Mordi e Fuggi in di o dalla Tunisia

Minitour in auto da Tunisi a Tozeur attraverso itinerari non convenzionali.
 
Partenza il: 06/01/2011
Ritorno il: 09/01/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Quello di cui vi diamo testimonianza é un viaggio caratterizzato da innumerevoli spunti antropologici e paesaggistici durante il quale siamo stati spettatori e a volte anche comparse di uno spettacolo originale ed in continuo divenire attraverso un itinerario non convenzionale a bordo di una Fiat Punto equipaggiati con una mappa stradale Michelin e del “The Rouge Guide Tunisia” – Avaliardi.

In totale abbiamo percorso circa 1000 km in questo tratto d’Africa dove si fondono cultura musulmana e mediterranea, villaggi berberi e beduini, strade polverose e lussureggianti vie, sterminate distese di ulivi e immense steppe ed altopiani rocciosi, il chiasso ed il traffico di Tunisi ed il silenzio assoluto del deserto in cui solo al vento è concesso il privilegio di pregare. Abbiamo attraversato paesaggi dove la terra rossa richiama la pelle rugosa di questo popolo come se tutto fosse fuso in un connubio inscindibile: uomo, terra e animale; un viaggio alla scoperta delle nostre radici, degli usi e costumi di un importante fetta del popolo mediterraneo.

I tasselli che compongono il puzzle del nostro tragitto sono stati : i muli che trainano i carretti, i rifornimenti di gasolio rudimentali, i taxi collettivi, i venditori di peperoncino, i tessitori di tappeti, i vasai, i pastori con prole, i mercati di galli, pecore e pelli di dromedario, i variopinti fruttivendoli, le baguette e le frittelle, il narghilè, il cus-cus, il succo di cedro, i gruppi di bambini che percorrono km per raggiungere le scuole, così come i gruppi di donne col velo che di sera al buio percorrono dalle fabbriche le strade desolate per arrivare al villaggio, il contrasto tra i colori pastello delle facciate delle moschee, sempre ben curate e ben tenute e gli scenari apocalittici da post-guerra delle abitazioni dei villaggi eternamente in costruzione.

Partenza il 06 Gennaio da Milano Malpensa ore 10:00 arrivo a Tunisi ore 12:00. Il primo approccio con la Tunisia non é stato dei migliori: Tunisi è una città molto trafficata, la segnaletica stradale è insufficiente, si guida in maniera sconsiderata ed i pedoni sono dei pericolosi temerari. Meglio muoversi in taxi all’interno della città (prezzo max della corsa 4DT). Per il tour invece fate come noi, noleggiate un auto tramite www.tunisiarentacar.it (115DT) . Convenienza,serietà e cortesia assicurati. Subito fuori l’aeroporto siete già direttamente sulla tangenziale che vi porta all’autostrada (P1) per Sfax.

Per Sousse sono 2 ore di strada ed il tragitto é scorrevole nonostante i perenni lavori. Giunti a destinazione le mura della prima medina che incontriamo ci incuriosiscono, fin’ora questi contesti li avevamo ammirati solo nelle oasi rappresentate nei presepi napoletani. Purtroppo si son fatte le 19:00 e ci sconsigliano di visitarla perché le strette e buie vie brulicano di tipi poco raccomandabili di sera. Arriviamo sul lungomare, e l’aspetto é quello della riviera romagnola anni 70, in una luce ancor più triste vista la stagione invernale.

Albergo La Gondole in linea con il contesto ma tutto sommato economico: 70 DT la stanza doppia. In generale pulito, riscaldato e ordinato ma colazione non proprio invitante. Abbiamo cenato in un ristorante esattamente alle spalle dell’albergo: ottimo il cus-cus, la musica di sottofondo tipica allieta la cena, bello anche l’allestimento del tavolo ad opera di una simpatica cameriera che ci parla del suo fidanzato italiano. 40 DT é stato un buon prezzo se si considerano il numero di birre offerte a Kamel, il receptionist dell’hotel, che é rimasto li al tavolo con noi raccontandoci il suo punto di vista sulla vita tunisina, una testimonianza importante sul fermento di quei giorni. Parla in maniera fluida sia l’inglese che il francese, vorrebbe sposarsi con la sua fidanzata, ma ha bisogno di più soldi, tutto il mondo é paese evidentemente. Al mattino dopo partenza all’alba e risveglio con finestra sul mare: é la prima immagine da desktop che ci vien regalata da questo viaggio. Scattiamo qualche foto in spiaggia, cercando di catturarne i colori insieme al senso di pace di quei panorami. Avrei voglia di farmi una corsetta sul lungomare ma non c’é tempo, il viaggio che ci aspetta é lungo e faticoso.

Il tragitto P12 é scorrevole fino a Kairouan. Una ventina di km dopo Sousse incontriamo un villaggio berbero, il cartello ha la scritta solo in arabo e la nostra cartina nemmeno lo segnala. È composto da una decina di case che si affaccia sulla strada e finalmente vediamo i primi dromedari, carini quelli vivi, un pò meno le teste e le pelli dei loro più sfortunati parenti, appese in bella mostra. Questa zona é piena di insediamenti berberi, Takrouna, 10 km a nord di Sousse é il più famoso. Superiamo Kairouan e la strada….scompare! Ebbene si, lavoro di rifacimento totale delle carreggiate costringono le carovane di viandanti ad attraversare quasi 50 km di cantiere con strade polverose e sterrate e sconsigliabili chioschetti di panini e bibite sul ciglio della stessa. Superato il cantiere il contesto inizia a mutare, la fauna mediterranea fa spazio al terreno più brullo. Fortunatamente lungo la strada si trovano numerosi agenti di polizia a cui spesso ci rivolgiamo per chiedere informazioni e che certo in quel contesto ti rassicurano… Al bivio per Sidi Bou Zid gli agenti ci invitano a deviare per Sbetila dal normale itinerario per raggiungere Gafsa, causa incidente, forse la verità é che per quella città evitano che ci passi il grosso del traffico (turisti soprattutto) a causa di focolai che continuano ad formarsi dopo la morte del giovane laureato che proprio li si é fatto incendiare dicembre scorso per protesta; chissà se immaginava che il suo gesto avrebbe avuto una tale eco. Continuiamo a percorrere una strada ancor più desolata e soprattutto più lunga ma i paesaggi e le immagini che riusciamo a catturare ci compensano della fatica fatta. Giungiamo finalmente a Gafsa dopo aver attraversato decine di villaggi caratteristici e non segnalati sulle cartine convenzionali.

Abbiamo 2 ore di ritardo sulla nostra tabella di marcia per cui attraversiamo senza sosta questo porto di mare nel deserto che ci appare forse la più moderna città che incontriamo, forse addirittura fuori contesto. Siamo molto ansiosi di arrivare a Tozeur, nonostante ciò é impossibile non fermarsi ad ammirare gli infiniti spunti che offre il territorio del Jerid.

Guarda la gallery
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L'alba di Sousse

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Aspettando....un autobus?

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Commercio locale

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Dromedario (prima e dopo)

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Vendita di peperoncino

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Ingresso della medina di Tozeur

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Grande Moschea di Kairouan



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