Messico e Nuvole di poche – Baja California Sur

Meta indimenticabile, diffficile non innamorarsene alla prima vista: baie solitarie e paesaggi deserti, persone accoglienti
Scritto da: valmat2
messico e nuvole di poche - baja california sur
Partenza il: 28/05/2010
Ritorno il: 10/06/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

La penisola della Baja California del Sud è una destinazione veramente imperdibile per chi vuole una vacanza all’insegna del selvaggio (o quasi) …. Scordatevi le spiagge affollate di Cancun o altri posti similari messicani molto in voga e sulla bocca di tutta la gente. La vacanza è durata 13 giorni dal 28 maggio al 9 giugno e devo dire che è un periodo azzeccato in quanto seppur sia estate, si incontra poca gente.

ITINERARIO

28 maggio: partenza da Milano alle ore 7 con American Airlines con due scali a Madrid e a Dallas e arrivo a San Josè del Cabo alle ore 21. A nostro avviso questa è la migliore combinazione in quanto permette di arrivare a destinazione senza fare scali con tempi di attesa biblici, come coloro che scelgono di fare scalo a Città del Messico con volo Air France che costringe a pernottare in loco. Avendo deciso all’ultimo, ossia 15 giorni prima della partenza il volo ci è costato circa 950€ tuttavia se avessimo prenotato 15/20 gg prima avremmo risparmiato dai 200 ai 300€. Il viaggio comunque è stato abbastanza confortevole; l’unica scocciatura sono state le procedure di ingresso alla dogana americana (chi ha l’ESTA può evitare di compilare un foglio verde). Alle 21 siamo atterrati e subito abbiamo nolleggiato un auto presso la Hertz, precedentemente prenotata via internet dal sito enoleggioauto.it. Sito molto interessante in quanto offre le migliori condizioni di noleggio con la possibilità di trattare il prezzo. Con poco più di 300€ abbiamo prenotato un Dodge Attitude, una utilitaria a 5 porte abbastanza spaziosa per due persone. Ricordatevi di far comprendere l’assicurazione obbligatoria così evitate di avere amare sorprese al vostro arrivo (IMPORTANTE: consigliabile un fuoristrada qualora si voglia fare attraversamenti nell’interno del paese in quanto un auto normale non è in grado di percorrere certe strade di montagne che risultano essere dissestate dagli uragani). Abbiamo subito provveduto a cambiare degli euro presso un ufficio cambio dell’aeroporto; tuttavia ci siamo accorti (in seguito) che il cambio applicato era veramente sfavorevole, molto meglio prelevare negli ATM. Altra nota: i messicani accettano anche i dollari ma applicano il loro cambio e non sempre può risultare conveniente per noi). Altro consiglio utile: comprare la mappa più aggiornata possibile in quanto gli uragani e le nuove costruzioni o fanno trovare strade ultra moderne (ad esempio La Paz – Todos Santos) oppure strade disastrate (come quelle che da Loreto conducono a San Isidro). La prima sera abbiamo alloggiato in un bel resort prenotato via internet in Italia (www.hotels.com) Posada Real che con 75€ ti permette di avere una bella camera abbastanza spaziosa, bevande incluse oltre alla piscina fronte mare e la possibilità di connettersi via internet. Attenzione: per chiunque volesse alloggiare in questo hotel è consigliabile la prenotazione via internet in modo da risparmiare 25€. La Posada Real complessivamente è risultato un confortevole hotel. Da quel momento si poteva scegliere se vedere la vera Baja California con le spiagge immacolate, le strade deserte, la gente tranquilla accogliente oppure la Miami della California ossia il corridoio Los Cabos: noi abbiamo deciso per la prima senza alcuna esitazione.

