Maururu polynesia

Che bello ritrovare queste pagine, è tanto che non lascio un mio post. Siamo tornati da un mesetto dal nostro viaggio di nozze e come dopo ogni vacanza mi ero ripromesso di riproporvi una descrizione approfondita e dettagliata di ciò che è “toccato” a noi. Al solito, però, leggendo gli altri racconti ho già trovato tutto quello che avrei...
Scritto da: andrealula
maururu polynesia
Partenza il: 01/06/2008
Ritorno il: 14/06/2008
Viaggiatori: in coppia

Che bello ritrovare queste pagine, è tanto che non lascio un mio post. Siamo tornati da un mesetto dal nostro viaggio di nozze e come dopo ogni vacanza mi ero ripromesso di riproporvi una descrizione approfondita e dettagliata di ciò che è “toccato” a noi. Al solito, però, leggendo gli altri racconti ho già trovato tutto quello che avrei voluto scrivere io. E’ proprio vero che i gusti sono gusti! Tutti raccontate delle cose assolutamente attendibili, ma nessuno può riportare verità assolute. Mi limiterò quindi a qualche riga che spero possa servire da suggerimento, anche se ci sarebbero voci ben più autorevoli della mia, a chi si sta per recare in quella fantastica terra (o acqua, ah,ah,ah…), che è la Polinesia. Prima di partire, come in molti fanno, ho letto e riletto le pagine di TPC per tranquillizzarmi su varie questioni come: fare il bagno con gli squali, che tempo che avrei trovato, quali sono le isole migliori da visitare, ecc…Al ritorno posso solo dirvi di PARTIRE SENZA NESSUNA REMORA: 1- Primo consiglio spassionato è quello di farsi una tirata unica all’andata. Il jet-lag si accusa maggiormente al ritorno, quindi se avete in mente tappe “brevi” negli States, nell’ordine dei 3-4 giorni, fatele dopo!!! Altrimenti credo sia indifferente… Noi abbiamo fatto Milano-Parigi, Parigi-Papeete, con scalo tecnico a Los Angeles, senza fare uso di melatonina! Una volta a Tahiti vi sveglierete molto presto la mattina e, vi assicuro, non c’è niente di meglio! Lì la vita inizia all’alba e finisce al calar del sole, quindi intorno alle 17,30/18,00.

