Malesia sopra e sotto il mare

Dopo diverse ipotesi per le vacanze di quest’anno si è deciso: Malesia! Non conosciamo molto di questo Paese ma leggendo ci sembra proprio che possa avere tutte le carte in regola per poterci regalare un viaggio con tutto quello che cerchiamo. Bel mare, città interessanti, natura, possibilità di girare agevolmente (stavolta con l’aereo,...
Scritto da: peppone72
malesia sopra e sotto il mare
Partenza il: 26/06/2009
Ritorno il: 18/07/2009
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

Dopo diverse ipotesi per le vacanze di quest’anno si è deciso: Malesia! Non conosciamo molto di questo Paese ma leggendo ci sembra proprio che possa avere tutte le carte in regola per poterci regalare un viaggio con tutto quello che cerchiamo. Bel mare, città interessanti, natura, possibilità di girare agevolmente (stavolta con l’aereo, l’ottima Air Asia, invece che con i bus come di solito) con il valore aggiunto della fama di Semporna e Sipadan in particolare, per le immersioni. Fermati i voli internazionali con KLM (scalo a Amsterdam) per l’importo eccezionale di 520 € a testa, si parte il 26 giugno e si ritorna il 19 luglio…24 giorni, mica male! Stabiliti i posti che vogliamo visitare si definisce il giro interno: 2 gg a Kuala Lumpur, 5 gg alle Perhentian, 3 gg a Kuching coi suoi parchi, 3 gg nella giungla del Borneo sul fiume Kinabathang, 8 gg a Semporna per immersioni e mare con chiusura a Kuala l’ultimo giorno prima del ritorno a casa. In tutto 6 voli interni, tutti con Air Asia, per neanche 100 € a testa di spesa totale! Passando alle prenotazioni necessarie prima di partire, fermiamo la notte a Kuala Lumpur al Pondok Lodge, prenotiamo con Uncle Tan i 3 gg/2 notti nel Borneo (380 RM a testa) e dopo aver avuto qualche problema di comunicazione con Uncle Chan, prenotiamo 4 giorni di immersione con Sipadan Scuba (2 a Sipadan e 2 su altre isole) per 1.640 RM a testa…E dulcis in fundo la cena sulla Menara per il 27 giugno, la prima sera…E siamo pronti per partire! 27 Giugno.

Dopo un viaggio confortevole alle 15.00 atterriamo puntualissimi a Kuala Lumpur. Fa caldo, il cielo è velato e c’e’ un umidità incredibile. Prendiamo il biglietto del treno (30 RM a t) che collega l’aeroporto internazionale (KLIA) con la stazione centrale dei pullman a Kuala (K Sentral) e in una mezz’ora ci siamo. Intanto dai finestrini abbiamo intravisto la Menara Tower e le Petronas. L’attesa per il budget taxi (10 RM) è piuttosto lunga e quando finalmente arriva l’anziano tassista non sembra particolarmente pratico delle strade di Kuala. Arriviamo comunque, non senza qualche difficoltà, al Pondok Lodge (65 RM doppia senza bagno), nel golden triangle in una via piena di locali e ristoranti. Non è il massimo della pulizia, per fortuna dobbiamo stare solo 1 giorno e ½.. Ci facciamo una doccia e si parte alla volta della Puduraja Station, la stazione da cui partono i bus per Malaka, tappa del giorno successivo. Purtroppo non ci sono più biglietti per il ritorno (e tornare in autostop non ci sembra il caso!). Cambiamo quindi i programmi, andremo alle batu caves il giorno successivo e a Malaka al nostro ritorno a Kuala. Inizia a farsi scuro e ad arrivare la sera..Momento in cui si dice questa città dia il suo meglio. Durante la lunga passeggiata, non facilitata dallo stato pietoso dei marciapiedi (quando presenti!), passiamo sotto la Menara Tower, illuminata da luci cangianti, dove andremo a cena e arriviamo finalmente alle Petronas, al centro della città. Le torri illuminate sono uno spettacolo tanto imponente quanto affascinante. Gli alti palazzi intorno, anch’essi tutti illuminati, fanno da degno contorno. In questa parte Kuala Lumpur non ha veramente niente da invidiare ad altre metropoli, anzi spettacoli urbani del genere credo non sia facile trovarli in altri posti al mondo. Le fotografiamo, facciamo il giro per arrivare al laghetto con le fontane sincronizzate e passiamo dentro il centro commerciale che anche a quell’ora pullula di gente per i suoi 5 piani. Tornati alla Menara, la salita finale unita all’umidità incredibile ha un “effetto sudore” devastante e prima di salire al ristorante la sosta per provare a rimediare in qualche modo è obbligatoria. Lo smarrimento del biglietto di prenotazione all’ingresso del ristorante poi rischia di far precipitare di nuovo la situazione ma per fortuna la signorina si fa bastare il nostro nome sul foglio. Finalmente ci viene dato il nostro tavolo, proprio mentre le Petronas ci passano davanti, sotto di noi. Anche se il cibo non è proprio eccezionale, la spettacolo di cenare mentre tutta la città illuminata ci scorre di fronte vale da solo i 115 € del conto. Fatte tutte le foto, praticamente per ultimi lasciamo la sala e ci avviamo verso casa. Nonostante le urla che arrivano dalla strada ci facciamo un bel sonno. L’avventura è iniziata.

