Maraton…ando per New York!

Lo scopo della mia partenza per New York, essendo un appassionato runner, era di correre la Maratona di New York: una delle 5 maratone più importanti al mondo. Scopo non secondario però, era visitare una città di grande fascino.
Scritto da: maratona22
maraton...ando per new york!
Partenza il: 31/10/2019
Ritorno il: 06/11/2019
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Pochi metri dopo sulla stessa strada abbiamo ammirato gli edifici della United States Courthouse e della Corte suprema dello stato di New York.

Ci siamo quindi diretti verso il quartiere chiamato Chinatown. Ci siamo immersi nelle sue stradine variopinte, abbiamo imboccato Mott Street e dopo pochi passi ci siamo trovati di fronte ad una chiesa che non aveva nulla di cinese: la Chiesa della Trasfigurazione, fondata nel 1827 col nome di Chiesa Cattolica Romana degli emigranti per prestare servizio ai poveri irlandesi che erano prevalentemente cattolici romani.

Continuando su Mott Street, altre immagini pittoresche.

Arrivati all’incrocio con Canal Street, abbiamo svoltato a DX per raggiungere il più grande tempio buddista di New York City: il Mahayana Temple. Esso contiene il più grande Buddha di New York City, una statua d’oro alta 16 piedi, seduta su un loto.

Usciti dal tempio, di fronte allo stesso, vi è l’ingresso del ponte di Manhattan.

Continuando il nostra giro all’interno del quartiere cinese siamo arrivati davanti al Little Singer Building. Dietro ad esso una volta esisteva il Singer Building: un grattacielo di quarantasette piani e 186 metri di altezza, che è stato demolito.

Raggiunta la vicina stazione metro di Canal Street Station, abbiamo preso la linea E JamaicaCenter–Parsons/Archer, scendendo alla 5^ fermata 34 Street-Penn Station, distante 100 m dal nostro Hotel.

Sabato 2 Novembre 2019

Totale a piedi Tamara e Alice 9,2 km/Gian Luigi 7,7 km

Di buon ora, si fa per dire, siamo usciti dall’Hotel e dopo un abbondante colazione in un Dunkin’ Donuts abbiamo imboccata l’8^ Avenue direzione Central Park.

Arrivati dopo quasi 2 km a Columbus Circle abbiamo fotografato alcuni dei meravigliosi grattacieli che incontravamo.

L’Hearst Tower, le Time Warner Center il Trump International Hotel and Tower

Costeggiando Central Park dalla parte West, vi sono palazzi di gran pregio adibiti a condominio come al n° 25 il The Century Condominium.

Girando a SN, dopo il Century, abbiamo raggiunto un luogo mitico per la musica e la danza: il Lincoln Center for the Performing Arts, meglio conosciuto come Lincoln Center. Al suo interno vi sono numerose sale, teatri, auditorium che soddisfano i vari campi artistici presenti: una sala delle quali è la Alice Tully Hall.

Imboccata la Broadway direzione Nord, un altro edificio storico: L’Ansonia. Costruito alla fine dell’Ottocento, è stato per alcuni anni il più grande e lussuoso hotel della città, nonché uno dei più grandi al mondo, particolarmente apprezzato dalle celebrità dell’ambito operistico come Enrico Caruso ed Arturo Toscanini.

Dopo l’Ansonia ci siamo diretti verso il Central Park per poter ammirare un altro edificio bellissimo: il Dorilton.

A poca distanza un’altra meraviglia : il Pythian. Una volta chiamato Tempio Pythian era un edificio storico dei Knights of Pythias (Cavalieri di Pythias). The Knights of Pythias è un’organizzazione fraterna e società segreta fondata il 19 febbraio 1864.

Prima di entrare a Central Park, siamo giunti di fronte al famoso Dakota.

Il Dakota è noto per essere stato, a partire dal 1973, l’ultima residenza del beatle John Lennon e di sua moglie Yoko Ono, che risiedevano nel loro triplo appartamento al

Settimo piano.

L’’edificio è quindi indissolubilmente legato all’assassinio di John Lennon, ucciso da uno squilibrato davanti all’ingresso principale l’8 dicembre del 1980. Da allora Yoko Ono, che ancora vi risiede celebra ogni anno l’anniversario della morte di Lennon con un pellegrinaggio pubblico di un’ora che parte dal Dakota e termina al vicino Strawberry Fileds Memorial di Central Park, creato in memoria del celebre cantante.

Siamo quindi entrati a Central Park. Ed abbiamo reso omaggio al grande John.

Inoltrandoci nel parco, costeggiando The Lake siamo giunti ad un posto chiamato Wagner Cove formato da un rifugio rustico con due panche di legno. Il rifugio si trova all’interno del Ramble (36 acri di boschi con percorsi tortuosi, calette tranquille e ricchi giardini forestali).

Dal lago si vedeva in lontananza un maestoso edificio: il Beresford, distinguibile per le sue tre torri.

Ci siamo diretti verso il Ladies Pavillon e da li verso il Castello di Belvedere.

Il nome gli fu dato per lo splendido panorama che si può vedere dalla sua terrazza panoramica che spazia su un’ampia zona di Central Park: a nord sul Great Lawn, il prato più esteso del parco, spesso cornice di concerti ed eventi.

L’ingresso è gratuito e l’apertura è dalle 10 alle 17, è chiuso nei giorni di Thanksgiving, Natale e Capodanno.

Siamo quindi ripartiti per raggiungere il Conservatory Water, un laghetto dove i bambini (ma anche gli adulti) fanno navigare le barchette a vela radiocomandate.

Accanto al Conservatory Water c’è la bellissima statua di Alice in Wonderland ed il monumento ad Hans Christian Andersen.

Abbiamo poi raggiunta la vicina Terrazza Bethesda costituita da un piano superiore e uno inferiore collegati tra loro da due grandi scale.

Nel piano inferiore si trova una fontana al cui centro vi è una statua in bronzo di otto piedi che raffigura un angelo alato femmina chiamata anche Angelo delle Acque. Sotto

Di lei ci sono quattro cherubini che rappresentano Temperanza , Purezza , Salute e Pace. La statua si riferisce alla guarigione del paralitico alla piscina di Bethesda in Gerusalemme, una storia del Vangelo di Giovanni, dove un angelo agitava l’acqua: il primo ad entrarvi dopo l’agitazione dell’acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto.

Tramite la Terrace Drive siamo usciti da Central Park dalla sua parte Est.

Essendo ormai arrivata l’una, abbiamo pensato di trovare un posto dove mangiare.

Camminando sulla Madison Avenue, strada parallela al Central Park abbiamo incontrato, al n° 1011, un localino che ci piaceva: Viand Restaurant.

Dopo aver mangiato ho pensato bene di tornare in albergo a riposarmi un po’, visto che il giorno dopo sarebbe stato quello più atteso dopo tanti allenamenti: il giorno della

Maratona di New York! Chiaramente per il ritorno ho approfittato di mezzi pubblici. Raggiunta la 68 Street Station sono salito sul metro della linea 6 (Brooklyn Bridge –

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