2- Come il buon Steve mi consigliava: fate almeno 3-4 notti per isola altrimenti sarete sempre con le valige in mano senza far in tempo ad apprezzare realmente dove siete! 3- Se potete scegliere optate per la mezza pensione. La sera non c’è vita, come la intendiamo noi occidentali, e onestamente chi ne ha bisogno in Polinesia! Si va a dormire presto e comunque i ristoranti/bar degli alberghi offrono un’ottima scelta e spesso qualche spettacolo locale! Per pranzo se siete in escursione fate il “pic-nic”, altrimenti un solo piatto sarà più che sufficiente per farvi tirare avanti fino a cena. Così facendo spenderete intorno ai 25 Euro a testa senza svenarvi troppo… 4- In ogni isola vi prepareranno cocco, ananas e altri frutti tropicali appena colti da mangiare al momento come spuntino di metà mattinata o come merenda. NON esitate, mai assaggiata della frutta così buona…Davvero! Noi abbiamo visitato 3 isole: Rangiroa, Moorea e Bora Bora (più il solo pernottamento a Tahiti la sera dell’arrivo). • Rangiroa è stata sicuramente la più affascinante perché ancora “selvaggia” e naturale. Non che le altre non lo siano, ma lì il tutto era elevato all’ennesima potenza. Non è necessario arrivarci in crociera per girarla tutta. Il KiaOra, unico Resort presente, organizza giornalmente escursioni da una parte all’altra dell’atollo (certo, a pagamento…). Come dicevo la nostra paura era quella di non poter fare il bagno liberamente per la presenza degli squali. E’ bastato fare l’escursione alla Laguna Blu, UN PARADISO, per sbloccarsi e capire che i pinna nera non filano l’uomo nemmeno a pagarli. Naturalmente sono d’obbligo il buon senso e seguire le istruzioni delle guide che vi accompagneranno. Non è necessario avere un brevetto per immersioni per incontrare squali, razze, barracuda, murene e pesci di tutti i tipi. Bastano maschera e pinne, che ogni Restort fornisce “gratuitamente” su richiesta ai propri ospiti, e spesso basta osservare l’acqua da riva o dai pontili per rimanere incantati. Altra escursione da non perdere la “Sable Rose” (sabbia rosa) con varie tappe per snorkeling, nuotate, viste di paesaggi mozzafiato e pic-nic/grigliata su motu (isolotto di pochi metri quadrati, stile Isola dei famosi) in mezzo alla laguna. Fate un’isola delle Tuamotu, anche se non sarà la Polinesia come ve l’immaginate. La vegetazione, quindi palme e sabbia bianca, sono molto caraibiche (passatemi il paragone…) ma ancora una volta la fauna ed i colori saranno ineguagliabili! • Moorea è il verde lussureggiante per eccellenza! Quando siamo arrivati ci siamo detti che questo era quello che ci immaginavamo pensando alla Polinesia. Il mare è diverso da Rangiroa, ma anche da Bora Bora. E’ più color smeraldo e “ombroso”, ma le sfumature e la trasparenza rimangono sempre indiscutibili. Più tranquillo rispetto alle Tuamotu, ottimo per lo snorkeling con acqua sempre calma e visibilità ottimale grazie alla quasi assenza di sabbia sui fondali. L’isola in generale ci ha dato l’idea d’essere molto “civilizzata” e ricca. Le strade sono ben asfaltate, il passaggio di veicoli è pressoché continuo e bellissime casettine/villette sorgono un po’ ovunque. Negozi, snack-bar e ristorantini s’incrociano molto spesso. Dicono che sia l’isola dove i Tahitiani vadano in vacanza, ed in effetti ne da l’impressione. Mentre Rangiroa era esclusivamente mare qui è d’obbligo girare l’entroterra! L’escursione in Jeep al Belvedere, al Liceo Agricolo e la Magic Mountain, da dove si gode una vista unica, è un must! Non pretendete di noleggiare un auto e andarci per conto vostro, ci sono dei posti dove è necessaria una 4×4. Usate l’auto/motorino per farvi il giro dell’isola piuttosto! La cena al Tiki Village non è male, anche se un po’ cara, ma lo spettacolo che viene rappresentato è magnifico. Purtroppo un po’ di poesia si perde quando si scopre che il tutto non solo è artefatto e ricreato per il turista, come ben si può immaginare, ma disgraziatamente gestito da un francese che presumibilmente ha molto a che fare con i franchi del pacifico e nulla con la cultura e la storia polinesiana. Abbiamo soggiornato al Pearl Beach Resort, raffinato e perfetto in ogni particolare.

• Bora Bora forse è la fusione tra le due precedenti isole. I colori del mare di Rangiroa ed il verde di Moorea. Le sfumature della laguna all’atterraggio sono quanto di più bello abbiamo mai visto in vita nostra. Anche qui abbiamo soggiornato al Pearl Beach, quindi non sull’isola principale ma su uno dei motu che la circondano. Questa è la regola che quasi tutti i più importanti Resort hanno seguito evitando così di costruire le loro strutture sull’isola principale per una motivazione che a breve vi risulterà più chiara. Non so dirvi dove sia meglio andare… Il Pearl di Bora Bora ha una bellissima spiaggia e l’acqua arriva alla vita anche camminando per parecchi metri verso il largo. C’è una nursery per i coralli, che stanno cercando di reintegrare in alcune specifiche zone, dove lo snorkeling non è davvero male. Un paio di razze bazzicano stabilmente la zona e l’unico squaletto s’è fatto vedere quando ormai aveva già fatto buio da un pò! Trattasi insomma della classica vita da spiaggia, se volete solo pesci, che vi assicuro esserci anche al Pearl, forse è meglio un altro posto. Vaitape non ha nulla da proporre, anzi la zona ci ha dato l’impressione di essere un po’ trascurata e malandata. Troverete qualche souvenir a buon prezzo nei negozietti dopo la chiesa davanti all’Ufficio postale. Punta Matira è la zona dei locali e della “vita” ma è anche il punto dove il sole va via per primo perché coperto dal monte Otemanu. Quindi credo sia da consigliare una sistemazione su un motu rispetto a quelle sull’isola principale. Imperdibili anche a Bora Bora lo shark-feeding, l’incontro con le razze e lo snorkeling al giardino dei coralli.



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