29 maggio (San Josè del Cabo – Cabo Pulmo – Los Barriles) La mattina decidiamo subito di partire per il Nord costeggiando il Mar di Cortes. La strada risulta facilmente percorribile per la nostra auto, pur mostrandosi fin da subito sterrata. Già dai primi chilometri rimaniamo suggestionati dai meravigliosi paesaggi. Lungo il percorso si incontra Punta Gorda dove si può ammirare un mare blu con onde alte, ideale per surfisti. Per molti chilometri, la strada in tutto misura quasi 70 chilometri, siamo gli unici turisti a parte qualche messicano che si incontra per strada e che ci saluta cordialmente con le tre dita (abituatevi che è il loro saluto più comune). Successivamente si incontra Bahia Los Frailes, un insenatura nella costa quasi incontaminata. Il paesaggio in questo tratto di strada è abbastanza intatto nel senso che vi sono poche costruzioni , pur in presenza di numerose lottizzazioni che lasciano presagire una cementificazione forsennata. (Grazie alla crisi economica la deturpazione del paesaggio è stata arrestata). Finalmente nel tardo pomeriggio giungiamo a Cabo Pulmo. E’ un ottimo posto per lo snorkeling quando il mare è calmo, noi purtroppo l’abbiamo trovato agitato e ci è stato quasi impossibile fare il bagno. Qui vi è una bellissima barriera corallina. Essendo ormai pomeriggio inoltrato decidiamo di fermarci a cenare presso un ristorantino sul mare dove assaggiamo un pesce veramente eccezionale che ci accompagnerà anche in altri momenti culinari della nostra vacanza: la Cabrilla, una specie di cernia. Il ristorante è molto spartano ed è situato proprio a vicino al diving quindi è molto facile individuarlo. Qui beviamo la nostra prima margarita frozen messicana, bevanda molto famosa in Messico. Abbiamo continuato sulla strada che una volta superato il “Cabo”, a Las Barrancas, diventa asfaltata, così in circa un’oretta di strada arriviamo a Los Barriles per soggiornare all’hotel Los Barriles. Rapporto qualità prezzo buono, circa 75 dollari per una doppia: il gestore si dimostra subito molto simpatico, tanto da lanciarsi in pronostici disfattistici sulla presenza dell’Italia ai mondiali!!!. Comunque dopo una giornata faticosa, ci lasciamo cullare da un bel bagno nella vasca idromassaggio situata a bordo piscina.

