bellissime giraffe in legno ma, sapendo del conveniente mercato, abbiamo atteso fino a ora anche per poter stare più larghi in auto fino all’ultimo. Infatti la nostra nuova compagna di viaggio è decisamente maestosa e ingombrante, speriamo non ci creino problemi con l’imbarco in aereo. Nadia, da ottima commerciante, spunta un prezzo vantaggioso, dopo una estenuante trattativa all’ultimo dollaro namibiano. Naturalmente, visto che alla fine il venditore ha accettato, anche lui ha fatto il suo affare, ma la nostra super-mamma si è comunque guadagnata il rispetto dello stesso venditore. Ripartiamo ed entriamo in Windhoek per riconsegnare il 4×4 che ci ha scorrazzato per tutto il paese. La capitale ha tutto di una città australiana: grandi vie, palazzi alti e moderni, negozi scintillanti, viali alberati, giardini, centri commerciali e palazzi governativi. In giro parecchia gente: di colore e non, ricchi e poveri ma ovunque però sistemi di sicurezza, cancellate e muri, guardie nei negozi e nei locali a significare che sono decisamente di più coloro che fanno fatica a tirare avanti, Quindi i pochi benestanti devono proteggersi dalla massa che vive nella Township di Katatura. Il viaggio è alla fine, una silenziosa malinconia ci assale quando salutiamo per l’ultima volta la nostra impolverata e infangata Nissan 4×4 targata N75664W. Ci ha portato per 4387 km. Ben 3017 km li abbiamo percorsi su sterrato più o meno sconnesso ma comunque sempre polveroso. Proprio lo sterrato è la cosa che più ci ha divertito tanto è che ogni volta che si ritornava su asfalto scemava quel profumo di avventura altrimenti avvolgente. Ricorderemo, in particolar modo, la giornata su e giù per le dune del Namib, i trasferimenti attraverso lo sperduto Kaokoland, i colori del Damaraland, i sorrisi degli Himba, la fierezza del leone maschio a spasso per la savana, lo spettacolo serale offerto dagli elefanti alla pozza di Halali, la colonna sonora di musiche africane che ci ha accompagnato, la meraviglia dei nostri figli davanti ad ogni una delle innumerevoli avventure che si sono succedute in queste due settimane. Il mal d’Africa esiste davvero. …. Al prossimo viaggio.



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