Manhattan in pratica

Tutto quello che c'è da sapere per vivere al meglio il cuore di New York
 
Partenza il: 25/03/2017
Ritorno il: 03/04/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

autorizzazione. L’artista siciliano Arturo Di Modica ha realizzato questa massiccia scultura in bronzo e nel 1989 ha deciso di installarla di fronte alla sede della borsa di Wall Street. Sebbene abusiva, non è stata mai rimossa perché ormai simboleggia per gli americani la forza, il potere e la speranza del popolo.

3 Le iscrizioni sui marciapiedi di Wall Street Il tratto di Broadway che corre lungo la zona sud di Manhattan è chiamato Canyon degli eroi (Canyon of Heroes) perché qui si tengono le famose parate dei coriandoli (ticker-tape). Sui marciapiedi ai lati della Broadway, tantissime strisce di granito nero ricordano i nomi dei singoli personaggi famosi che nel corso degli ultimi cinquant’anni hanno partecipato alle parate.

4 Una corsa in Central Park Sebbene non sia una cosa comoda, è estremamente emozionante andare a correre al Central Park in mezzo agli altri newyorkesi. Ti fa sentire davvero parte del luogo, come in un film. E c’è anche qui il wi-fi gratis.

5 Passeggiare sulla High Line Anche se decidete di perdervi la visita al Whitney Museum – e sarebbe un vero peccato – potete arrampicarvi gratis sulla vecchia West Side Elevated Highway, ora chiamata High Line, che corre pressochè parallela alla 10th Avenue, per ammirare dall’alto infiniti scorci panoramici, le opere del progetto Wanderlust, il nuovo condominio 220 di Zaha Hadid sulla 11th Avenue o semplicemente per sdraiarvi su una delle panchine a prendere il sole. E c’è anche qui il wi-fi gratis.

6 Andare a Dumbo a vedere Manhattan Dal centro di Manhattan, prendete la linea F verso (downtown), scendete alla fermata di York Street e passeggiate in discesa fino al Main Street Park. Da qui potrete godere di una vista mozzafiato sul tutta la costa sud-est di Manhattan. E c’è anche qui il wi-fi gratis.

7 Le fontane del 9/11 Laddove fino all’11 Settembre sorgevano le Torri Gemelle (Twin Towers) ci sono oggi due grandi fontane quadrate in granito nero (Reflecting Pools) in ricordo delle vittime degli attentati. I nomi di tutte le vittime sono stati incisi nelle lastre che circondano le fontane e il rumore delle cascate d’acqua sembra un continuo fragoroso applauso ai caduti e a coloro che hanno perso la vita per salvare migliaia di persone.

8 Grand Central Terminal Durante una delle vostre corse in metro è obbligatorio scendere alla Grande Stazione Centrale, una delle più grandi al mondo. Elementi caratteristici sono il suo stupefacente atrio principale (Main Concourse) sul cui soffitto sono dipinti segni zodiacali e costellazioni e l’orologio a quattro facce in cima al banco informazioni, che appare nel film Madagascar.

9 Trinity Church Nella parte sud dell’isola (Downtown) si trova una delle più interessanti chiese episcopali neogotiche di Manhattan, la Chiesa della Santissima Trinità (Trinity Church), costruita nel 1846 e monumento storico. Un tempo era uno degli edifici più alti della città, tant’è che il campanile fungeva da faro per le navi. Oggi sembra piccolissima a confronto con i grattacieli che la circondano. Nel giardino che circonda la chiesa si trovano numerose tombe di personaggi illustri, fra le quali quella di Alexander Hamilton.

SEMPRE PIÙ IN ALTO Manhattan è un luogo tridimensionale, vale la pena di spendere qualche decina di dollari per salire almeno sul Top of The Rock e sull’Empire State Building. Io consiglio di scegliere il primo di giorno, per la vista sul Central Park, e il secondo di notte, per lo spettacolo delle luci sulla città.

Sul perché non perdere tempo ad andare da Buddy Valastro. Capisco che un appassionato del genere televisivo sia tentato di andare a visitare la pasticceria di Carlo (Carlo’s bakery) ad Hoboken. Ma Hoboken non è Manhattan. È a mezz’ora di metropolitana di Manhattan. Con tutto quello che c’è da fare, siete proprio sicuri che ne valga la pena? C’è la filiale sull’8 Avenue.

ESPATRIARE Se a qualcuno di voi viene la voglia irrefrenabile di trasferirsi a vivere e lavorare a Manhattan, fatevela passare contando il numero di mendicanti che affollano le strade e che ogni mattina prendono servizio armati di pennarello e cartone per comunicare il proprio disagio sociale. Oppure potreste convincervi definitivamente, basta che siate consci del fatto che qui è dura, davvero dura. Fiumi di denaro a due gambe scorrono nelle vie di Manhattan e l’abilità consiste nel trovare il modo di far sì che almeno un piccolo ruscello finisca nelle vostre tasche.

CONCLUSIONE Chiunque parli di Manhattan non dovrebbe mai dimenticare il cartello che si incontra quando si lascia l’isola e ci si avvicina al JFK per ritornare a casa: “state lasciando la città dei sogni” (you are now leaving the city of dreams).



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