30 maggio (Los Barriles – La Paz) La mattina ci svegliamo di buon ora, nonostante il jet lag si faccia ancora sentire, e percorriamo la strada costiera asfaltata, che in seguito diventa sterrata verso Ensenada de los Suenos ,ex Muertos. Arrivati però a Boca de Alamo il nostro percorso è interrotto da un tornante impraticabile per la nostra auto che ci costringe a ritornare indietro. Ci fermiamo per un paio d’ore in una bellissima spiaggia, poco prima di Punta Pescadero, dove il mare è più calmo e si ha la possibilità di fare snorkeling in mezzo a una miriade di pesci tropicali. In questa spiaggia torneremo anche l’ultimo giorno in quanto è una delle migliori in assoluto che incontreremo nel corso della vacanza. Tutto il percorso costiero è molto affascinante e rimaniamo stupiti quando vicino ad alcune ville vediamo un aeroporto con jet privati di proprietà di ricchi americani che passano il week end in queste zone incantate. Riprendendo la strada nuova asfaltata che attraversa anche un altopiano e un canyon naturale, con numerose curve e saliscendi a cui bisogna prestare molta attenzione anche per la presenza di diverse buche, ci siamo ritrovati di nuovo a Los Barriles, decisi a prendere la Transpeninsular fino a San Antonio. A San Antonio percorriamo la strada in direzione San Juan de los Planes e giungiamo a Punta Arena de la Ventana. Qui ci sono molti pescatori e dopo alcuni giorni saremmo tornati per andare a pescare in compagnia del nostro amico pescatore Gilberto. La spiaggia di Punta Arena è molto bella e particolare: sabbia bianchissima con un mare azzurro limpido, soprattutto verso le ore più calde della giornata. Verso sera decidiamo di raggiungere La Paz: una vera città che non ha nulla a che vedere con i paesi incontrati fino ad ora: turbine di auto che, forse anche per l’orario di punta, ci danno non pochi problemi di circolazione, una segnaletica non troppo chiara … a cominciare dagli STOP che a differenza di quelli americani sono divisi in quelli a precedenza “4 altos” e quelli di vero e proprio stop…non sempre riconoscibili. A causa di un inversione a U azzardata, ci siamo beccati una multa dalla polizia locale, che ovviamente è stata pagata rigorosamente in nero. Decidiamo di soggiornare all’hotel Posada LUNA y Sol: accogliente, ben pulito e con un costo di circa 750 pesos la doppia. Tale struttura è gestita da 2 ragazzi che organizzano anche escursioni. 31 maggio (La Paz – Ciudad Constitucion) Alla mattina ci siamo diretti verso le spiagge più blasonate di La Paz, nonostante questo non abbiamo incontrato molta gente. Per fortuna! Dopo aver superato Playa Pichilingue (nulla di che) e alcune spiaggette con delle mangrovie siamo giunti alla magnifica e suggestiva Playa Balandra dove un’acqua caraibica e una sabbia finissima ci hanno davvero lasciato senza parole, acqua limpidissima chiara e fondale bassissimo per alcune centinaia di metri. Nel tardo pomeriggio ci siamo diretti verso Playa el Tecolota, che a nostro parere non è interessante; tuttavia da questo punto partono le barche che portano nel minor tempo, rispetto al Malecon di La Paz, a visitare la Isla Espirito Santo (noi al ritorno siamo andati con l’organizzazione dell’hotel Posada Luna Y Sol che parte direttamente dal malecon – lungo mare – di La Paz). Verso sera i abbiamo deciso di raggiungere, attraverso una stradina dissestata, Playa El Coyote, spiaggia non sabbiosa molto desolata e sicuramente ideale per snorkeling . Dopo uno sguardo veloce alla mappa, e non volendo sprecare una sera a La Paz (lo faremo al ritorno ) abbiamo deciso di raggiungere, dopo 206 chilometri di Transpeninsular, Ciudad Constitucion, dove abbiamo alloggiato al motel Oasis, bel posto, curato nonostante sia il classico motel di passaggio e lontano dalla strada. Qui abbiamo speso circa 490 pesos. A metà strada facciamo una sosta a Sant Agustìn presso una sottospecie di ristorante dove mangiamo in maniera veramente pessima. Questa sosta è stata dettata dal fatto che temevamo di arrivare tardi e di non trovare nessun ristorante aperto a Ciudad Consitucion. Scelta infelice poiché mettiamo a repentaglio la nostra salute mangiando 2 burritos in mezzo ad una selva di camionisti. Il mattino seguente partiamo alla volta di Loreto e percorriamo 150 chilometri su una strada all’inizio poco interessante ma poi, dopo il passo di montagna, permette di ammirare un bellissimo panorama sul mar di Cortez. Prima tappa è stata Puerto Escondido ma, al contrario di quanto consigliato dai diari, non trovando una spiaggia per un bagno, poiché per lo più è una marina dove partono imbarcazioni e traghetti, abbiamo proseguito il cammino verso Loreto dove siamo arrivati verso mezzogiorno inoltrato. E’ una città coloniale fondata dai padri gesuiti che costruirono la vecchia missione, tuttora molto bella e ben curata, che merita una visita. Per il pranzo la scelta è caduta su la posada da Mita y Gourmet, ristornate situato nel pieno centro della cittadina, di fronte al municipio. Il locale è gestito da una signora che parla bene l’inglese e molto accogliente. Dopo un breve giro per il centro, ci siamo diretti verso San Xavier; il primo tratto di strada (20 km circa) è stato asfaltato di recente mentre il secondo di circa 15 km è sterrato ma facilmente percorribile e in meno di 2 ore siamo giunti alla stupenda missione dove oggi sorge anche un villaggio molto carino, curato che ospita una comunità di recupero di alcolisti. Missione molto carina e soprattutto si respira un aria surreale in quanto San Xavier è un’oasi di palmeti in mezzo a montagne brulle cosparse di cactus. Ripercorrendo la Transpeninsular abbiamo raggiunto Mulege , concedendoci solo alcune soste per delle rigorose foto che immortalano gli indimenticabili paesaggi della Bahia Conception. Fin da subito la città non ha suscitato il nostro entusiasmo anche se si respirava un clima surreale: città sorta sull’estuario di un fiume, con stradine in parte asfaltate e altre in terra battuta, in mezzo ad una quantità di zanzare. Su indicazione di un diario ci siamo diretti a colpo sicuro all’Hotel Serenidad; la scelta meno azzeccata della vacanza. Noi lo sconsigliamo a chiunque. Camere poco pulite, prezzo molto alto (circa 960 pesos) i gestori poco cortesi, come peraltro la gente da quando abbiamo lasciato Loreto.



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