28 Giugno Dopo la colazione a pane burro e marmellata, sempre rigorosamente scalzi, chiediamo informazioni alla reception per il bus per le Batu Caves che, ci dicono, parte davanti al Mercato. Nonostante l’autista, che guida mentre si gratta la schiena, passa col rosso e prende i marciapiedi, in una mezz’ ora siamo alle grotte. L’enorme statua dorata della Santità del luogo, visibile già da lontano, è imponente. C’e’ molta gente il posto sembra piuttosto turistico, e fatti i 279 ripidi scalini, le bancarelle che vendono cartoline e immagini sonore e multicolori di varie divinità all’interno della grande grotta ce lo conferma. Sono comunque presenti due tempietti indù dove persone in abito tradizionale pregano e battezzano i bambini con la testa ricoperta di fango colorato. L’attrazione principale però sono le scimmie che girano numerose nella grotta e mangiano le banane regalategli dai turisti. Quella col suo piccolo nella recinzione all’esterno poi è un altra bella scena da fotografare. Nel pullman ci studiamo il percorso suggerito dalla Lonely tra Cinatown, Litle India e dintorni e appena tornati in città si parte. Il mercato è pieno di negozietti non particolarmente caratteristici così come quelli per le varie vie che percorriamo. Comunque si riesce a percepire lo spirito di questa città dove convivono persone di razze diverse ed ognuno sembra aver portato con se un po’ della propria cultura e modo di vivere, creando una situazione magari confusionaria, ma comunque interessante. Tale diversità si rispecchia anche nei luoghi di culto, sorgono infatti gli uni a fianco agli altri tempi taoisti, indu’ e moschee. Il caldo e l’umidità mettono a dura prova la resistenza, dopo una birretta all’antico Caffè Continental, arriviamo fino alla fine di Little India. La monorotaia ci riporta sotto Chinatown da dove finiamo il giro tornando al mercato. Va detto che le indicazioni della Lonely non sono sempre precise e a volte i luoghi o non sono indicati molto correttamente o non sono proprio presenti. E non saranno gli unici abbagli che prenderà la nostra guida! Per la strada verso casa ci fermiamo a un centro massaggi e prenotiamo un ora di thai massagge…Per 13 € a testa! Dopo la doccia torniamo, pronti per far riprendere le nostre membra affaticate dalle ore di passeggiate. Alla richiesta se volevamo il massaggio normal o strong ovviamente rispondiamo entrambi “strong”! La forza con cui quelle due esili ragazze, con le loro mani, piedi, gomiti e ginocchia ci scrocchiano, tirano, pigiano e massaggiano ha dell’incredibile! Ma dopo qualche doloretto iniziale il piacere dei passaggi successivi su schiena, collo, cosce, polpacci è incredibile! Usciamo rinati e con un sorrisetto stampato in viso. A cena andiamo al simpatico ristorantino vicino casa con i tavoli all’aperto dove per un centinaio di RM mangiamo pollo fritto e patatine e due belle birre. Poi a letto che domani la partenza è alle 5.45.



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